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AL VOSTRO SERVIZIO 2021-2022 di Augusto Maccioni

LA LISTA NERA DELLA RUSSIA: PRESI DI MIRA
BIDEN, ZUCKERBERG E FREEMAN (MA NON TRUMP)

I MILITARI DELL'AZOVSTAL SI ARRENDONO
E MOSCA VALUTA SCAMBIO PRIGIONIERI

IL PRESIDENTE ZELENSKY: " LA GUERRA
FINIRA' SOLO CON LA DIPLOMAZIA"


di Augusto Maccioni
(21-5-2022) All'86esima giornata di guerra in Ucraina si continua a parlare di trattative per arrivare alla pace, anche se le posizioni sono ancora distanti. In attesa di trovare una soluzione le truppe di Putin stanno accelerando le operazioni di guerra soprattutto nel Donbass e molte truppe, prima impegnate nell'attacco all'acciaieria di Azovstal, ora convergono sulle altre già schierate dopo aver espugnato la roccaforte di Mariupol. Secondo i servizi segreti britannici l'- operazione speciale- di Putin non sta andando come previsto. Al momento il presidente russo ha al suo attivo una sconfitta ( fallimento della presa di Kiev) e la vittoria (la "liberazione" di Azovstal) totale a Mariupol, dopo una resistenza di oltre due mesi di assedio da parte dei combattenti ucraini usciti dallo stabilimento dopo la decisione dei vertici militari e del presidente Zelensky (
foto dal web/Social). Durante la giornata il ministero della Difesa russo ha comunicato di aver distrutto, con un missile a lungo raggio, un grosso carico di armi occidentali nell'Ucraina nordoccidentale. Lo stesso Ministero ha dato ulteriori dettagli sull'operazione:"I missili Kalibr ad alta precisione e a lungo raggio, lanciati dal mare, hanno distrutto un grande lotto di armi e attrezzature militari vicino alla stazione ferroviaria di Malin nella regione di Zhytomyr, inviate dagli Stati Uniti e dai paesi europei". Le armi, si è poi saputo, erano destinate alle forze ucraine nel Donbass dell'Ucraina orientale. Le forze che sostengono l'Ucraina minimizzano mentre il presidente degli Stati Uniti Biden ha firmato sabato 21 maggio il pacchetto di aiuti per l'Ucraina del valore di 38 miliardi di euro approvato mercoledi scorso dal Congresso. Come si evince dalle posizioni a livello politico e militari la questione relativa alla pace, dice Zelensky, può arrivare solo con mezzi "diplomatici" anche se, per dire la verità i negoziati tra Mosca e Kiev siano su un binario morto. Lo stesso presidente ucraino dice, durante un'intervista televisiva, che "la vittoria sarà molto difficile, sarà sanguinosa, ci saranno combattimenti, ma finirà sicuramente con la diplomazia". Il problema allora è quando finirà la guerra. E Putin al momento non vuole finirla almeno fino a quando avrà conquistato tutto il D con l'Ucraina onbass, poi si vedrà. Torniamo alla "liberazione" dell'acciaieria di Mariupol, perché il ministero della Difesa russa ha diffuso un video degli ultimi combattenti del battaglione Azov mentre escono dallo stabilimento Azovstal. Non si sa ancora il futuro dei militari del battaglione Azov perché i russi li considerano "criminali di guerra" e quindi da perseguire in base alla legge marziale mentre, da parte ucraina, sono prigionieri di guerra da trattare secondo le Convenzioni internazionali. Spetterà alla Duma, parlamento russo, stabilire lo "status" dei militari del battaglione Azov. La Russia, in ogni caso, sta valutando la possibilità di uno scambio di prigionieri con l'Ucraina tra combattenti del reggimento Azov e l'oligarca filorusso Viktor Medvedchuk, catturato il mese scorso in un blitz da parte dei Servizi di Kiev ma non citano "tutti" i combattenti Azov, compresi i capi del Battaglione. Per loro quasi sicuramente alzeranno le richieste. Intanto Mosca fa partire la lista nera delle persone che non potranno più mettere piede in Russia. C'è naturalmente Biden, ma anche Morgan Freeman e Mark Zuckerberg. E' la risposta del Cremlino, quasi mille cittadini americani, alle sanzioni alla Russia. Presi di mira anche il figlio di Biden, Hillary Clinton. Ci sono anche 26 canadesi. Londra teme che Putin possa spingersi, dopo il Donbass fino a Odessa, a puntare anche alla Moldavia. Per questo motivo la ministra degli Esteri Liz Truss vuole discutere con gli alleati l'invio di armi moderne verso questo Paese per proteggersi da una eventuale invasione della Russia.


BUCHA, NUOVE PROVE VIDEO DEL NEW YORK
TIMES: ECCO L'ESECUZIONE DI CIVILI UCRAINI

IL CREMLINO AFFERMA DI AVER PRESO IL
CONTROLLO DELL'ACCIAIERIA AZOVSTAL
IL COMANDANTE BATTAGLIONE AZOV
PORTATO VIA IN VEICOLO BLINDATO

di Augusto Maccioni
(20-5-2022) Ottantaseiesimo giorno di guerra in Ucraina nel segno, ancora una volta, di bombardamenti in diverse zone nel Donbass dove sono stati uccisi 5 civili nell'oblast di Donetsk. E c'è una notizia diramata da Mosca: nella serata di venerdi 20 maggio dall'acciaieria Azovstal esce anche il comandante Volyn "ora l'acciaieria di Mariupol è completamente liberata". E' l'ultimo a uscire, come si conviene ad un eroico comandante di un battaglione che si è distinto fino alla fine, difendendo la posizione e portando avanti, con abnegazione e con grande coraggio, una missione impossibile nell'inferno di bombardamenti russi, truppe che avevano accerchiato l'acciaieria e avevano messo a ferro e fuoco il complesso industriale. Prima dell'ultimo atto, il comandante Denys Prokopenko aveva fatto uscire tutti i civili e i combattenti ucraini rimasti gravemente feriti, una evacuazione di massa nel rispetto degli accordi tra i vertici militari e politici dell'Ucraina e Russia. E' anche chiaro e comprensibile che questa evacuazione è stato possibile grazie anche alle iniziative sotto traccia degli Stati Uniti e del Vaticano. Poi nel primo promeriggio, di questo lungo giorno, sono stati portati via i soldati che hanno perso la vita mentre difendevano l'ultima roccaforte dopo la distruzione totale della città di Mariupol. L'intenzione, però, era continuare la difesa dell'acciaieria. Da kiev parte altro ordine di "smettere di combattere per difendere la città" (
foto dal web/Social) e il comandante del Battaglione Azov , una delle unità presenti nel presidio assediato dai russi, si piega:"Il comando militare superiore ha dato l'ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città" ha detto il comandante. E Mosca può celebrare il suo trionfo col ministro della Difesa russo Sergei Shoigu che ha annunciato a Putin della liberazione delle acciaierie di Azovstal e di Mariupol e il comunicato del portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov. recita: "Dal 16 maggio, si sono arresi 2.439 nazisti del battaglione Azov e militari ucraini che erano bloccati nella fabbrica. Oggi, 20 maggio, si è arreso l'ultimo gruppo di 531 combattenti". Alla fine anche il comandante del battaglione Azov ha lasciato l'acciaieria. E' stato portato via dai russi, secondo l'agenzia Tass, in uno speciale veicolo blindato e questa misura è stata presa, sempre secondo i russi, "per escludere rappresaglie da parte dei residenti locali", e per proteggerlo "dall'odio dei residenti di Mariupol e del desiderio dei cittadini di punirlo per le numerose atrocità". Si continuerà a parlare dell'eroica vicenda di questi temerari soldati come, del resto, si inizia a parlare di altri eroi, i piloti ucraini, che, ha detto il presidente ucraino Zelensky, hanno cercato di volare fino ad Azovstal per aiutare le centinaia di persone, civili e militari, rimasti intrappolati per mesi nei bunker dell'acciaieria di Mariupol. Hanno potuto fare poco perché la forza aerea russa era imponente e non faceva passare nessun corridoio aereo verso l'impianto Azovstal. Sono morti molti eroi consapevoli, dice ancora il presidente ucraino, dell'impossibilità di volare, volare per Azovstal e portare cibo, acqua,medicine e portare via i cadaveri. Intanto un nuovo video, diffuso dal "New York Times" mostra alcune immagini di civili che camminano sotto la minaccia di soldati russi a Bucha e confermerebbero diverse esecuzioni sempre nella stessa cittadina. Il video porterebbe la data del 4 marzo e c'è anche la testimonianza di un testimone. I civili nel video, sono 9, in fila indiana, secondo sempre il testimone, sono stati portati in un edificio dai russi e giustiziati. In un altro video, del giorno successivo, si vedono inquadrati i corpi senza vita di diverse persone, tra queste anche un uomo con la felpa blu, come quello tra le persone individuate tra gli ostaggi.

NON TUTTI I MILITARI HANNO LASCIATO L'ACCIAIERIA,
IL VICE COMANDANTE AZOV:" SONO ANCORA NELLO STABILIMENTO AZOVSTAL"

IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO BLINKER:
"LA RUSSIA E' RESPONSABILE DELLA PEGGIORE CRISI ALIMENTARE GLOBALE"


di Augusto Maccioni
(19-5-2022) I giorni passano, la guerra resta nella martoriata Ucraina. Ottantacinquesimo giorno scandito ancora una volta dal tentativo di ricucire un dialogo per una trattativa di pace tra la Russia e l'Ucraina. Dopo il colloquio di cinque giorni fa tra il segretario statunitense della Difesa Lloyd Austin e il suo omologo russo Sergej Shoigu, si è aperto un altro confronto, questa volta militare e ad altissimo livello, tra il capo di Stato maggiore delle forze armate russe Valery Gerasimov e il capo dello Stato maggiore congiunto Usa Mark Milley. Anche questa volta la discussione è stata storica, ma è comunque una buona notizia, tra due alti esponenti militari, ed è stato sorprendente il colloquio col russo Gerasimov che non si vedeva in circolazione da una quindicina di giorni e non era neanche presente alla grande parata a Mosca il 9 maggio. Dal primo incontro è scaturita l'evacuazione dei militari della roccaforte di Azovstal a Mariupol, ora i termini della discussione tra i due alti militari sul campo ha riguardato " questioni di reciproco interesse, compresa la situazione in Ucraina". Detto così è solo una elencazione dei problemi che ancora agitano l'Ucraina, di sicuro si è parlato di trattativa di pace e, dietro l'angolo, ci sarebbe un'uscita onorevole della Russia dal conflitto nel Paese. E' chiaro che gli americani non hanno mai parlato di sconfiggere la Russia ma usando, come ha detto Biden, di indebolire Putin vogliono mettere in chiaro il protagonismo dell'Ucraina che ha il diritto di scegliersi il suo futuro. Intanto però si continua a combattere soprattutto nel sud e nell'est del Paese e l'Ucraina, ha detto l'Ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato militare della Nato al termine del vertice dei Capi di Stato Maggiore dell'Alleanza, " non accetterà mai l'occupazione della Russia e la Nato fornirà la sua assistenza per tutto il tempo necessario". Quindi ancora una volta si escludono zone russe all'interno dell'Ucraina e le truppe di Putin dovranno uscire definitivamente dal Paese, come ha detto recentemente il presidente ucraino Zelensky, se si vuole iniziare una trattativa di pace. Argomenti che al momento attuale non sono percorribili, mentre la Russia continua, con lentezza, a sostenere posizioni sul campo. C'è sempre l'obiettivo di tutto il Donbass, chiuso il problema Azovstal a Mariupol (
foto dal web/Social), e la consapevolezza di inoltrarsi fino a Odessa e, forse, oltre con due specchi d'acqua del Mar Nero sotto il dominio russa. La resistenza ucraina è forte ed è motivata soprattutto con l'aiuto e le armi dell'Occidente e degli Stati Uniti. E proprio dal presidente americano Biden arriva un altro pacchetto da 40 miliardi di dollari di aiuti militari e umanitari al Paese. Sulla scena mondiale si profila un'altra guerra, quella del pane, che potrebbe portare altri scovolgimenti epocali, oltre a carestie, rivoluzioni e grandi flussi migratori. Del problema ne ha parlato anche il nostro ministro degli Esteri Di Maio sulla crisi, devastante, che si sta aggravando per la mancata esportazione di grano e orzo dall'Ucraina per la guerra in corso a causa dell'invasione russa. A sentire i programmi che la Russia manda in onda sembra che sia l'Ucraina con l'America a utilizzare questo divieto di esportazioni per affamare mezzo mondo e per spingerli a guerre, rivoluzioni e migrazioni. Antony Blinker, segretario di Stato americano, è stato preciso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite:"La Federazione Russa dice il falso affermando che le sanzioni imposte dalla comunità internazionale sono responsabili del peggioramento della crisi alimentare globale, e ha aggiunto, le sanzioni non stanno bloccando i porti del Mar Nero, intrappolando navi piene di cibo e distruggendo strade e ferrovie ucraine, ma è la Russia che lo fa". L'Ucraina è il quinto esportatore di grano al mondo (la Russia è il primo) ed esporta anche mais e il 65% dell'olio di girasole. Dall'inizio della guerra i prezzi sono saliti e da adesso in poi, per il blocco del Mar Nero ad opera dei russi che hanno conquistato le zone prospicienti, non partiranno i cereali utili per sfamare buona parte dei territori arabi e la grande Africa con conseguenze catastrofiche dal punto di vista umanitario ed economico e rischio sicuro per l'instabilità politica di molti Paesi. Anche il presidente del Consiglio Mario Draghi ha insistito sul cessate il fuoco invocando presto il ritorno alla trattativa, mettendo in evidenza il fatto che questa guerra in Ucraina "sta innescando una crisi alimentare". Intanto nella roccaforte di Azovstal non tutti i militari ucraini sono evacuati. In un video pubblicato dai Social il comandante del reggimento Azov Sviatoslav Palamar ha smentito le voci che lo davano per arreso alle forze russe: "Io e il comando militare ci troviamo nello stabilimento Azovstal" poi ha aggiunto:"È in corso una determinata operazione, di cui non rivelo i dettagli".



UCRAINA, SI DICHIARA COLPEVOLE UN SOLDATO
RUSSO PROCESSATO PER CRIMINI DI GUERRA

SVEZIA E FINLANDIA NELLA NATO?
ERDOGAN: "CONSEGNATECI 30

TERRORISTI", BIDEN:" CON LA
TURCHIA ANDRA' TUTTO BENE"


di Augusto Maccioni
(18-5-2022) 84esimo giorno di guerra in Ucraina con al centro della scena politica e militare la caduta di Mariupol che segna per i russi la vittoria contro i nemici di sempre e rappresenta un tassello importante nella complessa vicenda dell'-operazione speciale- dal 24 febbraio a qualche giorno fa. Feriti e, dice Mosca, 959 soldati ucraini (
foto dal web/Social) hanno lasciato lo stabilimento Azovstal dopo che c'era stata la decisione del presidente ucraino Zelensky di abbandonare la struttura perché era venuta meno la difesa ed era stata compiuta l'eroica missione dei combattenti dell'acciaieria. I primi feriti e i soldati ucraini dello stabilimento hanno lasciato la struttura con poche cose ma con orgoglio per aver servito fino in fondo il Paese: prima di entrare nei pullman sono stati perquisiti e spogliati di ogni cosa, una prima umiliazione che era comprensibile e che dava il senso di aver abbandonato il complesso abbassando le armi. Da adesso in poi si apre un altro capitolo sul destino di questi centinaia di soldati ucraini che hanno lasciato Azovstal. Come saranno trattati dai russi? Saranno scambiati con prigionieri di guerra russi? Alla base della "resa" dei soldati ucraini c'era l'accordo tra le parti, russi e ucraini, di uno scambio con i prigionieri di guerra russi e su questa base si era deciso di salvare la loro vita e riportarli presto a casa. Adesso però le cose si complicano. Il vice ambasciatore russo alle Nazioni Unite Dmitri Polyansky, ad esempio, nega e rilancia "I nazisti Azov si sono arresi incondizionamente" una frase che la dice lunga sul futuro di tanti soldati ucraini prigionieri in territorio controllato dai russi. Secondo il percorso "nazisti, criminali di guerra" i russi vogliono condurre una soluzione diversa dalle Convenzioni internazionali vigenti e trattare i difensori dell'Acciaieria come "criminali di guerra" che, in tempo di guerra, la sorte per loro è l'ergastolo più duro o la fucilazione. Solo che il battaglione Azov, che i russi dicono che hanno simpatie di destra, sono inquadrati nella Guardia Nazionale ucraina e obbediscono ai vertici militari e al presidente ucraino Zelensky e non sono affatto slegati al tessuto militare del Paese. Ma i russi non sono d'accordo e anzi rilanciano sul fatto che sono nazisti e che sono criminali di guerra e come tali devono essere puniti al di fuori di ogni Convenzione internazionale. Sicuramente si farà chiarezza su questo aspetto e già del problema è stato investito la Duma, il parlamento russo, che dovrà decidere se considerarli "nazisti e criminali" o appartenenti alla Guardia Nazionale e quindi avere uno status tale da porter essere scambiati con i prigionieri russi. Di sicuro, comunque, si sa che i feriti saranno curati e forse rilasciati ma anche loro, come tutti gli altri militari, saranno sottoposti a interrogatori per un'indagine sui "crimini commessi dal regime ucraino". Intanto anche sui Social si fa pressione su Mosca per non lasciare liberi i soldati ucraini e criticano la decisione del governo di negoziare con Kiev. E a proposito di crimine di guerra, a Kiev è stato processato il primo soldato russo . Si è dichiarato colpevole e ha riconosciuto tutte le accuse contro di lui. Vadim Chichimarine è un sergente di Irkutsk, in Siberia ed è accusato di aver sparato a un civile di 62 anni il 28 febbraio nel nord-est dell'Ucraina. Rischia l'ergastolo per crimini di guerra e omicidio premeditato. Sull'adesione di Svezia e Finlandia alla Nato il presidente americano Biden ha dichiarato che "andrà tutto bene". La questione da superare, comunque, è la Turchia che chiede, per il suo assenso, di "estradare 30 terroristi del Pkk". Erdogan infatti ha detto “La Svezia non deve aspettarsi che la Turchia approvi la sua adesione alla Nato senza che prenda le distanze dei terroristi”. La diplomazia è già al lavoro per una soluzione di fronte alle richieste di Ankara. La Russia, invece, parla di "errore" la loro adesione alla Nato. E mentre il segretario di Stato americano Blinken dice che "non vedo l'ora di accogliere Finlandia e Svezia nella Nato", la Russia darà una risposta chiara e "sarà una sorpresa" dice la portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova "ma prima e soprattutto a farlo saranno i militari".


AZOVSTAL, "SONO CRIMINALI NAZISTI" LA DUMA
POTREBBE VIETARE LO SCAMBIO DI PRIGIONIERI

CANNES, ZELENSKY:"IL DITTATORE
PERDERA' " E CITA "IL GRANDE DITTATORE"

di Augusto Maccioni
Ottantatreesimo giorno di guerra. Il Cremlino ha sempre detto che i combattenti dell'acciaieria Azovstal di Mariupol devono essere trattati come "criminali di guerra" quindi i militari che sono usciti dall'ultima roccaforte, dopo 82 giorni di aspri combattimenti, in che modo saranno trattati dalle truppe russe? Circa 53 soldati ucraini gravementi feriti (
foto dal web/Social) sono stati trasferiti nella città di Novoazovsk, in territorio controllato dai russi e altre 211 persone, invece, sono state trasferite verso la città di Olenivka (Donetsk), sotto il governo filo-russo. La Russia ha assicurato che tutte queste persone saranno curate ma nulla si sa sul loro "status". I russi dicono che gli ucraini si sono arresi e quindi sono prigionieri se poi sono anche "criminali di guerra", persone da perseguire e da spazzare via perché appartenenti al battaglione Azov come ha detto più volte Putin (" L'acciaieria deve essere isolato in modo che non possa entrare o uscire una mosca") allora è facile comprendere la loro fine ("valutiamo la pena di morte"). Ma i militari ucraini, tutti anche quelli del battaglione Azov, rispondono ai loro vertici e al governo e quindi non sono staccati e non appartengono a gruppi che nulla hanno a che fare con la strategia militare che si sta difendendo dall'invasore russo. Quindi essi stessi devono essere considerati come militari a tutti gli effetti e trattati secondo le “leggi internazionali” e in modo particolare:"devono essere trattati tutti allo stesso modo dalla Potenza detentrice, senza distinzione alcuna di carattere sfavorevole basata sulla razza, sulla nazionalità, sulla religione, sulle opinioni politiche o altra ragione fondata su criteri analoghi". Ma per i russi, tuona il capo del comitato di Difesa della Duma Kartapolov, "sono criminali nazisti" e a loro non dovrebbe essere concesso nessuno scambio con altri prigionieri russi. Ci sarà comunque un braccio di ferro tra Ucraina-Russia e si spera che ci sia una risoluzione perché lo stesso governo ucraino ha già detto che sono "eroi" e che presto torneranno a casa. Adesso c'è il problema degli altri militari rintanati nell'acciaieria e anche per loro lo stato maggiore ucraino ha ordinato di uscire dai bunker perché la loro missione è stata compiuta. Non si sa quanti militari sono ancora nei tunnel e nelle cantine dello stabilimento in cui una settimana fa si sono rifugiati centinaia di civili già trasferti, grazie agli ultimi corridoi umanitari, in altre zone del territorio ucraino. Se per gli ucraini la difesa estrema dell'acciaieria significava impegnare forze russe togliendole da altre zone o città l'impresa è riuscita alla perfezione, per i russi, invece, la presa dell'Acciaieria e la resa dei difensori dell'ultima roccaforte ucraina ha rappresentato una grande vittoria e la sua conquista, assieme alla città di Mariupol ormai completamente devastata, consentirebbe alla Russia l'allargamento verso la penisola di Crimea, annessa illegalmente nel 2014. Adesso che tacciono i bombardamenti, la guerra continuerà sul Donbass, per buona parte ancora in mano agli ucraini, mentre il sindaco di Kiev chiede alla popolazione di "non tornare nella capitale", evidentemente c'è il rischio che la strategia di Putin possa riprendere un vecchio piano che comprendeva, questo era il disegno iniziale del presidente russo, la conquista della capitale. Si continua a parlare della Finlandia e Svezia nella Nato con Erdogan che ancora una volta dice "no" alla loro adesione. A Cannes, per l'apertura del Festival del cinema, è intervenuto a sorpresa il presidente ucraino Zelensky che, in collegamento video da Kiev, ha detto, riferendosi a Putin: "Il cinema non dovrebbe restare muto. L’odio alla fine scomparirà e i dittatori moriranno. Siamo in guerra per la libertà", poi citando "Il Grande Dittatore" "Serve un nuovo Chaplin che dimostri che il cinema di oggi non è muto". Il presidente ucraino poco prima aveva avuto assicurazioni dal presidente francese Macron che a giuno l'Ue avvierà la procedura di ammissione dell'Ucraina.



"NO" DI ERDOGAN, SI COMPLICA L'ADESIONE
DI FINLANDIA E SVEZIA ALLA NATO

EVACUATI 264 MILITARI
DALL'ACCIAIERIA AZOVSTAL
ZELENSKY: "GLI EROI UCRAINI CI
SERVONO VIVI, PRESTO A CASA"


di Augusto Maccioni
(17-5-2022) Ottantaduesimo giorno di guerra in Ucraina. Non si spara nell'acciaieria di Mariupol per consentire l'evacuazione dei feriti (
foto dal web/Social) i quali sono stati caricati sui bus e trasferiti nella città di Novoazovsk, controllata dalle truppe russe. Secondo gli accordi umanitari saranno curati e ricoperti di attenzione sanitaria. Non si hanno notizie di ulteriori sfollamenti. Fino a questo momento non si sa se nell'accordo "umanitario" c'è spazio anche per gli altri combattenti. Di sicuro sarà l'inizio della fine dell'assedio dello stabilimento Azovstal e l'ultima roccaforte che crolla a Mariupol. Dall'interno dello stabilimento, tra tunnel e bunker, si dice che siano presenti oltre 600 militari di questi almeno 40 combattenti, tra soldati e ufficiali ucraini, sono i feriti. Ma non si hanno numeri precisi di coloro che hanno lasciato l'interno dell'acciaieria, anche se si parla di 264 militari (53 feriti e 211 altri combattenti). Si calcola che una dozzina di autobus abbiano lasciato l'impianto con a bordo i feriti verso una località sicura controllata dai russi.Ultimamente la situazione nei bunker dello stabilimento era drammatica. I soldati ucraini rintanati nei sotterranei erano senza cibo, acqua ed elettricità e i soldati stavano morendo per le ferite riportate durante i bombardamenti russi. Secondo diverse notizie di agenzie c'è l'ordine del Comando supremo ucraino di evacuazione, quindi dopo 82 giorni il battaglione Azov termina la sua missione di aver impegnato i russi e di aver permesso all'esercito ucraino di riorganizzarsi e addestrare il personale e ricevere armi dall'Occidente. L'intera guarnigione di Mariupol si è impegnata fino alla fine in una missione estrema per salvare vite umane. Si è arrivati a questa decisione grazie alla diplomazia, per un "corridoio umanitario", tra Ucraina e Russia anche se decisivo è stato l'intervento del segretario della Difesa americana Lloyd Austin su suo omologo russo Serghei Shoigu. Dell'evacuazione ha parlato anche Zelensky su Telegram:“Grazie al lavoro dei militari delle forze armate ucraine, dell’intelligence, della squadra dei negoziati, del Comitato internazionale della croce rossa, e dell’Onu. Speriamo di poter preservare la vita dei nostri ragazzi. Tra di loro ci sono dei feriti gravi. A loro viene fornito aiuto. Voglio sottolineare che gli eroi ucraini servono all’Ucraina vivi. E’ iniziata l’operazione per far tornare i nostri militari a casa. E’ un lavoro che richiede delicatezza e tempi”. Ma la guerra delle truppe russe in ucraina continua. E sempre a Mariupol, nei pressi del cimitero della città, è stata scoperta una quarta fossa comune. La notizia è stata comunicata da Radio Svoboda che ha analizzato foto satellitari della Maxar. Dalle immagini si ricavano due trincee una delle quali lunga 30 metri risalenti all'inizio di marzo. Intanto si fa complicata l'adesione di Finlandia e Svezia alla Nato per il "no" della Turchia. Il presidente Erdogan continua ad accusare i due paesi di dare ospitalità ai curdi del Pkk e sulla Svezia dice "è un vivaio di organizzazioni terroristice". Ci sarà molto lavoro da fare per cercare un accordo. E alla notiza che i ministri degli Esteri di Svezia e Finlandia erano pronti al dialogo con Ankara la risposta di Erdogan è stata precisa: niente diplomazia, il "no" continua.

NATO, LA FINLANDIA HA FATTO
RICHIESTA UFFICIALE D'ADESIONE

ZELENSKY SALUTA LA VITTORIA
DELL'UCRAINA ALL'EUROVISION

I RUSSI:" I COMBATTENTI D'AZOV
FUORI DAI NEGOZIATI POLITICI"

di Augusto Maccioni
(15-5-2022) Ottantunesimo giorno di guerra in Ucraina. E' una giornata storica per la Finlandia perché ha annunciato, domenica 15 maggio, la sua richiesta per l'ingresso del Paese nell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato). Una decisione ventilata da parecchio alla luce degli avvenimenti successi ad opera della Russia in Ucraina. La Nato, dal canto suo, accoglierà a braccia aperte non solo la Finlandia ma anche la Svezia, ed è pronta ad avviare un rapido iter per l'adesione tra i suoi 30 membri. Il segretario generale Jens Stoltenberg ha detto, dopo aver sentito informalmente i ministri degli Esteri a Berlino, che per loro sarà avviato un rapido processo "il più breve nella storia dell'organizzazione". Al momento, però, la Turchia complica la sua adesione ma ci sono già riunioni per chiarire gli aspetti controversi e trovare soluzioni. La Turchia è membro dell'Alleanza Atlantica del 1952 e al momento è l'unico partner a mostrarsi contraria all'argomento della Nato alle due capitali nordiche. Il problema avanzato dalla Turchia è che i due Paesi sostengono le organizzazioni terroristiche PKK che attaccano le truppe turche, argomento sicuramente "grave" per le due adesioni ma non più di tanto anche perché si sta cercando la quadra, soprattutto con gli Stati Uniti, per completare il rafforzamento della Nato. Per chiarire i primi aspetti del "no" i ministri di Turchia, Finlandia e Svezia si sono incontrati a margine della riunione Nato e forse ci sono punti in comune per andare avanti. Stoltenberg è convinto comunque che presto ci sarà un consenso. Non è ancora chiaro come la prenderà Putin. Si sa che il presidente finlandese ha chiamato il presidente russo per informarlo della sua decisione e il Cremlino lo ha laconicamente definito un "errore" ma è anche chiaro che l'adesione alla Nato rappresenta una minaccia, dice Putin, per la Russia. Entro pochi giorni anche il governo svedese aderirà alla Nato abbandonando la neutralità che andava avanti dalla guerra fredda. Grande soddisfazione in Ucraina per il trionfo della Kalush Orchestra (
foto dal web/Social) all'Eurovision Song Contest del 2022, che quest'anno si è tenuto a Torino in Italia. Contento anche il presidente ucraino Zelensky il quale ha detto che spera che la finale del prossimo anno possa svolgersi nella città portuale assediata di Mariupol, dove si sta combattento gli ultimi spietati assalti dell'invasione russa. E in un post su Telegram, il presidente ucraino ha detto:"Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l'Europa". E a proposito di Mariupol, è sempre drammatica la situaizone nell'acciaieria Azovstal dove, secondo la denuncia del consigliere del sindaco Andryushchenko, le truppe russe hanno lanciato bombe incendiarie o al fosforo, usando proiettili incendiari 9M22C con strati di termite. La temperatura di combustione è di circa 2-2,5mila gradi Celsius. È quasi impossibile fermare la combustione. L’inferno è sceso sulla terra alla Azovstal”. Sul'ultima roccaforte i russi continuano a lanciare attacchi dai cieli e con l'artiglieria. Si continua a parlare di un varco umanitario per i feriti e i combattenti del battaglione Azov. Per loro, ha detto il capo della delegazione russa ai colloqui con Kiev Medinsky, "non c'è nessun negoziato", perché , secondo quanto riportato dalla Tass, sono "criminali di guerra" e quindi non possono essere oggetto di "negoziati politici".



TELEFONATA DEL PRESIDENTE
FINLANDESE A PUTIN: "ADERIAMO
ALLA NATO", RISPOSTA: "UN ERRORE"

SITUAZIONE APOCALITTICA
NELL'ACCIAIERIA DI MARIUPOL

LA TURCHIA OFFRE NAVE PER
EVACUARE FERITI DA AZOVSTAL

di Augusto Maccioni
(14-5-2022) Ottantesimo giorno di guerra in terra Ucraina. Sul campo si registra la ritirata delle truppe di Putin nei dintorni di Kharkiv, la seconda città ucraina, e ora si dirige a Izyum con l'obiettivo di rinforzare le posizioni per la spallata definitiva verso la conquista del Donbass. I soldati ucraini non temono più i russi e secondo gli analisti militari si stanno riposizionando con nuovo spirito d'attacco grazie ai rifornimenti di armi degli occidentali. Il ritiro da Kharkov potrebbe seguire una nuova strategia puntando con colpi di artiglieria e bombardamenti aerei nella regione di Donetsk per sfinire la difesa ucraina e distruggere le loro fortificazioni. Nuova azione di forza delle truppe russe sull'acciaieria Azovstal di Mariupol, dove il reggimento Azov e altri militari hanno denunciato l'attacco russo con tank, artiglieria e bombe. La situazione è critica, dicono i difensori della roccaforte, e la fanteria russa è pronta per tentare di prendere l'impianto ma la resistenza ucraina non è affatto abbattuta e, anzi, stanno respingendo " il nemico di sfondare lo stabilimento" come recita un messaggio su Telegram rilanciato dai media locali. Su Azovstal da segnalare l'appello di cinque mogli e un padre dei militari dell'acciaieria, accerchiati nella fabbrica, al presidente cinese Xi Jinping per salvarli: "C'è solo un uomo al mondo rimastro cui possiamo rivolgerci, è il leader cinese, ha una grande influenza sulla Russia e il presidente Putin personalmente". All'interno dell'acciaieria la situazione è invivibile e catastrofica. Secondo il giornale "The Kyiv Independent" sarebbero circa 600 i feriti "in condizioni non igieniche, tra mosche, suoni di dolore e cattivi odori" poi che i feriti "non hanno medicine e la sala operatoria consiste in un tavolo contro un muro su cui i soldati vengono operati senza anestesia". La Turchia fa una mossa che potrebbe risultare vincente: si è offerta di evacuare via mare i combattenti ucraini feriti e tutti gli altri combattenti. E' già a disposizione e attende il via libera per l'operazione. Le persone evacuate sarebbero portate via terra fino al porto di Berdyansk e poi con la nave turca, attraverso il mar Nero, fino a Istanbul. Weekend politico per rafforzare la posizione dell'Occidente minacciata dalla Russia. Prima la riunione del G7 a Wangels, vicino al Mar Baltico, poi nel tardo pomeriggio a Berlino la riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi Nato per discutere della possibile adesione accelerata di Finlandia e Svezia all'Alleanza Atlantica. C'è il "no" di Erdogan ma ritiene anche che "non stiamo chiudendo la porta". L'accusa turca ha a che fare con la lotta al terrorismo perché la Finlandia è "sede di molte organizzazioni terroristiche che operano in Turchia". E' il PKK, la guerriglia curdo-turca che da oltre 40 anni è in guerra contro la Turchia (ha organizzato il tentativo di colpo di stato del 2016 contro Erdogan) e che opera anche in Siria settentrionale e orientale. Si tratta e sicuramente ci saranno compensazioni alla Turchia perché Finlandia e Svezia non abbiano "problemi" per entrare nell'Alleanza. Da segnalare la telefonata del presidente finlandese Niinisto a Putin sull'imminente candidatura del suo Paese alla Nato. Il presidente russo parla di un "errore" e dice anche "che non vi è alcuna minaccia per la sicurezza della Finlandia". Anche il primo ministro finlandese Sanna Marin (
foto dal web/Social) si è detta a favore, giovedi scorso, all'adesione alla Nato "senza indugio".



SECONDO GLI 007 DI KIEV: " PUTIN
E' MALATO, GOLPE GIA' IN CORSO"

"OSPITANO I CURDI", NO DI ERDOGAN
A FINLANDIA E SVEZIA NELLA NATO

IL CAPO DEL PENTAGONO CHIEDE UN
CESSATE IL FUOCO AL MINISTRO DIFESA RUSSO

di Augusto Maccioni
(13-5-2022) Settantanovesimo giorno di guerra in Ucraina e ancora nessuna novità sulle trattative di pace. Ci ha provato anche il segretario della Difesa americana Lloyd Austin che ha chiesto al suo omologo russo Serghei Shoigu un cessate il fuoco "immediato" in Ucraina (
foto dal web/Social). Non si sanno i termini dei colloqui ma non si hanno notizie confortanti e quindi le posizioni, soprattutto della Russia, rimangono come prima. Il presidente russo non ha nessuna intenzione di intavolare una trattativa, un argomento, come lui ha sempre sostenuto, che è prematuro fintanto che la Russia non avrà conseguito risultati sensibili sul campo. Anche se, per dire la verità, continuano a mancare. Ci si chiede adesso, che cosa può fare il presidente russo. Tramontata la guerra lampo e la conquista di Kiev e il cambio dell'esecutivo ucraino, Putin si deve accontentare di un "profilo basso" rispetto alla temuta "guerra totale" che non c'è stata e che non è stata neanche annunciata durante la parata del 9 maggio. Molti analisti, però, sono convinti che potrebbe essere una opzione ancora sul tavolo. Perché questa "guerra totale" potrebbe risultare la mossa vincente per Putin per avere una tangibile vittoria sul suolo ucraino. Questa possibilità darebbe al presidente russo risorse maggiori in termini di militari sul campo e quella "riserva" utile per rinfrescare e aumentare le sue forze impegnate in diversi fronti in Ucraina. Non solo, con la "guerra totale" Putin sdoganerà la legge marziale che gli consentirà ulteriori poteri militari da utilizzare sul campo di guerra. Secondo il ministro della Difesa ucraino Oleksi Reznikov si stanno avvicinando settimane "estremamente difficili" nel corso della guerra. C'è infatti la sensazione che nel giro di due/tre settimane si arrivi al cessate il fuoco e che la Russia possa trovarsi alla fine in una condizione favorevole. Per questo motivo il politico ucraino, in un messaggio su Facebok, ha sottolineato che aumenterà la capacità delle proprie armi: sia nell'acquisto e sia nella produzione di materiale, inoltre ha detto "ci stiamo concentrando sulla necessità di provvedere a un milione di persone che devono affrontare il nemico". E' quasi certa l'ammissione di Svezia e Finlandia nella Nato, in attesa dell'adesione, il Regno Unito ha assicurato un "ombrello militare", garantendo protezione alle due nazioni in caso di attacco della Russia. E c'è subito un dibattito sul possibile ingresso della Svezia nordica e della Finlandia nell'Alleanza Atlantica. Una resistenza è stata dichiarata apertamente dal presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, il quale ha dichiarato che non vede positivamente questa integrazione perché entrambi i Paesi sono "la casa di molte organizzazioni terroristiche" come il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, mentre non si placano le conseguenze politiche, che ricalcano quelle sull'Ucraina, sempre con la Russia la quale sostiene che si sta ripetendo l'errore dell'espansione della Nato a est e quindi di una sorta di minaccia alla Russia anche se non è stata affrontata ancora il ruolo "dialogante", nel senso che nessuno si sente minacciato (né la Nato e né la Russia) ma disposti a favorire la strada di un negoziato. La mossa di Erdogan vale molto perché, come dice l'articolo 10 del Trattato, senza la volontà unanime di tutti i 30 Paesi membri, Svezia e Finlandia rimarrebbero escluse dall'Alleanza. La partita è agli inizi, evidentemente Erdogan alza il tiro per avere altri sostegni, e comunque i due Paesi nordici fanno sapere di voler discutere con la Turchia della loro adesione all'Alleanza cercando di superare divergenze e lo faranno sabato nel corso della riunione informale dei Ministri degli Esteri della Nato a Berlino. Intanto il capo degli 007 ucraini, il generale maggiore Budanov in un'intervista a Sky News, dice, senza fornire dettagli o prove, che Putin è gravemente malato di cancro e in Russia è già in corso un golpe per rimuoverlo. Poi dice che la guerra avrà una svolta entro la metà di agosto e finità entro la fine dell'anno.



78 GIORNI DI GUERRA IN UCRAINA, DRAGHI:
"TUTTI A UN TAVOLO, BIDEN CHIAMI PUTIN"

IL PASSO DELLA FINLANDIA
(E SVEZIA) E' STORICO
ZELENSKY:"CRIMEA MAI RUSSA,
MA NON PARLIAMONE ORA"

di Augusto Maccioni
(12-5-2022) Sono trascorsi 78 giorni da quando l'Ucraina ha subito l'assedio russo. Il governo finlandese vuole entrare subito nella Nato. E' una notizia che ha scatenato la reazione di Mosca perché riteneva che il Paese rimanesse neutrale. Una mossa a sorpresa e anche storica perché si parlava sempre di finlandizzazione per indicare la condizione di neutralità di un Paese nei confronti di un grande paese vicino, cioè della Russia. Ed è quello che si diceva dell'Ucraina dopo l'inizio della -operazione speciale- che, secondo gli esperti, non avrebbe dovuto chiedere nessuna adesione alla Nato ma si sarebbe dovuto comportare come la Finlandia, cioè rendersi neutrale. Poi l'inizio della guerra ha avuto strade diverse e motivazioni che per la verità non sono stati molto convincenti. Per rendere tutto semplice: la Finlandia teme che la Russia possa invaderla dopo l'operazione in Ucraina, ne parla col premier inglese Boris Johnson che dice di sostenerla e la mette sotto il suo ombrello militare, nel lasso di tempo tra la richiesta e l'adesione all'Alleanza atlantica, se la Russia dovesse attaccarla. E domenica il passo ufficiale: la prima ministra Sanna Marin e il capo dello Stato Sauli Niinisto chiederanno l'ingresso della Finlandia nella Nato. Oggi 12 maggio hanno rilanciato una dichiarazione congiunta che ufficializza la decisione, già nell'aria da tempo, per mettere in sicurezza il Paese dopo che il conflitto in Ucraina si è infiammato. Pronta la replica di Mosca che parla di una minaccia per la Russia e la risposta, dice il portavoce del Cremlino Peskov "dipenderà dalla vicinanza delle infrastrutture dell'Alleanza ai confini" russi. Secondo il presidente e la premier della Finlandia "L'adesione alla Nato rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia. Come membro della Nato, la Finlandia rafforzerebbe l'intera alleanza difensiva. La Finlandia deve fare domanda per l'adesione alla Nato senza indugi. Speriamo - hanno concluso - che i passi a livello nazionale che ancora servono per prendere questa decisione siano compiuti rapidamente entro i prossimi giorni". Helsinki rompe la neutralità che andava avanti dalla guerra fredda e in questo modo la Nato e la Russia si troveranno per la prima volta a condividere un confine diretto di oltre 1.300 chilometri. Non solo la Finlandia, ma anche la Svezia, altro paese storicamente neutrale, condizione che entrambi i Paesi, abbracciarono per sopravvivere dagli attacchi di Stalin e per non irritare l'Unione Sovietica, chiederà l'adesione alla Nato e tra la richiesta e l'adesione sarà protetta militarmente dal Regno Unito. L'ingresso della Finlandia, e anche della Svezia, comporterà, secondo la Russia, a un aumento del rischio di guerra aperta e Mosca gioca di nuovo la carta del pericolo nucleare. Sul fronte militare bombardamenti e azioni con i carri armati nell'impianato Azovstal di Mariupol, mentre continuano i bombardamenti russi nel distretto di Kryvyi nella regione di Dnipropetrovsk, nel sud-est dell'Ucraina dove in diverse occasioni i russi avrebbero usato munizioni vietate al fosforo e a grappolo. Nuovo appello del presidente ucraino Zelensky che si dice pronto a parlare con Putin e dice anche che non accetta compromessi e non cede né la Crimea e né altre zone ucraine. In apertura del Cdm, il premier Mario Draghi ha ribadito lo sforzo iniziale di tutti gli alleati per attivare presto la pace e ha chiesto in particolare che Russia, Stati Uniti e naturalmente l'Ucraina "come attore principale" si trovino seduti a un tavolo per trovare l'accordo necessario e mettere a tacere le armi (
foto dal web/Social Veicoli militari svedesi e finlandesi durante un'esercitazione).



DRAGHI:"LA RUSSIA NON E' GOLIA, MOSCA
E WASHINGTON DEVONO PARLARSI"

IL REGNO UNITO PROMETTE SOSTEGNO
ALLA FINLANDIA E SVEZIA IN CASO DI
ATTACCO RUSSO

di Augusto Maccioni
(11-5-2022) Settantasettesimo giorno di guerra in Ucraina e qualcosa si muove verso la pace. Almeno stando a quanto ha detto il premier italiano Mario Draghi subito dopo aver incontrato il presidente Usa Biden. "Un punto molto importante che abbiamo discusso col presidente degli Stati Uniti è come costruire la pace. Il percorso negoziale è molto difficile ma il primo punto è come costruirlo, e soprattutto che questa pace deve essere la pace che vuole l’Ucraina. Che non sia quindi imposta, né da un certo tipo di alleati né da altri". Quindi ci sarebbero i presupposti per mettere la parola fine a una -operazione speciale- scellerata e incomprensibile, sicuramente partita da lontano ma che non trova molti punti a vantaggio di una invasione. Da oltre due mesi, però, si è solo combattuto e non si sono affrontate trattative serie per un dialogo concreto verso qualche tregua, più volte richiesta anche per celebrare la pasqua ortodossa, figuriamoci incontrarsi per stabilire i termini di un accordo duraturo. Ci hanno provato tutti, adesso anche Draghi a Washington. Forse Biden avrà fatto qualche concessione, o forse noi ci stiamo illudendo che basta un Draghi o un Macron, ricordiamoci del tavolo lungo con Putin, che parlano di pace per ottenerla. Delle parole di Draghi e dell'incontro con Biden sulla pace o sulle armi all'Ucraina nessun giornale americano ne parla, e questo dato ci fa pensare che l'Italia conta poco nello scacchiere politico militare a livello internazionale. Ci sono però delle verità, cioè che alla fine non si può fare a meno dell'Ucraina, che dovrà decidere il suo futuro, e che l'Unione Europea dovrà attrezzarsi di più per avere un potere negoziale più efficace nei confronti della Russia. Molte parole e molte azioni sono state spese e fatte per dare un contributo alla trattative di pace, ma finché la Russia non si decide a fare il primo passo verso il negoziato tutto sarà bloccato.In questo momento storico, comunque, il presidente russo Putin ha sovravvalutato la sua armata e le sue aspettative nell'affrontare la guerra in Ucraina commettendo diversi errori, come tra l'altro aver pensato di prendere l'Ucraina in pochi giorni e nel rovesciare subito il governo ucraino sostituendolo con un esecutivo amico, e nel contempo ha fatto una cosa straordinaria rafforzando l'Europa e indirizzandola a una potenza mondiale. Certo non siamo ai livelli degli Stati Uniti ma è un alleato forte e fedele, anche se perseguono politiche e strategie diverse, per gli americani. Altra notizia importante che sicuramente non farà piacere a Putin riguarda la preoccupazione della Svezia e Finlandia che si sentono prossime terreni di battaglia dei russi. Per questo motivo, e in attesa di entrare nell'ombrello della Nato, il primo ministro britannico Boris Johnson ha formalizzato patti di difesa con Svezia e Finlandia, significando che Londra è pronta a inviare truppe nei due paesi scandinavi in caso di aggressione russa. Si evita, in questo caso, il lasso di tempo dalla richiesta all'accettazione dell'adesione alla Nato, perché c'è in ogni caso la protezione militare da parte del Regno Unito. Ed è quello che è venuto a mancare all'Ucraina, cioè una protezione sicura e forte in attesa di entrare a far parte della Nato, ma che si cerca di recuperare in tutti i modi anche se il presidente Zelensky appare provato e vuole presto tenere negoziati con la Russia viste anche i continui bombardamenti sulle città e le atrocità commesse dai soldati russi. Intanto la situazione ad Azovstal a Mariupol è sempre molto difficile. Le truppe russe sono intervenute con forza, anche con carri armati, per la spallata finale. I militari ucraini nell'acciaieria "non vogliono arrendersi" e il governo ucraino cerca ogni modo per trovare una soluzione per salvarli (
foto dal web/Social un soldato ucraino ferito). E la stampa russa fa sapere che Putin non si ritirerà dall'Ucraina ed è pronto a un "lungo combattimento".



DRAGHI DA BIDEN: "ITALIA E EUROPA
CHIEDONO FINE MASSACRI E PACE"
HAINES:" PUTIN PREPARA UN CONFLITTO
LUNGO FINO ALLA TRANSNISTRIA"

A KHARKIV DECINE DI CORPI
DI SOLDATI RUSSI IN STRADA


di Augusto Maccioni
(10-5-2022) Nel 76esimo giorno di guerra gli occhi sono puntati sul viaggio del premier italiano Draghi alla Casa Bianca che, in un breve scambio di battute col presidente degli Stati Uniti Biden, si è affrettato a dire:"Putin ha pensato di poterci dividere ma ha fallito". Il richiamo è all'Unione Europea che è riuscita a ricompattarsi nella convinzione di creare le condizioni per la pace nell'invasione della Russia in Ucraina. Trattative che non sono mai iniziate in maniera efficaci e decise e mai improntate a un segnale concreto per riportare le parti al tavolo e trovare una soluzione al conflitto. Il viaggio di Draghi va oltre le aspettative italiane e si collocano in un respiro europeo nel tentativo non impossibile di "vedere la fine di questa violenza e di questi massacri e pensare cosa possiamo fare per la pace. Dobbiamo, dice ancora Draghi a colloquio col presidente Usa Biden alla Casa Bianca, utilizzare ogni canale per la pace, per un cessate il fuoco e l'avvio di negoziati credibili". Si saprà di più nelle prossime ore, di sicuro si parlerà molto di Ucraina ma anche di energia e sicurezza energetica e clima. E il contributo che gli Stati Uniti riusciranno a dare all'Italia e all'Europa nel medio-lungo/periodo sarà importante per sostenere la crisi derivante dal conflitto che sta avendo ripercussioni in Europa. Biden loda il premier italiano:"E' riuscito ad unire Nato ed Europa, sei stato un buon amico e un grande alleato". I presupposti per un successo della missione di Draghi ci sono tutti anche se il Washington Post, sempre preciso nelle sue corrispondenze, nota che "ci sono differenze di vedute sulla guerra tra Roma e Washington e che in Italia aumenta nell'opinione pubblica un'avversione all'invio di armi in Ucraina". Sul campo ucraino il presidente russo Putin non ha nessuna intenzione di porre fine alla guerra con la conquista del Donbass anzi, dice il direttore dell'intelligence statunitense Avril Haines, il regime russo è intenzionato a continuare la striscia territoriale e stabilire un ponte terrestre verso la Transnistria, a sud-ovest del confine con ll'Ucraina, un'enclave a maggioranza russa in Moldova. Il problema adesso è cosa ha intenzione di fare Putin. Non lo ha detto durante il suo discorso a Mosca il 9 maggio ma sicuramente le sue intenzioni sono diverse dallo scollamento del suo esercito che non riesce ad avanzare verso la conquista del Donbass. Un problema che potrebbe risolversi ricorrendo a "misure drastiche" come l'imposizione della legge marziale. E' la convinzione del direttore dell'intelligence statunitense che, dice, porterà Putin ad aumentare il conto della guerra. E il timore sarebbe quello di portare il conflitto ad essere imprevedibile e in crescendo e a questo punto Putin, per superare lo stallo del suo esercito e dare nuovo impulso alla guerra, potrebbe reagire con misure aggressive fino alla sopravvalutazione del proprio esercito. A Kharkiv la ritirata dei russi ha fatto trovare alle truppe ucraine decine di cadaveri di soldati russi abbandonati sul campo di battaglia e nelle case dei villagi. Lo ha riportato su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale Sinegubov che scrive: "Troviamo i loro corpi per le strade, nelle case, non sono stati nemmeno sepolti, li hanno lasciati nelle discariche. Quando si ritirano, non prendono i corpi dei loro soldati. Ciò testimonia ancora una volta la loro etica, i principi e le regole di guerra" (
Foto dal web/Social
Gli sfollati arrivano a Zaporizhzhia)



PUTIN ACCUSA LA NATO MA NO A GUERRA
GLOBALE, IL PENTAGONO: PAROLE RIDICOLE

CONTINUANO I BOMBARDAMENTI E I
RUSSI CERCANO DI PRENDERE D'ASSALTO
LO STABILIMENTO AZOVSTAL

di Augusto Maccioni
(9-5-2022) E' arrivato anche il giorno di Putin (
foto dal web/Social), la data "più sacra per i russi". E' da qualche settimana che si evocava il 9 maggio per conoscere in concreto quale sarebbe stata la nuova fase dell'-operazione speciale- in Ucraina. Si sosteneva che il presidente russo avrebbe annunciato la mobilitazione generale contro l'Ucraina o avrebbe detto chissà quale "apocalittica" frase sulla guerra in corso. Nulla di tutto questo. Il tanto atteso discorso di Putin alla fine è stato più una giustificazione per l'offensiva in Ucraina che un accenno ai suoi piani futuri. Dopo 75 giorni di guerra in Ucraina, Putin è al punto di partenza. Come se il tempo si fosse fermato a prima del 24 febbraio quando il presidente russo aveva dichiarato l'-operazione speciale- contro l'Ucraina argomentando il dispiegamento della Nato lungo i confini russi e il carattere "neo-nazista" delle autorità ucraine contro le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk. Motivi giusti, dice «Le dichiarazioni di Putin che in Ucraina ci sono i nazisti sono ridicole. In Ucraina ci sono gli ucraini»ancora il presidente russo, per l'-operazione speciale- che era "l'unico modo per la Russia di evitare l'aggressione contro il suo territorio". Nessun accenno a qualche vittoria in terra ucraina e nessun argomento sul f«Le dichiarazioni di Putin che in Ucraina ci sono i nazisti sono ridicole. In Ucraina ci sono gli ucraini»uturo dell'Ucraina e del suo popolo. Del resto non poteva farlo per non offuscare il grande Giorno della Vittoria di 77 anni fa quando sconfissero i nazisti a Berlino, grazie all'alleanza tra Stati Uniti, Regno Unito e Francia, ma anche perché è ancora in piedi una guerra dagli sviluppi ancora imprevedibili nonostante i continui bombardamenti russi in diverse città ucraine. Se Putin non ha dichiarato nessuna mobilitazione generale, quindi nessuna guerra formalente dichiarata, è convinzione di molti invece che la guerra continuerà a lungo e non si fermerà all'offensiva nel Donbass che è il nuovo obiettivo della seconda fase delle truppe di Putin. Straordinaria la parata che celebrava la Vittoria nazista del 1945 sulla piazza Rossa, durata un'ora che, tra l'altro, è risultata più breve degli ultimi anni. All'ultimo minuto, per le avverse condizioni meteo, lo spettacolo aereo è stato sospeso ma hanno fatto bella mostra la sfilata di 11 mila uomini e 131 unità di carri armati, oltre blindati e i 33 gruppi di diverse unità dell'esercito. Non potevano mancare i moderni carri armati T-90M nonché i missili nucleari Iskander-M e Yars. All'appello sono mancati, quindi, un gruppo di caccia che dovevano disegnare una Z nel cielo e "il Cremlino volante", l'aereo di Putin, enorme e molto sofisticato, utile al presidente russo per guidare il Paese dall'alto in caso di guerra nucleare. Fin qui la grande giornata di Putin a Mosca, mentre a Kiev Zelensky, in un video messaggio postato su Telegram: "Stiamo lottando per la libertà dei nostri figli e quindi vinceremo. Non dimenticheremo mai cosa fecero i nostri antenati durante la seconda guerra mondiale, che uccise più di otto milioni di ucraini. Molto presto ci saranno due giornate della vittoria in Ucraina mentre qualcuno non ne avrà nessuna e Khreshchatyk vedrà la parata della vittoria, la vittoria dell'Ucraina". Prende intanto posizione il Pentagono sulle parole pronunciate da Putin:"Le dichiarazioni di Putin che in Ucraina ci sono i nazisti sono ridicole. In Ucraina ci sono gli ucraini", mentre Macron a Berlino con Scholz ha detto :"Siamo di fronte a una sfida per la nostra generazione, per il nostro continente, dobbiamo stare al fianco dell'Ucraina e allo stesso tempo proteggere le nostre popolazioni da un conflitto più ampio", poi:" Nessuna pace con l'umiliazione della Russia" e Scholz: "Siamo insieme al fianco dell'Ucraina come parte della famiglia europea". Intanto il 10 maggio ci sarà l'atteso incontro tra il nostro premier Draghi e Biden. Parleranno di sanzioni alla Russia, degli aiuti da fornire a Kiev e come rendere Putin "responsabile" per l'-operazione speciale- in Ucraina. Giorno del ricordo a Mosca ma in Ucraina invece si continua a sparare. Ancora missili su Odessa lanciati da un aereo russo Tu-22, secondo l'agenzia ucraina Ukrinform: 2 feriti e cinque edifici distrutti. E all'acciaieria Azovstal a Mariupol continua la resistenza del reggimento Azov nonostante i missili e i bombardamenti russi. E sui tetti della roccaforte, cita il ministero della Difesa ucraino, sventola la bandiera ucraina.


ATTESA PER L'ANNUNCIO DI PUTIN ALLA
PARATA DEL 9 MAGGIO A MOSCA

L'UCRAINA AFFERMA DI AVER UCCISO
400 SOLDATI RUSSI IN 24 ORE
ZELENSKY: 60 MORTI NELLA
SCUOLA BOMBARDATA


di Augusto Maccioni
(8-5-2022) Settantaquattresimo giorno di guerra in Ucraina con prove tecniche della grande parata a Mosca per il Giorno della Vittoria del 1945 contro il nazismo, e oggi, 9 maggio, è il grande giorno per Vladimir Putin (
foto dal web/Social) perché dovrebbe dare il senso concreto all'-operazione speciale- in Ucraina. Continuerà la sua "operazione" o dichiarerà la mobilitazione generale contro l'Ucraina? Interrogativi che al momento impegnano l'Ucraina ma anche l'Occidente che proprio alla vigilia della commemorazione a Mosca, si è riunita nel G7 allargato al presidente ucraino Zelensky per confermare l'assistenza militare alle forze armate ucraine. I leader del G7 nel comunicato congiunto diffuso dopo il vertice in videoconferenza, hanno stabilito di "continuare a sostenere l'Ucraina" e al presidente ucraino hanno assicurato " la piena solidarità e pieno sostegno per la coraggiosa difesa dell'Ucraina, sella sua sovranità e integrità territoriale e per la sua lotta per un futuro pacifico, prospero e democratico entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, con le libertà di cui molti di noi godono oggi". In pratica non c'è nessuna concessione alla Russia, erroneamente comunicato il giorno prima da Zelensky, che dovrà lasciare il territorio ucraino senza la Crimea e senza il Donbass. "L'obiettivo finale dell'Ucraina, è stato detto al G7, è quello di garantire il completo ritiro delle forze e degli equipaggiamenti militari russi dall'intero territorio dell'Ucraina e di garantire la sua capacità di proteggersi in futuro". Putin accetterà il verdetto del G7? Quali saranno invece le condizioni di Mosca? La situazione si fa sempre più complicata anche dal punto di vista del petrolio e gas che dalla Russia arriva in Europa, perché c'è l'impegno del G7 di fermare l'import anche se alcuni stati non sono ancora pronti per chiudere i rubinetti. Oggi la celebrazione a Mosca del 77° anniversario della vittoria sulla Germania nazista nella seconda guerra mondiale e sul campo, dopo due mesi di offensiva, l'esercito di Putin non è riuscito a prendere Kiev e le sue armate stanno intensificando gli attacchi nel sud e nell'est. Neanche il Donbass è stato conquistato e se vogliamo neanche l'acciaieria di Mariupol. E neanche a Odessa. In questo giorno da segnalare la visita della first lady Jill Biden (e il premier canadese Justin Trudeau) in Ucraina, mentre non si fermano i bombardamenti nella regione di Mykolaiv e nuove esplosioni a Odessa. Nella regione di Lugansk una bomba russa ha fatto 60 morti su una scuola, 30 persone si sono salvate, mentre le forze armate ucraine affermano di aver ucciso 400 soldati russi nelle ultime 24 ore.


EVACUATI TUTTI I CIVILI DALL'ACCIAIERIA
AZOVSTAL DI MARIUPOL

I MARINES: NON LASCIATECI
MORIRE, LA NATO: CRIMEA INCEDIBILE

CIA: PUTIN NON VUOLE PERDERE
E AUMENTERA' I BOMBARDAMENTI

di Augusto Maccioni
(7-5-2022) Al 73esimo giorno di guerra in Ucraina sono state completate le operazioni di evacuazione dei civili dall'acciaieria assediata di Mariupol. Per la precisazione, secondo il vice primo ministro ucraino Iryna Vereshchuk, "tutte le donne, i bambini e gli anziati" quindi si può dire che "questa parte dell'operazione umanitaria a Mariupol è finita" (
foto dal web/Social), scrive il vice primo ministro ucraino su Telegram. Il giorno prima, venerdi 6 maggio, si è compiuta l'evacuazione di altri 50 persone. Ora che nessun civile si trova nell'acciaieria Azovstal, le ultime stime indicavano che circa 200 erano i civili ancora intrappolati nei tunnel e nei bunker, il problema riguarda gli ultimi combattenti della roccaforte. Non è chiaro quanti siano le truppe del battaglione Azov e altri combattenti, sta di fatto che tutti sono ancora al loro posto e che continuano a difendere fino alla fine il sito. Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato venerdi che il suo governo si stava adoperando a uno sforzo diplomatico per salvare i difensori ucraini e portare via i feriti. Anche le mogli di almeno 2 soldati ucraini, che ancora stanno nell'acciaieria, hanno detto, quando sono state a Roma, che la comunità internazionale deve fare ogni sforzo per salvare i soldati intrappolati. Se non saranno evacuati, garantendo loro ogni sicurezza possibile, quasi sicuramente moriranno tutti. Questa potrebbe essere la sorte di questi marines ucraini che non intendono abbandonare l'ultima roccaforte di Mariupol e che continuano ad impegnare le truppe russe che ancora non hanno espugnato l'impianto di epoca sovietica. Ora che non ci sono più civili, i soldati russi hanno libertà d'azione per compiere la spallata definitiva e conquistare l'acciaieria ma dovranno combattere strenuamente e con continuità per avere ragione del bunker. E mentre i russi si preparano all'assalto finale gli ultimi combattenti con il reggimento Azov, lanciano un drammatico appello:"Non lasciateci morire!" e Zelensky chiede all'Europa che è arrivato il momento "di tirare fuori i nostri eroi". Tacciano le armi e si tratti seriamente la pace, è l'invito di venerdi 6 maggio del presidente ucraino che è disposto a rinunciare alla Crimea in cambio della pace. E' la prima volta che Zelensky fa una apertura del genere anche se le intenzioni di Mosca hanno altri obiettivi. Ed è anche impossibile che si ritorni al "pre 23 febbraio", col riconoscimento definitivo dell'annessione russa della Crimea ma anche dalle repubbliche del Donbass già occupate dai filorussi. Nulla è stato detto da Mosca alla proposta Zelensky che invece è stata bocciata dal segretario generale della Nato Stoltenberg che in un'intervista al quotidiano tedesco Welt ha detto che "i membri della Nato non accetteranno mai l'annessione illegale della Crimea e al controllo russo su parti del Donbass nell'Ucraina orientale". Il segretario generale Nato ha poi dichiarato che "l'Ucraina deve vincere questa guerra perché difende il suo Paese". La Russia si prepara alla grande parata per celebrare il Giorno della Vittoria del 9 maggio e non si sa che programmi ha riservato per l'Ucraina. Sul tavolo c'è la continuazione della guerra, la sospensione della stessa con la conquista del Donbass o la dichiarazione di una nuova fase di guerra in sostituzione della "operazione speciale" iniziata il 24 febbraio. Sta di fatto, comunque, che le operazioni di guerra russe si svolgono in diverse direzione del Paese e a Odessa, nel sud dell'Ucraina, 6 missili da crociera si sono abbattuti su diversi obiettivi senza causare morti e feriti. "E' una pressione psicologica senza fine sulla popolazione civile" hanno detto anche se spesso si sono verificate distruzioni alle infrastrutture della regione e alle case di civili. Cosa farà Putin? Secondo William Burns, direttore della Cia, "Putin non si può permettere di perdere e continuerà il conflitto militare fino a quando otterrà migliori risultati".



ZELENSKY: MARIUPOL ESEMPIO DI
ASSEDIO E TORTURE, STRATEGIA BESTIALE

"COLPITA UN'ALTRA FREGATA
RUSSA", MA MOSCA SMENTISCE
IL PRESIDENTE UCRAINO APRE A
TRATTATIVA SENZA LA CRIMEA

di Augusto Maccioni
(6-5-2022) Ormai siamo abituati alle promesse di evacuazione che poi non vengono mantenute dai russi ed è capitato più volte a Mariupol nell'acciaieria di costruzione sovietica dove si trovano, da qualche mese, molti civili ormai in condizioni difficili e senza cibo, acqua e elettricità. Dopo lo stop di giovedi, è ripreso, nel 72esimo giorno della guerra iniziata dalla Russia contro l'Ucraina, il convoglio umanitario nell'acciaieria: 50 civili, donne, bambini e anziani, hanno lasciato Azovstal, l'ultima roccaforte della resistenza delle forze ucraine della città a sud-est dell'Ucraina. Si tenteranno operazioni di evacuazioni anche sabato 7 maggio sperando che cessino i bombardamenti per consentire ai civili di lasciare il bunker. L'evacuazione di venerdi 6 maggio non è andato liscio. Andriy Iermak, capo dell'ufficio del presidente ucraino ha riferito sul canale Telegram che un convoglio in viaggio per raccogliere civili è stato attaccato dalle truppe russe e che un combattente è morto e sei sono rimasti feriti. C'è un giallo nelle dichiarazioni dell'esercito ucraino che sostiene di aver colpito una fregata russa al largo dell'isola dei Serpenti, nella zona dove era stato già affondata l'ammiraglia della marina russa Moskva il 14 aprile. Secondo la narrazione ucraina la nave Admiral Makarov, una fregata molto importante nella flotta del Mar Nero dopo l'affondamento del Moskva, è stata centrata da un missile Neptune. Ma non ci sono riscontri né da parte britannica né da parte dell'aeronautica americana. Mosca nega l'accaduto ma è normale la sua informazione, la stessa, del resto, quando venne colpita la Moskva. Si saprà qualcosa di più nelle prossime ore. L'affondamento di quest'altra nave russa, di grande importanza strategica nel Mar Nero in funzione di conquista di Odessa, è stato un successo ucraino grazie alle informazioni elaborate dal drone da ricognizione Global Hwk in dotazione alla marina americana, informazioni dettagliate che sono servite sempre alle truppe ucraine per affondare, tre settimane fa, l'ammiraglia russa Moskva, anche se la Casa Bianca ha smentito le notizie di stampa che gli Stati Uniti abbiano fornito informazioni a Kiev per colpirla e affondarla. Si avvicina la data del 9 maggio e dal Cremlino fanno sapere che sarà impossibile celebrare l'importante vittoria contro il nazismo a Mariupol dove del resto continuano in maniera pesante i bombardamenti allargate in molte altre aree del Paese da Lugansk a Dnipropetrovsk. La situazione nell'acciaieria Azovstal di Mariupol è sempre critica e il presidente ucraino Zelensky in un video ha detto che "è in corso uno sforzo diplomatico per salvare i difensori intrappolati e questo coinvolge intermediari e Stati influenti". Poi il presidente ucraino ha precisato che l'attacco di Mosca all'Azovstal di Mariupol "non è un'azione militare bensì una tortura mediante il tentativo di prendere per fame gli assediati", e ha chiamato questo atteggiamento come una "strategia bestiale". Zelensky ha anche aperto ad un accordo di pace con Mosca senza la restituzione della Crimea, evitando di avanzare richieste del Donbass fra Donetsk e Lugansk sottratta a sua volta al controllo di Kiev dal 2014 (
Foto dal web/Social).



PUTIN CHIEDE SCUSA A ISRAELE PER LE
FRASI DI LAVROV SU HITLER EBREO

PER IL GIORNO DELLA VITTORIA DEL 9
MAGGIO PARATA TRIONFALE DEI RUSSI A
MARIUPOL, TRA MACERIE E DEVASTAZIONE

di Augusto Maccioni
(5-5-2022) 71esimo giorno di guerra in Ucraina con lo stop ai corridoi umanitari a Mariupol. Non c'è stata la replica del cessate il fuoco di qualche giorno fa allo stabilimento di Azovstal, la tre giorni che Mosca aveva promesso e concordato per evacuare i civili, soprattutto donne e bambini, dai bunker dell'acciaieria, e la denuncia di Kiev è stata pronta per non averlo rispettato. Del resto non è la prima volta che la Russia disattende gli accordi e questa volta la decisione di Mosca, che avrebbe aperto il corridoio umanitario da giovedi 5 maggio a sabato, avrebbe consentito lo sfollamento di tante altre persone dopo l'evacuazione di 340 donne, bambini e anziani partiti dalla città di Mariupol e arrivati, dopo un viaggio di due giorni, mercoledi a Zaporizhia. Cambia nuovamente l'atteggiamento russo: sì ai corridoi umanitari ma solo se gli ultimi combattenti dell'acciaieria si arrendono. Cosa che non si è mai verificato neanche con gli ultimatum dei russi di diverse settimane fa, perché, anche questa volta, la resistenza delle forze ucraine ad Azovstal è ancora forte. Il Cremlino ha negato il cessate il fuoco promesso e invece ha attaccato con insistenza l'acciaieria (
foto dal web/Social), quasi fosse la spallata definitiva per mettere in ginocchio l'ultima roccaforte di Mariupol, con bombardamenti continui e devastanti durante la notte e la mattina di giovedi 5 maggio ( video). E' un inferno, dicono chi continua a combattere dai bunker, tuttavia "continuiamo a mantenere la difesa" dice il comandante del battaglione Azov Prokopenko. Intanto il presidente russo Putin si è scusato col primo ministro israeliano Bennett per le parole pronunciate dal ministro degli Esteri Lavrov durante l'intervista a Zona Bianca di Rete4 per aver sostenuto che Hitler avesse origini ebraiche. L'argomento aveva suscitato grosse polemiche perché aveva messo in relazione la "denazificazione" dell'Ucraina col presidente ebreo Zelensky, e nell'intervista Lavrov aveva anche detto: "Potrei sbagliarmi, ma anche Hitler aveva sangue ebreo. Non significa assolutamente nulla. I maggiori saggi ebrei sostengono che i principali antisemiti sono proprio gli ebrei". Affermazione che ha creato una forte reazione da parte di Israele. Poi la telefonata con le scuse di Putin. Secondo la versione ufficiale Bennett ha accettato le scuse e ringraziato il capo del Cremlino. Intanto si avvicina il Giorno della Vittoria del 9 maggio e Putin, che ancora non ha vinto nessuna guerra in Ucraina, sta cercando di portare a compimento la vittoria sulla presa dell'acciaieria di Mariupol. Per questo motivo funzionari e propagandisti russi si sono riversati nella città spettrale ripulendo le macerie e dando un senso "russo" a tutto. Sembrerebbe che parte della parata che dovrebbe celebrare la Grande Vittoria dal nazismo dovrebbe svolgersi proprio a Mariupol, una città che è al 90% distrutta e la devastazione è evidente in tutte le sue parti.

UN ALTRO CESSATE IL FUOCO DI 3 GIORNI PER
EVACUARE I CIVILI DELL'ACCIAIERIA DI MARIUPOL

INDAGINE AP: OLTRE 600 VITTIME CIVILI
NEL RAID RUSSO AL TEATRO-BUNKER

di Augusto Maccioni
(4-5-2022) Dopo l'evacuazione di qualche giorno fa di oltre 100 civili, tra donne e bambini, dall'acciaieria Azovstal (
foto dal web/Social) di Mariupol (Ucraina sudorientale), c'è l'annuncio, alla 70esima giornata di guerra in Ucraina, da parte di Mosca di un cessate il fuoco per 3 giorni sempre nell'inferno della roccaforte, ultima difesa della città, per consentire un altro corridoio umanitario per i civili. Le porte dei labirinti e dei bunker si riapriranno da giovedi a sabato e le persone che lasceranno l'acciaieria potranno scegliere se andare nei territori controllati dall'Ucraina o dalla Russia. Questo almeno è il comunicato ufficiale, poi naturalmente si vedrà chi potrà andare via e dove sarà portato. Perché, tra l'altro, ancora non si sa dove siano finiti gli undici bus zeppi di civili scomparsi nello sfollamento di inizio settimana. Questa nuova iniziativa da parte della Russia si colloca in un disegno ben preciso: avere libero spazio, senza i civili ( ci sono, secondo Kiev, circa 200 civili tra cui 30 bambini) per colpire duramente e in maniera definitiva l'acciaieria e costringere gli ultimi difensori della roccaforte di arrendersi. A chiedere, comunque, un altro corridoio umanitario è ancora una volta il presidente ucraino Zelensky che si è rivolto al segretario generale dell'Onu Guterres per continuare ad evacuare donne e bambini ma anche i feriti. "La loro vita è in pericolo, tutti sono importanti per noi, chiediamo il suo aiuto per poterli salvare". La situazione nel complesso siderurgico Azvstal a Mariupol è apocalittica ed è sempre sotto attacco da parte dell'esercito russo, con bombardamenti intensi messi a segno subito dopo la partenza di martedi degli ultimi sfollati civili dall'acciaieria. Un'offensiva tremenda, dirà il comandante del reggimento Azov, ma l'acciaieria- bunker, nonostante ore di silenzio che hanno fatto pensare alla sua conquista, resiste anche sotto l'attacco aereo e i bombardamenti a ripetizione dell'artiglieria nemica. La perdita di contatti, che si è verificato nel corso dei violenti combattimenti, dirà il sindaco di Mariupol Boichenko, è stato poi riprestinato e si è saputo che le ultime truppe ucraine presenti nell'acciaieria hanno saputo resistere e respingere gli attacchi massicci da parte dell'esercito russo. Secondo Vershynin, un ufficiale della polizia ucraina nel bunker che ha parlato con la Bbc, nell'acciaieria ci sono 500 feriti, di questi "200 sono in condizioni critiche" che peggiora sempre di più a "causa della scarsa igiene e alla mancanza di assistenza medica". E' chiaro, comunque, che la situazione non può durare a lungo. Il peggio è dietro l'angolo e la mancanza di tutto , dalle munizioni all'acqua e al cibo, non consente di resistere ancora per molto tempo. In questi ultimi due giorni l'Ucraina è terribilmente sotto attacco in tutte le direzioni. Missili sono piovuti anche a Kiev e si continua a bombardare anche a Odessa. Sembra che gli attacchi non contemplino un disegno preciso e la direzione non è solo la conquista del Donbass, ma nel mirino ci sono altre città e l'attenzione è alta su tutto il Paese fino in Transcarpazia nell'estremo ovest del Paese. Intanto, però nella regione della capitale Kiev, dove le truppe russe si sono ritirate, sono emerse altre atrocità e violenze sui civili con 20 altri cadaveri per un totale di 1.235 corpi recuperati. Ricordate il raid al teatro Mariupol del 16 marzo scorso? Secondo un'indagine dell'agenzia di stmpa americana Associated Press il bombardamento russo al teatro-bunker ha causato la morte di circa 600 morti, quasi il doppio rispetto al bilancio ufficiale. Secondo l'agenzia di stampa, che ha ricostruito quanto è accaduto e ha ascoltato le testimonianze di 23 sopravvissuti e soccorritori, chi si trovava vicino all'uscita principale e ad un ingresso laterale, delle circa mille persone che erano all'interno del bunker al momento dell'attacco, è riuscito a fuggire, gli altri sono rimasti seppelliti dalle macerie.

GUERRA IN UCRAINA, BIDEN: "FERMIAMO
I DITTATORI O NE NASCERANNO NUOVI"

MISSILE ABBATTUTO A KIEV, PUTIN INTENSIFICA L'OFFENSIVA ALL'ACCIAIERIA
ARRIVANO A ZAPORIZHIA I
PRIMI SFOLLATI DELL'AZOVSTAL


di Augusto Maccioni
(3-5-2022) L'evacuazione, tra mille difficoltà, tra lunedi e martedi, è "riuscita" e al 69esimo giorno di guerra le Nazioni Unite nel confermare il corridoio umanitario, dopo diversi tentativi falliti, hanno dato ulteriori notizie sull'evento: sono stati sfollati 101 civili inclusi 17 bambini, uno dei quali di appena sei mesi, tutte persone che stavano da mesi nei tunnel dell'acciaieria di Mariupol, la città martire ormai rasa al suolo dai bombardamenti delle truppe russe. Una grande tenda bianca ha accolto a Zaporizhia i primi sfollati, ma molti ancora restano nell'ultima roccaforte dove, secondo fonti di Kiev, si continuano a rifugiare quasi 200 civili provenienti da varie altre zone bombardate e un numero imprecisato di soldati. I civili, per lo più donne e bambini, soccorsi hanno trascorso oltre due mesi al buio, per mancanza di elettricità, nei bunker delle acciaierie privati di cibo e di acqua. Finalmente, come loro stessi diranno, stanno riprendendo a vivere e a vedere la luce a Zaporizhia, nell'est del Paese, dopo due giorni di viaggio, dove ricevono assistenza sanitaria e umanitaria. La Croce Rossa in Ucraina, che ha coordinato e seguito l'evacuazione, si è detta pronta ad altri accordi simili tra le parti per "alleviare le immense sofferenze dei civili coinvolti nelle ostilità". C'è anche da segnalare che altri civili non sono arrivati a destinazione. Si parla di undici bus, pieni di donne e bambini, che risulterrebbero "dispersi" lungo il tragitto verso Zaporishzhia. Subito dopo la completa evacuazione, anche se ci si interroga sul perché non si siano sfollati altri civili e feriti e non si sia dato corso alla sepoltura dei morti ancora nei tunnel, le forze russe hanno bombardato e tentato di prendere d'assalto le acciaierie Azovstal (
foto dal web/Social). Per il momento ogni assalto è stato respinto, ma in ogni momento le truppe russe ci provano con forze significative utilizzando veicoli blindati. E' chiaro che il grosso dei militari si trova proprio alle porte della roccaforte ma anche sulle province orientali di Donetsk e Luhansk, dove si completa la grande regione del Donbass, detenute dai separatisti sostenuti dalla Russia dal 2014. Nella combinazione militare ha anche la peggio Kharkiv, al nord del Donbass, ma anche Izium. Bombardamenti significativi in tutte queste città, con morti e feriti e case danneggiate. Da segnalare, secondo il governatore di Donetsk Kyrylenko, 3 civili uccisi mentre bevevano acqua nella città di Vuhledar. E' la prima volta che un missile esplode nella regione occidentale Trnscarpazia, vicino al confine slovacco. Ha colpito una infrastruttura montuosa ed è molto preoccupante per gli sviluppi della guerra. Secondo l'Ukrainska Pravda, che cita l'intelligence del ministero della Difesa ucraino, ci sarebbero "informazioni che il termine della cosiddetta operazione militare speciale è fissato per settembre 2022". Da segnalare l'abbattimento di un missile russo, da parte della contraerea ucraina, diretto a Kiev e diverse esplosioni a Leopoli, nell'ovest dell'Ucraina: secondo fonti russe si tratterebbe di 5 missili sulla città. Secondo il sindaco l'attacco missilistico ha danneggiato due stazioni elettriche. C'è una nuova condanna del presidente degli Stati Uniti Biden che accusa Putin: dobbiamo fermarlo. "Se non ti opponi ai dittatori, la storia ci ha mostrato che continuano ad arrivare", ha detto il presidente Usa in una fabbrica di missili in Alabama.



MISSILI SU ODESSA, COLPITA UNA
CASA E UNA CHIESA: MORTO 15ENNE

LAVROV A ZONA BIANCA: "ZELENSKY EBREO? ANCHE HITLER LO ERA", ED E' SUBITO BUFERA

di Augusto Maccioni
(2-5-2022) La 68esima giornata di guerra in Ucraina ha segnalato la ripresa del piano di evacuazione dei civili dall'acciaieria Azovstal, l'ultima roccaforte dell'assediata e distrutta Mariupol. Dai tunnel e dai labirinti della fabbrica sono uscite le persone che erano rimaste intrappolate dal 24 febbraio nei vari tunnel. Notizie come "per un mese abbiamo mangiato sei lattine di cibo per 40 persone al giorno" fanno capire la situazione terribile della vita dei civili, soprattutto donne e bambini, che vivono all'interno di questo ultimo fortino di una città completamente rasa al suolo. Secondo alcune fonti ci sono stati ritardi nell'evacuazione di più civili per le difficoltà riscontrate dalle centinaia di persone nell'uscire dai tunnel distrutti della roccaforte. Del resto era l'occasione migliore , e forse l'ultima speranza, per i civili intrappolati. Ancora oggi centinaia di civili, di cui 20 bambini, si rifugiano nello stabilimento metallurgico per cercare sicurezza dopo la completa distruzione della città di Mariupol. Ormai non c'è acqua e cibo per tutti e mancano le medicine. Dopo l'evacuazione sono ripresi i bombardamenti russi sull'acciaieria. Il comandante della 12a brigata operativa della guardia nazionale ucraina, uno dei difensori della roccaforte, ha detto che gli attacchi sono più intensi e che nei tunnel sono rimasti intrappolati ancora diverse centinaia di civili insieme a quasi 500 soldati feriti e a "numerosi " cadaveri. Palamar, del reggimento Azov, dice che "diverse dozzine di bambini piccoli sono ancora nei bunker" e ha lanciato un appello perché vengano sfollati anche combattenti feriti. Mariupol è quasi interamente in mano ai russi, un obiettivo dichiarato vitale perché aprirebbe un corridoio ideale verso la Crimea, già russa dal 2014, e quindi il pieno controllo di tutto il Donbass dove, secondo l'ambasciatore statunitense Carpenter su informazioni "molto credibili", Mosca organizzerà un referendum "a metà maggio" per annettere le repubbliche di Donetsk e Lugansk. Si ha l'impressione che le truppe russe abbiano aperto un nuovo fronte nel conflitto a Odessa dove continuano gli attacchi missilistici e vige il coprifuoco. Si pensava che la città, sulla costa del Mar Nero, nel sud dell'Ucraina, non facesse parte del piano Putin orientato solo alla conquista del Donbass. Successivamente, però, dopo il ritiro delle truppe da Kiev, le truppe russe, soprattutto nella seconda fare del conflitto, si sono sempre più interessate di Odessa dove, secondo le autorità locali, un attacco missilistico ha colpito una casa e una chiesa adiacente. Almeno un bambino è morto, altre persone sono state portate in ospedale. Intanto si fa sempre più accesa la polemica sulle parole del ministro degli Esteri russo Lavrov intervistato domenica a Zona Bianca su Rete4 il quale ha dichiarato: "ll fatto che Zelensky sia ebreo non significa che in Ucraina non ci siano elementi nazisti. I peggiori antisemiti sono ebrei, anche Hitler aveva origini ebraiche". Affermazioni che hanno fatto il giro del mondo e subito Israele si è schierato duramente contro le frasi antisemitiche richiamando l'ambasciatore russo a Tel Aviv per chiarimenti dopo le gravi dichiarazioni. Il ministro Bennett ha detto che "le parole del ministro non sono verità e il loro obiettivo non è valido" poi ha aggiunto :"Menzogne del genere hanno per obiettivo accusare gli ebrei stessi dei crimini terribili compiuti nei loro confronti nella Storia e quindi rimuovere la responsabilità dai loro persecutori". Polemiche anche in Italia e Giuseppe Brindisi autore del programma a Quarta Repubblica sempre a Rete4 del 2 maggio: "Non ci sto a tutte le polemiche, io volevo fare giornalismo e basta. Volevo sapere qualcosa di più del pensiero di Putin”, ed è venuta fuori “ l’anima nera del Cremlino” (
Foto dal web/Social).



S.EFISIO / LA FESTA, I COLORI, L'IDENTITA' E LA DEVOZIONE DELLA SARDEGNA

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di
Augusto Maccioni
(1-5-2022) Finalmente la Festa di Sant'Efisio è tornata in presenza. Dopo due anni di restrizioni a causa della pandemia di Covid-19 Cagliari e la Sardegna, ma numerose anche le persone provenienti dagli Stati Uniti e da altri Paesi europei, hanno risposto con devozione e affetto ad un appuntamento vitale per tutti. Molti i giovani e le famiglie al completo che hanno seguito con attenzione ed entusiasmo all'evento per le vie storiche della città grazie anche alla giornata primaverile. Non sono mancare le bandiere dell'Ucraina e le invocazioni alla pace e "una particolare attenzione al Cagliari che sta lottando per non andare in B". Il cammino di Efisio tra Cagliari e Nora (Pula) è il percorso delle tracce di un culto che vive ancora oggi, anzi si scatena proprio in questi giorni e mai scompare negli altri giorni dell'anno.


LAVROV: "ITALIA IN PRIMA
LINEA CONTRO LA RUSSIA"

L'ONU RIESCE FINALMENTE A EVACUARE
I CIVILI DALL'INFERNO DI MARIUPOL

di Augusto Maccioni
(1-5-2022) Finalmente c'è stata l'evacuazione. Al 67esimo giorno di guerra in Ucraina si è deciso, di comune accordo tra Onu, Croce Rossa, Russia e Ucraina, il passaggio sicuro dei civili intrappolati nell'acciaieria di Azovstal, l'ultima roccaforta della città ucraina assediata di Mariupol. Secondo il presidente ucraino Zelensky, tramite il suo account twitter, sono 100 le persone che arriveranno lunedi 2 maggio a Zaporishia nel territorio controllato da Kiev. La due giorni per gli sfollati è una buona notizia che arriva dopo oltre due mesi di guerra, e questa volta, dice il presidente ucraino, il corridoio umanitario ha iniziato a funzionare. Durante l'evacuazione, che continuerà anche nella giornata di lunedi, per la prima volta c'è stato il cessate il fuoco sul territorio. I civili che hanno lasciato l'acciaieria sono donne, bambini e anziani saranno subito assistiti grazie al sostegno umanitario e a servizi psicologici. Di questo convoglio umanitario poco o nulla si è saputo nei giorni scorsi per garantire la sicurezza dei civili. Sicuramente chi ha lasciato lo stabilimento di Azovstal ha dovuto sopportare condizioni brutali, tra le macerie e i bombardamenti. Ma sono molti di più i civili che si trovano all'interno dell'acciaieria, nei bunker e nei tunnel. Nell'unica parte della città di Mariupol completamente bruciata e incenerita, dopo un feroce assedio di settimane, ci sono ancora donne, bambini e anziani che vivono senza cibo, acqua e elettricità in una situazione assurda e drammatica. Con loro anche i combattenti ucraini, che difendono le posizioni, molti dei quali sono feriti mentre i morti spesso non trovano sepoltura. Zelensky chiede continuità nell'evacuare più persone possibili, anche il reggimento Azov chiede di lasciare l'acciaieria. Una continuità che al momento non c'è. Della drammatica situazione ne ha parlato anche Papa Francesco che ha detto:" Soffro e piango per l'Ucraina e Mariupol" e lancia un nuovo appello: "Servono corridoi umanitari per i civili". Non si sa se ci saranno altre evacuazioni in programma, di certo quello degli sfollati è un argomento di vitale importanza nel processo negoziale in corso, anche se si fa fatica a intravvedere qualche spiraglio. Intanto Odessa è nuovamente sotto attacco mentre continuano i bombardamenti su Kharkiv e nel Lugansk. Secondo The Independent, che cita fonti occidentali e russe, Putin potrebbe abbandonare la sua "operazione speciale" e annunciare, proprio il 9 maggio prossimo durante il Giorno della Vittoria, la "guerra totale " a Kiev. Intanto qualcosa di più sull'intenzione di Putin sulla guerra si è venuto a sapere nel corso dell'intervista al ministro degli Esteri Lavrov a ZonaBianca su Rete4. Sull'Italia, il ministro russo, ha detto che è il Paese in "prima fila fra coloro che adottano e promuovono le zanzioni anti-russe. Per noi è stata una sorpresa, perché eravamo abituati all'idea che l'Italia sapesse distinguere il bianco dal nero" e riguardo al pagamento del gas in euro ha detto: "Volete pagare il gas in euro e tenere i soldi nelle vostre banche? Questo è rubare i soldi, non è possibile". Sulla terza guerra mondiale Lavrov ha detto che l'Occidente travisa e la Russia "non ha mai interrotto gli sforzi che garantiranno il non svilupparsi della guerra". (
Foto dal web/Social).





MISSILI SU ODESSA, DISTRUTTO L'AEROPORTO DELLA CITTA'
A MARIUPOL 20 CIVILI
EVACUATI DALL'ACCIAIERIA

MEDIA REGNO UNITO: PUTIN
VERSO ANNUNCIO GUERRA TOTALE

di Augusto Maccioni
(30-4-2022) Dopo 66 giorni di guerra in Ucraina si ha l'impressione che la situazione stia volgendo al peggio. Da notizie provenienti dal Regno Unito, Putin potrebbe abbandonare l'-operazione speciale- per una "guerra" allargata su tutta l'Ucraina. E c'è anche la data del 9 maggio, il giorno del cessate il fuoco dopo la conquista del Donbass. Sempre dalle notizie riportate dall'Independent, che cita fonti russi e occidentali, i vertici militari russi starebbero spingendo il presidente russo ad annunciare il cambiamento dell'operazione speciale con quello più duro della guerra totale sul suolo ucraino proprio durante la parata annuale del Giorno della Vittoria sui nazisti il 9 maggio. Sarebbe un'altra mossa che gli darebbe dei vantaggi a livello militare ma che potrebbero motivare l'Ucraina e l'Occidente a prendere posizioni più dure sulla Russia. La situazione è sempre drammatica nell'acciaieria Azovstal di Mariupol. Dalle immagini satellitari trasmesse dalla Cnn si vedono edifici residenziali e governativi completamente distrutti e si notano anche polverizzate le strutture sotterranee dove si rifugiano i soldati e i civili ucraini. E si continua a parlare di evacuazione. Secondo la Tass un piccolo gruppo di civili, 25 tra cui 6 minori di 14 anni è uscito dalle fabbriche, mentre si attende la completa evacuazione di altri numerosi civili molti dei quali feriti. E sempre sull'acciaieria di Mariupol le truppe russe continuano l'assedio e a lanciare attacchi dagli aerei. Sotto pressione anche Odessa dove missili balistici sono esplosi nella zona ovest. Secondo il comando operativo ucraino l'aeroporto di Odessa è stata danneggiata (
foto dal web/Social).

STATI UNITI CONTRO PUTIN: "GIUSTIFICA VIOLENZE, E' DEPRAVAZIONE"
ZELENSKY: PRONTO A INCONTRARLO, RISCHIO
ALTISSIMO DI CHIUSURA DEL NEGOZIATO

di Augusto Maccioni
(29-4-2022) Adesso c'è l'ufficialità: l'attacco missilistico nel tardo pomeriggio di giovedi 28 aprile contro obiettivi militari ucraini è partito dal sottomarino russo nel Mar Nero. Le diverse esplosioni hanno scosso il centro della capitale Kiev, provocando la morte di una giornalista e diversi feriti, durante la conferenza stampa Zelensky-Guterres, un atto che è apparso come uno schiaffo agli sforzi diplomatici per la pace che al momento Putin non vuole perché è intenzionato a portare fino in fondo la sua "operazione speciale". Una guerra che ormai dura da 65 giorni e che sta mettendo a dura prova, se non in ginocchio, l'Ucraina e il suo popolo. L'ultimo messaggio del presidente russo, i missili che avrebbero dovuto colpire una fabbrica di munizioni e che invece ha distrutto un edificio residenziale di 25 piani, non depone né per la tregua, né a favore di eventuali trattative di pace. Potrebbe essere l'inizio di una nuova fase, quella che diversi analisti annunciano come quella più terribile che tutti sperano non si verifichi. Se poi le varie esplosioni, tipiche di chi vuole dimostrare un atteggiamento muscolare nei confronti dell'Occidente, sono state un tentativo di "umiliare l'Onu" allora c'è riuscito, confermando di fatto l'impotenza delle Organizzazione delle Nazioni Unite a gestire le trattative di pace tra la Russia e l'Ucraina. Quindi si va avanti con la guerra e i combattimenti continuano a imperversare nelle regioni del Donbass e nel sud del Paese. Ancora una volta è stata presa di mira a Kharkiv. La situazione a Mariupol è drammatica e la città è completamente distrutta con edifici carbonizzati. Dopo oltre due mesi in questa città martire, col suo porto strategico e di grande rilevanza commerciale, non si verificano più combattimenti, ma le esplosioni sono tutte indirizzate all'acciaieria Azovstal, l'ultimo fortino delle forze ucraine. La scorsa settimana Putin ha ordinato di non sparare più ma anche detto che da quella roccaforte "non doveva uscire neanche una mosca". I bombardamenti invece non sono cessati e si continua a sparare. I soldati ucraini dell'acciaieria continuano a mantenere le posizioni ma intanto si fa sempre più drammatica la situazione dei civili e dei feriti che vivono nei labirinti dei sotterranei della fabbrica di epoca sovietica. In questa giornata forse c'è stato un corridoio umanitario, qualche persona è stata evacuata ma il grosso dei civili (donne, bambini e anziani) e dei feriti, oltre ai morti senza sepoltura, è ancora nell'acciaieria. Stranamente, ogni tanto, la Russia parla di pace. E' Lavrov che accusa l'Ucraina colpevole per lo stallo dei colloqui di pace e dice anche che la Russia non si considera in guerra con la Nato "poiché tale situazione aumenterebbe i rischi di una guerra nucleare". Parla di pace ma la Russia non fa alcun passo verso la pace, parola che al momento non è contemplato da Putin che vuole completare i suoi obiettivi militari di annessione del Donbass e di altri territori, privando l'Ucraina del mare. Nonostante tutto, Zelensky è pronto a parlare con Putin. Le grosse ferite ci sono (Bucha, Mariupol e altre città) ma il presidente ucraino è disposto a incontrarlo perché "un solo uomo decide tutto" in Russia. Zelensky ne ha parlato ai media polacchi e ha anche detto che è arrivato il momento di trattare la pace perché il rischio che i negoziati con Mosca falliscano è molto alto. Poi ha anche aggiunto: "se c'è una sola possibilità, dovremmo parlare". Continuano i bombardamenti ma anche le parole forti questa volta pronunciate dal portavoce del Pentagono che ha accusato Putin di depravazione e brutalità durante l'invasione russa dell'Ucraina (
Foto dal web/Social).



BIDEN CHIEDE AL CONGRESSO ULTRIORI
33 MILIARDI DI DOLLARI PER L'UCRAINA

CINQUE MISSILI LANCIATI SU KIEV
DURANTE L'INCONTRO ZELENSKY-GUTERRES

IL PRESIDENTE UCRAINO:
PUTIN VUOLE UMILIARE L'ONU

di Augusto Maccioni
(28-4-2022) Da qualche settimana Kiev, capitale dell'Ucraina, respirava aria di relativa normalità e molte persone, sfollate nei primi giorni dell'avvio dell'invasione russa del 24 febbraio, sono state invogliate a rientrare ma adesso cosa succederà dopo le due forti esplosioni (
foto dal web/Social), a pochi istanti l'una dall'altra, che hanno turbato non poco la conferenza stampa congiunta del presidente ucraino Zelensky col segretario generale dell'Onu Guterres? E' la nuova strategia di Putin che vuole intervenire con forza anche sulla capitale dopo averla abbandonata anzitempo? Il messaggio delle esplosioni non è chiaro e ha diverse letture che si inseriscono prepotentemente al 64esimo giorno di guerra, in un momento storico, cioè, nel quale le truppe russe hanno accelerato il ritmo offensivo per espugnare l'acciaieria di Mariupol e intendono impedire l'evacuazione dei civili, donne, bambini e anziani, ma anche dei combattenti ucraini feriti che i soldati di Putin vogliono catturare, dicono le autorità del posto. I missili su Kiev, durante l'incontro tra il presidente ucraino e il segretario Onu, è stato un atto estremamente grave che Zelensky considera un "attacco per umiliare l'Onu e tutto ciò che rappresenta" mentre Guterres si dice "sconvolto". Secondo il presidente ucraino i missili esplosi sono cinque lanciati, è stato detto al tg di Mentana su Rete4, dalla Bielorussia su una fabbrica di armi, che è stata trasferita dall'inizio della guerra, su un centro residenziale e in prossimità dell'ambasciata del Regno Unito. A chi erano indirizzati i missili? Ci si interroga sull'atto vergognoso, forse intimidatorio, che ha distrutto edifici, forse ci sono morti, sicuramente ci saranno feriti. Si voleva dare un chiaro segnale all'incontro Guterres-Zelensky? Era un messaggio per il Regno Unito che è il Paese più attivo, con gli Usa, per inviare armi pesanti all'Ucraina? O era un intervento per destabilizzare le trattative di pace che intendeva portare avanti il segretario Onu? E' la seconda volta che si vedono esplodere missili su incontri ad alto livello: la prima volta è successo quando Biden è andato in Polonia, l'esplosione è avvenuto a Leopoli a pochissima distanza dal confine, e in quella occasione si disse che il missile era contro l'entrata degli Usa" sulla vicenda Ucraina, la seconda, quella verificatasi giovedi 28 aprile a Kiev, è un messaggio contro ogni trattativa di pace. Il giorno prima il segretario generale dell'Onu era a Mosca seduto al tavolone del Cremlino col presidente russo Putin, un incontro propedeutico alla pace, almeno questa era la costruzione di Guterres, con una conclusione però scontata: Putin chiude ogni trattativa se prima non conquista il Donbass. Il problema adesso si sposta: non solo il Donbass, ma anche Odessa e la striscia che porta dritto alla Transnistria, al confine con la Moldova. Le cose comunque si stanno complicando alla luce anche dell'incontro con i 43 Paesi a Ramstein, in Germania, convocato dagli Stati Uniti per aiutare l'Ucraina. E Biden adesso vuole a tutti i costi vincere la guerra contro la Russia e indebolire Putin su tutti i fronti e segue un percorso preciso per aiutare con ogni mezzo l'Ucraina. Per questo motivo ha chiesto al Congresso oltre 30 miliardi di dollari per sostenere l'impresa di Zelensky.


UCRAINA, LE DONNE DEI SOLDATI
DELL'ACCIAIERIA: "SALVATE
MARIUPOL, MANCANO CIBO E ARMI"

PUTIN SFIDA L'UNITA' DELL'UE: DOPO
POLONIA E BULGARIA SI SOSPETTA
CHE POTREBBE ESSERCI NUOVI TAGLI
DEL GAS AD ALTRI PAESI

di Augusto Maccioni
(27-4-2022) Si evoca la terza guerra mondiale e la tensione tra Mosca, Occidente e Stati Uniti si fa sempre più accesa. Sono trascorsi 63 giorni dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, chiamata da Putin "operazione speciale", e la situazione militare delle truppe russe va avanti seguendo i piani della seconda fase della guerra circoscritta alla conquista del Donbass, ma non solo. Un'accelerazione è stata data martedi a Ramstein, in Germania, quando il Pentagono ha convocato 43 Paesi per dare una risposta alla Russia che non vuole sedersi al tavolo delle trattative e nel contempo aiutare l'Ucraina con armi e aiuti finanziari. I temi affrontati sono stati alquanto forti e tutti sono stati concordi nel sostenere una netta posizione contro la guerra ma anche, aiutando l'Ucraina, dare un segnale preciso per non essere sotto ricatto dai russi. Alle decisioni dei 43 Paesi, in prima fila Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea, ha fatto eco mercoledi 27 Putin che, in un discorso ai parlamentari a San Pietroburgo, ha sfidato l'unità Ue parlando di "minacce geopolitiche" e attaccando a sua volta: "Se la Russia sarà minacciata, risponderà con mezzi che i suoi avversari non hanno ancora". Indubbiamente una dichiarazione di guerra che speriamo non ci sarà in una situazione che non aiuta ma il confine è talmente sottile che è difficile immaginare l'irreparabile. Però ci siamo dentro e assistiamo, a volte increduli, al precipitare degli eventi in attesa di una scintilla che potrebbe cambiare tutto, uno scontro che nessuno vuole sperando sempre che la guerra sia circoscritta all'Ucraina e possa finire al più presto. In questo senso si fa fatica a costruire la pace, perché nessuno, da nessuna parte, ne parla o forse non ha interesse a portarla avanti. Lo stesso presidente russo dice che comunque "andrà avanti fino alla fine" per arrivare agli obiettivi fissati all'inizio quando ha iniziato l' -operazione speciale-. Adesso i piani del presidente russo sono cambiati e con la seconda fase la Russia vuole solo il Donbass per congiungerla alla Crimea, già russa. Altra operazione di Putin, come risposta alle pesanti sanzioni e alle ultime decisioni decise a Ramstein, è il ricatto del gas di Mosca. La decisione di Gazprom di interrompere le consegne di gas a Polonia e Bulgaria da mercoledi 27 aprile è un brutto segnale per gli altri membri dell'Unione Europea, in modo particolare per Italia e Germania. Si teme che questo rubinetto chiusto sia l'inizio di una serie e che lo stesso trattamento venga usato anche per altri paesi dell'Unione. E' una dimostrazione di forza ed è una misura di ritorsione rivolta non solo a questi due Paesi. Ci si interroga se il Cremlino stia usando i combustibili fossili come strumento di ricatto per costringere i Paesi dell'Ue a pagare il gas in rubli e non in euro come avveniva in passato, anche se il contendere è molto ampio rispetto al pagamento ed è sicuramente una forma di "vendetta" che sta emergendo tra le azioni dell'Occidente e quello che sta avvenendo in Ucraina con la guerra russa. Anche in questo caso, comunque, il rischio è molto alto. E' cambiata anche la strategia dell'Occidente, iniziata con lo sforzo di fornire all'Ucraina "armi difensive" adesso si è passati, con le decisioni di Ramstein, a fornire armi più pesanti. Anche la Germania che in un primo momento era restia alle forniture belliche, adesso, con il Regno Unito, ha deciso di fornire veicoli corazzati di artiglieria antiaerea per contrastare l'aviazione russa e questo nuovo corso è stato seguito dagli altri Paesi. Tutti comunque concordi nel sostenere Lloyd Austin, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, che ha affermato una posizione precisa con l'obiettivo dell'Occidente nell'indebolire la Russia al punto di non minacciare più i suoi vicini e non poter più invadere o dichiarare guerra a nessun Paese sovrano. Se la guerra si sta inasprendo sul terreno ucraino stessa "aggressione" si sta verificando nel linguaggio, sempre più pesante e sempre meno condizionato dalle trattative di pace. Intanto si continua a combattere a Mariupol e gli ucraini resistono all'offensiva russa nell'acciaieria Azovstal, mentre si fa sempre più pesante la situazione nella regione separatista moldava della Transnistria. A Kherson, occupata dai russi, si sono verificati violenti esplosioni. Da segnalare inoltre la manifestazione a Kiev di alcune decine di persone, soprattutto mogli, madri e sorelle dei soldati del battaglione Azov, che continuano a resistere nelle acciaierie, per chiedere corridoi umanitari e salvare civili e militari feriti. Molti gli slogan: "Salvate i nostri bambini", "Salvate Azovstal" e "Salvate i nostri soldati". Ma ci sono donne che dicono anche di mandare armi e munizioni (
Foto dal web/Social).


LA RUSSIA TAGLIA IL GAS A POLONIA DOPO
AVER RIFIUTATO DI PAGARE IN RUBLI

GLI STATI UNITI CREANO "L'ALLEANZA DEI
40" PER COORDINARE GLI AIUTI A KIEV
"AIUTEREMO L'UCRAINA A VINCERE LA
GUERRA DI OGGI E DI DOMANI"

di Augusto Maccioni
(26-4-2022) 62esimo giorno di guerra in Ucraina e finalmente si torna a parlare di pace. Piccoli passi, niente di più ma intanto si continua a sparare. Nel colloquio con il segretario Onu Guterres, Putin (
foto dal web/Social) "non ritiene il cessate il fuoco un'opzione possibile", ciò significa che non è all'ordine del giorno né la tregua né la pace che sarebbero momenti, per il presidente russo, destabilizzanti per il progetto iniziale dello zar che era l'invasione, la conquista e la "denazificazione" dell'Ucraina. Putin vuole una vittoria, a tutti i costi e per farlo si rivolge al Donbass dopo il fallimento di armi e truppe di Kiev. Una cosa esplicita Putin lo ha detto al segretario Onu: "Senza Crimea e Donbass l'accordo non è possibile". Nel pacchetto per la pace il presidente mette in conto anche la penisola del Mar Nero diventato territorio russo a seguito del referendum del 16 maggio del 2014 considerato comunque illegale tra gli altri da Onu, Unione Europea e Stati Uniti che considerano ancora di pertinenza Ucraina. La Crimea è molto strategica per la Russia e attualmente è sede di una delle quattro flotte della marina militare russa, 11 mila effettivi e qualcosa come 60 navi da guerra. Controllo strategico verso l'Ucraina ma anche verso il Mediterraneo dove garantisce, affacciandosi sul Mar Nero, un raggio d'azione invidiabile per la flotta da guerra. Quindi per Putin la penisola del Mar Nero fa parte integrante di quel pacchetto solido come punto di partenza per avviare la pace, naturalmente assieme al Donbass. Per il momento però, dice Putin, la sua offensiva continua senza sosta, anche con molti rallentamenti e troppi bombardamenti sui civili, ed esclude ogni tregua e ogni trattativa fino al raggiungimento dei suoi obiettivi militari. Come dire: parliamone, incontriamoci ma di pace non se ne parla. Se questo è il messaggio di Putin diverso è stato il comportamento di Guterres che ha sottolineato che la Russia ha deliberatamente invaso l'Ucraina. Ha detto:"Capisco che la Federazione Russa abbia una serie di rivendicazioni relative a quanto sta accadendo in Ucraina, oltre che alla sicurezza europea e mondiale, ma devono essere risolte con i vari strumenti proposti dalla Carta delle Nazioni Unite", poi che “la violazione dell'integrità territoriale di qualsiasi Paese è del tutto incompatibile con la Carta dell'Onu” e che quanto accaduto dopo il 24 febbraio “è un'invasione del territorio dell'Ucraina”. Guterres e Putin hanno anche discusso dell'evacuazione delle città ucraine e in modo particolare a Mariupol dove la situazione è drammatica. Sulla proposta del segretario Onu di creare un'indagine indipendente sui crimini commessi in Ucraina il ministro Lavrov, che Guterres ha incontrato prima di Putin, ha respinto ogni indagine perché "non si fida " di questa iniziativa. E' stato anche il giorno dell'incontro con 40 Paesia Ramstein, in Germania, convocato dagli Stati Uniti, per aiutare l'Ucraina con armi e aiuti finanziari. Un coordinamento in grande stile con la convinzione di fermare definitivamente l'armata russa. Tra gli invitati c'era anche la Finlandia, Israele e Giappone. Intanto si apre un nuova fase commerciale tra Russia e Europa. Sul fronte del gas la Russia ha detto al governo polacco che la fornitura sarà interrota da mercoledi 27 aprile a seguito del rifiuto di Varsavia di pagare in rubri il suo fornitore Gazprom. La mossa del Cremlino mette in agitazione altri Paesi dell'Unione Europea come Italia e Germania. Intanto in Transnistria, regione separatista filorussa della Moldova, sono state colpite antenne della radio russa e un'unità militare alzando il livello dell'alta tensione in Ucraina. Polemiche per la frase del ministro della Difesa del Regno Unito Heappey che aveva detto:"Legittimo che Kiev colpisca linee di rifornimento in Russia", e replica di Mosca: "Pronti a rappresaglia contro chi fornisce armi a Ucraina".



A MARIUPOL SCOPERTA LA TERZA FOSSA COMUNE,
FALLITO ALTRO CORRIDOIO UMANITARIO

LA RUSSIA BOMBARDA 5 STAZIONI
FERROVIARIE, MORTI E 40 FERITI
LAVROV: PERICOLO REALE UNA
TERZA GUERRA MONDIALE

di Augusto Maccioni
(25-4-2022) 61esimo giorno di guerra in Ucraina e l'asticella dell'attenzione del conflitto si sta alzando. Continuano i bombardamenti su diversi punti del Paese e le truppe russe questa volta non hanno trascurato alcune stazioni ferroviarie e infrastrutture ferroviarie nell'Ucraina centrale e occidentale, un attacco coordinato contro la logistica di Kiev per paralizzare le infrastrutture chiave e ritardare o distruggere attrezzature americane o nato che viaggiano su questo mezzo. Ci sono morti e feriti e al momento si parla di almeno 5 persone morte e oltre 40 feriti. E' comunque la notizia dell'arrivo a Kiev del segretario di Stato americano Antony Blinken e del segretario alla Difesa Lloyd Austin a preoccupare Putin. L'arrivo dei politici americani, in treno attraverso la Polonia, doveva essere mantenuta segreta e l'incontro col presidente ucraino Zelensky ha tutta l'aria di una nuova strategia delle truppe ucraine. Da parte degli Stati Uniti ci sono in arrivo "attrezzature giuste", parte delle quali sono già arrivate, per "vincere la guerra contro la Russia". Secondo il capo del Pentagono la prima cosa da fare "è credere di poter vincere" e gli americani, e i Paesi della Nato, si stanno adoperando perché le truppe ucraine abbiano le armi "giuste" per difendersi dalle truppe russe. Un altro fronte militare pare che si stia aprendo al confine con l'Ucraina meridionale. Ed è proprio a Tiraspol, capitale della Transnistria, in Moldova, che un edificio governativo, non riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato bombardato con un lanciagranate. Non sono segnalate vittime. Mosca accusa l'Ucraina. La Transnistria ha appena mezzo milione di abitanti, per lo più slavi, non ha legami con la Moldova dopo un conflitto armato (1992-1993) in cui ha avuto l'aiuto dei russi. Intanto si continua a parlare dell'attacco di sabato scorso alla città portuale di Odessa, nel sud dell'Ucraina, dove almeno otto persone sono state uccise e 18 ferite. Ne ha parlato anche il presidente Zelensky il quale ha raccontato che tra le vittime c'era la piccola Kira di appena 3 mesi, e ha chiamato "bastardi" coloro che avevano pianificato e portato a termine l'esplosione. Con la bambina è morta anche la mamma Valeria e la nonna. Il marito Yuriy ha pubblicato sui social la foto di sua moglie mentre raggiante allatta la figlia. "Eravamo così felici quando è nata, dice il marito, tutto il mio mondo è stato distrutto da un missile russo". Il consigliere del ministero dell'Interno è distrutto: "Odessa non perdonerà mai l'omicidio dei suoi figli". Sembra che i russi vogliano continuare i negoziati di pace. Lavrov avverte il pericolo "reale" di una terza guerra mondiale. Questo pericolo, ha detto, non deve essere sottovalutato anche se ci sono molti soffiano su questa minaccia". La frecciata è rivolta agli Stati Uniti che stanno promuovendo nuove strategie col presidente ucraino contro gli invasori russi. La Russia, dice Lavrov, "vuole continuare i negoziati di pace". Il portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki in un briefing con la stampa, ha detto che "faremo tutto il possibile per respingere le ambizioni di Putin" e che "la Russia non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi". Intanto a Mariupol, dove si stanno intensificando i bombardamenti e dove è fallito l'ennesimo corridoio umanitario, è stata scoperta una terza fossa comune nel villaggio di Stary Krum. Secondo il sindaco Boychenko i russi stanno coinvolgendo la popolazione civile nelle sepolture costringendoli a lavorare in cambio di acqua e cibo (
foto dal web/Social Truppe russe a Mariupol).




BLINKEN A KIEV A COLLOQUIO
CON ZELENSKY

E' FALLITO L'ENNESIMO CORRIDOIO
UMANITARIO A MARIUPOL

PROPOSTA UCRAINA A MOSCA:
NEGOZIATI AD ACCIAIERIA


di Augusto Maccioni
(24-4-2022) Sessantesimo giorno di guerra in Ucraina e neanche la Pasqua ortodossa ha fermato ll conflitto mentre, anzi, l'offensiva di Mosca si fa più intensa nell'est del Paese. Situazione ancora invivibile e drammatica nella città portuale di Mariupol dove ancora non si è riusciti a portare avanti un corridoio umanitario per sfollare circa 100 mila civili che rimangono ancora intrappolati. Ancora si combatte per espugnare Mariupol, vicino al Mar d'Azov, l'ultimo baluardo della resistenza ucraina, obiettivo primario per ottenere il controllo totale del Donbass verso la penisola di Crimea, già russa dal 2014. La città non è sotto il controllo russo nonostante Mosca abbia dichiarato diversamente e questo perché c'è una resistenza totale nell'acciaieria Azovstal dove si rifugiano gli ultimi difensori della città e dove si trovano almeno mille civili, tra donne, bambini e feriti. E proprio vicino all'acciaieria Kiev ha proposto a Mosca di tenere i negoziati. Ne ha parlato anche il presidente ucraino Zelensky affermando anche che se Mosca ucciderà qualche soldato del Mariupol, l'Ucraina sospenderà i negoziati di pace con Mosca. Si continua a parlare a vuoto di trattative e di fatto i negoziati tra le parti si sono bloccati circa un mese fa, subito dopo le drammatiche immagini venute alla luce a Bucha. Si ricordano i colloqui di Istanbul del 29 marzo e venerdi scorso il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato che Kiev non risponde all'ultima proposta avanzata da Mosca arrivata alcuni giorni fa. Si continua a parlare, comunque, di un incontro Zelensky- Putin contatto utile e desiderato, dice il presidente ucraino, invece di mediatori e paesi terzi che non hanno prodotto alcun risultato. Prova a dare una risposta la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova intervistata a Zona Bianca su Rete4:" E' passato tanto tempo poi guardate come si sono comportati ai negoziati gli esponenti di Kiev. Come possiamo parlare adesso di un incontro tra i presidenti?". Per Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, a che Tempo che fa su Rai3, "la Russia vede solo la guerra e non la pace e quando una delle parti vede solo la guerra il nostro desiderio di pace non è sufficiente". Intanto il consigliere del presidente ucraino ha fatto sapere che il segretario di Stato americano Antony Blinken è appena arrivato a Kiev (
foto dal web/Social).



LA RUSSIA LANCIA UN ATTACCO MISSILISTICO CONTRO ODESSA
ALMENO OTTO PERSONE UCCISE, ZELENSKY: BASTARDI! HANNO UCCISO ANCHE UN BAMBINO DI TRE MESI!

di Augusto Maccioni
(23-4-2022) Alla 59esima giornata di guerra in Ucraina si scopre che Putin non vuole solo il Donbass. Continua l'offensiva russa sempre su Mariupol ma anche su Odessa dove i missili provenienti dalle navi o dai sottomarini nel Mar Nero hanno iniziato a bombardare la città più italiana dell'Ucraina. Questa volta le direttive delle truppe russe sono su Donetsk e Lugansk, ancora nel Donbass, dove si sono avuti scontri molto intensi come anche a Kharkiv sempre nell'Ucraina orientale. La situazione insomma è in evoluzione e dopo la sconifitta di Putin per non aver conquistato la capitale Kiev le sue mire zariste si sono orientate solo sul Donbass, attuando di fatto la seconda fase della sua "operazione speciale". Questa striscia di territorio, che comprende anche Mariupol, va dritto verso la Crimea già annessa alla Russia nel 2014. Non solo, adesso Putin vuole conquistare anche Odessa e privare l'Ucraina anche del Mar Nero e andare oltre e raggiungere la regione separatista moldava della Transnistria. Il presidente ucraino Zelensky ha confermato che almeno otto persone sono morte incluso un bambino di 3 mesi e 18 sono rimaste ferite nell'attacco delle forze russe sulla città di Odessa. Si pensava che questa città fosse risparmiata dal progetto di Putin che aveva deciso, qualche giorno fa, di accontentarsi del Donbass ma evidentemente la seconda fase della sua invasione includeva anche questa bellissima città. Odessa in questo momento prega per il bambino morto e la gente si chiede: cosa sta succedendo? Perché questa atrocità sui civili e sui bambini? E pensare che la guerra è iniziata quando questo bambino aveva un mese e adesso dopo 60 giorni e un corpicino senza vita. Il presidente ucraino ha parlato dei bombardamenti su Odessa durante una conferenza stampa nella metropolitana di Kiev e ha chiamato "bastardi" chi ha ordinato questo attentato: "Hanno ucciso un bambino di tre mesi, ha detto, sono solo dei bastardi". Le truppe di Putin continuano a bombardare Mariupol e Zelensky, durante la conferenza stampa, ha detto che l'Ucraina abbandonerà i negoziati se la Russia ucciderà i suoi soldati a Mariupol trincerati nell'acciaieria Azovstal. Non solo l'armata russa all'attacco ma anche le truppe ucraine stanno riposizionandosi. In questa giornata l'esercito ucraino ha riconquistato tre città vicino a Kharkiv: Bezruki, Slatine e Prudianka, mentre l'esercito russo è impegnato nel Donbass. Il sindaco di Chernihiv ha denunciato che più di 700 vittime civili sono stati uccisi dai russi, mentre si continua a scoprire nuove morti civili dopo che i russi hanno lasciato la città. Ultimo dato riportato dal procuratore generale di Kiev dice che i bambini uccisi in Ucraina dall’inizio della guerra, quasi due mesi fa, sono 208 mentre i bambini feriti sono 595, 387 più del dato che il procuratore aveva menzionato precedentemente (
Foto dal web/Social).

BUCHA, L'ONU CONFERMA, CON PROVE
DOCUMENTATE, L'OMICIDIO DI ALMENO 50 CIVILI

LE FORZE RUSSE CONTINUANO A SGANCIARE
BOMBE SULL'ACCIAIERIA AZOVSTAL


di Augusto Maccioni
(22-4-2022) Cinquantottesimo giorno di guerra in Ucraina e la Russia continua a combattere nell'acciaieria Azovstal a Mariupol nonostante Putin il giorno prima, 21 aprile, aveva rinunciato all'assalto all'ultima roccaforte della resistenza della città. Nell'ultimo fortino si spera che qualcosa cambi perché la situazione è veramente drammatica. In questa acciaieria costruita dai russi negli anni '30, gioiello e vita per Mariupol, adesso c'è solo devastazione e morte. Muiono i combattenti del battaglione Azov ma ci sono nei sotterranei della fabbrica molti civili. Tutti resistono e le donne e i bambini patiscono la fame e la sete e la tremenda precarietà della situazione di guerra. Qualche giorno prima Putin aveva ordinato il cessate il fuoco per consentire un pò di respiro alle sue truppe ma comunque essere vigili perché dalla fabbrica "non doveva uscire neanche una mosca", in pratica voleva che l'acciaieria diventasse una enorme tomba nella quale tutti, gli ultimi difensori ucraini e i numerosi civili, dovevano morire stremati dal cibo e dalla sete. Queste sue parole non sono state mantenute, e le armi e i bombardamenti russi hanno continuano a colpire la fabbrica. Putin aveva anche detto che Mariupol era stata conquistata, invece si difende e non si arrende. E' andato a vuoto anche l'ennesimo ultimatum russo: arrendetevi e sarete salvi. I soldati ucraini non si fidano mentre vogliono salvare la vita e la condizione umana di tanti civili che stanno con loro nei cunicoli della fabbrica. Chiedono un corridoio umanitario, a Mariupol ci sono 100 mila civili, soprattutto donne e bambini ma anche numerosi feriti, da portare via, fuori dal teatro di guerra, dice il presidente ucraino Zelensky, il quale in un video ha detto che Mosca, oltre a rifiutare ogni sfollamento, ha detto "no" alla tregua per la Pasqua ortodossa che si festeggia il 24 aprile. Da una parte il presidente russo dice che è stato "un successo" la liberazione di Mariupol, dall'altro, però, il ministro della Difesa russo Shoigù dice che invece serviranno ancora "tre, quattro giorni" per avere ragione dell'acciaieria e della città. Sarà comunque problematico renderlo completamente sotto controllo russo, ci vorrà del tempo perché l'impianto si presta a non farsi prendere facilmente perché a renderlo inespugnabile ci sono gli uomini del battaglione Azov pronti a tutto per non mollare di un millimetro l'acciaieria. Azovstal era una leggenda durante la guerra fredda e prima ancora durante il nazismo nel 1941 quando la città venne conquistata dal Reich, adesso questo fortino di tanti tunnel costruita nel suo sottosuolo, come una città sotterranea formata da gallerie lunghe 24 chilometri e alte sei piani (20 metri) costruito durante la guerra fredda, è diventato l'ultimo baluardo delle forze ucraine a Mariupol. E non sarà facile conquistarla all'interno con le armi. I pericoli ci sono in un ambiente che non si conosce dove ci sono trappole nascoste, esplosivi improvvisati e dove le forze ucraine sono bravi perché conoscono molto bene i luoghi. Chi sa dice: " i russi che combatteranno ad Azovstal saranno sconfitti in partenza, ed è un suicidio provarci". Intanto l'Onu conferma l'omicidio di almeno 50 civili a Bucha (
foto dal web/Social). Gli investigatori della commissione Onu hanno raccolto prove sufficienti documentando gli omicidi, tra cui diverse "esecuzioni sommarie", di almeno una cinquantina di civili.



IL SINDACO DI MARIUPOL ACCUSA LA RUSSIA DI
GETTARE I CADAVERI DI CIVILI IN FOSSE COMUNI

"SUCCESSO" DI PUTIN: ANNULLATO L'ASSALTO
ALL'ACCIAIERIA DELLA CITTA' PORTUALE


di Augusto Maccioni
(21-4-2022) 57esima giornata di guerra con l'annuncio di Putin che dichiara chiuso l'attacco diretto alle acciaierie Azovstal. Ci si aspetta adesso una tregua o quantomeno l'inizio di una trattativa che porti alla pace. Di questo naturalmente il presidente della Russia non ne ha parlato anche perché l'assedio di Mariupol continua e si continuano anche a bombardare altre città. Nei disegni di Putin allora ci sono altre guerre che si devono concludere e non è esclusa la conquista dopo Mariupol anche di Odessa. Ciò però non significa che chiuderà definitivamente la partita dopo la conquista del Donbass, la striscia di territorio che unisce tutto il Donbass fino a Odessa e escludere l'Ucraina dal mare. Il punto allora sarà quando Putin potrà fermarsi veramente. Il presidente russo ha capito che le sanzioni fin qui portate avanti in modo particolare dall'Europa e dall'America non hanno scalfito il sistema economico russo e i flussi di dollari e euro nelle casse ucraine e le armi pesanti ai soldati e alla resistenza hanno ritardato l'avanzata russa ma di fatto non hanno impedito in qualche modo la conclusione dell'-operazio ne speciale-. Qualcosa l'intervento occidentale ha fatto, con le milizie ucraine, impedendo che le truppe russe conquistassero Kiev e si allontanassero dai sobborghi della capitale, ma non basta perché l'avanzata russa è stata poderosa, con i suoi problemi logistici e con attrezzature e armi della seconda guerra mondiale, ritardando assalti e mettendo in atto meschinità e violenze che spesso non si conciliano con la guerra come i massacri ai civili, le esplosioni sugli ospedali e i bombardamenti sulle case e palazzi condominiali. Bannon, consigliere di Trump, mette in guardia l'Europa: Putin non si fermerà fino a quando non si colpirà il gas e il petrolio russo. Se non si ha il coraggio di farlo, cosa difficile da attuare subito in Italia e Germania dipendenti in maniera rilevante dalle risorse russe, dice ancora Bannon, si continuerà a finanziare Putin e la sua guerra per la conquista non solo del Donbass ma dell'intera Ucraina. Intanto c'è una data: il 9 maggio ci sarà la grande parata a Mariupol per ricordare la vittoria russa sul nazismo. Sarà una grande ricorrenza in una città ormai completamente distrutta, un deserto di macerie e di fosse comuni dove sicuramente non saranno ricordati i tantissimi morti di civili. Putin è soddisfatto della conquista dell'acciaierie Azovstal, cioè ha ordinato al suo esercito di non lanciare più un attacco diretto. Lo ha detto al suo ministro della Difesa Sergei Shoigù nel corso di un faccia a faccia. Non solo, il Cremlino ha lanciato un altro ultimatum ai combattenti dell'acciaierie: garantire loro la vita se si arrendono. Queste sono state le parole di Putin, ma l'Ucraina assicura che le forze russe stanno continuando a bombardare lo stabilimento Azovstal. C'è la frase molto sinistra di Putin al riguardo, un comando esplicito al ministro della Difesa: chiudi la zona industriale in modo che non esca una mosca. Quindi, secondo, Putin verrà fuori una carneficina. Secondo Shoigù nello stabilimento metallurgico ci "sono ora più di 2 mila combattenti e 1.478 si sono già arresi prima", mentre prima " c'erano circa 8.100 soldati nei ranghi ucraini". Presa di posizione del presidente ucraino Zelenski alle osservazioni di Shoigù sul controllo della maggior parte della città portuale di Mariupol, che dice che le truppe ucraine rimangono in una parte di essa, quindi non c'è un controllo totale della città. Il presidente ucraino ha poi detto che le truppe russe hanno impedito, durante l'assedio, a 120 mila civili di lasciare Mariupol. Il sindaco della città Boichenko accusa la Russia che sta nascondendo le prove dei suoi crimini di guerra seppellendo i corpi dei civili uccisi durante i bombardamenti in fosse comune. Ci sono le immagini satellitari degli Usa, dice il sindaco, " i russi hanno scavato enormi trincee, larghe 30 metri, e buttano dentro le persone" (
Foto dal web/Social).



LA RUSSIA TESTA UN NUOVO MISSILE
BALISTICO INTERCONTINENTALE

MARIUPOL ALLO STREMO, IL
COMANDANTE: "AFFRONTIAMO
GLI ULTIMI GIORNI"

IL CREMLINO CONSEGNA
UN'OFFERTA DI NEGOZIAZIONE A KIEV

di Augusto Maccioni
(20-4-2022) Cinquantaseiesimo giorno di guerra in Ucraina con le tematiche identiche dal giovedi 24 febbraio, quando Putin decise l'invasione dell'Ucraina con l'-operazione speciale-, con una super potenza, la Russia, che attacca una nazione sovrana, e l'Ucraina che invece si deve difendere. Da quella data tutto è cambiato e a risentirne, oltre all'Ucraina impegnata in prima linea in guerra, sono in modo particolare l'Europa e i singoli paesi che hanno in qualche modo rapporti commerciali con la Russia. Tengono banco il gas e il petrolio che l'Europa, predominante l'Italia e la Germania, non ne può fare a meno e che invece la guerra di Putin contro l'Ucraina mette in crisi con le sanzioni più o meno compatte portate avanti dalla Nato, dagli Stati Uniti e da altri come ad esempio il Giappone. Tutto questo in 56 giorni di guerra con una sola novità che le armate russe, dapprima in diverse città tra cui la capitale Kiev e i suoi sobborghi, si sono concentrate solo sul Donbass per espugnarla. Molti fatti nel frattempo sono successi, puntualmente raccontate in questo giornale, adesso però si tratta di chiudere la partita della guerra. Da domenica è in atto la seconda tappa dell'-operazione speciale-, cioè quella decisiva che si arriverà con la conquista del Donbass. Prima però le truppe russe devono espugnare Mariupol, la città portuale che invece non si arrende nonostante ci sia stato l'ultimatum russo lanciato questo mercoledi, il secondo in una settimana. Finalmente, da sottolineare, un corridoio umanitario che in un primo momento era previsto per l'evacuazione di 6 mila civili dalla città ma che invece la cifra degli sfollati è stato di molto inferiore rispetto al previsto. Mariupol è diventata un simbolo della resistenza ucraina e a difendere la città ci sta pensando gli uomini del battaglione Azov della 36esima brigata ucraina e volontari con loro oltre mille civili, riferisce il presidente ucraino Zelenski, donne, bambini e anziani che si trovano nei rifugi sotterranei dell'acciaieria Azovstal, l'ultimo fortino prima della caduta della resistenza nel Donbass. Si combatte strada per strada e sull'immensa struttura d'acciaio continuano i bombardamenti ma si ha l'impressione che le truppe russe vogliano tardare l'assalto finale. Il capo della brigata Azov ha detto che si stanno vivendo le ultime ore prima della caduta, ma si resiste e si tengono le posizioni, anzi il consigliere capo di Zelenski, Mijaílo Podoliak, ha anzi detto che saranno loro a vincere la guerra e che i russi lasceranno, battuti, l'Ucraina. Nel mezzo dell'offensiva russa c'è una nuova proposta negoziale del Cremlino all'Ucraina: " faremo le valutazioni del caso" dice il consigliere anche se il presidente ucraino dice di non aver ricevuto nessuna offerta russa. Dall'altra sponda, però, Lavrov, il ministro degli Esteri russo dice che molto adesso dipende dalla volontà di Kiev di tenere conto delle richieste di Mosca. Nella giornata del 56esimo giorno di guerra il ministero della Difesa russo ha annunciato il successo del test del missile RS-28 Sarmat, un sistema balistico intercontinentale in grado di trasportare fino a 15 testate nucleari, lanciato da Plesetsk nel nord del Paese, raggiungendo il suo obiettivo 5 mila chilometri più a est nella regione della Kamchatka. Il Pentagono non ha considerato il test una minaccia per gli Stati Uniti e i suoi alleati anche se Putin ha assicurato che l'arma "Sarmat" è " unica e rafforzerà il potenziale militare delle nostre forze armate" (
Foto dal web/Social).



VIDEOCHIAMATA DI BIDEN CON GLI
ALLEATI : NUOVE SANZIONI A MOSCA

MARIUPOL SOTTO ATTACCO, NUOVA
OFFENSIVA RUSSA PER IMPADRONIRSI
DELLA REGIONE DEL DONBASS


di Augusto Maccioni
(19-4-2022) Sono i giorni interminabili di una guerra che si sta combattendo in Ucraina dove le truppe di Putin si stanno concentrando in modo particolare nel Donbass. Si è aperta la seconda fase, tra lunedi e martedi 19 aprile, e l'offensiva russa è arrivata al 55esimo giorno con bombardamenti, distruzione e morte senza fine. La pace rimane una parola vuota e senza significato soprattutto adesso che Putin ha accelerato la pressione sulla vasta area del Donbass per piegarla e ottenere il suo pieno controllo. La situazione militare è chiara: le truppe russe hanno intensificato gli attacchi missilistici in diversi punti come a Kharkov, nel nord-est del Paese, a Mikolaiv, a sud, sulla costa del Mar Nero, e in altre zone fino al Donbass. La priorità dell'armata d'invasione è il pieno controllo di quella vasta area a sostegno dei separatisti filorussi di Lugansk e Donetsk, da una parte, mentre con gli attacchi verso Mikolaiv si vuole poi arrivare alla conquista di Odessa, l'altro porto strategico sul Mar Nero. Sempre sul fronte del Donbass da segnalare la conquista da parte delle truppe russe della città di Creminna nell'Ucraina orientale, dopo un assalto avvenuto "da tutte le parti", dicono gli ucraini che hanno dovuto lasciare la cittadina di 18 mila abitanti. Non si sa quanti civili siano morti, ma il numero dovrebbe essere molto alto considerando che l'attacco russo è stato assai feroce. Qualcuno dice che i morti sono almeno 200 "ma ce ne sono molto di più" perché la battaglia con i soldati russi si è estesa nelle strade e diverse persone sono morte mentre cercavano di scappare in auto. Un'altra città strategica è Izyum considerata la porta verso il Donbass e quindi verso il Mar Nero.

E' completamente in mano alle truppe russe dal 1° aprile in una città dove ben l'80% degli edifici sono completamente stati distrutti. Da Izyum partono le offensive dei russi ed è un punto di concentrazione delle truppe, delle munizioni e di logistica militare come ospedali e mense. Mariupol non è ancora controllata dai soldati di Putin e tutto fa pensare che presto sarà conquistata nonostante una resistenza molto forte da parte degli ucraini. Su questa città continuano incessanti combattimenti, e bombardamenti (bomba su ospedale vicino a Mariupol in 300 sotto le macerie), e i numeri dicono che sono morti almento 22 mila persone. E sempre a Mariupol il sindaco della città assediata dice che circa 40 mila civili sono stati trasferiti con la forza in Russia o nelle regioni dell'Ucraina controllate dai russi. La caduta di Mariupol segnerebbe forse un grande risultato per la Russia ma la resistenza ucraina è ancora molto forte ed è difesa ad oltranza dalle forze armate ucraine. Putin però non può perdere l'occasione di una vittoria nel Donbass. Per accelerare la conquista ha fatto arrivare attraverso il gruppo Wagner, mercenari sul campo nell'Ucraina orientale da aree diverse come la Siria e Libia e sono questi soldati, forse 20 mila, ad essere impiegati nello sforzo finale verso la caduta del Donbass. Intanto però il presidente degli Stati Uniti Biden ha incontrato in videoconferenza i suoi principali alleati, compreso l'italiano Draghi, per coordinare gli aiuti all'Ucraina, inasprire le sanzioni e offrire materiale bellico. Poco prima il ministro degli esteri russo Lavrov aveva detto che la Russia non userà in questa guerra armi nucleari (
Foto dal web/Social).



PUTIN PREMIA I SOLDATI CHE HANNO TRUCIDATO
E STUPRATO ALMENO 300 CIVILI A BUCHA

ZELENSKY: " LE FORZE RUSSE HANNO GIA'
INIZIATO LA BATTAGLIA PER IL DONBASS"


di Augusto Maccioni
(18-4-2022) Ancora distruzione e morte in Ucraina e c'è un annuncio, nel 54esimo giorno di guerra, che mette ulteriormente i brividi nelle vene. In un discorso trasmesso in video il presidente ucraino Zelenski ha detto che la nuova offensiva nell'est del Paese è iniziata: " Ora possiamo dire che la Russia ha iniziato la battaglia per il Donbass per la quale si stava preparando da molto tempo". Ciò significa che Putin da questo momento in poi farà sul serio per conquistare il Donbass, il suo obiettivo per arrivare alla vittoria e poter gettare le carte da vincitore in una ulteriore fase che potrebbe portare alla pace. Il problema a questo punto è cosa hanno fatto in quasi due mesi le sue truppe di invasione sull'Ucraina. Se hanno tenuto le posizioni, hanno provato a mettere sotto pressione l'esercito ucraino e hanno bombardato insistentemente la capitale Kiev per poi spostarsi sul Donbass, Putin c'è riuscito ampiamente ma non si capisce il troppo tempo per occupare il Donbass, parte orientale dell'Ucraina. Sono scelte. Sicuramente una scelta maturata tardivamente quando il presidente russo si è accorto che non poteva prendersi l'intera Ucraina e non poteva sostituire il presidente ucraino con una persona vicino a lui. Da questo punto di vista è risultato sconfitto ma ha tenuto duro e si è rivolto al Donbass, obiettivo più facile da raggiungere per chiudere la sua "operazione speciale" e sedersi al tavolo delle trattative da "vincitore". Secondo, quindi, Zelenski "l'offensiva nell'est del Paese è iniziata". Almeno quattro province sono state attaccate. Quattro persone sono state uccise a Lugansk mentre fuggivano a bordo di una macchina, a Kharkov 9 persone sono morte e a Donetsk sono stati lanciati missili contro le popolazioni di Marinka, Kramators e Vugledar. Capitolo a parte la sorte di Mariupol sempre bombardata e sempre sotto pressione. Per il 90% è una città che non esiste più, ha detto il ministro degli esteri ucraino Kuleba, nonostante ciò c'è ancora una resistenza che non intende arrendersi e continua a combattere dopo aver rinunciato con forza all'ultimatum dei russi di domenica scorsa. Nell'acciaieria Azovstal, a Mariupol, gli ultimi combattenti del reggimento Azov tengono a distanza le truppe russe che si stanno concentrando ulteriormente nella zona con artiglieria pesante e elicotteri da combattimento. E nell'acciaieria si trovano nascosti in rifugi almeno mille civili e questa nuova realtà non dissuaderà le forze russe di continuare a bombardare la fabbrica. Mosca fa sapere che è stato completato il raggruppamento delle truppe nell'est dell'Ucraina, quindi pronti per l'attacco finale. Queste nuove truppe aggiuntive daranno, dicono le fonti russe, apporto decisivo per l'offensiva e per stabilire il controllo pieno dei territori di Donetsk e Lugansk. Tutto, insomma, fa pensare alla nuova fase che dovrebbe concludersi con la conquista del Donbass. Tempo anche di onorificenze in Russia. Il presidente Putin ha premiato le truppe sospettate di aver partecipato all'occupazione delle regioni a nord di Kiev, quando, secondo la Procura ucraina e diverse organizzazioni internazionali, le forze russe hanno trucidato e stuprato almeno 300 civili a Bucha. Quindi i fucilieri della 64a Brigata, per i fatti raccapriccianti di cui sono stati protagonisti, sono stati premiati da Putin
"per l'eroismo, il coraggio e la forza dimostrati nelle operazioni di combattimento per il tutela della Patria e degli interessi dello Stato nei conflitti armati” (
Foto dal web/Social).


KIEV: COMPLETATO QUESTIONARIO
PER ADESIONE ALL'UE

L'UCRAINA RIFIUTA DI CONSEGNARE
MARIUPOL "COMBATTERANNO FINO ALLA FINE"


di Augusto Maccioni
(17-4-2022) Ancora bombardamenti nel 53esimo giorno di guerra in Ucraina. All'ultimatum, l'ennesimo dei vertici militari russi, gli ultimi combattenti ucraini di Mariupol hanno risposto combattendo. Non ne vogliono sentire, vogliono "combattere fino alla fine". In un momento così gioioso nel mondo per la santa Pasqua i soldati ucraini non vogliono cedere territorio prezioso all'avanzata russa che comunque insiste con prepotenza e con artiglieria pesante a conquistare la vasta area. Anche questa volta la minaccia di Mosca non ha avuto il seguito sperato da Putin e l'Ucraina va avanti mentre si registra un duro colpo per il suo esercito: è morto Volodymyr Baranyuk, comandante della 36° Brigata dei marines ucraine. E' stato trovato dai soldati filorssi nelle zone conquistate. Il ministero della Difesa aveva ordinato, alla vigilia di Pasqua, ai soldati ucraini di Mariupol di deporre le armi con la promessa di salvare le loro vite, ma nessuno si è arreso, e si continua a combattere e agli ultimi combattenti, circondati nello stabilimento di Azovstal, si sono uniti oltre 400 mercenari stranieri inclusi europei e canadesi. "La situazione è molto difficile", dice il presidente ucraino Zelensky, nonostante la città viva un dramma senza fine ed è in atto una grave crisi umanitaria. A mantenere le posizioni non si sa quanti combattenti ucraini rimangano a Mariupol, la cui posizione nel sud-est del Paese è molto ambita e renderebbe, la sua conquista, il più grande risultato di Putin nella sua "operazione speciale" che finora non ha avuto risultati significativi. Con la presa di Mariupol, le forze russe collegherebbero la Crimea, conquistata nel 2014 dopo un referendum illegale, con la striscia controllata dai russi nelle province orientali separatiste. Attenzione, però, perché il presidente ucraino ha avvertoto Mosca che distruggere o eliminare "gli ultimi militari resistenti a Mariupol avrebbe posto fine a qualsiasi negoziato di pace". Nella regione di Kiev il bilancio dei civili uccisi si aggrava e sono stati ritrovati oltre mille corpi e almeno 200 sono i dispersi "ci sono anche bambini". Intanto Kharkiv è stata bombardata 23 volte nelle ultime 24 ore con un bilancio spaventoso: 31 persone ferite, di cui 4 bambini, e 3 civili morti. Ancora una volta, nonostante le promesse dei russi, sono stati sospesi i corridoi umanitari e quindi i feriti, le persone malate, donne e bambini continuano ad essere intrappolate e condannate a una lenta agonia. Intanto il governo ucraino ha completato il questionario per ottenere lo status dell'Ucraina di Paese candidato all'adesione all'Ue. Si spera che a giugno si terrà una riunione del Consiglio europeo per ottenere lo status di candidato poi la procedura sarà accelerata (
Foto dal web/Social).

PUTIN ATTACCA NUOVAMENTE KIEV DOPO
L'AFFONDAMENTO DELLA SUA NAVE AMMIRAGLIA

ULTIMATUM DI MOSCA ALLA RESISTENZA
DI MARIUPOL: "ARRENDETEVI
E AVRETE SALVA LA VITA"


di Augusto Maccioni
(16-4-2022) La guerra in Ucraina è al 52esimo giorno e le forze russe stanno intensificato l'offensiva contro Mariupol, ormai assediata e bombardata da settimana e la cui caduta sembra imminente. Però la resistenza ucraina è ancora viva e si cerca di ostacolare le truppe di Putin che ormai sono ad un passo dalla sua conquista . Però gli ucraini non si arrendono facilmente e combattono fino alla fine. La strategia militare russa è cambiata da quando le forze ucraine hanno abbattuto a Odessa l'ammiraglia russa Moskva e l'efficacia e la ferocia delle operazioni militari si stanno concentrando sul Donbass. A Mariupol "la situazione è molto grave e difficile" ha detto il presidente Zelenski, c'è una città spettrale e tutto è in agonia. "I ragazzi si stanno difendendo" dice ancora il presidente ucraino, ma le difficoltà sono molte e le persone che combattono stanno diminuendo e le armi stanno scarseggiando. Da tempo c'è una crisi umanitaria, "apocalittica" dice la Croce Rossa: non c'è cibo, acqua, medicine. Le persone vivono sottoterra, nei bunker e non ne possono più, però mordono il tempo e sperano che qualcosa cambi per il bene dell'Ucraina e del suo popolo. L'Onu dice che più di 100 mila civili a Mariupol "stanno morendo di fame" e sempre l'Onu conferma che le forze russe che controllano l'accesso alla città non fanno passare gli aiuti umanitari e spesso sparano sui convogli e sui civili. Più volte Mosca ha chiesto la resa, mandando segnali di ultimatum ma non ha mostrato segni di tregua e di possibilità di corridoi umanitari. Impedendo l'evacuazione le truppe russe impediscono l'uscita di feriti, malati, donne e bambini. E' un dramma nel dramma. L'affondamento della nave Moskva ha incattivito ulteriormente le truppe russe e Putin ha chiesto di ampliare la portata dei suoi attacchi con la conseguenza che i bombardamenti sono tornati nella capitale Kiev distruggendo una fabbrica di veicoli blindati e alla periferia della capitale, nel distretto di Darnitskii, i missili russi hanno fatto tabula rasa in un attacco mattutino uccidendo diverse persone e alcuni feriti. Si ha l'impressione che le esplosioni siano tornate a Kiev, dopo che erano scomparse dalla zona 15 giorni fa. I militari russi sono intervenuti anche su Leopoli, nella parte occidentale del Paese, e quattro missili da crociera russi sono stati intercettati dall'aviazione ucraina. L'offensiva continua a Kharkiv e a Mikolaiv dove è stata bombardata un'officina militare. La 52esima giornata di guerra si conclude con un altro ultimatum russo ai difensori di Mariupol. Le forze russe chiedono ai 1.500 difensori della città, intrappolati nell'acciaieria Azovstal, di deporre le armi alle 6 del mattino di Mosca (alle 5 in Italia) e avere salva la vita. Gli ultimi difensori di Mariupol, secondo i russi, sono ormai senza cibo, acqua e sono in una situazione disperata. Arrendersi e salvarsi o combattere a costo della vita (
Foto dal web/Social).



PAPA FRANCESCO INVOCA "PROGETTI DI PACE":
"DOVE C'E' ODIO FIORISCA LA CONCORDIA"

GLI USA: IL MOSKVA AFFONDATO DAGLI UCRAINI
(IN FONDO AL MARE MISSILI CRUISE)

KIEV: TROVATI 900 CORPI DI CIVILI INTORNO ALLA CAPITALE "SEMPLICEMENTE GIUSTIZIATI"

di Augusto Maccioni
(15-4-2022) Il cinquantunesimo giorno di guerra in Ucraina si apre con la conferma, anche da parte russa, dell'affondamento dell'incrociatore missilistico Moskva (
foto dal web/Social), l'ammiraglia della flotta del Mar Nero, affondata giovedi ma resa pubblica venerdi. Secondo il ministero della Difesa russo le prime notizie erano che l'affondamento è avvenuto "durante il traino in un mare in tempesta" dopo un'esplosione a bordo mercoledi notte. Versione diversa dell'Ucraina che invece dice che la nave è stata colpita da due missili nel corso di un attacco delle sue truppe. Adesso la conferma dell'affondamento sia da parte dei russi ma anche del Pentagono. Il comandante dell'incrociatore sarebbe morto durante l'esplosione e con lui anche molte altre persone. Del resto il Cremlino non ha fornito dettagli sulle 510 membri dell'equipaggio anche se una nave turca alle 2 del mattino di giovedi 14 aprile è riuscita a salvare 54 marinai. Un'ora dopo Turchia e Romania hanno detto che la nave era "completamente affondata". Il Moskva è considerato l'orgoglio della Marina russa e il suo affondamento segna la terza grave battuta d'arresto della flotta nel Mar Nero in soli due mesi. Il suo affondamento, quindi, è l'evento militare di grande rilievo per gli ucraini (in fondo al mare, dice il New York Times, adesso si trovano missili cruise) e una grande battuta d'arresto, invece, per Putin che deve arretrare la flotta nel Mar Nero facendo respirare la città a mare Odessa che forse non avrà uno sbarco, che era preventivato quando c'era l'ammiraglia, sulle coste ucraine. Un'altra brutta notizia per il presidente russo il 24 marzo è stata la distruzione nel porto di Berdiansk della nave da trasporto anfibia Saratov e altro colpo ai primi di marzo quando è stato ucciso, durante un'azione bellica, il vice comandante della flotta Andrei Palii ad opera di un cecchino. Fatti drammatici per Putin che vuole concludere in fretta con una vittoria la guerra nel Donbass. La risposta del presidente russo all'affondamento dell'incrociatore Moskva non si è fatta attendere e subito dopo l'abbattimento del gioiello della Marina russa nel Mar Nero ha fatto distruggere una fabbrica di missili Neptun, situata a soli 30 chilometri dall'aeroporto di Kiev, non solo perché si sono verificati esplosioni a sud-ovest della capitale. Il ministero della Difesa russo ha annunciato che aumenterà le incursioni missilistici nelle località di Kiev come risposta agli attacchi degli ucraini sul territorio russo. Non solo Bucha, perché le autorità ucraine stanno continuando a scoprire altri corpi intorno alla capitale kiev. Dopo qualche settimana dalla partenza delle truppe russe si sono trovati "i corpi di 900 civili quasi tutti uccisi a colpi di arma da fuoco" e indica che sono state, secondo la versione della polizia locale, "semplicemente giustiziate". Sempre secondo la polizia regionale di Kiev i corpi sono stati abbandonati nelle strade e il 95% è deceduto per ferite da arma da fuoco. A conclusione della Via Crucis di venerdi santo al Colosseo, Papa Francesco ha invocato "progetti di pace" chiedendo a Dio di portare "gli avversari a stringersi la mano perché gustino il perdono reciproco" poi "disarma la mano alzata del fratello contro il fratello perché dove c'è odio fiorisca concordia".


LA RUSSIA AFFERMA CHE L'AMMIRAGLIA
DA GUERRA MOSKVA E' AFFONDATA DOPO
L'ATTACCO MISSILISTICO UCRAINO

MOSCA AVVERTE LA NATO CHE
AUMENTERA' LE SUE FORZE

NEL BALTICO SE SVEZIA E
FINLANDIA SI UNIRANNO
NELL'ALLEANZA


di Augusto Maccioni
(14-4-2022) Nessuna tregua e si va avanti ad oltranza nella guerra in Ucraina. Sono trascorsi 50 giorni dall'-operazione speciale- disposto da Putin, un'invasione in piena regola, secondo i primi piani del presidente russo, che ha avuto alterne vicende con varie strategie e con l'ultima, che pare sia conclusiva, che punta dritto alla conquista del Donbass. L'ultima notizia della giornata riguarda l'incrociatore missilistico russo Moskva, l'ammiraglia della flotta navale militare russa, in fiamme dalla notte di mercoledi 13 aprile e che Kiev ha rivendicato di aver colpito dopo un attacco missilistico, "ha perso stabilità ed è affondato mentre veniva rimorchiato durante una tempesta". Mentre il giorno prima Mosca negava l'accaduto, 24 ore dopo il ministero della Difesa russa ha dovuto confermare l'affondamento minimizzando la dinamica dell'esplosione. Si va avanti, comunque, con questa guerra con tanti morti, molti dei quali civili, distruzione di ospedali, teatri-rifugio, scuole insomma città spettrali e tanti morti nelle strade, nelle fosse comuni. Quando finirà questa guerra? Bella domanda. Però più nessuno parla di pace, di trattative e lo stesso Papa Francesco ha chiesto più volte di fermare le armi, di arrivare alla pace. Ci vorrebbe un negoziatore credibile, al di sopra delle parti e riconosciuto da entrambi, che possa iniziare un percorso giusto per mettere d'accordo sia la Russia che l'Ucraina. Però nessuno è in grado di assolvere a questo compito. Potrebbe farlo lo stesso Papa Francesco ma c'è il grosso problema del Patriarca Kirill di Mosca fan di Putin che potrebbe essere un ostacolo per ristabilire ordine e pace tra i due contendenti. Si arriverà comunque a fermare la guerra, c'è la data del 9 maggio, giorno della vittoria russa sull'esercito di Hitler, ma fino a questa data l'Ucraina sarà già ridotta in cenere e con una popolazione decimata e stremata. La guerra continua soprattutto sulla presa del Donbass. Le forze russe da mercoledi hanno intensificato la loro offensiva a Mariupol, nel sud-est dell'Ucraina, dove oltre 22 mila persone sono già morte secondo Kiev. Conquistare Mariupol ha un grande significato per Mosca in quanto consolida la posizione sulla costa lungo il Mar d'Azov collegando la regione alla Crimea che fa parte della Russia dal 2014. Secondo i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati più di 4,7 milioni di cittadini sono fuggiti dall'Ucraina dall'inizio dell'offensiva del 24 febbraio. Intanto si parla già del dopo Ucraina e c'è già un avvertimento della Russia ad alcuni Paesi europei. Nello specifico l'ex presidente russo e attuale vicepresiente del Consiglio di sicurezza russo Medvedev ha detto che se la Nato dispiegherà armi nucleari in Svezia e Finlandia dopo essere state ammesse all'Alleanza, la Russia aumenterà le sue forze terrestri, navali e aeree nel Baltico (
Foto dal web/Social).

INCROCIATORE RUSSO COLPITO
DA MISSILI UCRAINI NEPTUNE

BIDEN ACCUSA PUTIN DI AVER
COMMESSO UN GENOCIDIO

DAGLI USA ELICOTTERI E ARTIGLIERIA
PER 800 MILIONI DI DOLLARI


di Augusto Maccioni
(13-4-2022) Quarantanovesimo giorno di guerra. Putin qualche giorno fa in conferenza stampa ha chiuso di fatto ogni trattativa di pace, quindi guerra ad oltranza dell'armata russa alla conquista dell'Ucraina. Per meglio dire, visto che la strategia del presidente russo ha fallito il disegno iniziale di ottenere in pochi giorni una vittoria sull'intero paese, l'attenzione è stata rivolta solo al Donbass a una parte cioè dell'Ucraina che è molto utile per Putin perché ridisegna i confini russi e perché gli consente, strategicamente e politicamente, di unire una bella striscia di territorio fino alla Crimea controllando di fatto il porto, quello di Mariupol, snodo principale del mare di Azov e cuore stesso del Donbass, seconda città più importante nella regione di Donetsk. La situazione è tremendamente tragica. Le truppe russe stanno assediando la città appunto di Mariupol sul Mar d'Azov da settimane e il controllo delle forze ucraine si sta riducendo di giorno in giorno e sono attualmente concentrate in poche aree centrali e in modo particolare nell'acciaieria Azovstal vicino al porto. Ci sarebbe una battaglia incessante, quasi un corpo a corpo e le notizie sono poche anche se dai social i marines ucraini raccontano che i russi stanno avanzando in maniera decisa e si ha l'impressione che è l'ultima battaglia prima della conquista della città e di tutto il Donbass. A difendere la città c'è la brigata di marines ucraini che tiene testa all'agguerrita armata russa che ha chiuso, come una sacca, ogni via di accesso, una condizione che mette in difficoltà la resistenza ucraina che non viene alimentata da armi e altri mezzi militari provenienti dall'esterno. Diversi messaggi sui social raccontano che i marines ucraini stanno finendo le munizioni, che vengono respinti, che "stanno cercando di distruggerci". Ci sarebbero molti morti tra gli ucraini e una "montagna di feriti" e quelli " a cui non erano stati strappati gli arti" continuano a combattere. Quasi sicuramente non si saprà mai il numero dei morti e non si vedranno mai, come a Bucha, i cadaveri dei soldati e dei civili nelle strade e sotto le macerie di case e palazzi distrutti a Mariupol perché i corpi vengono cremati in un crematorio mobile per cancellare gli orrori della guerra. Mariupol è assediata da circa 40 giorni e si trova in una situazione drammatica sotto i bombardamenti che sono più intensi da qualche settimana a questa parte. I russi dicono che controllano la parte nord orientale e occidentale della città e il porto ma il vicesindaco dice che il battaglione Azov difende con molto coraggio ogni posizione e ha sotto controllo una buona parte della città e le zone industriali. Prima dell'assedio oltre 100 mila persone hanno lasciato la città e adesso quasi 130 mila restano intrappolate in città in una situazione "apocalittica" come dice la Croce Rossa. Intanto però in una delle più violente battaglie della guerra il ministero della Difesa russo ha detto che 1.026 soldati della 36a brigata della marina ucraina, con 162 ufficiali, si sono arresi vicino all'acciaieria Ilyich della città. Il governo ucraino ha ribadito di non avere notizie al riguardo. Il presidente Zelenskiy ha incontrato il presidente polacco, Andrzej Duda, l'estone Alar Karis, il lituano Gitanas Nauseda e il lettone Egils Levits nella città polacca di Rzeszów, vicino al confine con l'Ucraina e con loro hanno fatto il quadro della situazione alla luce del fatto che i leader di quattro Stati membri della Nato temono di dover affrontare attacco russi in caso di caduta dell'Ucraina. Molto preoccupato il lituano Nauseda che ha detto che era “difficile credere che tali atrocità di guerra potessero essere perpetrate nell'Europa del 21° secolo , ma questa è la realtà. Questa è una guerra che dobbiamo vincere". Continua la guerra parallela di Biden che ha accusato Putin di aver commesso un genocidio in Ucraina, una dichiarazione " a titolo personale" ma che ha sempre una sfumatura politica o istituzionale di peso perché affermato da un presidente Usa. Parole che ancora una volta hanno scatenato molta tensione tra le democrazie occidentali e la stessa Russia in merito all'invasione contro l'Ucraina. Zelensky con un tweet in lingua inglese ha definito le osservazioni di Biden "parole vere di un vero leader". Non si è fatta attendere la risposta del Cremlino che ha definito "inaccetabili" le parole del presidente Usa:"Siamo totalmente in disaccordo con le affermazioni e consideriamo inaccettabili i tentativi di stravolgere la situazione". Alle parole Biden ha fatto seguire i fatti e ha aumentato ulteriormente il sostegno all'Ucraina inviando armi dagli arsenali delle forze armate del valore di 800 milioni di dollari tra cui elecotteri con capacità di trasportare fino a 30 soldati e di utilizzare missili anticarro. Colpo grosso degli ucraini a Odessa: l'incrociatore missilistico della flotta russa nel Mar Nero è stato colpito dalle forze ucraine con razzi Neptunaine, la conferma dal governatore della città colonnello Marchenko sul canale Telegram (
Foto dal web/Social).

IL SINDACO DI MARIUPOL:" HANNO
UCCISO 22 MILA CIVILI"

PUTIN GIUSTIFICA LA GUERRA E
RESPINGE LE RESPONSABILITA'

" IL MASSACRO DI BUCHA?
E' UNA FAKE NEWS"

di Augusto Maccioni
(12-4-2022) Sono trascorsi 48 giorni da quando le truppe di Putin hanno invaso l'Ucraina e i combattimenti continuano, anzi si sono intensificati ancora di più nell'est del Paese. L'obiettivo è la conquista del Donbass ed è questa la strategia che va avanti da qualche settimana e confermata dallo stesso Putin che dell'-operazione speciale- ha parlato nel corso di un incontro col presidente bielorusso Lukashenko durante una visita al cosmodromo di Vostochni, vicino al confine cinese. L'occasione ha permesso al presidente russo di fare il punto sulla guerra dicendo, grosso modo, cose che si sapevano perché i fatti lo stanno dimostrando in assenza anche di trattative serie per arrivare alla pace. Putin ha difeso, martedi 12 aprile, la guerra contro l'Ucraina come se fosse una guerra santa e ha sottolineato l'obiettivo di "aiutare il popolo del Donbass" proprio in quella zona dove attualmente si stanno concentrando gli sforzi delle armate russe. Ha detto ancora di più: le operazioni di guerra non si fermeranno a est in un'azione che ha obiettivi "chiarissimi e nobili" fino alla conquista del Donbass. Come si ricorderà Putin ha ordinato il 24 febbraio alle sue truppe di attaccare l'Ucraina su tre fronti che includevano anche Kiev da nord e Kharkov da nord-est con l'obiettivo di aiutare i pro-separatisti russi nell'Ucraina orientale. Abbandonata la strategia sulla presa di Kiev e quella di sostituire il governo a guida Zelensky, Putin ha pensato bene a trovarsi una vittoria facile andando nel Donbass e dove le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk hanno chiesto l'aiuto dei russi per "ristabilire l'ordine". Per Putin conquistare quella regione significava una vittoria straordinaria, una supremazia pensata da tempo ma anche, dal punto di vista strategico e politico, unire il Donbass con la Crimea. C'è poi la città a mare Mariupol da tempo sotto assedio delle truppe russe, dove a fatica, e a volte in maniera quasi inesistente, si sono utilizzati i corridoi umanitari e d ove, dicono le autorità, sono morte tra le 20 mila e le 22 mila persone, una cifra che sicuramente deve essere rivista al rialzo, e il sindaco Boichenko dice che "le strade sono tappezzate di cadaveri". Una situazione sprofondata in una catastrofe umana con vicende ancora da chiarire sui drammi del teatro-rifugio dei civili bombardato e dove "la gente sta uscendo viva dalle macerie" nonostante nel cortile del teatro fosse stata dipinta la scritta "bambini" in russo. Per non parlare, sempre a Mariupol, del bombardamento dell'ospedale, altri 4 morti civili, tra cui un bambino e una donna incinta. Le autorità russe, naturalmente, negano l'evidenza e dicono che i missili non possono essere stati lanciati da loro perché la loro battaglia non è quella di colpire i civili. E' questa la linea morale del presidente russo: non toccate i civili, anche se i fatti, però, hanno dimostrato il contrario. Seguendo questa linea Putin ha insistito che la strage di Bucha, di cui tanto si è parlato, è "una falsificazione". E sempre nello stesso giorno il sindaco di Bucha Fedoruk ha rivisto il numero dei cadaveri della città, a nord-ovest di Kiev, annunciando che i morti, dopo il ritiro delle truppe russe, sono 403 dopo l'apertura di altre fosse comuni, numero destinato comunque a crescere perché quasi sicuramente a volte si trovano sepolti in case private o ancora sotto le macerie. Durante la conferenza stampa Putin ha insistito sul fatto che l'Ucraina è controllata dagli estremisti ed è una minaccia per la Russia e l'aiuto verso le popolazioni è la misura giusta per garantire sicurezza al Paese. Le sanzioni? Non ci fanno paura, ha detto Putin "non ci isoleremo ed è impossibile separare qualcuno nel mondo moderno, e un paese come la Russia è impossibile". Intanto per l'ultima spallata a Mariupol gli ucraini hanno detto che i russi stanno usando "una sostanza velenosa di origine sconosciuta" anche se un attacco con armi chimiche non è facile da trovare. In un rapporto, però, alcune vittime sono affette da "insufficienza respiratoria", vertigini, vomiti e perdita di equilibrio. Il presidente Zelenskiy dice che la situazione deve essere presa "il più seriamente possibile", mentre il battaglione Azov, la milizia di estrema destra che guida la resistenza, è certa che i droni russi hanno utilizzato sostanze tossiche durante l'assalto al Donbass (
Foto dal web/Social).


IL SINDACO DI MARIUPOL: OLTRE 10 MILA MORTI
NELL'ASSEDIO, "LE STRADE SONO TAPPEZZATE DI CADAVERI"

L'ESERCITO UCRAINO: PRONTI
ALLA BATTAGLIA FINALE"


di Augusto Maccioni
(11-4-2022) 47esimo giorno di guerra e, forse, saranno le battute finali di questa "operazione speciale" che Putin ha portato avanti con durezza e con molta decisione contro l'Ucraina. Almeno così fanno intendere i vertici militari russi che stanno intensificando i bombardamenti soprattutto nella regione Donbass per piegarla e renderla a tutti gli effetti russa. E' questione di giorni o forse di ore per l'offensiva finale mentre il presidente Zelensky definisce "cruciale" questa settimana per le sorti della guerra che interesserà solo una parte, quella orientale, dell'Ucraina ma non si può dire che Putin possa riconsiderare la conquista di Kiev una volta risolta la questione Donbass. Da questo punto di vista ne è certo il ceceno Kadyrov che non ha affatto tramontato l'idea di rivolgersi alla capitale e alle altre città ucraine. Di pace naturalmente non se ne parla e neanche di tregua, quella invocata da Papa Francesco per la Pasqua, perché le posizioni dei due Paesi non sono affatto convergenti e Putin ha solo il pensiero fisso di chiudere la guerra con una vittoria per poi sedersi al tavolo delle trattative in posizione privilegiata. E a questo punto non serve vincere su tutta l'Ucraina, l'importante è una vittoria anche sul "modesto" territorio del Donbass. L'ultimo tentativo di portare il presidente russo al tavolo della pace l'ha avuto il cancelliere austriaco Karl Nehammer che si è recato al Cremlino, un incontro che ha suscitato critiche sia nel suo Paese ma anche nel blocco Ue, per confrontarsi con Putin sulle sue decisioni in merito ai tanti problemi connessi con l'Ucraina. Purtroppo la sua sintonia col presidente russo, di vecchia data e per il fatto che Nehammer è stato uno dei principali fautori dell'acquisto di gas russo all'interno dell'Ue, non ha prodotto l'effetto sperato e a quanto pare non c'è stato un minimo avanzamento verso la pace. L'incontro è durato 90 minuti senza assistenti o traduttori perché Putin parla tedesco. Il cancelliere austriaco ha criticato i crimini di guerra e ha chiesto a Putin di porre fine alla guerra e di rispettare i corridoi umanitari. Putin ha chiuso ogni apertura e ogni ragione di pace, almeno per il momento, e ha solo il chiodo fisso di conquistare il Donbass, poi si vedrà. L'offensiva russa si sta concentrando quindi nell'est e nel sud dell'Ucraina e nelle ultime 24 ore ha distrutto l'aeroporto di Dnipro, nell'Ucraina centrale, altra infrastruttura chiave per avere libero accesso e creare quella sacca militare, con bombardamenti a Severodonetsk, a Lugansk, e a Donetsk,che poi consentirà alle truppe di prendere successivamente tutto il Donbass. I bombardamenti si susseguono anche a Mariupol, nel sud-est dell'Ucraina, e il sindaco Boichenko dice che almeno 10 mila civili sono morti nella città dopo più di sei settimane di assedio da parte delle truppe di Putin e dice anche che "le strade sono tappezzate di cadaveri" peggio quindi di Bucha. La resistenza ucraina è ancora forte anche se la città è allo stremo e manca tutto, dall'acqua, al cibo e alle medicine. Borrel, l'alto rappresentante dell'Ue, ha annunciato che l'Unione europea continuerà a fornire materiale militare all'Ucraina al fine di resistere all'offensiva russa nella parte orientale del Paese. Intanto però le milizie separatiste filorusse annunciano la conquista del porto di Mariupol, gli ucraini smentiscono, e questo ha una valenza importante anche se la zona dell'acciaieria Azovstal è ancora nelle mani delle milizie ucraine. E sempre nella zona le forze russe, denuncia la commissaria ucraina per i diritti umani Lyudmila Denisova, hanno deportato con la forza in Russia 33 mila abitanti di Mariupol ed è in corso "una brutale retata di civili". Secondo l'Unicef sono oltre 7,1 milioni le persone sfollate a causa della guerra in Ucraina e circa la metà sono bambini e bambine e in quasi due mesi dall'inizio dell'invasione "la situazione dei minori è sempre più grave" (
Foto dal web/Social).



SALITO A 57 IL BILANCIO DEI MORTI
ALLA STAZIONE DI KRAMATORSK

MARGELETTI: IL MISSILE DELLA STRAGE
E' STATO LANCIATO DAI RUSSI

IL PATRIARCA RUSSO KIRILL INVITA A
COMBATTERE "CONTRO I NEMICI DELLA RUSSIA"

di Augusto Maccioni
46esimo giorno di guerra in Ucraina. Le ultime notizie confermano che le forze russe stanno tentando di sfondare le difese ucraine a Isum, a poca distanza di Kharkiv nell'Ucraina orientale, e continuano a bombardare Mariupol al fine di stabilire il pieno controllo della città. Sono i giorni decisi per la spallata finale non per prendersi l'intera Ucraina ma il Donbass, una regione che Putin ritiene di grande importanza strategica, e Mariupol e unire tutta la zona alla Crimea già russa. Nel progetto di Putin c'è anche Odessa dove i soldati russi continuano a lanciare missili che distruggono le città e sterminano i civili. Sabato 9 aprile il Cremlino ha avanzato il messaggio che la guerra potrebbe finire "in un prevedibile futuro" e già si parla di un ipotetico 9 maggio ma tutto, comunque, fa prevedere che da qui a quella data esploderà l'inferno nel Donbass per conquistarla. Tutte le truppe e le armi che erano posizionate in diverse città ucraine stanno convergendo verso le regioni di Donetsk e Lugansk e ci sono immagini satellitali che hanno identificato un convoglio di circa 12 chilometri di lunghezza di veicoli militari, carmion di artiglieria rimorchiati e attrezzature di supporto. Per chiudere la partita il presidente russo ha nomin ato un nuovo generale per coordinare la guerra in questa fase finale. Si chiama Alexandr Dvornikov, detto anche il "macellaio" perché nella guerra in Siria ha raso al suolo intere città e ha massacrato senza pietà anziani, donne e bambini. A lui Putin si è rivolto per ristabilire la supremazia russa sul campo di battaglia ciò che evidentemente non è riuscito a diversi generali che Putin ultimamente ha richiamato in patria, e per dare un'azione forte, terroristica e agghiacciante, con atti ancora più atroci e brutali rispetto a quelli che sono emersi recentemente dalla cronaca, a tutta l'operazione militare. L'offensiva russa è chiara: c'è una manovra di accerchiamento dalla regione di Kharkov a nord, dalla città portuale di Mariupol a sud e dalla regione di Lugansk a est del Donbass. In pratica, dicono i vertici ucraini, le truppe russe stanno cercando di portare a termine il piano per circondare le nostre forze da tutti i lati. La resistenza ucraina è vigile ed è pronta a non farsi sopraffare: conoscono il territorio e si stanno riorganizzando e, grazie alle informazioni satellitali dell'Occidente e alle armi arrivate soprattutto dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, non si danno per vinti. E' una sfida e la vogliono percorrerla fino alla fine per il bene, la libertà e la democrazia del loro Paese e dei loro abitanti. Sono ancora presenti le immagini di distruzione e di orrore dell'attacco di venerdi alla stazione ferroviaria di Kramatorsk. Secondo il governatore della regione di Donetsk, Kirilenko, il bilancio delle vittime è balzato a 57 persone. L'attacco, come è noto, è avvenuto alla stazione quando migliaia di civili ucraini, si parla di 4 mila tra donne, bambini e anziani, attendevano l'arrivo del treno delle ore 13 per essere evacuati dalla zona dove l'offensiva russa si stava intensificando. I morti potrebbero essere di più mentre ci sarebbero oltre 110 persone ferite nell'attacco. C'è una disputa sul missile caduto sulla stazione (da dove è partito?) e secondo Andrea Margeletti, l'esperto geopolitico intervistato nel programma Zona Bianca su Rete4 di domenica 10 aprile, il missile Tochka U, in dotazione sia agli ucraini che ai russi che dicono di averlo messo fuori servizio dal 2020, è partito da Iskra in territorio controllato dalle truppe russe. Quindi non ci sono dubbi perché la partenza del missile, in territorio controllato dalle truppe di Putin, è stato tracciato dalla rete satellitale della Nato che ha chiuso definitivamente, dice Margeletti, ogni polemica e dubbio. Altre atrocità a Buzova, vicino a Kiev. Anche in questa cittadina si sono trovati decine di corpi sulla strada ed è stato colpito l'ospedale così pure la scuola dove c'erano 150 ragazzi che per fortuna si sono salvati perché hanno fatto in tempo di andare nel rifugio sottostante. Intanto il patriarca russo Kirill, molto legato a Putin, chiama tutti alle armi per unirsi e combattere i "nemici interni ed esterni di Mosca". E c'è anche un attacco missilistico russo all'aeroporto di Dnipro, spazzato via dai missili che "continuano ad arrivare" dice il governatore della regione di Dnipropetrovsk. Intanto si fa probabile un incontro Putin- Zelensky, però "dopo la battaglia nel Donbass" (
Foto dal web/Social).



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