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AL VOSTRO SERVIZIO 2016 di Augusto Maccioni

DOPO IL VOTO, ZINGARETTI CHIEDE GIOCO DI SQUADRA E RILANCIA IL RECOVERY FUND
DI BATTISTA: " LA PIU' GRANDE
SCONFITTA DEI 5 STELLE"

DI MAIO SI CONSOLA COL
RISULTATO DEL REFERENDUM


di Augusto Maccioni
(22-9-2020) Il giorno dopo le elezioni, referendum e regionali, i partiti si interrogano e attaccano. A caldo, dopo i primi risultati, i leader non si sono scomposti e hanno dichiarato ai microfoni dei media di aver fatto la propria parte e si dichiarano soddisfatti e vincitori. Tutti. Martedi, però, ci sono ripensamenti e la mente è lucida tanto è vero che Di Battista, che ha partecipato con forza alla campagna elettorale dei 5S, attacca adesso il suo movimento:" E' stata la più grande sconfitta della storia del Movimento 5 stelle". Non si mette in discussione, naturalmente, il referendum per il taglio dei parlamentari che tutti, si fa per dire, vogliono ma che nella sostanza potrebbe essere alla fine inapplicabile per una democrazia snella e capace di risolvere i problemi della gente, oltre quelli più articolati e di respiro nazionale e internazionale, ma come sono andate le elezioni nelle regioni. Sempre in un video su fb Di Battista spiega: "In Campania passiamo dal 17 al 10%, la Regione del ministro degli Esteri, del presidente della Camera. In Puglia dal 17 al 10%. In Liguria dal 22,3 al 7,8%, in Veneto una debacle". E' una fotografia che sconvolge e che dice chiaramente che i 5S si stanno spegnendo e forse non ci sono cure per rianimare una situazione sempre più problematica. Lo stesso Di Maio dice "Abbiamo sbagliato", convinto che il Movimento riuscirà a rialzarsi e a riacquistare energia e percentuali facendo capire anche che con l'alleanza col Pd le cose sarebbero state diverse. Su questo punto Di Battista alza la voce e dice che non è questo il tema, "il tema è l'innegabile crisi identitaria del M5S e di quel sogno cui hanno creduto in tanti ma in cui oggi non credono più". Sul quasi cadavere dell'alleato, Zingaretti rilancia e detta l'agenda a Di Maio: riforme, Recovery fund e sanità. Neanche il Pd viaggia a vele spiegate ma va avanti con la sua storia e col suo zoccolo duro dando ogni volta dei colpetti all'alleato-nemico Di Maio che continua a perdere consensi. I due alleati al governo litigano ma non mollano le poltrone e in questa situazione chi ha vita facile è il premier Conte che non intende portare avanti nessun rimpasto e ha dei dubbi anche sul Mes. Sul fronte dell'opposizione chi sta meglio di tutti è FdI di Giorgia Meloni che aumenta i suoi voti in tutte le regioni andate al voto e mette il suo governatore, Acquaroli, nelle Marche. Per il resto il centrodestra ha vinto in Liguria, ma c'è poco di Salvini, e in Veneto dove ha vinto a vagonate Zaia che ha poco di Salvini, anzi sarà il prossimo avversario dell'attuale leader leghista. Ci sarà il tempo per analizzare il voto, ma una cosa è certa: il centrodestra è vincente e si sta prendendo tutte le regioni italiane, il Pd non andrà oltre il 20% e il M5S è destinato a diventare forza di opposizione con i suoi, forse, 12%. (
foto dal web/Social Di Battista con Di Maio)


IL TAR SOSPENDE L'ORDINANZA DEL GOVERNATORE SARDO CHRISTIAN SOLINAS
NIENTE TEST PER ARRIVARE SULL'ISOLA: E' IN CONTRASTO CON LA LIBERA CIRCOLAZIONE TRA REGIONI

di Augusto Maccioni
(17-9-2020) La notizia era nell'aria e il braccio di ferro tra la Regione Sardegna e Governo in merito agli esami da effettuare per contrastare il covid-19 prima di arrivare sull'isola, ha portato a inasprire ulteriormente il dialogo che poteva essere ricomposto se si fossero considerate le ragioni e le preoccupazioni del governatore sardo Christian Solinas(PSd'Az). Del resto la regione Sardegna chiedeva più tutela sanitaria che non c'è stata da parte del governo centrale. Solinas aveva avanzato l'idea di un "passaporto" sanitario, negato dal governo, e altri provvedimenti per mitigare il dilagare dei contagi nell'isola da ferragosto in poi in considerazione del fatto che proprio in quel periodo il turismo in entrata poteva creare problemi dal punto di vista del coronavirus. Contagi che ci sono stati e che durano ancora oggi, perdurando di fatto l'afflusso turistico, e questa situazione preoccupante ha spinto Solinas a emanare il provvedimento che prevedeva una sorta di esami obbligatori per chi arrivava sull'isola. Il governo, è notizia di oggi, esulta perchè il Tar le da ragione e di fatto sospende l'efficacia dell'ordinanza. Molta attenzione è stata riservata agli articoli 10,11 e 12 del provvedimento del governatore che imponeva la certificazione di un test di negatività agli imbarchi o il tampone nelle 48 successive. Una disposizione, secondo il ministro agli Affari regionale Francesco Boccia(Pd)-
foto dal web/Social con Solinas-, in contrasto con la libera circolazione tra regioni previsto dall'articolo 16. Secondo il giudice del Tar D'Alessio: 1) Il rischio sanitario in Sardegna non giustificava l'adozione di un'ordinanza che incide sulla libera circolazione delle persone 2) L'incremento dei contagi è messo in relazione al forte afflusso turistico del mese di agosto e pertanto è considerato episodico 3) Tale limitazione non è dimostrata perchè non c'è una insostenibile pressione sul sistema sanitario regionale. Solinas è su tutte le furie e sulla decisione del Tar parla di " un atteggiamento arrogante e propagandistico che mira a soverchiare l'autonomia speciale e contrastare sul piano ideologico e non sostanziale l'azione di governo di una Regione evidentemente non allineata", una decisione, quindi, politica posto che, dice ancora Solinas, misure decisamente più discriminatorie nei confronti dei sardi sono state adottate da Lazio, Campania e Puglia senza che il Governo dicesse niente o facesse ricorso. Il riferimento va ai test che la Regione Lazio, ad esempio, chiede alle persone di rientro dalla Sardegna ma anche ai voli sperimentali covid free tra Milano e Roma dell'Alitalia. Per loro, dice Solinas, è consentito attuare provvedimenti di tutela ma non per avere uno scudo in Sardegna. La partita è pressoché vinta dal Governo ma di questa sfida, con la Regione Sardegna, se ne continuerà a parlare perchè presso il Tar è prevista l'udienza di merito il 7 ottobre.



DOPO PARIGI E BERLINO SCENDONO
IN PIAZZA I NEGAZIONISTI ITALIANI

"NO MASK" A ROMA, MANIFESTAZIONE SENZA MASCHERINA E DISTANZIAMENTO
"IL LOCKDOWN CI HA PORTATI ALLA FAME", SPERANZA:" FANNO RABBRIVIDIRE"

di Augusto Maccioni
(5-9-2020) Qualcuno la mascherina la indossa ma la piazza di fronte alla Bocca della Verità a Roma è tutta per la manifestazione(
foto dal web/Social) organizzata per contestare non solo l'uso delle mascherine ma anche il distanziamento sociale. I negazionisti che si sono dati appuntamento di pomeriggio, oltre 1500 secondo la questura, hanno criticato il governo, definendolo "criminale e assassino" perchè ha obbligato gli italiani "a stare chiusi in casa senza motivo", e con urla e striscioni ("Noi siamo il popolo") ha ridicolizzato il sistema degli interventi sanitari per combattere il covid. Lunghissimo l'elenco dei negazionisti che ha bachettato tutti compreso il pesidente Mattarella e il papa Francesco. Per salvare l'italia e gli italiani, dicono, è necessario schierarsi con Trump e Putin e sconfiggere il sistema che non regge e che porta al collasso(" Il lockdown ci ha portati alla fame"). I nemici sono tutti quelli che "credono" al coronavirus e i morti ci sono stati ma per motivi che nulla hanno a che vedere col contagio. I complottisti sono decisi: no ai tamponi, no ai vaccini, no alle mascherine, no al distanziamento e no al 5 G. Dopo Londra, Parigi e Berlino scendono in piazza anche gli italiani con obiettivi simili, non vogliono divieti e puntano a tornare alla normalità anche se i temi toccati durante la manifestazione sono diversi e più marcatamente politici. Viene da chiedersi, in un periodo nel quale c'è una ripresa del coronavirus in Italia, come mai è stata autorizzata una manifestazione senza le cautele previste per il covid-19. Ci sono i divieti un pò in tutta Italia e c'è l'obbligo di portare mascherine e attenersi al distanziamento e per chi viola queste norme ci sono multe salate, ma per i manifestanti "no mask" tutto è permesso: circolano ammassati, stazionano senza distanziamenti, non usano mascherine e sul palco gli organizzatori fanno a gara per non rispettare norme e leggi. "Noi siamo il popolo" ma per fortuna a manifestare sono in pochi e non rappresentano di certo l'Italia che invece riconosce la pericolosità dei contagi e rispettano le disposizioni sanitarie. E' lecito manifestare, dire la propria opinione, ragionare su argomenti di estrema attualità ma non in questo modo vergognoso, per rispetto di quanti hanno lottato per superare le difficoltà del virus, di tanti familiari che hanno perso un proprio congiunto e di tanti lavoratori che, proprio a causa del coronavirus, hanno lasciato il proprio lavoro o hanno abbandonato la loro attività. Un rispetto doveroso che è stato schiaffeggiato da una manifestazione che doveva essere fermata perchè incurante delle prescrizioni sanitarie. Il ministro della Salute Speranza: "Fanno rabbrividire". Adesso guardiamo avanti e vediamo un pò, dopo questa manifestazione, quanti faranno ricorso ai sanitari nel caso dovessero diventare positivi. Sarebbe interessante averli, per così dire, individuati per capire la loro situazione sanitaria futura. Una cosa è certa: quella manifestazione è stata vergognosa e doveva a tutti i costi essere fermata non in forma "fascista" o "dittatoriale" ma in maniera democratica.



SARDEGNA, NON C'E' UN
"CASO COSTA SMERALDA"

COL CONTROESODO DEI TURISTI VIP,
DIVERSI FOCOLAI NON ESISTONO PIU'

"SUI MILLE TAMPONI NESSUNO
E' RISULTATO POSITIVO"


di Augusto Maccioni
(3-9-2020) Costa Smeralda al collasso, "maledetta Costa Smeralda"(
foto dal wweb/Social). Gli untori, insomma, è stato detto, sono proprio nel paradiso turistico della Sardegna dove i turisti con le carte di credito gonfie arrivano a popolare le località più frequentate della Gallura. In queste ultime settimane, col trend coronavirus in sù, la Sardegna è stata in primo piano, indicata come la regione dove sono emersi casi della pandemia che hanno preoccupato parecchio creando una vasta pubblicità negativa sulla stampa nazionale. L'obiettivo, anche se non dichiarato, era di affossare il turismo isolano mettendo in relazione i contagi, pochi e circoscritti, con le bellezze di una Sardegna sempre amata e rispettata solo che questa volta è stata infangata e umiliata. L'isola improvvisamente è passata da covid free a untrice, e questo perchè chi è venuto in Sardegna, e in Costa Smeralda o nei locali più gettonati del nord, è passato senza controlli sanitari contagiando le persone sul posto e rientrando nella penisola sempre col virus. Qualche tampone e subito è scattata la trappola: i turisti arrivati nell'isola sono stati contagiati, quindi titoloni sui giornali a tiratura nazionale che affossavano la Sardegna e i sardi. A parte la polemica tra Briatore e il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, la vicenda esplosiva della Sardegna esportatrice del virus è nata dai contagi nel villaggio di Santo Stefano alla Maddalena e subito si è parlato, soprattutto da parte della stampa della regione Lazio, di rischio "bomba virale". Il governatore sardo Christian Solinas si è impegnato molto per ribaltare la situazione negativa dicendo che i casi erano di importazione o di ritorno e che la Sardegna non meritava un trattamento del genere. A distanza di qualche settimana ci sono alcuni risultati che potrebbero chiarire l'incidente: non esiste un "caso Sardegna", col controesodo scattato qualche giorno fa con la ripartenza dei turisti vip non ci sono più focolai. Da Porto Cervo a Porto Rotondo del virus non c'è traccia anche se rimangono sotto osservazione tante persone in quarantena. C'è al momento da chiarire il contagio di Berlusconi e della sua famiglia a Villa Certosa e l'unità di crisi sta approfondendo i controlli. Per il resto i dati stanno dimostrando l'assenza del virus: sui mille tamponi eseguiti nelle strutture ricettive nessuno è risultato positivo. Rimane, dopo tante polemiche e tanto fango sulla Sardegna, un danno immagine di grande rilevanza a livello turistico. Per questo motivo il governatore sardo Solinas conferma la possibilità di intraprendere azioni legali a tutela della Sardegna e dei sardi: "Stiamo facendo le nostre valutazioni sentendo anche gli operatori - ha detto il presidente sardo -, vogliamo capire quale sia stato l'impatto non solo per le numerose cancellazioni, ma proprio per l'immagine di un'Isola, che è stata messa in discussione a livello internazionale".


ANCORA FANGO SULLA SARDEGNA DA PARTE DEL CORSERA E REPUBBLICA
LO STRATAGEMMA DEI "SIGNOROTTI" DELLA ROMA BENE
"HANNO PRESO LA TACHIPIRINA
PER ARRIVARE NELL'ISOLA"


di Augusto Maccioni
(23-8-2020) Ci sono molte cose che non tornano sul versante dei contagi che, secondo il Corriere della Sera e Repubblica, sarebbero avvenuti in Sardegna. L'isola è terra millenaria e la sua gente è squisita e accogliente, rispettosa delle norme e delle leggi soprattutto, in questo ultimo periodo, quelle emanate per il coronavirus. Il trattamento riservato all'isola da parte di questi giornali nazionali non è stato rispettoso nei confronti della Sardegna e della sua gente perchè si sono accaniti contro i sardi che sarebbero stati untori e trasmettitori del virus nei confronti di quanti, soprattutto romani e milanesi, hanno invaso i luoghi di villeggiatura più gettonati dei vip. I reportage dei due giornali mettono in evidenza episodi di persone che hanno raccontato la loro odissea in Sardegna, dal fatto, cioè, di essere partiti "negativi" per poi rientrare nelle loro città "positivi". Detta così sembrerebbe normale concludere che il virus è stato trasmesso in Sardegna. L'isola, per inciso, è da tempo covid free e sembra strano beccarsi il coronavirus se non si è positivi. Quando la macchina del fango si arma a dovere sono facili le conseguenze per danneggiare la terra del turismo e macchiare un'isola che nulla ha a che fare con persone irriguardose, senza scrupoli che vogliono essere irriverenti ad ogni costo. Queste persone appartengono alla Roma bene che nei giorni scorsi hanno cantato, ballato e si sono tuffati nello specchio d'acqua del resort di lusso di Santo Stefano. Erano quasi 500, non hanno concluso la loro vacanza-vip perchè ci sono stati 26 contagi, quindi la loro permanenza è stata prolungata. Il dato ha scatenato l'ira del Corsera e di Repubblica: la Sardegna, terra del covid, deve essere chiusa, per poi definirla "terra maledetta". Non hanno considerato che questi giovanotti della Roma bene per venire in Sardegna si sono attrezzati e per non avere problemi, hanno riferito a diversi giornali, hanno preso la tachipirina per superare i controlli all'imbarco. E' chiaro che una volta arrivati in Sardegna il virus sia esploso e abbia contagiato altre persone. Ma questo stratagemma non sarà mai raccontato dai due giornaloni. Rimangono le parole, i titoli, il fango sulla Sardegna e sui sardi. E non è giusto un trattamento del genere.


SARDEGNA BERSAGLIO DEL NORD: "E' LA REGIONE CHE ESPORTA IL VIRUS"
IL LAZIO: "DALLA SARDEGNA
RISCHIO BOMBA VIRALE"

SOLINAS NON CI STA:" I CASI SONO DI IMPORTAZIONE O DI RITORNO"

di Augusto Maccioni
Doveva succedere. La Sardegna covid free è stata derisa e criminalizzata da quelle regioni che continuano a macinare contagi a raffica, non appena nell'isola è apparso il boom dei casi nelle zone più esclusive per il turismo. E' avvenuto nell'arcipelago della Maddalena nell'isola di Santo Stefano, nello scenario da favola di un resort di lusso dove 470 fra turisti e personale sono apparsi i primi contagi per poi arrivare, conclusi i tamponi, a 26 positivi, un dato che sarebbe passato inosservato in Lombardia o nel Lazio ma non in Sardegna da parte dei media e dei giornaloni italiani che hanno approfittato della situazione per paragonare i dati del Covid-19 dell'isola con quelli del nord. E subito il rapporto del Corriere della Sera: "Con 37 casi la Sardegna, in rapporto alla popolazione, è la regione col più alto indice d'Italia e quella che più sta esportando il virus", una presentazione che mette all'angolo la regione, condannata anche dal punto di vista del turismo e delle vacanze. E non solo, per la Regione Lazio: "Il 30% dei nostri casi, età media fra i 18 e i 34 anni è di persone arrivate dall'isola". Insomma l'isola è portatrice ed esportatrice di coronavirus. I dati però smentiscono le conclusioni della Lombardia e del Lazio, ma chissà anche da parte di altre regioni del nord, soprattutto perché i contagi in Sardegna sono, soprattutto, di importazione e di migranti: persone già positive arrivate dall'estero e in modo particolare dalla Spagna, ma anche da migranti algerini sbarcati nel Sulcis. Quest'ultimi sono sbarcati col coronavirus da parecchio, il 28 luglio, ad esempio, furono 6, il 31 altri 10. Il covid-19 africano sbarca anche il 15 agosto (4 migranti), il 13 a sbarcare furono 13 contagiati africani. Il bollettino dell'epidemia dice anche che in Sardegna, dall'inizio dell'epidemia, ci sono stati 134 morti e che l'ultimo decesso è avvenuto il 27 luglio (una donna di 90 anni di Nuoro), un dato che è poca cosa rispetto ai tantissimi morti delle regioni del nord. Fa un certo effetto passare da untori ed esportatori del virus, non è corretto e non ci meritiamo tanta violenza,ingratitudine e brutalità da parte di chi non rispetta leggi e norme nazionali e regionali. Turisti che in barba alle disposizioni si sentono superiori alla legge, sfidano il virus e non si accorgono che la positività è sempre dietro l'angolo. Il popolo sardo è pacifico, ospitale, rispettoso delle leggi e delle consuetudini e vorrebbero che anche i turisti diano un segnale di rispetto e di gratitudine. Invece, i turisti, sono spesso brutalmente selvaggi, distruggono ogni cosa e saccheggiano le nostre spiagge portandosi via chissà quanti chili di sabbia. La conclusione è pacifica: il virus è d'importazione. E l'isola poteva essere tranquillamente covid free se fosse stato approvato dal governo il piano ideato dalla Regione Sardegna. Il governatore sardo Christian Solinas (
foto dal web/Social) ci ha provato a chiedere ai turisti una certificazione sanitaria:"Se il governo avesse accolto il modello che avevo proposto già mesi fa per accompagnare l'ingresso sull'isola di ciascun passeggero con un certificato che attestasse l'esito negativo del tampone, oggi non ci sarebbe la recrudescenza del virus", ha affermato Solinas. Invece venne contestato di incostituzionalità. E a proposito della recrudescenza del virus il presidente sardo è chiaro:"Tutti i casi sono di importazione o di ritorno, persone già positive testate una volta giunte in Sardegna o sardi infettati durante le vacanze all'estero”.


SARDEGNA, BOOM DI CONTAGI NEL VILLAGGIO
DI SANTO STEFANO ALLA MADDALENA

"CI SONO I PRIMI 21 POSITIVI", ATTESI I RISULTATI PER ALTRE 200 PERSONE
"STANNO TUTTI BENE E SONO LIBERI DI MUOVERSI, MA NON DI LASCIARE IL RESORT"

di Augusto Maccioni
(19-8-2020) Mai tanti contagi da coronavirus in Sardegna. Il doppio zero, contagi e vittime, è un ricordo e si deve andare all'8 agosto quando nell'isola non si sono registrati positivi e morti.E' un agosto di crescita Covid-19 e stando agli esperti i prossimi dodici giorni resteranno col segno più tra feste e discoteche anche se ufficialmente, da un paio di giorni, il governo ha chiuso tutto per abbassare i casi che ultimamente stavano creando un serio problema. In Sardegna i primi dati preoccupanti, a parte i dati del lockdown di metà aprile, sono stati registrati l'11 agosto, con 20 casi, e il 13, sempre nello stesso mese, con 17 positivi di cui 13 migranti. Il dato del 19 agosto segnala un boom paragonabile ai positivi di una regione del nord Italia, ma è tutto sotto controllo, dichiara l'assessore della Sanità della regione Mario Nieddu, anche se la percezione è che ci avviamo a un periodo non certo felice per la Sardegna. L'allarme nell'isola è diventato un vero e proprio caso per la festa in una struttura alberghiera di Porto Rotondo, in un resort di Santo Stefano nell'arcipelago di La Maddalena. Un solo contagio, di un lavoratore stagionale, ha messo in quarantena i turisti che hanno partecipato alla festa, bloccati all'interno in attesa dei risultati dei test da parte dell'Ats. In pratica sono circa 470, tra ospiti e personale, le persone nel resort Uvet alla Maddalena (foto dal web/Social) e ci sono i primi 21 positivi e il rischio è che il contagio si sia sviluppato ad altri ospiti. Entro il 20 agosto si dovrà avere un quadro completo e stabilire come comportarsi. Stante la situazione il sindaco Luca Montella con apposita ordinanza ha dato un'ulteriore stretta con obbligo di mascherina nelle vie più frequentate del centro, ricalcando il provvedimento governativo sulle discoteche. Nel resort i vacanzieri sono liberi di muoversi ma non possono uscire per andare in altre località, anche se diverse persone hanno tentato la fuga ma sono state riportate nella struttura alberghiera. Altri ancora volevano scappare con gommoni noleggiati ma, scoperti, non hanno potuto lasciare l'hotel. La brutta avventura si spegnerà fra qualche giorno e per i contagiati ci sarà un altro percorso di quarantena non si sa se nella stessa struttura o da qualche altra parte. Quando sarà tutto finito verrà fuori il problema di saldare il conto soprattutto per i giorni non stabiliti dal soggiorno iniziale. Chi pagherà?


SERIE A, IL NUOVO CAMPIONATO PARTIRA' IL 19 SETTEMBRE
ECCO DI FRANCESCO "L'ALLENATORE ADATTO PER IL CAGLIARI"
"NAINGGOLAN? SI SPERA NELLA ROSA,
MA ANCHE RINFORZARE LA DIFESA"


di Augusto Maccioni
(4-8-2020) E' arrivato all'aeroporto di Cagliari nel primo pomeriggio e si è presentato alla stampa dopo diverse ore, all'hotel "Palazzo Doglio", col pensiero fisso di fare bene e di migliorare la posizione in classifica. E' Eusebio Di Francesco (
foto dal web/Social Il nuovo tecnico con Giulini), il nuovo allenatore del Cagliari, arruolato dal presidente Giulini due giovedi fa e messo in campo al posto di Zenga, responsabile di non aver conseguito il traguardo sperato né dell'ottava posizione e neanche del decimo posto in classifica nell'anno del centenario della società. Del resto cosa poteva fare il buon Zenga arrivato a Cagliari in piena pandemia e costretto a inventarsi tutto in pochissimo tempo e con elementi contati da mandare in campo. Forse sarebbe stato più giusto dargli fiducia, una proroga dell'incarico che Zenga si aspettava per modellare in meglio la squadra e renderla più produttiva. Le cose sono andate diversamente, del resto chi decide è Giulini che ha tagliato corto e ha voluto sostituirlo con Di Francesco che non ha fatto bene nella Sampdoria, esonerato dopo 7 partite. E precedentemente era stato esonerato anche dalla Roma. E dopo di lui, alla Roma e alla Sampdoria, è arrivato Ranieri che a Genova ha chiuso il campionato con 42 punti, tre in meno del Cagliari. Si va avanti e c'è la speranza che Di Francesco faccia meglio di Maran, non del primo periodo ma del secondo quello delle tante sconfitte, ma anche di Zenga. Giulini ne è convinto: "E' l'allenatore adatto a portare avanti un progetto di gioco e costruire qualcosa di importante". C'è anche da dire che un allenatore non fa grande una squadra. Le sue direttive, i suoi consigli e la sua "statura" fanno presa e possono colmare differenze e aiutare lo spogliatoio, ma sono i giocatori, alla fine, che posizionano la squadra in classifica. Il problema del Cagliari è la difesa, oltre a qualche altro accorgimento, problema che si è notato, dice Giulini, a gennaio poi si sono fatte altre scelte. C'è poi Nainggolan e Di Francesco lo vorrebbe in rosa, ma spera di rinforzare la difesa e avere delle ali di ruolo. Intanto la Lega Serie A ha deciso che il campionato prenderà il via il 19 settembre e l'ultima giornata il 23 maggio 2021. Si è anche deciso che non ci saranno gare tra Natale e capodanno.

DEI SEI CASI DI CORONAVIRUS IN SARDEGNA, TRE SONO MIGRANTI ALGERINI ARRIVATI A PORTO PINO
(SANT'ANNA ARRESI)

PREOCCUPAZIONI, POLEMICHE E
SBARCHI DI CONTAGIATI

di Augusto Maccioni
(28-7-2020) La bella stagione sta favorendo gli scafisti che da tempo si sono organizzati per far sbarcare dai barchini i migranti anche in Sardegna. Non sono più momenti episodici e il fatto, soprattutto in questo periodo di coronavirus(
foto dal web/Social), sta preoccupando parecchio dal punto di vista sanitario ma anche della sicurezza e a quanto sembra non ci sono provvedimenti per limitare o assicurare tranquillità alla popolazione. In Sicilia e in altre regioni, dove il problema è stato in qualche modo arginato con le navi della quarantena senza però contribuire a risolverlo in maniera efficace, hanno avuto momenti di successo anche se sono emerse problematiche diverse riferite alla fuga dei migranti dai centri di soccorso e prima accoglienza. Gli sbarchi non sono più un'emergenza ma un fenomeno stabile e al momento molto preoccupante, aggravata da quella sanitaria che impone una risposta tempestiva e sicura. E' necessario in questo periodo storico dare tranquillità alla popolazione ma anche ai turisti che vogliono trovare relax e pace nell'isola sarda dopo essersi sottoposti alla quarantena o a un periodo di sicurezza sanitaria. La cronaca di sette migranti algerini, più una donna, sbarcati alle 2,30 della notte del 28 luglio nella spiaggia di Porto Pino ha ulteriormente allarmato la popolazione e il fatto che tre di essi siano stati trovati positivi al Covid-19 ha contribuito a mettere paura a quanti, i residenti, continuano a indossare la mascherina e a seguire le regole contro il contagio dopo essere stati 3 mesi a casa a causa della pandemia. Il web è esploso e i pareri sono a senso unico contro una situazione che potrebbe creare paure e polemiche. La Sardegna in tutto questo periodo di coronavirus è stata isola felice e i casi e i decessi sono stati nella norma senza creare preoccupazioni. Il comportamento della popolazione è stato, dal punto di vista sanitario e di quello della sicurezza, esemplare e questo atteggiamento si vorrebbe che ci fosse anche per gli altri che vengono in Sardegna. Il caso poi dei migranti è complesso e di non facile soluzioni. Ci vorrebbe più attenzione sia nei Centri in Africa ma anche più sicurezza prima degli sbarchi che continuano ad esserci senza freno, indisturbati seguendo una rotta che nessuno è stato in grado di individuare e arginare. Soprattutto in questo periodo dove il coronavirus sta crescendo in maniera esponenziale in Africa e questa situazione potrebbe portare una seconda ondata di coronavirus in Italia, che gli esperti dicono più pericoloso del precedente, adesso che i dati, nel nostro Paese, sono diminuiti restituendoci una libertà ancora limitata.




ACCELERATA PER LA NUOVA
SANITA' SARDA CON 8 ASL

DOPO L'ATS UNICA ECCO L'ARES CON NUOVE REALTA' TERRITORIALI DELLA SALUTE
E' SCONTRO PER L'ACCORPAMENTO
DELL'ONCOLOGICO E MICROCITEMICO


di Augusto Maccioni
(18-7-2020) Si accelera per la nuova e rivoluzionaria sanità sarda. Dopo la Asl unica, la ATS(Azienda per la Tutela della Salute) della precedente legislatura di centrosinistra a guida dell'economista Francesco Pigliaru, il governo di centrodestra a guida del sardista Christian Solinas sta per voltare pagina esattamente quattro anni dopo e con l'ambizioso progetto di riportare il nuovo sistema sanitario regionale pubblico più coerente e più rispettoso delle varie realtà territoriali sarde. Cancellata la ATS ecco l'Ares (Azienda regionale della Salute) con le sue 8 Asl (1-Sassari, 2-Gallura, 3-Nuoro, 4 - Ogliastra, 5-Oristano, 6- Medio Campidano, 7- Sulcis e 8- Cagliari) seguono anche: l'AMOU (Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari), la AREUS (Azienda regionale dell'Emergenza e urgenza della Sardegna), l'ARNAS(Azienda di rilievo nazionale ed alta specializzazione) dell'Ospedale di Cagliari Brotzu, l'ISZ (Istituto zooprofilattico sperimentale) e l'ARPAS (Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Sardegna). Per il momento si tratterà di dare corpo alle nuove realtà territoriali della Salute dando risposte concrete alle richieste di vari territori che prima non venivano considerati come ad esempio il Sulcis-Iglesiente, l'Ogliastra e la Gallura e ci sarà tempo per mettere a punto la nuova cartina geopolitica distribuendo la sanità nelle sei province e nelle due Città Metropolitane di Cagliari e Sassari. Il governo sardo ha messo il turbo e già martedi il parlamentino presieduto dal leghista Pierluigi Saiu esaminerà il testo che sarà oggetto di valutazione il 3 agosto in Aula. I tempi sono ristretti anche se i problemi ancora da risolvere sono tanti. Ad iniziare dall'individuazione della sede del Sud Sardegna (Sanluri o Carbonia?) ma anche, ed è il pacchetto più complicato, il nodo Microcitemico-Oncologico, i due ospedali cagliaritani, un tempo ad alta specializzazione, per il quale c'è scontro politico per una dignitosa collocazione. Le posizioni in campo dicono, è la proposta dell'UDC, che i due ospedali cagliaritani rientrino nell'Asl 8 di Cagliari, i Riformatori invece puntano a non cambiare le cose cioè continuerebbero a far parte dell'ospedale Brotzu. Mesi fa si ventilava l'accorpamento con il Policlinico Universitario "per salvare la facoltà di medicina,diceva in una nota il Pd,che avrebbe bisogno di 300 nuovi posti letto per ottenere l’accreditamento". Non si sono considerate altre strade o perlomeno non si sono sentiti gli operatori, i medici e quanti hanno a che fare con i due ospedali che invece vorrebbero che il Microcitemico e l'Oncologico fossero scorporate e facesso parte di eccellenze come è il Brotzu. Del resto l'accorpamento dei due ospedali con il Brotzu voluto dalla precedente legislatura è stato un fallimento ed entrambi sono stati ridimensionati, nelle strutture, nel personale, nelle cure e nelle risorse a vantaggio dell'ospedale Brotzu. Se non ci sono altre strade, sarebbe opportuno restituire l'Oncologico e il Microcitemico alla Asl 8 di Cagliari e renderli presidi di eccellenza per un'assistenza sanitaria di qualità evitando, come è successo in passato, di ricorrere ai viaggi della speranza. L'ospedale pediatrico Microcitemico "Antonio Cao" deve continuare ad essere un punto di riferimento regionale e anche un principale centro europeo per il contributo alle malattie genetiche e alle patologie rare, mentre l'ospedale oncologico "Businco" dovrà continuare ad essere un centro specializzato sul territorio regionale e nazionale.

TORNA IN ITALIA L'EMERGENZA MIGRANTI AGGRAVATA DAL CORONAVIRUS
SICILIA E CALABRIA LE REGIONI PIU' MINACCIATE DAL NUOVO ALLARME
ESTATE A RISCHIO: 20 MILA
MIGRANTI PRONTI A SBARCARE


di Augusto Maccioni
(13-7-2020) Da giovedi ad oggi sono arrivati a Lampedusa circa 1300 migranti e in Sicilia e Calabria è già allarme. Questa volta l'emergenza migranti è aggravata dai positivi al coronavirus, una minaccia che ha sconvolto tutti perchè gli italiani, in questo periodo e in quello precedente di lockdown, sono nuovamente sul piede di guerra perchè vorrebbero chiudere e non riaprire questa pratica dolorosa e non solo che ha cambiato le nostre abitudini e la nostra storia. Il problema è reale perchè le cronache dicono che su 800 migranti approdati, con barchini e con altri mezzi di fortuna sulle spiagge, almeno 80 sono risultati positivi. Dati chiaramente registrati ma altri potrebbero essere sfuggiti ai controlli, in Sicilia come in Calabria. Scene e situazioni le abbiamo viste anche in Sardegna dove, in diverse spiagge dell'isola tra Sant'Anna Arresi, Teulada e Chia/Domus de Maria, diversi algerini sono risultati positivi e trattenuti in quarantena al Centro di Monastir. La cronaca recente dice anche che domenica 12 luglio in Calabria 28 migranti, su 80, sono risultati positivi. Nel Lazio dei 24 nuovi casi, 22 provengono dall'estero. Il quadro potrebbe essere devastante se si pensa che, da notizie di intelligence, nelle prossime settimane altri 20 mila migranti (
foto dal web/Social)potrebbero arrivare dall'Africa e chissà quanti migranti potrebbero essere positivi al Covid-19, una situazione che potrebbe rendere ingovernabile il quadro sanitario in un momento nel quale l'Italia sta uscendo in maniera faticosa dal coronavirus. La più imbufalita è la governatrice Jole Santelli che, in riferimento allo sbarco a Roccella Jonica di 70 stranieri 28 dei quali positivi, ha tuonato: "o il governo interviene subito o clocchiamo gli sbarchi". La stessa governatrice suggerisce:"l'unica soluzione in grado di evitare pericoli per la salute della popolazione calabrese non può che essere quella di procedere alla requisizione di unità navali, da dislocare davanti alle coste della regione italiane maggiormente interessate dagli sbarchi, a bordo delle quali potranno essere svolti i controlli sanitari sugli immigrati e potrà essere assicurata, in caso di positività, l'effettuazione del periodo di quarantena obbligatoria". Per il momento il governo non si esprime anche perchè appare complessa tutta la pratica da risolvere con l'Europa e con i Paesi interessati. Di sicuro è che questo nuovo fenomeno aggravato dal Covid-19 sta diventando una vera e propria bomba che potrebbe danneggiare ulteriormente la situazione sociale e sanitaria nel nostro Paese.



MESINA E' IN FUGA DOPO LA CONDANNA DEFINITIVA DELLA CASSAZIONE
IL MITO DI GRAZIANEDDU TRA
EVAZIONI E FUGHE D'AMORE

IL WEB LO DIFENDE:"VOLA GRAZIANO,
LA LIBERTA' E' UN TUO DIRITTO"


di Augusto Maccioni
(3-7-2020) Graziano Mesina(
foto dal web/Social) è stato condannato a 30 anni di reclusione per associazione a delinquere del dicembre 2016.La decisione definitiva è della Cassazione che ha respinto il ricorso dei legali di "Grazianeddu". I carabinieri però, dopo la sentenza, non hanno trovato a casa l'ex primula rossa il quale si è reso irreperibile. Nella sua casa ad Orgosolo, dove Mesina viveva abitualmente, non si trova e nessuno sa dove sia anche se il giorno prima era presente in paese. Quella di Mesina è una vita particolarmente movimentata dopo aver passato oltre 40 anni in carcere. Alle sue lunghe detenzioni in prigione si devono calcolare le molte evasioni e le fughe d'amore. Era il periodo che più del bandito si guardava all'uomo gentiluomo capace di attrarre simpatia e consensi anche se rimaneva sempre un eterno ergastolano. La sua popolarità era tale che qualcuno voleva che diventasse una star televisiva con programmi tipo Grande Fratello. Dopo la grazia, nel 2004, Mesina aveva avuto l'occasione di cambiare vita e per molti versi era diventato personaggio tranquillo che, come guida turistica, faceva vivere ai turisti le emozioni delle sue montagne. Era diventato famoso per essersi occupato del sequestro del piccolo Farouk Kassam, una vicenda che suscitò polemiche per il ruolo che aveva avuto per la liberazione del bambino. Grazianeddu continuava a vivere tra carcere e latitanza. Adesso la decisione della condanna definitiva a 30 anni di carcere. Mesina ha 78 anni e non è più nelle condizioni di una volta quando con agilità superava difficoltà e momenti impossibili e i suoi giorni migliori li trascorreva nel Supramonte, una montagna che lui conosceva bene e che non lo ha mai tradito. E' improbabile che sia riuscito ad espatriare magari in Corsica. Sicuramente non è lontano dalla sua Orgosolo, tra le case o grotte introvabili del Supramonte con gli amici di un tempo che obbediscono alle leggi barbaricine. E' un ergastolano ma è passata l'immagine di una persona che piace alla gente. E il web lo difende con frasi del tipo "scarcerano i mafiosi e vogliono incarcerare gli onesti" oppure "Graziano goditi la vita" ma anche "Vola Graziano, la libertà è un tuo diritto".


IL GOVERNO ALGERINO HA CHIUSO I CONFINI PER L'IMPENNATA DI COVID-19
IN SARDEGNA SONO 2 MIGRANTI
I NUOVI CONTAGIATI (E SONO 4)

IL CASO DEI TURISTI AMERICANI BLOCCATI A ELMAS E FATTI RIPARTIRE

di Augusto Maccioni
(2-7-2020) Sardegna free? Neanche per sogno perchè ultimamente i contagiati sono solo i migranti sbarcati sulle coste dell'isola. I positivi sono 2 algerini ma al Centro di prima accoglienza di Monastir ci sono altri 2 extracomunitari col Covid-19. I quattro si trovano in isolamento dopo che,ultimamente, si sono registrati sbarchi per oltre 100 migranti tra Sant'Anna Arresi e Teulada ma anche a Chia/Domus de Maria. Le belle giornate estive favoriscono gli sbarchi "fantasma" che risultano essere più sicuri, stante la rotta Algeria-Cagliari ormai collaudata, e pronti a toccare terra rispetto a quelli più complicati che arrivano in terra siciliana dove, anche lì, si stanno registrando casi di contagi e ultimamente su 43 migranti ad Augusta 8 sono risultati positivi. Tra i Paesi a rischio c'era anche l'Algeria che ha una situazione epidemiologica simile al Giappone, sia per contagi che per decessi, anche se i numeri pubblicati non sono realistici. Dopo tre mesi e mezzo l'Italia è cauta a riaprire le frontiere. Nonostante i divieti, prima del 1 luglio, i migranti algerini hanno trovato facile arrivare sulle coste sarde, prontamente accolti e ospitati al Centro di Monastir anche quelli col coronavirus. La situazione in Algeria non è sotto controllo e il rischio di contagio è alto tanto è vero che il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha ordinato di mantenere chiusi i confini fino alla fine della crisi del coronavirus(
foto dal web/Social) che ha conosciuto negli ultimi giorni di giugno un'impennata di casi. I migranti però scappano sfidando i divieti del loro paese e violando leggi che dovrebbero bloccare le partenze dall'Algeria. E fino al 30 giugno in Europa, e quindi anche l'Italia,vigevano divieti in entrata e in uscita dall'area Schengen e questo valeva anche per l'Algeria. Si potevano "infrangere" queste regole solo per motivi di lavoro o urgenza. Questa è la situazione. Il paradosso è che si sia bloccato l'aereo proveniente dagli Usa, per effetto delle restrizioni dovute all'emergenza coronavirus su quel Paese dal 1^ luglio, e fatto ripartire i turisti americani da Elmas/Cagliari (per solidarietà anche inglesi e una ragazza di Oristano che potevano restare nell'isola hanno seguito la comitiva) verso il Regno Unito. Un caso che sicuramente avrà un seguito perchè i turisti del volo dagli Stati Uniti erano già in terra sarda,quando sono scattate i divieti dell'Europa, e potevano sbrigare la pratica della quarantena. Invece si è preferito essere perfettini dando uno schiaffo al turismo e all'economia della Sardegna.



CONTINUANO GLI SBARCHI DI MIGRANTI SULLE COSTE DELLA SARDEGNA
RIPARTE LA ROTTA CON L'ALGERIA,
IN 24 ORE QUASI 100 ALGERINI

CAPPELLACCI: "ATTENTATO ALLA SALUTE,
ALLA SICUREZZA DELLA NOSTRA COMUNITA'"


di Augusto Maccioni
(29-6-2020) Ottantotto algerini sulle coste della Sardegna nelle ultime 24 ore, un flusso anomalo che scompone la tranquillità del popolo sardo abituato a nutrirsi di turismo e di buone abitudini soprattutto nel periodo estivo. A dare una spallata a una situazione di calma e di tregua di Covid-19 ci hanno pensato i migranti algerini che, lungo la rotta collaudata tra il loro paese e la Sardegna, in diversi momenti sono sbarcati tra Porto Pino, Teulada e Chia/Domus de Maria. In effetti la rotta per Chia è inconsueta perchè in passato gli approdi "più sicuri" erano le spiagge tra Sant'Anna Arresi e Teulada ma evidentemente ci sono le varianti, come quella di qualche giorno fa quando un gommone con 3 algerini a bordo è sbarcato a Su Siccu zona di Cagliari. In piena crisi italiana di coronavirus la situazione è chiaramente sotto controllo sanitario e si circola con le mascherine, con le distanze di sicurezza e con divieto di assembramenti. Anche in Sardegna. Per questo motivo ci sono problemi per arrivare in aereo e in nave in Sardegna. Regole e divieti che non valgono per i migranti (
foto dal web/Social) che arrivano quando vogliono e non stanno dietro alle disposizioni governative e a quelle regionali. Nei giorni scorsi 3 migranti o extracomunitari sbarcati con barchini sulle coste sarde sono risultati positivi e chissà quanti altri ne arriveranno col Covid 19, una situazione che potrebbe allarmare il popolo sardo anche se, dicono i sanitari, è tutto sotto controllo. Però qualche domanda viene spontanea: perchè continuano gli sbarchi "fantasmi"? E' possibile che non si possano intercettare prima, quando sono ancora nelle navi-madre? C'è poi il grosso problema del coronavirus che in Sardegna grosso modo non c'è ma che ci potrebbe essere se la curva dei contagi dovesse prendere un'impennata a causa dei migranti che nel loro paese hanno una situazione preoccupante tanto è vero che il presidente Abdelmajid Tebboune ha chiuso tutti i confini, compresi quelli marittimi. Però gli algerini continuano ad arrivare sfidando i divieti del loro paese ma anche quelli italiani. Presa di posizione del centrodestra sardo con Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia che ha dichiarato: “Gli sbarchi di migranti provenienti dall’Algeria sulle coste sarde sono un pericolo per la sicurezza e la salute: con il suo immobilismo il Governo si assume una gravissima responsabilità” ha poi aggiunto "gli arrivi di soggetti positivi al COVID19 rappresentano un pericolo per un’isola che, sostenendo un costo altissimo sul piano economico e sociale, sta tentando di uscire dall’incubo" e continua: "Bisogna bloccare subito la rotta clandestina Algeria-Sardegna" perchè :"Questa non è accoglienza umanitaria, è un traffico di persone umane che diventa in questo momento un vero e proprio attentato alla salute, alla sicurezza della nostra comunità".


NEGAZIONISTI E RIGORISTI AL TEMPO
DEL CORONAVIRUS,ENTRAMBI ADESSO VOGLIONO LIBERTA' DI MOVIMENTO

STUDIO AMERICANO: LE MASCHERINE IN ITALIA HANNO EVITATO OLTRE 78 MILA CONTAGI

di Augusto Maccioni
(13-6-2020) I negazionisti sono ancora troppi e non sono per niente isolati anzi, con l'inizio della fase 3, potrebbero prendere il sopravvento rispetto ai rigoristi e a quanti pensano che il coronavirus(
foto dal web/Social) possa trovare nuovo slancio in autunno. I primi non hanno avuto vita facile nella prima fase, e le loro perplessità sono state sommerse dai dati preoccupanti che provenivano dal nord Italia ma anche un pò in tutte le altre Regioni. Continuavano a parlare di un virus come tanti, come quello di fine anno che spesso si concludeva con una settimana a casa e forse si sono arresti ai tanti morti a causa del coronavirus in tutta Italia e nel resto del mondo. E non hanno cambiato idea neanche di fronte alle trasmissioni martellanti dei tg e dei programmi televisivi in tutte le tv. Ora però esplodono e dicono "basta!" cercando libertà di movimento. Siamo alla fase 3, presto si andrà in discoteca in attesa di vedere le partite di calcio allo stadio. Con loro ci sono anche i rigoristi, quelli che ragionano sui rischi e seguono i pareri dei virologi, giusto per acquisire quella libertà che avevano prima della pandemia ma non per essere d'accordo con i primi. Entrambi, adesso, vogliono cambiare vita. I primi vogliono tornare al periodo senza pandemia, i secondi sono più cauti e non sono molto spediti nel fare due passi insieme. Tutti comunque si interrogano: questa pandemia c'è, c'è stata e ci sarà? Per capire se veramente il coronavirus ha influito sulla nostra vita è necessario puntare sull'uso della mascherina che ancora utilizziamo e che i negazionisti non vogliono più usare. Gli esperti e le disposizioni ministeriali continuano a dire che l'uso della mascherine devono ancora far parte del nostro bagaglio di difesa contro l'epidemia che c'è e che non è del tutto terminato. Secondo uno studio americano coordinato dal premio Nobel per la chimica Mario J.Molina dell'Università della California a San Diego, l'uso delle mascherine in Italia ha evitato più di 78 mila contagi tra il 6 aprile e il 9 maggio dimostrando che l'obbligo della mascherina è stato utile e preventivo sulle positività e quindi anche sui decessi. Se c'è stata la schermata contro la diffusione della malattia significa che il virus c'è stato, si è diffuso e continua ad essere presente. C'è adesso da rispondere al terzo interrogativo: il virus ci sarà? Gli esperti non sono tutti concordi e molto dipende da come la curva del virus sarà soprattutto nei mesi di agosto e settembre. Una cosa è certa, i negazionisti non si sentono affatto sconfitti. Se l'epidemia dovesse tornare con più slancio in autunno saranno dispersi mentre i secondi continueranno a dare fiducia dai virologi e seguiranno con attenzione le norme governative.


E' IL GIORNO
DI FRA NICOLA

di Augusto Maccioni
(7-6-2020) Oggi è la sua festa,è il suo giorno. L'8 giugno 1958 moriva l'umile e silenzioso fraticello del Convento dei frati cappuccini in viale S.Ignazio e Cagliari. Allora come oggi i cagliaritani non dimenticano la grande umanità di fede di un personaggio che tutti, nella Cagliari del dopoguerra, consideravano santo. E dalla fiumana di gente di allora fa eco quella di questi giorni, con meno gente a causa del coronavirus, per festeggiare "frate silenzio" verso il quale siamo devoti soprattutto quelli che l'hanno conosciuto e che non possono dimenticare quanto il fraticello aveva fatto in vita per gli "amici" e per tantissimi della grande e povera popolazione cagliaritana.Fra Nicola,beato dal 1999,è tornato ancora tra noi.I 62 anni della sua morte
non sono passati invano e sembra che le date abbiano poca importanza per il popolo cagliaritano che ancora una volta è dalla parte di quell'umile fraticello che per ben 40 anni ha solcato,indiscreto e silenzioso, le strade polverose della città visitando soprattutto la povera gente e le persone più bisognose.

I quartieri più battuti erano il Castello e Villanova ma a volte si spostava ben oltre, quasi un paese nella città, nella zona de "su baroni", nell'attuale via Tuveri e via Pergolesi, divenuto il quartiere di S.Benedetto. E proprio in questa zona i pochi abitanti facevano festa quando lo vedevano, curvo e stanco con un andamento a volte approssimativo ma fermo e deciso, e per tutti c'era un gesto e una carezza. Lui non parlava e pochissime volte alzava la testa per guardare in faccia la persona. Si è sempre detto che il beato fra Nicola è passato alla storia come "frate silenzio", indubbiamente è stato un frate di poche parole ma forse per lui non era necessario parlare e il silenzio era il linguaggio più giusto e coerente per la sua missione. E il silenzio è stato il rapporto assiduo e religioso con la gente, la quale aveva poca voglia di parlare e di discutere e la sola presenza di questo umile frate creava gioia ed entusiasmo nonostante la realtà imponesse un atteggiamento diverso. Tutte quelle persone, in una Cagliari che si stava risvegliando dopo le macerie della seconda guerra mondiale, erano subito al Convento quando la notizia, dapprima sussurrata, diceva che l'umile fra Nicola alle ore 0,15 dell'8 giugno 1958 era tornato alla casa del Padre. I quotidiani L'Unione Sarda e Il Quotidiano Sardo, che finì le pubblicazioni proprio quell'anno, fecero fatica a dare la notizia e rifecero la prima pagina per poter dare l'annuncio della morte del frate alla mattina. Il Colle di Buoncammino era troppo stretto per contenere le numerosissime persone che si indirizzava verso la Basilica di S.Ignazio per salutare per l'ultima volta "l'amico fra Nicola da Gesturi". E al suo funerale la gente era ancora tanta, e le cronache parlano di oltre 60 mila persone e per loro fra Nicola era già santo. A distanza di quasi tre generazioni la devozione verso il beato fra Nicola non è diminuita, anzi appare in crescita e questo fatto è già un miracolo. I tempi per la Chiesa sono diversi e per la santità di fra Nicola è necessario attendere e non avere fretta. Dieci anni fa il cardinale Saraiva Martins,che concludeva le celebrazioni del pio transito del beato, aveva fatto pensare ad un annuncio positivo verso la sua canonizzazione, così pure qualche anno fa quando si era sparsa la voce che c'era un miracolo da prendere in considerazione. Andiamo adagio e pensiamo che è già un miracolo continuare la devozione verso un frate che ci continua a parlare silenziosamente. Anche se la Sardegna, e Cagliari in modo particolare, attende presto che il beato fra Nicola da Gesturi diventi Santo.




3 GIUGNO 2020, VIA LIBERA ALLA MOBILITA' TRA REGIONI
RIAPERTURA TOTALE DEI
CONFINI ANCHE AI PAESI EUROPEI
ARRIVARE IN SARDEGNA E' FACILE:
TEST E AUTOCERTIFICAZIONE


di Augusto Maccioni
(2-6-2020) In un momento nel quale la Lombardia traina l'impennata a livello nazionale del coronavirus, il governo ha deciso la riapertura dei confini fra le Regioni a partire dal 3 giugno, anche se non sarà facile in alcune di queste come la Sardegna,la Sicilia e l'Umbria. La data scelta è in prossimità della festa della Repubblica e la ricorrenza, sempre austera e di grande impatto emozionale nonostante l'epidemia, ha dato la possibilità al presidente Sergio Mattarella di ricordarci che siamo un grande popolo che farà anche questa volta la storia dopo essere stato bloccato per mesi dal coronavirus.Gli italiani non si sono rassegnati,vogliono ripartire e Mattarella ha detto qualcosa di più per sostenere questo nuovo entusiasmo dopo oltre 70 mesi di assenza di libertà di movimento:"E' qui l'Italia del coraggio, ed è da qui che bisogna ripartire", lo ha detto il giorno della Repubblica e lo ha ripetuto il giorno dopo,il 3 giugno, quando è andato a Codogno, dove ci furono i primi casi italiani del Covid-19. Quindi la chiave del 3 giugno è "ripartire" e l'Italia riparte con i rischi che questa libertà di movimento comporta anche se c'è da dire che i dati,soprattutto quelli dell'Italia del Centro Sud,sono confortanti un pò meno quelli delle altre regioni e meno ancora di Lombardia,Piemonte,Emilia Romagna e forse Liguria.Riapertura dei confini fra le regioni significa anche mettere in crisi quelle realtà che non sono state toccate dal coronavirus ed è normale e naturale che queste regioni chiedano un protocollo di sicurezza per il bene delle loro popolazioni tutelando anche i turisti in entrata.Via libera quindi anche per i viaggiatori verso la Sardegna,senza passaporto sanitario o certificato di negatività come aveva richiesto il suo governatore Christian Solinas.Si vedrà col tempo come andranno le cose,col 3 giugno c'è il piano B di Solinas ossia un'autocertificazione con registrazione volontaria sulla piattaforma informatica della Regione e con la compilazione di un questionario epidemiologico e il tracciamento con una app.C'è sempre,comunque,il test di laboratorio e la spesa sostenuta sarà rimborsata dalla Regione con un voucher da spendere in servizi turistici.La prima parte è volontaria la seconda un pò meno,sta di fatto che il senso di questo nuovo protocollo è porre in essere quella sicurezza sanitaria idonea per vivere in tranquillità e serenità. Col 3 giugno si passerà alla fase 2B,dopo quella del 4 maggio conosciuta come Fase2 che è arrivata dopo la Fase 1 detta lockdown.Attenzione però,se in questo periodo ci fosse una ripresa del contagio,con nuovi focolai,il Dpcm del premier Conte del 26 aprile 2020 prevede che si torni indietro di uno o due step fino ad arrivare a "zone rosse". Si arriverà alla Fase 3? Per farla scattare c'è solo una condizione:il vaccino.Dopo ci sarà solo la fine della pandemia cioè la Fase 4.


BUFERA CONTRO IL GIORNALISTA
DEL "FATTO" MASSIMO FINI

IL MARE SARDO?SCHIFOSO,
PORTO CERVO?UNA TRAPPOLA

MEGLIO LA CORSICA CHE "NON
RISENTE DEI PREZZI E DELLE
FACCE DI CULO"DELLA SARDEGNA

di Augusto Maccioni
(30-5-2020) Dopo l'infelice frase di Beppe Sala contro la Sardegna arrivano i pezzi da novanta per sostenere la tesi del sindaco di Milano per confermare che l'isola senza i milanesi è poca cosa.E' il caso del giornalista-scrittore Massimo Fini che allunga la polemica lombarda contro i sardi e lo fa attraverso il "Fatto quotidiano",una pagina zeppa di irriguardosi frasi contro la Sardegna,i sardi e le sue bellezze naturali che per lo scrittore lombardo non sono tali anzi alla fine "non c'è nulla da vedere" e anche i nuraghi passano per essere insignificanti perchè quando "ne hai visto uno gli hai visti tutti",senza considerare la loro storia e quanto hanno rappresentato per la civiltà nuragica.Porto Cervo?Una trappola.Il mare sardo?E' schifoso.Poi:la Sardegna è piatta.Nulla di piacevole da ricordare,nessun motivo per soggiornarci.In passato lo scrittore ha attraversato la Sardegna dal nord al sud senza nessuna ebbrezza piacevole e senza nessuna emozione.Meglio la Corsica che non risente "dei prezzi e delle facce di culo" della Sardegna.Frasi indecorose che mettono ancora una volta all'angolo l'isola perchè,spiega Fini all'inizio del suo articolo,"la Sardegna non ci vuole a noi lombardi e soprattutto a noi milanesi,gli untori.Bell'esempio di solidarietà".In effetti ancora una volta i milanesi non hanno capito il senso delle frasi del governatore Christian Solinas che aveva chiesto più sicurezza a livello sanitario per chi arrivava nell'isola.Un concetto normale,serio e per niente irriguardoso ma non per il primo cittadino milanese che, risentito,aveva risposto:“Quando poi deciderò dove andare per un weekend o per una vacanza, me ne ricorderò” innescando una polemica che i sardi non meritano perchè socievoli e pacati in ogni situazione.Se Massimo Fini è d'accordo col sindaco Sala è doveroso pensare che anche il primo cittadino sia sulla stessa linea dello scrittore che nel suo articolo sintetizza l'amore che ha per l'isola con la frase "ma poi chi se la caga la Sardegna?".Parole che potrebbero innescare altro veleno in una polemica senza fine.Il concetto è chiaro.La Sardegna che ha raggiunto il covid free deve essere punita perchè non ha la stessa sicurezza sanitaria della Lombardia,anzi quella Regione continua ad essere sempre più a rischio contagio.I dati sono quelli,reali e senza sconti.C'è poco da girarci intorno e i lombardi,e soprattutto i vari Sala e Fini,devono prenderne atto in rispettoso silenzio.Soprattutto non devono condannarci silurando le nostre bellezze naturali,la nostra storia e la nostra quotidianità.Se poi Sala decide di non venire in Sardegna e Massimo Fini preferisce all'isola la Corsica è una loro scelta.Noi sardi siamo più contenti,due in meno rispetto ai quasi 3 milioni di turisti che arriveranno in Sardegna.


CERTIFICATO DI NEGATIVITA',IL SINDACO DI MILANO CONTRO LA SARDEGNA
SALA:"PER LE VACANZE MI RICORDERO'
DI CHI CHIEDE IMMUNITA'"

SOLINAS:"DOPO I SUOI APERITIVI DOVREBBE STARE IN SILENZIO"

di Augusto Maccioni
(27-5-2020) Lombardia contro Sardegna e Sicilia in tempo di coronavirus,una polemica che merita qualche attenzione per i protagonisti scesi in campo.I fatti riportano che a seguito delle proposte del governatore sardo Christian Solinas,ma anche del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci,che aveva chiesto un semplice certificato di negatività per entrare nell'isola è balzato piccato il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha detto,attaccando il governatore sardo senza citarlo:"quando deciderò dove andare per un weekend o in vacanza me ne ricorderò".Non una semplice affermazione,ma una minaccia che non fa certo onore al sindaco milanese che dovrebbe avere altri problemi,visto che Milano e la Lombardia continuano ad avere la metà dei decessi e i due terzi dei contagiati di tutto il Paese,e non entrare in polemica con Solinas che ha proposto una richiesta di una certificazione sulla salute di chi viene in Sardegna in vacanza.Sappiamo che sarà difficile ottenerla,sia dal punto di vista sanitario,come si sono espressi recentemente i virologi, visto che l'immunità non la passa la semplice certificazione ma anche dal punto di vista politico tenendo conto che il ministro Boccia a DiMartedi recentemente ha bocciato la proposta del presidente sardo,ma il tentativo di Solinas è legittimo se ci si richiama alla salute di chi viene in Sardegna ma anche alla tutela dal punto di vista sanitario della popolazione sarda.Comunque si voglia chiamare questa certificazione è chiaro il rapporto che deve esistere tra le Regioni a basso rischio e quelle a medio/alto rischio.Per il momento il confronto Sardegna-Lombardia è improponibile.E' vero,come anche i dati confermano,che i casi di coronavirus in Italia è meno spaventoso e si sta indebolendo anche se i numeri dell'epidemia in Lombardia e a Milano fanno ancora paura.E' necessario essere obiettivi,non attaccare un avversario per difendere una barca che al momento fa acqua ed essere coerenti con la realtà.Creare poi una polemica per indebolire le ragioni di Solinas non mi pare che sia la cosa più giusta da fare.La Sardegna,che va verso il Covid free con un andamento costante senza casi e senza decessi,ha bisogno di turisti e lo ha detto ampiamente il governatore sardo,quindi ben vengano anche i lombardi o i milanesi che hanno sempre soggiornato in Sardegna trascorrendo vacanze indimenticabili(e ogni anno ci ritornano) solo che questa volta si chiede,a loro e a tutti gli altri,di arrivare nell'isola in buona salute e senza portarsi appresso il coronavirus e la certificazione di negatività è una tutela per loro e per tutti.Solinas non si tira indietro anzi risponde per le rime:"Sala abbia la decenza di tacere".E' la risposta del governatore sardo al sindaco milanese:"Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità ma un semplice certificato di negatività" poi sottolinea:"Con la mia proposta anche un cittadino di Milano potrebbe godersi da subito le vacanze in Sardegna facendo un semplice test che certifichi la negatività al virus al momento della partenza".Solinas non accetta lezioni da nessuno e bacchetta Sala:"Dopo i suoi aperitivi in piena epidemia dovrebbe stare in silenzio".Insomma si chiede a chi viene in Sardegna una condizione normale di chi vuole stare bene,vuole essere in forma e non trascorrere in quarantena,e il resto delle vacanze,in ospedale come è successo a quell'emiliano arrivato in Sardegna già contagiato,contagiando,pare,altri 40 sardi.Una precauzione che merita attenzione,doverosa per chi inizia la vacanza.Sappiamo che il Governo su questo argomento darà risposte adeguate e non è escluso che,ad esempio,la Lombardia continui ad essere chiusa non consentendo dal 3 giugno gli spostamenti con le altre Regioni e quindi con la Sardegna.


INIZIA LA STAGIONE TURISTICA,TRA POLEMICHE E GRANDE OTTIMISMO
DAL 3 GIUGNO OK AGLI SPOSTAMENTI
TRA REGIONI,SOLINAS:SI' MA COL PASSAPORTO SANITARIO
BOCCIA:ATTENZIONE ALL'INDICE RT

di Augusto Maccioni
(22-5-2020) Per la ripresa e il rilancio dell'Italia si guarda con molta attenzione al turismo che muove il 13% del Pil,qualcosa che vale oltre 40 miliardi nel 2019,cifra che dovrà essere rivisto al ribasso quest'anno,e di molto,a causa del coronavirus che ha colpito in maniera considerevole il nostro Paese.Oltre al turismo tradizionale,mare e grandi città d'rte,ci sono altri turismi,soprattutto quelli culturali,per la gioia dei vacanzieri stranieri e in modo particolare di quelli cinesi,i quali,stando alle previsioni programmate a gennaio 2020 per tutto l'anno,dovevano aumentare la loro presenza nel nostro Paese,spodestando lo zoccolo duro dei turisti che visitano di più l'Italia rappresentato dalla Germania,Austria e Svizzera.Buona la presenza dei turisti russi,americani e canadesi.Insomma l'Italia è trainante,piace e viene visitata in continuazione.Quest'anno le cose sono cambiate e le presenze estere,stando alle previsioni di maggio,non sono garantite e si punta a un turismo nazionale ma soprattutto a quello locale.Non tutto è perduto e si cerca di salvare l'immagine di quello che ha sempre rappresentato in passato,conservandosi per tempi migliori.Tra le Regioni che emergono nei desideri degli italiani c'è la Sardegna al pari della Sicilia e della Calabria anche se la terra sarda ha dei punti di merito che la fanno tra le più favorite per un pubblico del nord d'Italia fino alla Regione Lazio.Mare,spiaggia,montagna,cucina ma anche l'ospitalità i punti di forza della terra nuragica.Ragionamenti che anche questa volta dovranno essere rivisti.C'è il coronavirus(
foto dal web/Social) e tutto cambia anche se c'è voglia d'estate e non sarà facile evitare il mondo variopinto e stupendo sardo.Il problema,abbastanza evidente,è che col Covid-19 non sarà facile arrivare in Sardegna.Dal 3 giugno si aprono gli spostamenti tra regioni ma anche tra nazioni europee e questa misura è forse prematura per la Sardegna,soprattutto dal punto di vista della sicurezza sanitaria.Interprete di questa situazione è il governatore sardo Christian Solinas che ha previsto,per gli arrivi dei turisti in estate,un passaporto sanitario a vantaggio sia del turista ma anche della stessa popolazione sarda.La curva di contagio Rt in Sardegna è tra le più basse a livello nazionale(0,27),secondo i dati dell'Istituto Superiore della Sanità,un dato che consente sicurezza sanitaria,tranquillità e sogni tranquilli.Del resto è facile ottenerlo:chi arriva in Sardegna deve avere la certificazione di negatività al coronavirus,con tampone o altri mezzi consentiti e certificati con risultati ottenuti quattro-cinque giorni prima della partenza.Un elemento che non deve allarmare anzi è una garanzia per una vacanza in tranquillità.A soccorrere all'ordinanza di Solinas arriva l'ipotesi del ministro Boccia che non è detto che dal 3 giugno ci sia l'apertura dei confini su tutto il territorio nazionale,dicendo,in buona sostanza che diverse zone ad "alto rischio" potrebbero essere escluse e gli spostamenti saranno consentiti in base al monitoraggio in base agli indici di contagio(es.sconfinamento dalla Lombardia solo in Umbria e Molise).E' possibile anche che la Lombardia,considerata al pari dell'Emilia Romagna attualmente ad alto rischio epidemia,non possa aprire,ad esempio,alla Sardegna.La mobilità tra regioni sarà decisa dal Governo e si baserà sui dati che arriveranno all'Istituto Superiore della Sanità.Le Regioni ad alto rischio manterranno chiusi i confini sia in ingresso che in uscita.



CONTO ALLA ROVESCIA PER
IL TURISMO IN ITALIA

SI RIPARTE AL BUIO PER
MANCANZA DI REGOLE E RITARDI

SARDEGNA,CONTRORDINE:
BAGNI AL MARE MA A DISTANZA


di Augusto Maccioni
(19-5-2020) L'Italia riparte e per il turismo iniziano i guai perchè la situazione,sempre critica,del coronavirus potrebbe non consentire il flusso dei vacanzieri che le città italiane meritano.Comunque c'è la voglia di contribuire a dare un segnale forte per salvare la stagione turistica con l'obiettivo di non appesantire la forte preoccupazione di un settore molto importante per il nostro Paese.Tra le regioni più colpite c'è la Sardegna che potrebbe essere a rischio per mancanza di certezze.L'allarme è lanciata dalla Confindustria,Federalberghi e Confcommercio regionali che chiedono di stabilire subito regole e protocolli certi per la fruizione delle strutture e delle spiagge e le modalità di accesso.Secondo quanto è dato sapere ci sono le prenotazioni ma preoccupano le disdette per mancanza di regole chiare,perchè i fruitori,soprattutto emigrati ma anche tanti turisti esteri,vorrebbero conoscere certezze sull'apertura delle strutture alberghiere,modalità di ospitalità nelle case vacanze,disponibilità nei ristoranti e tanti altri rebus sugli altri settori dove vige la regola del metro e non solo.Perchè il punto dolente è il distanziamento sociale ma anche la distanza tra tavolini di ristoranti,ombrelloni e tanti altri motivi che invece di alleggerire il comportamento del turista lo carica di responsabilità,che è un vero problema per una vacanza in relax.L'ultima novità,sempre in Sardegna,è l'ordinanza numero 23 della Giunta Solinas che autorizzava di andare al mare(
foto dal web/Social La spiaggia di Chia/Domus de Maria) ma non il bagno.Tutti contro,naturalmente,e allora per evitare il peggio ha cercato di addolcire l'ordinanza l'assessore agli Enti Locali Quirico Sanna che ha detto che "si può entrare in acqua,ma è necessario rispettare il distanziamento sociale".Un particolare.L'ordinanza n.23 è ancora in piedi ma lo stesso assessore dice:"arriverà una precisazione oggi stesso dallo stesso presidente della Regione".



IL GIALLO DELLA LIBERAZIONE
DI SILVIA ROMANO

"L'ABITO DI AISHA E' UN CHIARO MESSAGGIO JIHADISTA"
LA COOPERANTE ITALIANA
PRONTA A TORNARE IN KENYA


di Augusto Maccioni
(11-5-2020) Non un processo a Silvia Romano(
foto dal web/Social) ma doverose risposte al percorso che ha fatto la cooperante italiana durante la prigionia in Kenya.Le immagini del suo arrivo a Ciampino le abbiamo viste tutte e ci aspettavamo una giovane provata e in abiti occidentali.Invece Silvia Romano è apparsa in "abito tradizionale somalo" e sorridente,poi poche battute per dire che è stata trattata bene e che adesso vuole riposarsi con la famiglia.Non una parola contro i suoi carcerieri e nessuna frase della sua lunga prigionia.Nessun odio verso le persone che le hanno privato della libertà per 18 mesi e nessuna parola che giustificasse la liberazione dopo tanta prigionia.Del resto non poteva farlo,c'era poco tempo all'aeroporto,sicuramente della sua lunga,e forse triste,prigionia ne avrà parlato con i magistrati.Però il fatto che sia apparsa felice e con un abito,dicono gli esperti,che nulla ha a che fare col vestito tradizionale somalo ha messo in moto una serie di interrogativi non facili da chiarire.Chi sa di queste cose dice che l'abito che Silvia Romano,che si fa chiamare Aisha,da convertita all'islam,potrebbe essere un messaggio jihadista forte all'occidente.Insomma,mentre noi celebriamo la liberazione di una giovane italiana che è scampata alla morte in uno scenario di guerra dove nessuno rimane vivo,i fontamentalisti,anche loro,festeggiano per una vittoria che ha un aspetto diverso,sicuramente più strategico e politico e forse meno religioso.Aisha è libera,è nella sua Milano e presto racconterà la sua libertà e la sua conversione all'Islam.Forse lo farà nel programma su Rai2 da Fazio o da Vespa,ma gli interrogativi rimangono perchè i tratti della scarcerazione sono ancora complicati e non è chiaro chi effettivamente abbia liberato Silvia Romano,i Servizi turchi o gli italiani.Poi c'è il discorso del riscatto,pagato,si dice,4 milioni di euro.E' giusto?Perchè continuare a mandare allo sbaraglio ragazze in terra di guerra,di inaudita violenza dove la legge jihadista è a tutti nota,senza nessuna assicurazione,senza sicurezza alla persona col rischio di far pagare all'Italia i costi del riscatto.Negli anni '90 si era messo un blocco ai riscatti poi col tempo le cose sono cambiate.Tutto da chiarire,quindi,la sua conversione,la sua felicità,il fatto che non odia i suoi carcerieri.C'è poi il fatto,come ha annunciato il giornale "Il Messaggero",che la cooperante italiana voglia ritornare in Kenya proprio nella stessa zona dove è stata rapita.Altro ancora:durante la prigionia ha trovato il tempo di sposarsi?



FASE 2,MOLTE CITTA' PRESE
D'ASSALTO PIAZZE E PARCHI

ASSEMBRAMENTI A
MILANO,ROMA E CAGLIARI

SENZA REGOLE SI RISCHIA
UN NUOVO LOCKDOWN


di Augusto Maccioni
(8-5-2020) La Fase 2 potrebbe aumentare il numero dei positivi.Non ci sono dati certi ma le azioni conseguenti dopo il 4 maggio lo fanno prevedere un pò in tutta Italia.Quello che sta succedendo potrebbe dare una spallata a quanto di serio è stato fatto in questi 60/70 giorni di attenzione al coronavirus,stando in casa e mantenendo un comportamento responsabile in ogni momento con mascherine,guanti e distanze sociali.Adesso tutte le regole,improvvisamente,sono saltate.E' successo a Roma,a Milano e in tante altre città compresa Cagliari dove si sono verificati assembramenti che sono pericolosi per combattere il coronavirus.A Milano le immagini dei Navigli(
foto dal web/Social) ha fatto imbufalire il sindaco Sala e il primario del Sacco,Galli,ha parlato di una bomba di contagio pronta ad esplodere.La Fase 2 è stata interpretata come fare le attività che prima non erano consentite o come prendere un aperitivo in compagnia di altre persone.E' successo anche a Roma dove,con la temperatura mite e complice un sole estivo,in tanti hanno assaltato piazze e parchi,a volte stando in piccoli gruppi e senza protezione.E' un brutto esempio che dobbiamo subito allontanare ed è un pessimo segnale se vogliamo tornare presto alla normalità dopo due mesi di lockdown.Situazioni simili anche a Cagliari,ad esempio in piazza Giovanni XXIII ma anche nei parchi di via Cadello e di Molentargius,con assembramenti che non si vedevano da tempo.Sarebbe opportuno considerare veramente i rischi dei nostri comportamenti irresponsabili.Attenzione in modo particolare al primo weekend di maggio perchè in tanti potrebbero tentare di trasgredire le regole che potrebbero avere effetti nefasti fra una quindicina di giorni.Quindi dobbiamo essere coerenti con le regole che abbiamo seguito e rispettare la linea comportamentale che abbiamo avuto in quest'ultimo periodo.Dopo le strade e i supermercati adesso le forze dell'ordine e i vigili urbani dovrebbero avere una particolare attenzione nei parchi e nelle piazze ma anche nelle principali arterie rafforzando i controlli "anti-assembramento".




IN UN CLIMA SURREALE E SENZA
FEDELI SI E'CONCLUSA LA FESTA DI SANT'EFISIO:"ATTRUS ANNUS MELLUS"


di Augusto Maccioni
(3-5-2020) Come l'1 maggio del 1943 ma questa volta al posto dei bombardamenti della seconda guerra mondiale a ridimensionare l'itinerario e a posticipare la data ci ha pensato l'epidemia del coronavirus.S.Efisio è sempre lì,presente nei cuori dei sardi ma la situazione del virus ha contribuito a modificare il programma della 364/a festa del guerriero martire che era partito in grande stile ai primi di gennaio quando non si parlava di contagiati e di morti anche se c'erano casi in Cina ma erano ininfluenti in Italia.Il problema era serio:S.Efisio doveva partire oppure no.Si è scelta la prima ipotesi perchè non si poteva bloccare la tradizionale festa del Santo,una soluzione che non venne interrotta neanche sotto le bombe del 1943.E anche questa volta il popolo sardo e cagliaritano in modo particolare ha avuto la sua festa ma soprattutto ha creato intorno al martire guerriero quell'attaccamento devozionale fatto di piccoli gesti,qualche preghiera e quel silenzio amplificato dalle emozioni e dai pensieri che ci hanno riportato ai momenti fastosi e folcloristici degli anni passati.E' stata una festa diversa in tutti i sensi.Per la data,non più il 1^ maggio ma il 3 maggio,senza processione e senza fedeli.Nel 1943 il simulacro del Santo era assicurato sul cassone di un furgone 1100,questa volta,al tempo del coronavirus,su una macchina scoperta della croce rossa.Ci sarebbero molte altre similitudine ma una cosa è certa:Sant'Efisio allora come oggi ci parla di amore e di fede e su questi sentimenti semplici ma forti il popolo cagliaritano sta dalla parte del martire guerriero che ha sempre aiutato e difeso i suoi "amici" cagliaritani salvando l'isola nei secoli come durante la peste del 1656 e nel 1793 quando respinse l'invasione dei francesi.In un clima surreale di una Cagliari deserta e senza folla al seguito,S.Efisio ha percorso velocemente il tratto dalla chiesetta di Stampace fino a Nora dove l'arcivescovo di Cagliari mons.Baturi ha invocato la protezione del Santo perchè liberi l'isola dal contagio.Subito dopo la messa,Sant'Efisio inverte la rotta e fa ritorno a Cagliari e dopo 4 ore è nuovamente nella sua chiesetta di Stampace e alle 13,30 il presidente dell'arciconfraternita Giancarlo Sanna annuncia,dal pulpito dell'altare:il 3 maggio del 2020 il voto è stato sciolto(
video).Si conclude in maniera insolita e surreale,ma di grande impatto spirituale,la festa di S.Efisio che quest'anno ha virato per un percorso minimale,senza fedeli.processione e fedeli al seguito.Va bene così:Attrus annus mellus.(video e foto dal web/Social e siti)


CORONAVIRUS,PARTE LA FASE 2.CONTE:IN
LOMBARDIA NON CI SONO LE CONDIZIONI
PER TORNARE ALLA NORMALITA'
ALCUNE REGIONI IGNORANO IL
NUOVO DECRETO DEL PREMIER

SCENDE IN CAMPO SOLINAS:
UN'ORDINANZA PER TENERE ALTA L'IMMAGINE DELLA SARDEGNA


di Augusto Maccioni
(27-4-2020) La conferenza stampa di Conte del 26 aprile,rigorosamente sotto i riflettori dei Tg delle 20,invece di rassicurare gli italiani ha creato sussulti e disapprovazioni non tanto per i toni pacati e le argomentazioni del premier quanto per le aspettative delle quali la popolazione si aspettava dopo quasi 2 mesi di "stare a casa".Gli italiani in tantissimi giorni sono stati responsabili e diligenti,hanno capito la gravità della situazione e non pensavano di continuare ad essere "castigati" soprattutto perché avevano chiaro che la curva dell'epidemia stava scendendo e questo fatto offriva le condizioni per allentare il rigore per il coronavirus che esiste ed è ancora molto pericoloso al nord e quasi inesistente al sud.Il premier ha fatto di tutta un'erba un fascio e invece di fare dei distinguo ha messo tutti nello stesso pentolone col risultato che sarà difficile neutralizzare il malcontento che si sta evolvendo da più parti con a capo i sindaci e i governatori che avrebbero preteso più attenzione per la quasi scomparsa del virus nel loro territorio,una situazione che metterebbe nelle condizioni soprattutto il Sud d'Italia di riaprire,in maniera responsabile e con le cautele dovute all'epidemia,in relazione alle attività economiche in settori diversi soprattutto quelli turistici dove sono forti le preoccupazioni per una stagione già disastrosa per l'epidemia e per il protrarsi di divieti che per molti versi potevano essere evitati se ci fosse stato un piano di controlli così come è stato fatto da subito per i supermercati.Il Governo ha preferito la strada più facile,quello di chiudere tutto e di mettere al sicuro,in casa,i suoi abitanti.In altre nazioni invece si è preferito attuare piani diversificati finalizzati a rimodulare i settori per dare ossigeno ad ogni attività produttiva.Si è parlato di Fase 2 ma in effetti è la continuazione della fase precedente,fatta ancora di divieti e di paure che ancora,sarebbe sciocco non vederlo,ci sono ma ci vorrebbe un pò di coraggio in più e avere più fiducia negli italiani,adesso che ci sono risultati più rassicuranti, che in questi 2 mesi hanno dimostrato di starsene tranquilli e di assecondare i divieti.Adesso però le cose potrebbero cambiare.In questo senso ci provano diversi governatori come Toti,della regione Liguria,ma anche il Veneto dove Luca Zaia ha annunciato che per lui la Fase 2 è tra l'altro:uscire di casa per passeggiare,attività fisica all'aperto senza limiti nel territorio del proprio comune,consentire ai residenti in regione di raggiungere la seconda casa e la propria imbarcazione,anche in un altro comune,per attività di manutenzione.E' uno strappo con Roma.Ci prova anche il governatore sardo Christian Solinas che ha annunciato nei prossimi giorni un'ordinanza per arrivare a una "normalità per tutti".Nel corso della sua informativa alla stampa ha parlato di nuovi protocolli per l'edilizia,nautica e "rimettere in moto una parte importante dell'economia con riferimento alle microaziende,commercianti,artigiani" ma anche parrucchieri e centri estetici.Un'attenzione particolare per il turismo con un pacchetto di aiuti perchè si possa mantenere alta l'immagine della Sardegna.Punti di forza potrebbero essere anche consentire,come ha annunciato il governatore del Veneto Zaia,ai residenti in regione di raggiungere le seconde case per le attività di manutenzione.


LA 364^ FESTA DI SANT'EFISIO IN UN GIORNO,
SENZA FEDELI E CON LA GIOIA NEL CUORE
I MOMENTI STORICI CHE HANNO
SEGNATO IL PERCORSO DEL SANTO

QUESTA VOLTA SI PREGA PER
FAR CESSARE IL COVID-19


FOTOSERVIZIO di Augusto Maccioni
(18-4-2020) E' un altro appuntamento con la storia,quella che viene raccontata quest'anno per la 364^ volta e che ci mette in contatto con un Santo che ha sempre rappresentato un rifugio sicuro per i sardi al quale ci si rivolge con riverenza e rispetto ma anche con grande devozione per far cessare la terribile pandemia del coronavirus che colpisce l'isola. S. Efisio,il Santo dei sardi e di Cagliari in modo particolare,quest'anno non percorrerà l'itinerario consueto tra due ali di fedeli e diserterà il classico appuntamento del 1° maggio a causa delle misure governative in vigore dal 10 aprile 2020 dovute al coronavirus. Il simulacro del martire attraverserà le vie della città di Cagliari domenica 3 maggio,un tragitto breve ed essenziale per recarsi direttamente alla chiesetta di Nora in territorio del comune di Pula(Cagliari),dove fu martirizzato nell'anno 303,e tutte le fasi dello scioglimento del voto si terranno alla presenza degli officianti,dell'Alter Nos e di un numero ristretto dell'Arciconfraternita del Gonfalone.

Mai la celebrazione della festa di Sant'Efisio ha avuto limitazioni e ristretta partecipazione in tanti secoli neanche nel 1943,in piena guerra mondiale,quando il simulacro percorse tra le macerie di una Cagliari devastata dalle bombe. Poche foto e un raro documentario della Rai registrano l'attaccamento e la devozione al Santo da parte di fedeli che comunque,anche sfidando le bombe e i bombardamenti in atto in piena seconda guerra mondiale,fecero attraversare il simulacro,sistemato approssimativamente in un carretto del latte,tra le strette viuzze della città storica evitando cumuli di terra e polvere in uno scenario spettrale tra case e palazzi appena bombardate. All'epoca la limitazione era forte a causa della guerra perché non c'era sicurezza e la pericolosità del momento sconsigliava la processione che comunque ci fu tra mille problemi in un percorso di paura e di grande panico. Chi ha partecipato a quel pellegrinaggio memorabile e storico con un impatto di vicinanza religiosa,racconta attimi di grande devozione finalizzata a perpetuare un voto che andava avanti nei secoli e a consentire lo svolgimento di una tradizione minimale ed essenziale per non tradire la fedeltà del popolo sardo verso il suo amato Santo. In quella occasione è stata percepita la mano prodigiosa del Santo mentre passava tra le vie della città lacerata e ferita facendo germogliare il seme della speranza verso la rinascita della ricostruzione della città.

Adesso si ripete la supplica a Sant'Efisio questa volta per far cessare la pandemia e perché il santo abbia un'attenzione particolare verso Cagliari,la città che Efisio ha amato e che ha difeso in diverse occasioni come quella della terribile pestilenza del 1655 che decimò i suoi abitanti e quando nel 1793 fece naufragare,come un autentico tsunami,le navi francesi,squassandole e disperdendole,arrivate nel Golfo degli Angeli alla conquista di Cagliari.Tre momenti tragici e drammatici della storia sarda che Cagliari non può dimenticare e che si fa ancora più impellente in questi giorni di grande attenzione per il coronavirus che sta mettendo a dura prova il tessuto economico e sociale,piegando il suo popolo molto provato dai numerosi contagi e dai decessi in un susseguirsi di dolore,paura e panico. Anche questa volta la Sardegna tutta e il popolo cagliaritano si rivolgono a Sant'Efisio convinti che Efisio,martire e guerriero,chiederà al Signore una particolare attenzione verso la città e i suoi abitanti,così come fece nel 303 prima di morire per mano dei romani,una supplica ancora oggi valida in questi momenti di sofferenza :"Ti prego,Signore,di proteggere la città di Cagliari dall'invasione dei nemici.Fa che il suo popolo abbandoni il culto degli Dei,respinga gli inganni del Demonio e riconosca Te,Gesù Cristo Nostro Signore,quale unico vero Dio. Fa che i malati che pregheranno sul luogo della mia sepoltura possano recuperare la salute e chiunque si trovi in pericolo nel mare o minacciato dagli invasori,tormentato dalla fame o dalla peste,dopo aver invocato me,Tuo servo,possa essere condotto in salvo".

Il legame tra Efisio e Cagliari,e il suo popolo,va avanti da 364 anni,un'interminabile percorso di affetto,devozione e stima che si concretizza in modo particolare durante la sua festa che viene celebrata,con grande partecipazione e devozione,dal 1 al 4 maggio giorno del rientro del simulacro nella chiesetta di Stampace a Cagliari per lo scioglimento del voto da parte della Municipalità,dopo aver percorso oltre 70 chilometri,andata e ritorno,toccando paesi festanti e in preghiera di Capoterra,Sarroch,Villa S.Pietro e Pula dove a Nora,nella sua chiesetta,venne martirizzato. Quattro giorni per un itinerario coinvolgente nel quale tutta la Sardegna si ferma per ripetere un rito lungo quattro secoli,sempre uguale e sempre diverso,perché ogni anno c'è un rapporto più stretto verso il martire per Cagliari.Come non ricordare la grande sfilata di "traccas",i carri ornati da fiori e frutta e quei 3500 persone in abiti tradizionali provenienti da tutti i comuni sardi.E i tanti cavalieri,i miliziani e la guardiania in un'esplosione di colori,di cultura lungo una tradizione che si rinnova e che non tradisce mai il carattere proprio dei sardi.E' sempre stata la vetrina storica e di qualità della Sardegna per Efisio,sistemato in un cocchio,trainato da due buoi ed è sicuramente il momento più significativo e di grande partecipazione perché dopo il carro del Santo c'è il popolo cagliaritano e sardo che va appresso a Lui per ringraziarlo per l'attenzione che il martire ha sempre rivolto per la terra sarda. Purtroppo quest'anno Sant'Efisio sarà celebrato in maniera diversa,non più dal 1° maggio ma da domenica 3 maggio,senza i colori dei carri e le sfilate dei costumi sardi,non ci saranno i cavalli e quelle manifestazioni folcloristiche che sono state,in passato, di notevole importanza nel corso della grande festa di maggio. Sarà tutto ridotto all'essenziale per garantire la sicurezza necessaria e per evitare assembramenti e vicinanza di fedeli così come prevedono le disposizioni governative anti-coronavirus. Il classico cocchio sarà sostituto da un veicolo scoperto così da favorire momenti di preghiera condivisa dai balconi. Il simulacro sarà accompagnato dall'Alter Nos e dai rappresentati dell'Arciconfraternita del Gonfalone. Il percorso sarà minimale ma austero fino a Nora poi,nello stesso giorno il Santo farà ritorno a Cagliari nella sua chiesa di Stampace .Un rito semplice,solo un pellegrinaggio di preghiera seguito da momenti di riflessione che possono aiutare per non farci sopraffare da un dramma che si spera svanisca presto con l'intercessione di Sant'Efisio che per i cagliaritani è un Santo speciale. E' un amico,una persona cara a cui tutto si può chiedere,è un martire che ha una dimensione territoriale, come se vivesse accanto a noi e per noi. Per questo motivo Efisio è solo un santo dei sardi che ci conosce e che ci aiuta. Lo ha fatto diverse volte nella storia.

Come durante la terribile peste del 1655 a Cagliari con una protezione impressionante mentre tutto era perduto e la gente moriva ogni giorno soprattutto i bambini,quelli più indifesi e senza nessuna cura preventiva. Il male non lasciò scampo e morirono moltissime persone e la municipalità allora chiese con insistenza a Efisio di difendere la città e il popolo cagliaritano dalla terribile epidemia di peste. La Municipalità,l'11 luglio 1652,quando tutto stava iniziando in maniera catastrofica,allora fece una promessa solenne al suo protettore per salvare la città e i suoi abitanti dalla pestilenza in cambio avrebbero onorato e ringraziato il Santo ogni primavera con gratitudine e devozione. E il martire "cagliaritano" non si tirò indietro e quattro anni dopo la promessa la città fu liberata dall'epidemia.Per questo ombrello protettivo i cagliaritani nei secoli non hanno dimenticato e ogni anno.il primo maggio,rinnovano la loro promessa con un suggestivo pellegrinaggio,tra sacro e profano,portando uno delle tre statue lignee custodite in città in processione tra le vie della città fino a Nora attraverso quattro giorni intensi di preghiere e devota partecipazione,poi il 4 maggio il rientro a Cagliari in un corteo sempre vivo di tanti devoti che con la lunga fiaccolata riportano il Santo nella sua chiesa a stampace.Ogni anno una solenne processione e un invito a non dimenticare un martire-guerriero che chiese al Signore una particolare attenzione verso la "sua città e la sua popolazione".E' la 364esima volta che si celebra la festa di S.Efisio anche se la cronaca ci dice che non ci furono processioni in due occasioni:nel 1794 quando la città era in stato d'assedio per una rivolta popolare(venne però recuperata alcune settimane dopo) e nel 1917 quando gli organizzatori decisero di annullare la festa perchè tanti uomini erano al fronte. La festa venne celebrata anche durante il 1943 sotto le terribili bombardamenti degli aerei inglesi in città.In una città spettrale e piena di macerie,c'è un video Rai che documenta la suggestiva vicenda,il simulacro del Santo attraversa i quartieri storici scortato da fedeli e militari.Il cocchio del santo non è trascinato dai buoi ma da un furgoncino del latte a pezzi ed è una processione che ha avuto valenza di una speranza per la città che dovrà rinascere dai bombardamenti. E anche in quella occasione il Santo ha offerto il suo aiuto.Come la presenza viva di Sant'Efisio si concretizzò nel 1793 quando la flotta francese rivoluzionaria voleva impadronirsi dll'isola. L'impresa fallì per diverse circostanze tra le quali una libecciata improvvisa che devastò numerose navi francesi,e molte persone di chiesa attribuirono l'intervento miracoloso del Santo che scongiurò l'attacco francese. Altro intervento miracoloso nel 1816 quando vi fu un'altra epidemia,bloccata per le preghiere e le processioni al Santo.Ci sono tanti altri episodi di una gravità inaudita che hanno cessato i loro effetti grazie all'intercessione del martire guerriero,un Santo che continua ad essere un amico e un fratello sempre pronto a darci una mano e ad aiutarci nei momenti difficili della nostra vita.




PASTICCIO MES,SCONTRO CONTE-MELONI.TREGUA ADDIO?
SUPERARE SUBITO L'EMERGENZA,
MATTARELLA:BASTA INSULTI

"RITROVARE LA SERENITA' E ABBANDONARE EGOISMI E LITIGIOSITA'"

di Augusto Maccioni
(14-4-2020) Adesso che la palla è tornata al centro si guarda con altro spirito l'evolversi della situazione politica. I fatti di questi ultimi giorni hanno posto nuovamente i termini della litigiosità non tanto all'interno del governo,che bene o male vengono sanate "per il bene del Paese" ,quanto con le opposizioni con le quali c'era stata una tregua per sostenere gli impegni contro il coronavirus e gli sforzi per ottenere di più dall'Europa.Purtroppo quella tregua si è interrotta non tanto dalle opposizioni,che mostrano simpatia per le cose che si stanno facendo per combattere il covid-19 soprattutto nelle regioni del nord,quanto dal governo a guida M5S-PD.Anzi i partiti che sostengono l'esecutivo hanno dato prova di compattezza e impegno in questi momenti difficili a livello sanitario ed economico,cosa che invece non c'è stato dal premier Conte che in una conferenza stampa del 10 aprile,più o meno a reti unificate anche se la circostanza è stata rigettata dallo staff del presidente del Consiglio,ha attaccato il centrodestra e in modo particolare Salvini e Meloni che,si è sfogato il premier,continuano a delegittimare l'operato dell'inquilino di palazzo Chigi.."Non posso lasciare che la mia figura venga delegittimata. Avevo fatto un appello alle opposizioni ,ha detto nel corso della conferenza stampa,ma quello che è successo rischia di indebolire non Giuseppe Conte o il governo ma l'intera Italia ".Al centro dello scontro c'è il Mes,il trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità,che Conte "non ha firmato alcuna attivazione perché non ne ha bisogno e lo ritiene inadeguato".E allora?Il premier è deciso nelle sue affermazioni e punta il dito sulle responsabilità del Centrodestra e in modo particolare di Giorgia Meloni:"Io,dice ancora il premier,non c'ero nel 2012,mentre Giorgia Meloni era ministro..."E qui nasce un'autentica fake news detta da chi ritiene che siano gli altri a metterle in campo contro di lui,perché la circostanza è sbagliata ed è fuori dalla storia.:nel 2012 c'era già il governo Monti e,andando a ritroso,neanche il governo del Centrodestra nel 2011 aveva avviato il Trattato perché non era stato ratificato né dall'Italia né dagli altri 17 Paesi dell'Eurozona. La fake news di Conte è quindi servita in due mosse:Meloni non era al governo nel 2012 ma c'era Monti, che con i ministri Moavero Milanesi e Terzi di Sant'Agata,aveva firmato il Trattato. Grande esultanza di Monti,in qualità anche di ministro dell'Economia,che al Senato aveva detto:"Onorevoli Senatori il Mes è stato sottoscritto dai 17 Paesi dell'eurozona il 2 febbraio 2012 in una nuova versione "del 2011 mai ratificata. A distanza di qualche giorno dall'infelice scontro con Salvini e Meloni, si riesce a decodificare la rabbia di Conte che,per dirla con Mentana direttore del Tg de La7,non ha fatto un buon servizio all'Italia anzi,riferendosi allo sfogo contro i due leader del Centrodestra "non avrebbe mai mandato in onda le sue parole se avesse conosciuto in anticipo le sue intenzioni di lanciare un messaggio politico durante le rituali comunicazioni sull'emergenza sanitaria ed economica".Per di più ha infranto una tregua sostenuta dal presidente della Repubblica Mattarella(
foto dal web/Social).Adesso tutto potrebbe diventare più difficile e rimettere insieme i cocci ci vorrà del tempo e una nuova predisposizione politica da parte di tutti. Quella litigiosità e quelle affermazioni inopportune del premier potrebbe dare l'avvio a nuove tensioni che metterebbero a dura prova l'esecutivo ma soprattutto potrebbero condizionare la tenuta del governo in preda a incomprensioni e vedute diverse in merito alla stabilità economica e sociale subito dopo la fase più critica del coronavirus. Perché sulla fase 2 c'è molta confusione e direttive non controllate che fanno presagire una situazione da far west ,dove ogni regione detta provvedimenti spesso in contrasto con le disposizioni governative. E neanche la nomina della squadra dei saggi nominata da Conte e affidata a Vittorio Colao per coordinare con il comitato scientifico la ripartenza della fase 2 chiude le polemiche perché non sono chiare le competenze dei 74 tecnici ingaggiati dal governo posto che mancherebbero alcune figure chiave per rilanciare,ad esempio, il turismo,un settore tecnicamente senza ossigeno dopo la paralisi totale di quasi 2 mesi e con una prospettiva complicata e inadeguata visto che in altre nazioni,tra mille difficoltà,si stanno mettendo in chiaro soluzioni ottimali condivisi dagli stessi operatori del settore. Per affrontare e rilanciare la fase 2 servirebbe più coraggio e meno saggi,sicuramente molta condivisione con i vari settori e comparto e soprattutto meno litigiosità politica. E' l'appello di Sergio Mattarella,come ha spiegato lui stesso sabato scorso durante il messaggio agli italiani,rivolto a tutti i partiti politici,alla maggioranza e all'opposizione (ma anche a Conte) per "abbandonare ogni egoismo illusorio e a percorrere con coraggio la via del servizio" che non è quello di un tornaconto politico e neanche cercare lo scontro a tutti i costi ma condividere scelte e maturare decisioni utili per il bene del Paese. E sulla parola "servizio" si deve costruire il futuro del nostro cammino post-coronavirus,cioè quell'idea etico -politica che fa un Paese forte,inattaccabile di fronte all'Europa e ci rende responsabili e collaborativi sempre,cosa che è venuta a mancare dal messaggio di Conte del 10 aprile ma anche prima quando molte scelte dell'opposizione non sono state condivise dalla maggioranza governativa. E' chiaro che se Conte,un premier senza partito,vuole lo scontro non può che non ottenere collaborazione e su questa debolezza del sistema Italia si fonda la prepotenza dell'Europa che sta disattendendo ogni prerogativa sociale ed economica del nostro Paese. E' necessario quindi ricreare un clima di serenità e di collaborazione e in questo senso le parole di Mattarella potrebbero indurre all'ottimismo,quel senso della misura che si è persa e che bisogna subito ritrovare. Una cosa è tattica politica per accrescere e cementificare i consensi,un'altra è lo scontro politico che non porta da nessuna parte,argomenti che non hanno nessuna logica su una società franata dal coronavirus e sulla pelle degli italiani che stanno facendo sacrifici insormontabili. E a loro che si deve guardare sempre,ora più che mai vista l'emergenza causata dalla terribile epidemia, con l'obiettivo di ritrovare subito la normalità sociale ed economica.


IL CONFINAMENTO FUNZIONA,PASQUETTA COL BLOCCO:ANCORA DISAGI E SACRIFICI
TUTTI INSIEME CE LA FAREMO,PIU'
CONSAPEVOLEZZA E IMPEGNO DA PARTE DI TUTTI:"STIAMO A CASA"


di Augusto Maccioni
(1-4-2020) Viviamo alla giornata,passiamo da un incubo al dramma per scivolare sui numeri troppo alti e impressionanti di contagiati e morti.E' un coronavirus aggressivo(
foto dal web/Social Strada deserta) che non solo preoccupa ma che miete vittime e in diverse parti del mondo ci si accorge che questo Covid-19 sta mostrando la faccia più tremenda di una storia che tarda a finire.Un pò tutti i paesi,ad iniziare dall'Italia che ha fatto da apripista in Europa,convivono con l'epidemia diventata pandemia dall'OMS dopo la vastità della malattia nel mondo dalle funeste conseguenze.Una cosa gli scienziati sono d'accordo:non dobbiamo abbassare la guardia.Come dire che questo coronavirus è imprevedibile e non fidarsi della sua curva discedente,perchè,come ha dimostrato la Cina in questi ultimi giorni,nel mentre si gioisce e ci si rallegra per la prossima fine la situazione potrebbe ridiventare drammatica con nuovi contagi e morti.In Italia,dicono gli esperti,il coronavirus ha toccato il picco anzi ha toccato il primo dei due picchi e a questo punto la gente,obbligata da settimane a starsene a casa e a uscire seguendo le disposizioni governative,è disorientata e mostra insofferenza al nuovo stile di vita imposto dal governo per bloccare il diffondersi del virus.Si parla sempre di picco e si continua a morire,più anziani con severe patologie e giovani,quasi che la terribile malattia non conosca preferenze.Il nostro Paese per bloccare il coronavirus ha seguito il metodo cinese che,all'insorgere dell'epidemia,ha chiuso fabbriche e ogni attività impostando un rigido controllo anche per la spesa alimentare.Al momento non si sa se le cose hanno funzionato,si saprà al termine di questa disastrosa avventura quando si avranno le carte più chiare e i numeri del disastro saranno più completi anche se sono evidenti i vari momenti di incentezza,o di colpe, e di imbarazzo che hanno colpito sia il mondo scientifico che quello politico che non hanno capito l'importanza della malattia gestendo all'inizio in maniera approssimativa il covid-19.Ci sarà tempo per decodificare tutto ma soprattutto,speriamo,dobbiamo essere in grado di far tesoro dell'impegno,della professionalità e della ricerca scientifica dimostrata in questi mesi terribili dell'epidemia.L'importante è non avere la memoria corta.Nel frattempo si va avanti tra le misure restrittive,le risorse messe a punto dal governo e l'incertezza degli aiuti comunitari anche se c'è la speranza e la consapevolezza che l'Europa intervenga in misura adeguata e senza freni per soddisfare le esigenze dei Paesi,e dell'Italia in modo particolare,messi in ginocchio sotto l'aspetto sanitario ma anche economico e con una ripresa che sarà difficile da intravedere.Ce la faremo,dice lo slogan anche se adesso è più forte quell'altro di "stare a casa".Come ci sono i momenti della vita anche il coronavirus percorrerà,in maniera indelebile,i nostri anni migliori e ci segnerà nei nostri affetti e nelle nostre professioni.L'importante è tenere duro senza nessuna "libera uscita" come quella,recente,del governo che apre alla passeggiata del genitore col figlio anche se molte Regioni e diversi Comuni,come tra gli altri Milano ma anche Cagliari e Sassari,hanno chiesto di disattendere la circolare governativa.E' meglio continuare "a stare a casa" perchè siamo al traguardo,si inizia a intravedere la luce del tunnel ed è un peccato sprecare questa "libera uscita" per bloccare ulteriormente una speranza.Siamo concreti e razionali,perchè insieme ce la facciamo ma ci vuole la forza di tutti e la volontà di non perdersi d'animo e di continuare a lottare.Noi italiani ce la possiamo fare.


STORICO MOMENTO DI PREGHIERA SUL SACRATO DELLA BASILICA DI SAN PIETRO
PAPA FRANCESCO NELLA PIAZZA VUOTA
PREGA PER LA FINE DELLA PANDEMIA:
"DIO,NON LASCIARCI IN BALIA DELLA TEMPESTA"


di Augusto Maccioni
(27-3-2020) Un silenzio stratosferico,planetario con una pioggia implacabile.Nella grande piazza San Pietro,vuota e senza vita,irrompe stancamente Papa Francesco con passo indeciso,ma forte e con uno sguardo rivolto a Dio perchè guardi la dolorosa condizione in cui versa l'umanità,e in modo particolare l'Italia,a causa della pandemia.Francesco lo fa richiamando un passo del Vangelo di Marco in cui i discepoli si trovano atterriti dalla tempesta mentre Gesù dorme,e chiede con forza a Dio "di non lasciarci in balia della tempesta".E' solo sul sacrato della basilica di San Pietro(
foto dal web/Social),all'inizio la voce è affannata per il tragitto che ha dovuto compiere,poi accade qualcosa di straordinario in quel crepuscolo romano illuminato tenuamente,ma con una scenografia di grande impatto spirituale.La sua voce si fa preghiera ed è in contatto con Dio che non può non ascoltarlo,perchè il grido del Papa è la somma della condizione nella quale si trovano le persone,le famiglie e gli Stati a causa di questo flagello che continua a decimare le popolazioni e a creare momenti di incertezza,dolore e di smarrimento.Il Papa elenca quanti stanno lottanto in prima linea nella lotta al coronavirus,dai medici,agli infermieri,alle forze di polizia,ai volontani,agli addetti ai supermercati ma anche ai politici che sono chiamati a sostenere il peso delle scelte.Sono momenti terribili,un dramma che tarda a consumarsi.Nella giornata straordinaria per la preghiera il Papa ha invitato tutti a dare un senso alla nostra vita,a quella lacerata dalla pandemia in corso.E' tempo,ha detto il Papa,di cambiare rotta perchè "nessuno si salva da solo" e alzando gli occhi al cielo,pregando per la fine della pandemia,ha pronunciato solennemente la benedizione Urbi et Orbi con relativa indulgenza plenaria,che viene impartita solo in tre occasioni:nel giorno dell'elezione,a Pasqua e a Natale.Poi l'invocazione:"da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta". Poco prima il Papa si è raccolto in preghiera davanti al Crocifisso di San Marcello che nel 1522 attraversò le strade di Roma perchè finisse la peste.




ALLARME PER UN SERVIZIO RAI DEL 2015:IL CORONAVIRUS CREATO IN LABORATORIO?
ERA UN ESPERIMENTO COSTRUITO
A WUHAN,GLI SCIENZIATI:NIENTE
A CHE VEDERE COL COVID-19


di Augusto Maccioni
(25-3-2020) Viviamo sempre sospesi tra realtà e fantasia e spesso le cose impossibile rasentano le cose di tutti i giorni e gli incubi a volte minano la realtà.E' il gioco che forse amiamo di più e in questo senso i film che hanno sempre circolato ci sospingono a vedere cose che ci affascinano.Tutto questo per dire che quello che si va dicendo in queste ore sulle notizie choc del supervirus creato nei laboratori cinesi e divulgato in un servizio apparso nel Tgr della Rai nel 2015 nella rubrica "Leonardo" potrebbe creare ulteriormente un danno ancora più consistente della pandemia attuale.Perchè quel servizio,amplificato in queste ore,potrebbe far gridare al terrore della Cina in tutto il mondo.Se questo fosse vero la situazione sarebbe molto diversa e più catastrofica.Certo ci sono dei riferimenti precisi:virus cinese e Wuhan ma anche l'esistenza di un laboratorio di massima sicurezza in quella grande megalopoli.Tutti "ingredienti" che portano alla diffusione di un "virus" pilotato per scatenare una guerra bioterrorismo nel mondo.Cosa sicuramente scioccante ma falsa.In questo senso si sono subito espressi diversi scienziati che hanno detto che l'attuale coronavirus non è un supervirus creato in laboratorio e non ha caratteristiche di un virus artificiale.Ha un genoma completamente diverso e quello che è stato pubblicato sulla rivista scientifica "Nature Medicine" sono le sequenze perfettamente distinguibili.A dirlo chiaramente è Fausto Baldanti,massimo esperto e virologo dell'Università di Pavia e del Policlinico San Matteo,che in una intervista sull'argomento ha dichiarato che quell'esperimento del 2015("Gli scienziati prendono una proteina dai pipistrelli e la inseriscono sul virus della Sars ricavato dai topi, rendendolo capace di trasmettersi all'uomo") è avvenuto sotto gli occhi di tutti e il genoma della cellula è stato pubblicato per intero.Sintesi finale:non è lo stesso del coronavirus attuale(
foto dal web/Social).E' anche chiaro se si dovesse creare un virus in laboratorio si disporrebbe anche di un anti-virus per debellarlo.Quello attuale,che sta facendo tante vittime nel mondo e che sta inginocchiando il nostro paese,è un coronavirus "naturale" del quale si è appena scoperto il genoma e sul quale si stanno facendo tutti gli esperimenti per creare un vaccino per frenare la sua micidiale bomba mortale e sconfiggerlo.


DISASTRO CORONAVIRUS IN
SARDEGNA:IL 90% DEI CONTAGI
E' FRA IL PERSONALE SANITARIO

GRIDO D'ALLARME IN CORSIA:
MANCANO MASCHERINE E PROTEZIONI

TRA POLEMICHE E BAVAGLIO AI MEDICI
SPUNTANO LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA


di Augusto Maccioni
(21-3-2020) Il bollettino in Sardegna non è simile alle regioni del nord ma anche nell'isola dei quattro mori il coronavirus sta aumentando i numeri dei contagiati(
foto dal web/Social) ma anche dei morti.In percentuale,però,l'isola,che si trova al 12,6%,è al pari dell'Emilia Romagna(12,3%) che è dietro alla Lombardia sia per contagiati che per morti.Una situazione drammatica ma anche imbarazzante che è difficile da spiegare soprattutto non sono chiari i tanti pazienti all'interno degli ospedali in quei luoghi,cioè,che dovrebbero essere sicuri e che in pratica non lo sono affatto.E' stato calcolato,ad esempio,che tra Sassari e Olbia l'90% dei contagi è tra il personale sanitario e questa situazione non mette in buona luce i nostri ospedali e la gestione degli stessi.Un rapporto,rispetto alle altre regioni italiane e a quelle del nord,abbastanza stretto,un 50% dei contagiati rispetto alla media nazionale dell'8,3%,che fa pensare a gravi problemi,sicuramente esistenti anche se ci sono molte concause.Le polemiche si alzano da parte delle organizzazioni sindacali dei medici che minacciano di fermarsi perchè il personale in corsia non ha i dispositivi di protezione anche se,per molti aspetti,lo stesso problema lo hanno anche i medici degli altri ospedali italiani.Come mai,allora,nel resto d'Italia,dove mancano le mascherine e altri dispositivi di sicurezza,i contagiati tra i medici è minimale rispetto ai contagiati in Sardegna?Che manchino le mascherine e le tute protettive è un problema serio e che a distanza di tanto tempo non si sia provveduto ad acquistarli e a farli arrivare è quanto meno tragico considerando che i contagiati arrivino soprattutto dall'apparato medico.Anche a Cagliari la situazione non cambia.Dagli ospedali Brotzu,SS.Trinità ma anche al Binaghi,Oncologico e Policlinico medici e infermieri,ma anche gli addetti alla sicurezza e il personale delle pulizie,sono terrorizzati e lamentano la carenza di mascherine,un rischio sempre presente che i medici in prima linea non si possono permettere per affrontare con serietà e sicurezza il grave problema del coronavirus.Tra polemiche e disfunzioni arrivano anche le indagini della Magistratura.Troppi morti nel sassarese e la Procura di Tempio Pausania e i pm di Sassari hanno aperto un fascicolo contro ignoti per i contagi fuori controllo avvenuti all'interno dell'ospedale della provincia sarda.Si muove anche la Procura di Cagliari sollecitato dal sindacato medico Anaao-Assomed che denuncia la disastrosa situazione del personale sanitario che non ha neanche le più elementari protezioni personali.Quindi oltre a problemi di mascherine e indumenti protettivi ci sarebbero eventualmente anche responsabilità civili e penali.E in una situazione esplosiva,promossa da questo coronavirus che incalza in maniera esponenziale,c'è spazio per polemizzare contro la giunta regionale sarda,a guida Lega,Partito sardo d'azione,Forza Italia e Fratelli d'Italia,che avrebbe messo il bavaglio a medici e infermieri(" qualunque attività comunicativa deve essere autorizzata da questa Regione"),atteggiamento che ha suscitato una dura presa di posizione da parte dell'Associazione della stampa e dell'Ordine dei giornalisti.



DOPO SETTIMANE DI RITARDO E' ARRIVATO IL DECRETO CHE SALVA IL SUD
UNA BOCCATA D'OSSIGENO PER PUGLIA,CALABRIA E SICILIA
SODDISFATTO SOLINAS:IN SARDEGNA CHIUSI PORTI E AEROPORTI

di Augusto Maccioni
(14-3-2020) Poteva essere fatto prima e poteva essere vietato,almeno 10 giorni fa,ai passeggeri di lasciare le zone rosse dove maggiore è il tasso di coronavirus(
foto dal wweb/Social).Invece i decreti governativi sono arrivati in ritardo consentendo soprattutto a tanti lombardi di lasciare indisturbati la grande Milano(16 mila in Puglia,13 mila in Sardegna).I racconti dei lombardi trasferiti al sud non convincono e si rileva solo il fatto di abbandonare il territorio inquinato dal virus per una regione forse immune dal contagio,cosa che alla fine si rileverà nefasta visti i risultati che stanno venendo fuori di giorno in giorno.La regione Sardegna,ad esempio,aveva chiesto il divieto dei passeggeri bloccando porti e aeroporti,provvedimento che è arrivato proprio oggi con un decreto del ministro delle infrastrutture che di fatto sospende i collegamenti e i trasporti ordinari delle persone da e per la Sardegna e i trasporti possono avvenire soltanto su autorizzazione della Regione per comprovate esigenze.Il governatore sardo Christian Solinas è soddisfatto anche se i provvedimenti dovevano essere emanati prima.Il primo decreto governativo è stato attivato sabato scorso e prima della sua validità c'era stato un fuggi-fuggi generale dei lombardi verso il sud.Adesso,anche questa volta prima del secondo decreto governativo che blocca i porti e gli aeroporti,altra ondata di trasferimenti dal nord al sud.Il problema è chiaramente duplice.Il primo è l'ingiustificata presenza di tantissimi lombardi al sud,impreparata a gestire il virus.Il secondo è che quelli che sono arrivati nel meridione,a seguito di notizie non controllate e frammentarie,non hanno seguito le regole imposte dai provvedimenti governativi che ponevano le persone in quarantena in casa.Invece i lombardi al sud,in Puglia ma anche in Sicilia e in Sardegna,si sono riversati nelle piazze e al mare mostrandosi indifferenti alle regole e mettendo a repentaglio la sicurezza degli abitanti del posto.Proprio per questi comportamenti errati che adesso il sud viaggia pericolosamente verso il virus.I numeri aumentano giorno per giorno e potrebbero fare paura soprattutto grazie a queste persone provenienti dalla Lombardia che non hanno capito il senso dell'epidemia,mettendo a rischio gli abitanti del sud che chiedono rispetto e non vogliono essere contagiati.L'unica cosa da fare è bloccare il virus anche al sud.Per farlo è necessario individuare le persone provenienti dal nord,metterli in quarantena per rompere il contatto con altri individui del posto.Un lavoro lungo ma necessario se si vuole arginare il virus per non contagiare più persone.



CORONAVIRUS/SONO IN VIGORE LE
MISURE DEL GOVERNO,ANCORA DUBBI

LIMITAZIONI NEGLI SPOSTAMENTI,
MEGLIO "RIMANERE A CASA"

ALLA FINE LEGGERE UN LIBRO CI SALVERA' DALLA "PESTILENZA"

di Augusto Maccioni
(10-3-2020) Non è un coprifuoco ma l'Italia,diventata "zona protetta",deve darsi una regolata se vuole vincere la battaglia contro il coronavirus((
foto di Primo Fusari per TP)).Il governo ha esteso la zona rossa a tutto il paese ed è stata una mossa saggia e comprensibile se si vuole evitare il peggio e contrastare una malattia che non arretra anzi fa più velocemente vittime e contagiati e per fortuna ci sono persone guarite anche se questo dato non muove di molto l'andamento preoccupante del virus.Il segnale è forte ma è necessario fare di più per mettere in sicurezza tutta la popolazione e dare una spallata definitiva a questo virus che sta coinvolgendo tutti con numeri drammatici che stanno affossando la nostra sanità e la nostra economia.Bene si stanno comportando medici e infermieri che stanno dimostrando capacità e professionità in un momento molto delicato e particolare della vita degli italiani,sanitari e paramedici costretti a vivere in trincea e a stare in ospedale anche 12 ore al gioco per risolvere i casi di una malattia aggressiva.Diversi aspetti da considerare in una vicenda che nasce da lontano,dalla cinese Wuhan e dal focolaio primario in Germania,ma che ha avuto una storia da protagonista in Italia in alcune regioni-simbolo del Paese in termini di locomotiva economica e di identità.Un virus così combattivo e distruttivo non si era mai visto e l'Italia è stata investita in pieno,al cuore smarcandosi dalle aspettative della politica e forse anche dagli esperti che non pensavano in una escalation del genere.Però è successo e alla fine quel terreno fertile che è emerso nel nord Italia si è allargato al sud e in tutte le altre regioni del paese.A parte il governo,che ha faticato parecchio nel comprendere la portata del coronavirus,c'è stato anche lo scetticismo degli italiani che non pensavano di essere coinvolti in maniera pesante in questo evento che alla fine sta diventando un vero incubo per le restrizioni imposte dal governo.Falle da tutte le parti con responsabilità iniziali precise che hanno poi determinato i numeri drammatici che viviamo giorno per giorno,ma è anche il segno della democrazia che ha la necessità di intervenire col consenso di tutti e che la gente non ha capito fino in fondo perchè per un evento del genere era necessario un "commandante" con pieni poteri,personaggio forte richiamato adesso da più parti per decidere in autonomia al di fuori della politica e degli schieramenti.Cosa che al momento non si è fatto preferendo una verticalizzazione governativa che ancora ha dei problemi sulla comunicazione,argomento molto sentito dalla gente che solo adesso riesce a comprendere la gravità della situazione anche se ci sono ancora alcuni passaggi che per natura gli italiani fanno fatica ad adeguarsi.Come gli spostamenti che sono consentiti soltanto per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità altrimenti è richiesto di restare in casa.Un atteggiamento nuovo che dobbiamo aderire con convinzione,senza trucchi se vogliamo fare anche noi la nostra parte in questa difficile battaglia contro il virus.Ed è difficile anche non uscire di casa,come richiesto dal governo e come indicato da Conte,perchè gli italiani sono spiriti liberi,amanti degli spazi e avventurosi in tutti i momenti della vita.E' un sacrificio necessario che la gente adesso ha capito visti i numeri dei contagiati e dei morti,e ognuno di noi è chiamato a fare ogni sforzo per avere la prospettiva,un domani,di aver contribuito ad aver battuto questo mostro.Tutto sta a rivoluzionare la nostra vita,ad essere più presenti e a darci un motivo in più per andare avanti alla ricerca di una normalità che prima o poi sicuramente arriverà.Niente scuola e bambini in casa per la felicità anche dei nonni che avranno un motivo in più per stare in forma e vivere più intensamente le emozioni della quotidianità.Improvvisamente ci ritroviamo attorno alla tv,riscopriamo i valori veri della vita,ci riappropriamo degli spazi casalinghi e leggiamo libri lasciati in uno scaffale polveroso.E ritroviamo i contatti familiari,il calore di una situazione che avevamo perso e che questa tremenda situazione ci ha ridato.Stiamo in casa e forse leggere un libro ci salverà.


CORONAVIRUS,L'OMS AUMENTA IL LIVELLO DI ALLERTA A "MOLTO ALTO"
IN ITALIA 822 MALATI,ALTRE 4 VITTIME.
NESSUNA RIAPERTURA DELLE SCUOLE

ALLARME IN SARDEGNA:UN
CAGLIARITANO POSITIVO
RICOVERATO A MILANO

di Augusto Maccioni
(28-2-2020) Altre 4 vittime per coronavirus e siamo a 21 mentre le persone guarite vanno a rilento,uno in più rispetto al giorno prima,e non sfonda il muro delle 46 persone.La situazione è sempre grave,i contagiati in Italia sono 822 dei quali 412 sono asintomatici.C'è voglia di ripresa anche se è prematuro pensare a un rilancio dell'economia e della vita sociale soprattutto in Lombardia e Veneto,i due focolai importanti che hanno messo in ginocchio le aspettative economiche e turistiche di tutta la zona.C'è tempo per risollevarsi,intanto però la crisi innescata dal virus cinese(
foto dal web/Social) è più grave di quello che si pensava e molte cose non funzionano anche se ospedali,medici e paramedici fanno gli straordinari per curare e salvare le persone contagiate.E se c'è un pezzo d'Italia che funziona,il riferimento è per la sanità pubblica vera eccellenza del nostro Paese,c'è di contro una politica rissosa che non perde occasione per creare scompensi e confusione.E c'è anche un governo che patisce molto il morbo soprattutto perchè non ha saputo gestire l'emergenza,considerando minimale la crisi che si stava affacciando per poi renderla eccessivamente devastante.E c'è anche un premier che ha dichiarato difficoltà di un ospedale nel trattamento del coronavirus,una dichiarazione che ha fatto gridare alla stampa americana che in Italia c'è una sanità che non funziona ed è incapace di curare il virus cinese.Ci sono comunque argomenti convincenti per rendere l'attuale governo inadatto per l'emergenza,in considerazione di questo ultimo evento sanitario,ma anche per i nuovi rapporti nel governo che non riflettono l'andamento politico dell'opinione pubblica.Ma non so fino a che punto l'attuale governo possa avere un rimpasto verso un "governissimo",parola abusata ma non proprio utile in un momento difficile come questo.La parola è bene che passi al Servisio sanitario nazionale e quindi al Ministero della Salute che dovrà mettere una pezza alle incomprensioni,alle confusioni e alla precarietà di quanti hanno operato in maniera sparsa e poco edificante in questi giorni.Ed è un bene che questa volta a decidere sia il governo e non le singole regioni ed è per questo motivo che,stante l'aumento dei contagiati e dei morti,Lombardia,Veneto ed Emilia hanno chiesto all'esecutivo uno stop di altri 7 giorni,altre misure restrittive per scuole,negozi,università e musei ma ogni decisione potrebbe essere revocata se il trend dei contagi si dovesse fermare.La situazione è critica e grave e il coronavirus entra con decisione anche in Europa mentre nel mondo la malattia si aggrava.Ed è per questo motivo che l'Organizzazione mondiale della sanità(Oms) ha "alzato il fattore di rischio dell'epidemia di coronavirus da alto a molto alto.E c'è anche il rischio di un caso diplomatico per l'affermazione del governatore del Veneto Luca Zaia che,riferendosi al coronavirus cinese, ha detto:"Diciamoci la verità,abbiamo visto tutti i cinesi mangiare topi vivi",parole che hanno indignato l'ambasciata cinese in Italia che ha replicato:"Si tratta di offese gratuite che ci lasciano basiti. Ci consola il fatto che moltissimi amici italiani non sono d'accordo con tali affermazioni e, anzi, le criticano fermamente. Siamo convinti che quelle parole non rappresentino assolutamente il sentire comune del popolo italiano".E intanto è allarme in Sardegna per un cagliaritano in quarantena in Lombardia assieme alla sua famiglia trasferita nel capoluogo lombardo da Cagliari.L'assessore alla Sanità della Sardegna Nieddu ha già attivato i protocolli nazionali e regionali per individuare le persone che sono state in stretto contatto col paziente nel capoluogo sardo e in una nota della Regione "si sottolinea che nessuna delle persone sottoposte a vigilanza è in condizione tale da destare allarme".




CORONAVIRUS,L'ITALIA FA PAURA:AUSTRIA BLOCCA UN TRENO AL BRENNERO E LA ROMANIA METTE IN QUARANTENA CHI ARRIVA DA LOMBARDIA E VENETO
REGIONI FAI DA TE:LA LIGURIA DI TOTI DISPONE LA CHIUSURA DI TUTTO
A CAGLIARI ESAURITI FLACONI DI AMUCHINA E MASCHERINE

di Augusto Maccioni
(23-2-2020) Tedros Adhanom Ghebreyesus,direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità(OMS),ha detto che la comunità internazionale deve agire rapidamente prima che "si restringa la finestra delle opportunità",frase che mette in chiaro la difficile situazione nella quale operano alcuni governi,tra i quali recentemente anche l'Italia.Le parole più ricorrenti sono "è tutto sotto controllo"ma è anche evidente che la situazione potrebbe sfuggire di mano se non si dovessero adottare misure draconiane per contenere i focolai e per mettere in sicurezza la popolazione delle regioni più interessate.Il bilancio provvisorio della vera emergenza legata al Covid-19 è di 150 persone contagiate sparse in sei regioni(Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Trentino, Lazio e Piemonte)mentre c'é la terza vittima,un'anziana ricoverata nel reparto di oncologia infetta anche dal coronavirus.Ci avviciniamo ai dati della Corea del Sud che adesso ha un bilancio di oltre 550 contagiati e le vittime sono saliti a 4.E' necessario fare di più e fare presto,come ha sottolineato l'OMS prima dell'irreparabile.Per bloccare la malattia si sta attuando il divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree focolaio del virus e le zone interessate saranno presidiate dalle forze di polizia.Per chi viola il provvedimento sono previste sanzioni penali.Ogni Regione farà la sua parte.A Ischia sono state emanate ordinanze per vietare l'ingresso a cinesi,veneti e lombardi,poi però il Prefetto di Napoli ha annullato i provvedimenti.In Liguria il governatore Toti è drastico e col moto "prevenire è meglio che curare" ha disposto la chiusura di tutto anche senza contagi:dalle scuole ai musei, dai teatri alle manifestazioni pubbliche e molto altro ancora.E' l'ultimo atto,e non solo,di una situazione che sta creando paura e panico e ogni comunità o Regione cerca di blindare il suo territorio.Del resto lo sta facendo l'Austria che ha bloccato al Brennero un treno proveniente dall'Italia perchè a bordo c'erano due viaggiatrici tedesche che presentavano sintomi del virus.Ma anche la Romania che ha disposto la quarantena obbligatoria per chi arriva da Lombardia e Veneto e la Francia di Le Pen vorrebbe chiudere subito le frontiere.A sentire Alessandro Vespignani,direttore dell'istituto Netsi Northeastern University di Boston,ci dobbiamo aspettare uno scenario peggiore con un contagio vicino al 30% della popolazione italiana.E nelle regioni interessate dal coronavirus c'è l'assalto ai supermercati(foto dal web/Social) e già si vedono scaffali vuoti per carne,frutta e verdura.E in altre Regioni,come la Sardegna,lontana dall'emergenza del Covid-19,le farmacie hanno esaurito da tempo gel e mascherine.A Cagliari già scarseggiano mascherine protettive e i flaconi di gel igienizzanti per le mani sono andati "sold out" negli ultimi tre giorni.

IL CORONAVIRUS SBARCA IN ITALIA,
SALE IL NUMERO DEI CONTAGIATI
ALMENO NOVE CITTA' TRA LOMBARDIA
E VENETO IN ISOLAMENTO

ADESSO LA "WUHAN D'ITALIA" FA PAURA,
50 MILA PERSONE IN QUARANTENA


di Augusto Maccioni
(21-2-2020) In poche ore l'Italia ha fatto registrare un triste primato sul fronte dei contagi per il coronavirus ed è un record in Europa se si pensa che nel nostro paese sono già 15 i casi confermati in Lombardia,2 in Veneto e 3 nel Lazio per un totale di 20,un dato che potrebbe aumentare tenendo conto della dinamica delle persone che si sono trovati a contatto negli ambienti lavorativi,al supermercato,al ristorante e in uffici pubblici.Stiamo peggio di altri Stati:in Germania si sono verificati 16 casi,in Francia si sono fermati a 12,la Gran Bretagna a 9,Spagna e Belgio stanno meglio di tutti rispettivamente con 2 e 1 contagiati.L'Italia del nord è sotto osservazione e almeno 9 città (Codogno,Casalpusterlengo,Maleo,Fombio,Somaglia,Castiglione d'Adda,Bertonico,Castelgerundo e Terranova dei Passerini)stanno diventando enormi spazi deserti con la chiusura di bar,scuole e luoghi pubblici a causa di questo Covid-19 che continua a macinare vittime e che i contagi in Cina(
foto dal web/Social) per la prima volta stanno migliorando in rapporto alle persone morte e a quelle in quarantena.I primi casi riscontrati in Lombardia riguardano un uomo di 38 anni,dipendente della Unilever di Lodi,che si è presentato al pronto soccorso con i sintomi del virus.L'uomo sarebbe andato a cena con una persona tornata dalla Cina,risultato negativo al tampone anche se gli era stato riscontrato una semplice sindrome influenzale.Con lui anche la moglie,incinta e in maternità all'ottavo mese, è risultata positiva.Prima di presentarsi all'ospedale,l'uomo ha condotto una normale vita di relazione partecipando a gare di corsa,andando al bar,in ufficio e anche alcuni amici sono finiti in ospedale insieme al medico di fiducia che aveva visitato il 38enne.Adesso c'è una corsa contro il tempo per capire i movimenti dei contagiati.Sono finiti in ospedale anche gli operatori sanitari,infermieri e medici,che sono stati a contatto con le persone contagiate.Sono almeno 50 mila le persone messe in isolamento.E' subito scattato l'ordinanza del coronavirus che ha messo in quarantena volontaria la popolazione di almeno 10 comuni e a scopo precauzionale,seguendo un rigido protocollo,la gente dovrà rimanere a casa mentre verranno effettuati da subito gli accertamenti diagnostici.Il comune più colpito è Codogno e il sindaco ha già predisposto un'ordinanza per chiudere scuole e "tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande,di pubblico intrattenimento e i luoghi di ritrovo e assembramento del pubblico".Anche a Castiglione d'Adda,dove risiedono i genitori dell'uomo contagiato,sono state sospese ogni manifestazione per il carnevale,eventi sportivi e sono state chiuse scuole ed esercizi pubblici.E la situazione in diversi altri comuni è la stessa e tutto,al momento,è sotto controllo anche se si sta tentando di non creare panico in un momento molto critico.Il Ministero della Salute ha attivato un numero dedicato,il 1500,per le informazioni sul Coronavirus e il ministro Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza che prevede un obbligo di quarantena per chi torna dalla Cina,riguarda "tutti gli individui che, negli ultimi quattordici giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità".



CORONAVIRUS,ATTESO IL VOLO CHE RIPORTERA' A CASA ALTRI 9 ITALIANI
TEST NEGATIVO PER LA DONNA RICOVERATA DALLA CECCHIGNOLA
COLDIRETTI:LA CINA BLOCCA PERE,
CARNI E RISO MADE IN ITALY


di Augusto Maccioni
(8-2-2020) Le strade sono deserte e il virus cinese incombe come uno tsunami continuativo,per mesi si è soffermato in diverse metropoli facendo tante vittime e infettando un numero impressionante di persone.La Cina è isolata e il bilancio è catastrofico e non mostra rallentamenti a Wuhan,dove il virus ha avuto inizio,ma anche in tante altre città,piccole e grandi,dove tutto è soffocato dalle scuole chiuse,dai negozi paralizzati per la quasi mancanza di cibo fresco e medicine,c'è poi l'ansia e la paura del peggio che è nell'aria.Tutti sono rimasti in casa,quelli che escono per strada(
foto dal web/Social) hanno la mascherina,rallentano il passo e fanno molta attenzione ad ogni movimento.Anche le fabbriche sono chiuse e gli operai non possono andare al lavoro e per transitare da un villaggio all'altro,quelli più fortunati,hanno bisogno di pass speciali.Oggi 9 febbraio,dopo il volo di una settimana fa che ha riportato in Italia 56 connazionali dalla Cina,è atteso il volo che riporterà a casa altri 9 italiani.Nella lista non ci sarà il ragazzo,che doveva rientrare sette giorni fa,perchè ha ancora la febbre ed è rimasto a Wuhan.Dei 56 italiani in quarantena nella cittadella militare della Cecchignola è risultata negativa al test una donna che aveva accusato sintomi compatibili col virus per cui era stato richiesto il ricovero allo Spallanzani per precauzione.L'altro ricoverato,anche lui proveniente col volo dalla Cina,è "in buone condizioni generali con quadro clinico invariato".Per la coppia cinese che ha soggiornato in un hotel della Capitale ed erano stati ricoverati non appena si erano manifestati i primi sintomi del virus,lo Spallanzani riferisce che le loro condizioni sono stabili anche se "la prognosi è ancora riservata".La situazione è molto critica e la Coldiretti italiana informa che data l'emergenza del coronavirus la Cina ha chiuso con molti prodotti del made in Italy per motivi sanitari.Nonostante le assicurazioni il governo di Pechino ha richiesto un protocollo più articolato.Nell'attesa la Cina fa passare solo kiwi e agrumi ma continua a bloccare le pere fino alle carni bovine e al riso.




PRIMO BILANCIO DEL 70ESIMO
FESTIVAL DI SANREMO 2020

FIORELLO GRANDE TRASCINATORE,
AMADEUS IMPECCABILE

C'E' ANCHE PAOLO PALUMBO
COL SUO INNO ALLA VITA


E BENIGNI ARRIVA IN
TEATRO CON LA BANDA,
FRECCIATINA A SALVINI

di
Augusto Maccioni
(6-2-2020) Primo bilancio per il 70esimo festival di Sanremo 2020,la grandiosa manifestazione della canzone italiana,che quest'anno,sotto la conduzione e direzione artistica di Amadeus,ha avuto un successo di sempre con un trend al di sopra del 53% di share.I meriti sono di tanti ad iniziare dalla Rai ma anche dalla presenza di Fiorello che ha dato un tocco di freschezza e di coinvolgimento straordinario,e da vari personaggi senza tempo come Albano e Romina Power,Ricchi e Poveri,Massimo Ranieri e Tiziano Ferro,Gigi D'Alessio per non parlare di donne eccezionali che hanno affiancato Amadeus durante le cinque serate come Diletta Leotta,Antonella Clerici,Emma D'Aquino ma anche,nel corso della terza serata, Giorgina Rodriguez(
foto dal web/Social),la fidanzata di Cristiano Ronaldo,presente tra il pubblico e molto inquadrato durante la trasmissione.C'è subito il tormentone Inter-Juventus e consegna finale della maglia da parte di Ronaldo ad Amadeus.Sul finire della terza puntata arriva il mitico Roberto Benigni che entra con la banda all'Ariston.Grande show e standing ovation,a nove anni di distanza dalla sua ultima esibizione.Emoziona subito la platea spiegando il Cantico dei cantici "come non l'avete mai ascoltato".Poi la frecciatina a Salvini:"Quest'anno al Festival si può votare anche via citofono. Chiedete 'Qui c'è gente che canta?"
C'è anche un personaggio che non è passato inosservato e che ha movimentato non tanto il mondo della canzone sicuramente i nostri cuori e i nostri sentimenti.Durante la seconda serata si è esibito,come superospite il rap Paolo Palumbo,22enne affetto da Sla,che ha portato un messaggio di vita(leggi le sue parole a fianco) a milioni di persone attraverso una trasmissione di successo.Lui stesso ripercorre il momento tv:"E' stata un'emozione indescrivibile,è stato come vivere un sogno ad occhi aperti".Lui ha avuto coraggio perchè non si è arreso e ha interrogato i nostri cuori e i nostri sentimenti per chiederci di agire in modo da fare bene a tutti.Ci ha svegliati e ci ha scossi da una nube che ci inganna e che ci segue,e le sue parole ci hanno inchiodati alle nostre responsabilità con un beneficio che ci porta a vivere meglio e a stare in pace con noi stessi.Il suo inno deve essere salutato con speranza per scoprire il vero senso della vita.Le parole di Paolo Palumbo non devono passare invano perchè è un messaggio scolpito che merita condivisione ma anche risposte di vita.
QUARTA SERATA,LEO GASSMAN E' IL VINCITORE DELLE NUOVE PROPOSTE
SODDISFAZIONE DI PAPA' ALESSANDRO:"BENE COSI' AMORE MIO"

Alla quarta serata del Festival c'è già un vincitore.Per le Nuove Proposte di Sanremo 2020 ha vinto Leo Gassman(
foto dal web/Social),del 1998, col 52,5% delle preferenze.Il cantante col brano "Va Bene cosi" ha convinto la Giuria premiandola.Leo ha un cognome importante e i suoi genitori sono gli attori Alessandro e Sabrina Knaflitz che non sono presenti in sala per sostenerlo,ma gli stanno vicino.I social impazzano:"vittoria meritata","Bravissimo".E c'è anche il tweet di papà Alessandro:"Mi sei sempre andato bene così amore mio".





Il discorso completo
di Paolo Palumbo

Buonasera a tutti, lasciate che mi presenti, mi chiamo Paolo Palumbo, ho 22 anni. Sono nato in Sardegna e da 4 anni combatto contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, conosciuta come SLA. Ringrazio lo staff di Sanremo e Amadeus per avermi dato l’opportunità di essere qui stasera e di portare il mio messaggio usando questa voce un po’ particolare. Chiudete gli occhi: provate a immaginare che la vostra quotidianità, anche nei gesti più piccoli, venga improvvisamente stravolta. Immaginate che il corpo che per anni vi ha sostenuti non risponda più ai vostri comandi, e che non possiate più provare il piacere di dissetarvi con un sorso d’acqua, di canticchiare la vostra canzone preferita, o di fare un bel respiro profondo.
In Italia, siamo oltre 6000 ad aver provato queste sensazioni e ad aver fatto degli accertamenti che ci hanno catapultato in un mondo ignoto. Sapete chi è la persona che mi sta vicino? Si chiama Rosario, e non è solo mio fratello. È anche il vero eroe di questa storia. Pensate che al momento della diagnosi lui ha lasciato tutto per prendersi cura di me, diventando le mie gambe e le mie braccia. Grazie a lui le mie incertezze sono scomparse. Certo, ogni tanto mi fa arrabbiare e lo rimprovero, ma mi basta la dolcezza con cui lui mi parla a far tornare tutto come prima. Rosario e la mia splendida famiglia mi hanno insegnato cosa significa la parola sacrificio, dedicandomi la loro vita senza chiedermi nulla in cambio, se non di rimanere qui con loro.
Grazie al loro amore ho scoperto una forza interiore che non sapevo di avere e che vorrei trasmettervi, perché sono convinto che ce l’abbiamo tutti, anche se non ce ne rendiamo conto. È stato grazie a questa forza che la SLA non è riuscita a impedirmi di diventare uno chef e di realizzare tutto quello che avevo in mente. Perciò, la mia non è la storia di un ragazzo sfortunato, ma quella di un ragazzo che non si è arreso davanti alle difficoltà e ha imparato a farne un punto d’appoggio su cui costruire qualcosa di nuovo. Quando vi dicono che i vostri sogni non si possono realizzare, continuate dritti per la vostra strada e seguendo il cuore, perché i limiti sono solo dentro di noi. La vita non è una passeggiata e dovremmo fronteggiare le sfide che ci mette davanti con tutto l’entusiasmo possibile.
Poco più di un mese fa ho affrontato un momento difficile, una crisi respiratoria. Se non fosse stato per la bravura dei medici e il sostegno di tutti quelli che sono accanto a me, oggi non ci sarei. Quando mi sono risvegliato dalla rianimazione ho riflettuto sulla fortuna di essere vivi. Vi faccio una domanda: avete usato il vostro tempo nel migliore dei modi? Avete detto tutti i “Ti voglio bene” che volevate? Avete cercato di fare il lavoro che sognavate di fare per svegliarvi col sorriso?
In questi ultimi anni ho imparato che il tempo che abbiamo a disposizione è poco e prezioso e dovremmo viverlo intensamente, riempiendolo di amore e di altruismo. Date al mondo il lato migliore di voi e vedrete che le cose andranno meglio, perché se abbiamo bisogno di un cambiamento è soprattutto nella mente, dove stagnano le disabilità più pericolose come la mancanza di empatia e tolleranza. Malattie come la mia ci rendono uguali, colpiscono senza giudicare le nostre storie, la nostra bontà, il nostro ceto sociale o i nostri progetti. Perciò, nel vostro piccolo, fate quanto più potete per aiutare il prossimo. Non buttate via la vostra vita, e quando di fronte a un problema crederete di non farcela, ascoltate e riascoltate la mia canzone, fatela sentire a chi amate e pensate a me e a tutti quei guerrieri che ogni minuto lottano per vivere. Grazie a tutti.



ELEZIONI,VINCE BONACCINI
(CENTROSINISTRA)IN EMILIA-ROMAGNA E
SANTELLI(CENTRODESTRA) IN CALABRIA

ZINGARETTI:"RINGRAZIO LE
SARDINE PER LA VITTORIA"

PER LA GIOIA IL GOVERNATORE
DELLA CALABRIA BALLA LA TARANTELLA


di Augusto Maccioni
(27-1-2020) Ha vinto Stefano Bonaccini,per l'Emilia Romagna,e Jole Santelli per la Calabria(
foto dal web/Social).Risultato di parità tra Centrosinistra e Centrodestra che detto così è un modo semplicistico di dare un senso alle elezioni regionali,di fatto però la vittoria di Bonaccini del Centrosinistra su Lucia Borgonzoni,Centrodestra (51,39 A 43,68)ha un significato che va oltre i confini territoriali e hanno un respiro politico.Ne aveva parlato in principio Salvini della Lega,ma anche Meloni di Fratelli d'Italia e Berlusconi di Forza Italia,che aveva ipotizzato una spallata al governo Conte 2 dicendo che l'eventuale vittoria,soprattutto in Emila-Romagna,avrebbe dato un segnale forte per arrivare alle elezioni politiche.Il centrosinistra e in modo particolare Zingaretti del Pd,ma anche il premier Conte, avevano scartato questa eventualità perchè le elezioni si riferivano esclusivamente alle regioni interessate e non potevano avere una valenza sul governo.Adesso che la vittoria di Bonaccini è una realtà i leader del centrosinistra si affrettano a dire che quella vittoria ha anche un effetto sul governo,lo irrobustisce e lo rende più forte per le sfide del futuro.Il Centrodestra non ha vinto anche se ha avuto un risultato di grandi numeri.Se analizziamo i dati tra Pd e Lega,partiti di riferimento dei due poli,si arriva al 34,69% per il Pd e 31,95 per la Lega,ma è sempre sconfitta,ma di poco,col risultato però di grande rilevanza se si pensa che il partito di Salvini nel 2014 aveva il 19,42% di consensi rispetto al 44,53% del Pd.Se si analizzano a freddo questi dati in due elezioni diverse si capisce l'avanzata straordinaria del Centrodestra sul Centrosinistra anche se gli sforzi non sono stati tali da vincere l'elezione nella regione rossa.Il ribaltone del risultato,che in origine era a favore del centrodestra,è arrivato con le Sardine,un movimento che ha costruito un consenso parallelo al Pd,senza mai nominarlo e senza mai prendere posizioni sui programmi del governo agevolando così Bonaccini.Le manifestazioni sulle piazze,poi, hanno sparigliato il clima e alla fine hanno determinato,assieme al M5S che aveva un candidato governatore debole che ha poco sostenuto,un consenso maggiore rispetto all'altra coalizione.L'ascesa delle Sardine ha messo in difficoltà soprattutto Salvini che si è speso parecchio in tutta la campagna elettorale con interventi discutibili(vedi le citofonate) e contro i suoi programmi che nulla avevano a che fare con i problemi dell'Emilia-Romagna.Cavalcando poi l'odio il movimento di Santori ha costruito un motivo performante per la vittoria del centrosinistra.Al centrodestra è mancata la collegialità dei programmi,ma anche le azioni utili.In Calabria le cose sono andate diversamente con la candidata del centrodestra Jole Santelli,di Forza Italia,che subito dopo l'annuncio della vittoria si è messa a ballare la tarantella per la gioia.In quella regione Berlusconi ha adottato una tattica diversa,più collegiale, e Salvini non ha partecipato attivamente alla campagna elettorale.Le Sardine,poi,si sono defilate impegnandosi solo sulla piazza dell'Emilia-Romagna contro Salvini.Due Italie,due risultati elettorali e due modi diversi per rilanciare le politiche delle due regioni.In una situazione di grande attesa merita il tracollo dei cinquestelle,assenti nei risultati sia in Emilia-Romagna,passati dal 27,5% nelle politiche 2018 al 4,7% di queste regionali,e sia in Calabria,passati dal 43,37% sempre nelle politiche 2018 al 6,27% in queste regionali.In queste elezioni il Centrodestra e il Centrosinistra sono stati sempre all'attacco,mentre i 5S sono stati assenti dalla competizione,ma decisi a esprimersi,lacerati e divisi,nel governo assieme al partito di Zingaretti.Dopo questi risultati regionali quale futuro per l'alleanza governativa?Sarà più un governo a trazione Pd o a trazione 5S?E alla fine,vista la differenza di posizionamento nell'elettorato, la maggioranza Pd-M5S sarà in grado di continuare a governare?



URNE APERTE PER ELEGGERE IL GOVERNATORE
IN EMILIA ROMAGNA E CALABRIA

L'ULTIMA BATTAGLIA DEL
CENTRODESTRA E DEL CENTROSINISTRA

OLTRE 3,5 MILIONI SCELGONO BORGONZONI O BONACCINI

di Augusto Maccioni
(24-1-2020) E' il momento della verità per gli oltre 3,5 milioni di cittadini dell'Emilia Romagna al voto domenica 26 gennaio.Sarà la svolta storica o la continuazione di un percorso iniziato nel 1970?Di sicuro quello che si celebrerà in Emilia Romagna ha un impatto di grande rilevanza,non è una semplice elezione regionale,come molti continuano a farci credere, ma un test che sta coinvolgendo non solo il governo a guida M5S-Pd ma i singoli leader fino a toccare il presidente del Consiglio Conte che non ama il leader della Lega.Non solo Emilia Romagna ma anche la Calabria e non solo Salvini a combattere in queste elezioni amministrative ma anche gli esponenti degli altri due partiti del Centrodestra,Giorgia Meloni,di Fratelli d'Italia,e Silvio Berlusconi di Forza Italia.E sono proprio loro a dare la volata finale per il sorpasso sul Centrosinistra che non è dato saperlo perchè fino agli ultimi minuti si deciderà questo testa a testa carico di grandi aspettative.Salvini,ma anche Meloni e Berlusconi,si è speso parecchio su ogni fronte,gareggiando non sul Pd ma sulle Sardine che appoggiano il Centrosinistra e le piazze hanno dimostrato la voglia di partecipazione alla tornata elettorale.Una cosa,però,sono i numeri sulle piazze e un'altra sono i voti e su questi si prospettano dati riconducibili agli ultimi sondaggi finora condotti,perchè dall'11 gennaio è scattato il silenzio,che danno la candidata del Centrodestra Lucia Borgonzoni al 42% sul candidato del Centrosinistra Stefano Bonaccini fermo al 41%,ma questa differenza minima,comunque importante per vincere le elezioni,ci dice che non tutto è stato scritto e non tutto è scontato.L'impegno comunque è forte e il vento sta cambiando,basti pensare,sempre in Emilia Romagna,che nelle ultime Europee la Lega ha raggiunto il 33,8% davanti al Pd col 31,2%,un risultato straordinario che di fatto ha cancellato quell'altro del 2014 quando il Pd aveva ottenuto il 52,5% contro il 5% della Lega.Ciò significa che l'armata predisposta da Salvini è pronta per il sorpasso e non solo lui,perchè anche Fratelli d'Italia sta macinando consensi a ripetizione così pure Berlusconi che segue a ruota la grande rivelazione Giorgia Meloni che su base nazionale si sta attestando all'11% senza arretrare nei consensi.Il M5S ha scelto un proprio candidato governatore ed è stato l'ex leader Di Maio a chiudere la campagna elettorale del grillino Simone Benini,che ha poche possibilità nell'impresa, consumata in una piazza semi vuota con quasi 200 partecipanti.Sarà riconfermato Bonaccini o vincerà Borgonzoni(
foto dal web/Social)?Se il Centrodestra dovesse vincere si potrebbe verificare l'assalto al governo col rischio di nuove elezioni a breve.Ci sono i segnali del fuggi-fuggi generale del M5S ma anche del Pd e Italia Viva con l'obiettivo finale su Giuseppe Conte che,perdendo ancora pezzi,si ritroverebbe al vento leghista che potrebbe utilizzare la mozione di sfiducia al governo.Forse non ci sarà il tempo per farlo perchè a interrompere la legislatura ci potrebbe pensare lo stesso Renzi quasi in disaccordo su tutto con la maggioranza governativa mentre c'è sempre l'incognita del referendum sul taglio dei parlamentari che nessuno vorrebbe.

LUIGI DI MAIO LASCIA LA LEADERSHIP POLITICA DEI PENTASTELLATI
"BASTA PUGNALATE ALLE SPALLE",
MOVIMENTO DA RIFONDARSI

ELEZIONI E DI BATTISTA MINE
VAGANTI DEL GOVERNO CONTE 2


di Augusto Maccioni
(22-1-2020) Alla fine il passo indietro c'è stato:Di Maio(
foto dal web/Social) ha lasciato la guida politica del M5S,un'azione che non avrà clamori e ripercussioni.Lo ha detto lo stesso leader che ha comunque aggiunto che è "terminato il mio compito" ma era chiaro che la sua "missione" era esaurito da tempo da quando i pentastellati avevano perso consensi passando dai 33% delle politiche del 2018 agli ultimi sondaggi che li posizionavano al di sotto del 19%,una decrescita che movimenta parecchio le scelte del movimento.Di Maio è andato via senza sbattere la porta con la convinzione di aver fatto la cosa giusta e il suo passo indietro servirà a dare più forza ai 5S nel percorso verso gli Stati generali che avranno il compito di rinnovare nei programmi e nelle scelte politiche il nuovo M5S.Un rinnovamento che non si poteva avere con Di Maio troppo legato a schemi da Conte 1 e 2,forse compromesso da scelte sbagliate e da politiche che avevano poco a che fare con la discontinuità che andavano cercando Grillo e Casaleggio.Non si sa neanche se sia stata una scelta di Di Maio o il suo passo indietro sia stato dettato dalle polemiche di queste ultime settimane con la fuori uscita di Gianluigi Paragone,e da molti altri,che si era dimesso perchè,aveva detto, il M5S aveva fallito nella sua missione dicendo anche che il movimento stava diventando omogeneo al Pd,una condizione dettata dalla linea del capo politico del M5S.Di Maio non fa nomi ma la sua lunga dichiarazione sulle sue dimissioni da leader è incentrata in modo particolare sui "nemici interni":"Abbiamo tanti nemici,qualcuno che resiste e che ci fa la guerra",senza poi parlare di quelli che sono andati via e che stanno nel gruppo misto,persone che non hanno lavorato "per il gruppo ma per la loro visibilità".Poi elenca i meriti,le leggi e il fatto che,con loro,l'Italia è migliore.Il Centrodestra attacca e parla già di un governo finito.Di Maio non molla,continuerà a fare il ministro e dirà la sua negli Stati generali.Adesso che il posto di leader del movimento è vacante è guerra aperta e tutti pensano che ad occuparlo ci penserà Alessandro Di Battista,attualmente in viaggio in Iran,che potrebbe avere l'assenso della piattaforma Rousseau ma potrebbe creare seri problemi al Conte bis.Per il momento nulla cambierà e molti sostengono che il governo,senza Di Maio leader dei 5S,ne uscirà rafforzato ma ci sono molte mine vaganti ad iniziare dalle elezioni amministrative di Emilia Romagna e Calabria.



"CARA JENNIFER LOPEZ,TI SCRIVO",LA RICHIESTA DEL SINDACO DI CAGLIARI
LA BELLA ATTRICE AMERICANA E' STANCA DI HOLLYWOOD E VUOLE TRASFERIRSI IN ITALIA
TRUZZU:"SE CERCHI LA FELICITA' VIENI
A CAGLIARI,LA CITTA' TI ASPETTA"


di Augusto Maccioni
(15-1-2020) Non sappiamo se la lettera del sindaco Paolo Truzzu sia andata a destinazione di sicuro,si spera,che l'attrice americana Jennifer Lopez(
foto dal web/Social),che aveva manifestato l'intenzione di trasferirsi in Italia per vivere una vita tranquilla,prenda in considerazione l'invito del primo cittadino cagliaritano per recarsi nel capoluogo per "iniziare un'altra vita che sia un po' più semplice e organica".Tutto ha avuto inizio da un'intervista su Vanity Fair nella quale la bellissima attrice ha avanzato l'idea di vivere fuori dagli Stati Uniti e possibilmente in un paesino in Italia.Quando,poi,l'attrice ha espresso il desiderio di "andare in bicicletta e comprare il pane" gli occhi del sindaco Truzzu si sono illuminati immaginando subito la bellissima Lopez pedalare sulle piste ciclabili di Cagliari.L'intenzione di Truzzu,spero,è animato da propositi seri e non da calcoli propagandistici,che sicuramente non ne avrebbe bisogno,e non è,spero,neanche una trovata costruita a tavolino per creare uno slancio internazionale turistico per la città di Cagliari.Certo se Jennifer Lopez dovesse accettare,cosa improbabile,il sindaco di Cagliari passerebbe come il primo cittadino con in tasca già in partenza la seconda legislatura e passerebbe alla storia per aver creato un modo convincente per pubblicizzare la città a livello internazionale.I vantaggi,se tutto dovesse andare come ha previsto Truzzu,per il capoluogo sarebbero enormi e a questo punto sarebbe interessante sapere cosa farebbe l'assessore al turismo Gianni Chessa privato di una "mossa" di largo respiro.Tutto è naturalmente pubblicità e sia Truzzu che Lopez giocano su due spazi diversi e con obiettivi non ancora chiari.Sta di fatto che entrambi,sui media di tutto il mondo,stanno raccogliendo vantaggi pur sapendo che le aspettative non saranno soddisfatte.Rimangono le buone intenzioni,le richieste e gli inviti che non avranno un seguito.E se invece la bellissima Lopez dovesse arrivare a Cagliari per salutare il sindaco Truzzu?Lui farebbe bingo e lei avrebbe fatto una buona azione.



FRA NAZARENO PRESTO BEATO?
SI CHIUDE L'INCHIESTA DIOCESANA

RACCOLTE CENTINAIA DI TESTIMONIANZE E DECINE DI GUARIGIONI PRODIGIOSE
LA CHIESA SARDA CHIEDE ALLA SANTA SEDE IL RICONOSCIMENTO DELLA SANTITA' PER IL FRATE DI PULA

di Augusto Maccioni
(30-12-2019) Ci sono i sigilli e tutta la documentazione è pronta.Padre Roberto Sardu,vice postulatore della causa di beatificazione di Fra Nazareno(f
oto dal web/Social),ha chiuso l'inchiesta diocesana sulle centinaia di testimonianze,scritti e decine di guarigioni prodigiose attribuite al frate di Pula durata sedici anni e adesso i faldoni andranno in Vaticano per chiedere alla Santa Sede il riconoscimento della santità del frate questuante che dopo Ignazio da Laconi e Nicola da Gesturi,si incammina verso la gloria degli altari.
Quelle 40 mila persone che hanno pregato e hanno partecipato ai funerali di fra Nazareno morto il 29 febbraio 1992 a Cagliari all'età di 81 anni, avevano un ricordo indelebile di un amico, di un fratello e di una persona cara. Ma erano molto di più le persone che dicevano grazie a un frate che durante la sua lunga vita aveva trasmesso fiducia e incoraggiamenti e aveva saputo infondere negli animi consapevolezza e certezza di vita cristiana. Era considerato "il santo di Pula" per le sue straordinarie doti taumaturgiche : guariva gli ammalati, sapeva scrutare nell'animo umano, capiva le pene, coglieva i segreti e a tutti dispensava serenità e consigli. La sua fama cresceva in Sardegna e nel resto dell'Italia e in ogni parte d'Europa.
Fra Nazareno, al secolo Giovanni Zucca, nasce a Pula(Cagliari) il 21 gennaio 1911 sesto di nove fratelli. La sua vita si svolse in una famiglia umile, aiutando il padre nei campi e nell'allevamento di bestiame mentre non aveva tempo e voglia di andare a scuola e riuscì solo a compiere i primi anni delle elementari. Nel 1936 scoppia la guerra e viene arruolato, all'età di 25 anni, con destinazione Africa Orientale in una zona dove c'erano molti italiani. Il giovane Giovanni ha l'intraprendenza di aprirsi un'attività di ristorazione che ebbe subito successo ma che abbandonò presto nel 1940 per lo scoppio della seconda guerra mondiale. Arruolato diventa sergente nell'artiglieria, fu fatto prigioniero dagli inglesi e venne portato in Kenia dove si distinse per umiltà, saggezza e la capacità di amare il prossimo e sperimentò l'asprezza della vita e le condizioni tristi di prigioniero. Per lui però il buon Dio aveva riservato un futuro diverso, lontano dal servizio militare, dal lavoro di ristoratore e da altre occupazioni. Al rientro in Patria il giovane Giovanni sentì il desiderio di accostarsi a Dio e alla vita religiosa. Decisivo fu l'incontro con Padre Pio da Pietrelcina che andò a trovare a San Giovanni Rotondo. Padre Pio lo accolse amorevolmente:"Guagliò , sei arrivato finalmente! E' da tempo che ti aspettavo",poi lo trattò duramente e l'indomani lo accolse con tutte le premure e lo ascoltò con attenzione."Il tuo posto,disse al giovane Zucca,non è a San Giovanni Rotondo,ma in Sardegna tra la tua gente".Il 23 settembre 1951 a Sanluri, ricevendo l'abito dei Cappuccini dal Padre Maestro, Padre Innocenzo Demontis da Neoneli, Giovanni Zucca diventava fra Nazareno,l'anno successivo,il 24 settembre 1952,emetteva la professione dei voti temporanei e il 29 novembre 1955,sempre a Sanluri, nelle mani del Padre Provinciale,Padre Filippo Pili da Cagliari,emetteva la professione dei voti perpetui. Da Sanluri, dove svolgeva le mansioni di cuoco, venne mandato a Sassari, due anni dopo a Iglesias come questuante incontrando la gente e mettendo alla prova le sue elette virtù. Alla morte di fra Nicola da Gesturi, nel 1958, fra Nazareno è a Cagliari e spetterà a lui il compito di sostituire "il santo di Cagliari" nell'ufficio di questuante. Ben presto la gente che amava fra Nicola si accorse di lui e capiva che sarebbe stato il continuatore della missione del fraticello di Gesturi e lui, umile ma diverso di carattere, si impegnava a svolgere il compito nel ricordo e sull'esempio di fra Nicola.In breve tempo la gente si accostò a lui sempre più disponibile ad ascoltare e ad aiutare le persone. Molte volte veniva chiamato a visitare gli ammalati sia a domicilio che negli ospedali. Da questuante fra Nazareno diventava a tempo pieno amico, confidente, fratello dei sofferenti e di quanti lo andavano a trovare. Dal 1972 al 1986 fra Nazareno è nuovamente a Sanluri, poi Cagliari. A Sorso, dove rimase per quasi 10 anni fino al 1986, fra Nazareno diventa molto conosciuto e tutti lo cercano per le sue straordinarie virtù esercitate "con grande dignità del suo ministero di orante e di consolatore degli afflitti in mezzo al popolo di Dio"come ha detto l'arcivescovo di Cagliari mons. Alberti nell'omelia della messa esequiale. In pochissimo tempo la fama di fra Nazareno si sparse in tutta la Sardegna, alla maniera di fra Ignazio da Laconi e di fra Nicola da Gesturi, varcando il mare e approdando nel resto dell'Italia e in buona parte dell'Europa.In queste remote località si parlava di un frate che viveva "nell'ardente preghiera e nell'eccezionale spirito di sacrificio, amore di Dio e amore dei fratelli" e si elencavano vicende, episodi e situazioni che avevano dello straordinario. Tutti lo volevano conoscere e tutti lo volevano incontrare. Il bisogno di campagna, di silenzio e di preghiera convinsero i Superiori a soddisfare la richiesta di fra Nazareno che voleva ritirarsi in una casetta in un terreno di proprietà della sorella Emanuela in località "Sa guardia e su Predi" a Is Molas in agro di Pula. In questa località, prima saltuariamente e poi in modo permanente, visse dal 1986 fino alla morte avvenuta a Cagliari il 29 febbraio del 1992. In questa casa fra Nazareno ha trascorso l'ultimo periodo della sua vita, lavorando la terra, pregando e mettendosi all'ascolto delle numerose persone, provenienti dall'Italia e dall'estero, che a lui facevano riferimento per un sorriso, una benedizione e una manciata di caramelle.



SARDEGNA,L'ASSESSORE ALLA SANITA' NIEDDU DIFENDE LA RIFORMA SANITARIA
CANCELLATA LA ASL UNICA,
SI TORNA ALLE 8 AZIENDE

IN FORSE L'ACCORPAMENTO DELL'ONCOLOGICO
E MICROCITEMICO PER SALVARE L'AOU DI MONSERRATO


di Augusto Maccioni
(29-12-2019) Cancellata la Asl unica,la sanità in Sardegna riparte da 8 aziende sanitarie.Non è una novità ma la soluzione prospettata dal governo regionale con la legge approvata dalla Giunta prima di natale rivoluziona ancora una volta il territorio e le competenze.Tempo un anno e la Ats,creatura del governo di centrosinistra precedente a quello di centrodestra a guida Lega-Psd'az col governatore Christinan Solinas,perderà le sue prerogative a vantaggio di 8 Aziende sociosanitarie locali(Asl) presenti su tutta la Sardegna:1)Sassari,2)Gallura,3)Nuoro,4)Ogliastra,5)Oristano,6)Medio Campidano,7)Sulcis e 8)Cagliari che avrà la competenza su tutta l'area metropolitana.Il traguardo raggiunto si basa sui principi,grosso modo,delle vecchie Asl che erano dislocate nell'isola che sono state riviste e cancellate dall'esecutivo regionale precedente con la formazione di un'unica Ats che di fatto ha creato disagi e polemiche,mettendo a fuoco enormi problemi sulla catena di comando e determinando inqualificabili ritardi tra i bisogni della gente e chi doveva erogare i servizi.Spesso le distanze tra Sassari,sede centrale dell'Ats,e Cagliari hanno mostrato disfunzioni e polemiche non sempre sanabili,che spesso erano fonti di disagio nei dipendenti,nelle competenze e nell'erogazione dei servizi non giovando al territorio.Se da una parte il senso della DM/70 della Lorenzin era quello di risparmiare tagliando i costi,dall'altra c'era l'esigenza di stare dalla parte della gente con servizi e offerte efficienti.Il governo regionale precedente ha soppresso le Asl,unificandole in un'unica Ats e accorpando servizi e competenze,snellendo procedure ma creando disservizi e carenze in diversi settori e svuotando i territori di servizi essenziali.Si è preferito risparmiare e tagliare invece di rimodulare e ricreare le condizioni per rendere i servizi sanitari più rispondenti alle necessità della gente nei territori.Il caso di diversi ospedali in agonia o destinati alla chiusura perchè dichiarati non più "performativi" è l'esempio più evidente.Il merito di questo esecutivo e di questa nuova riforma sanitaria dovrebbe essere quello di dare un senso ai livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio sardo,avvicinando i cittadini e i territori alle prestazioni e attuando una struttura efficiente di prevenzione mediante i corretti stili di vita.Soddisfatto l'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu che vuole riportare la sanità sarda a livelli di efficienza rispondendo con efficacia ai bisogni della gente.Purtroppo non è stato ancora chiarito il futuro degli ospedali cagliaritani dell'Oncologico e del Microcitemico(
foto di Augusto Maccioni),due poli considerati di eccellenza,che dovrebbero essere accorpati all'azienda ospedaliera universitaria scongiurando di fatto la perdita dell'accreditamento dovuto ai parametri ministeriali di tre posti letto per ogni studente iscritto al primo anno di corso.Una situazione assurda che però non tiene conto della specificità dei due ospedali svuotati delle loro prerogative di efficienza già dall'agosto 2017 quando entrarono a far parte dell'Azienda ospedaliera Brotzu che,nella nuova riforma dell'assessore Nieddu,continuerà ad essere autonoma con rilievo nazionale ed alta specializzazione e adesso,ma nulla è stato deciso anche se si alzano le polemiche per questa eventuale decisione,saranno accorpate all'azienda ospedaliera universitaria.Se la riforma,come è stato detto,deve ripartire dalle competenze e non dall'appiattimento dei servizi,allora non si capisce il senso dell'accorpamento che potrà essere sciolto alla luce del superamento di una logica politica che spesso non mette al centro i bisogni della gente e crea ancora disagi,incomprensioni e non mette al primo posto i grossi problemi di persone che soffrono in questi due ospedali,l'Oncologico per le sue prerogative tumorali e il Microcitemico per la sua alta competenza pediatrica e malattie rare,che per le loro qualità di eccellenza rispondono concretamente e in maniera efficiente a questi alti livelli assistenziali.




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