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AL VOSTRO SERVIZIO 2016 di Augusto Maccioni

ADESSO LA SARDEGNA HA UN ALTRO OBIETTIVO: ESSERE LA PIU' GRANDE ISOLA COVID FREE D'EUROPA
OTTIMISMO PER LA ZONA BIANCA CON
MENO RESTRIZIONI: COPRIFUOCO ALLE 23,30, RISTORANTI ALLE 23, BAR ALLE 21


di Augusto Maccioni
(1-3-2021) Dopo la zona bianca la Sardegna ha un altro obiettivo: essere la prima in Europa immune al virus. E' un traguardo non facile, non è improponibile ed è sicuramente una faccenda che si può risolvere con le precauzioni, le regole e le responsabilità. Da parte di tutti. La decisione del governo centrale rafforza la convinzione che l'isola viaggi verso il covid free, grazie agli interventi mirati da parte delle strutture sanitarie, alla competenza dei medici ma anche alla bravura dei suoi abitanti che si sono impegnati parecchio, nonostante le dure restrizioni, per non contrarre il coronavirus. Adesso che la Sardegna è in zona bianca, siamo più felici. Lo si capisce dal primo giorno con un cambio radicale su tutto e la Coldiretti parla di una "vera svolta" per il fatturato di ristoranti, pizzerie ed agriturismi. Le restrizioni non ci sono più, almeno stando alle fasce storiche del rosso, arancione e giallo, c'è da adeguarsi al nuovo clima con le precauzioni e le responsabilità precise per non cadere in un'altra colorazione. Iniziamo dai vantaggi: il coprifuoco è stato spostato alle 23,30, i ristoranti aperti fino alle 23, mentre bar, pub, caffetterie e assimilabili fino alle 21. Stiamo però attenti perchè oltrepassare il confine è facile soprattutto con le giornate più calde quando è più probabile l'assembramento nelle vie dello shopping, nel lungomare e nelle piazze. Ci sono anche svantaggi, cioè siamo più responsabili e non dobbiamo approfittare della circostanza per abbattere questo privilegio che ci viene riconosciuto. La Sardegna, col nuovo provvedimento governativo, è più felice perchè meno vincolato dalle restrizioni che hanno invece le regioni che si trovano in altre colorazioni. Siamo tutti felici e tutti abbiamo vinto diverse battaglie compresa quella contro il governo centrale di qualche settimana fa quando è stata negata all'isola la zona gialla lasciandola erroneamente, stando ai dati, in arancione. Adesso è necessario continuare sulla buona strada ed è giusto appoggiare la richiesta del presidente Solinas (
foto dal web/Social) che chiede un piano speciale e straordinario di vaccinazione, in deroga al piano nazionale in rapporto alla popolzione. Data la bassa densità di popolazione, Solinas chiede al governo di fornire alla Sardegna i vaccini necessari per vaccinare tutta la popolazione in pochissimo tempo, forse 2/3 mesi. Non solo, visto che se ne parla a livello europeo, Solinas anticipa le mosse e chiede, in vista della nuova stagione turistica, controlli sanitari anti-covid, con adeguata certificazione, per chi vuole venire in Sardegna. Argomenti giusti che meritano attenzione per fare della Sardegna una regione covid free.




SARDEGNA DIVENTA "ZONA BIANCA" DA LUNEDI, E' LA PRIMA REGIONE IN ITALIA
COSA CAMBIA: RISTORANTI APERTI A CENA,
TEST O VACCINO PER ENTRARE NELL'ISOLA

di Augusto Maccioni
(27-2-2021) C'è entuasiasmo per il passaggio della Sardegna in zona bianca, una decisione ufficializzata dal ministro della Salute Speranza che, firmando l'ordinanza, ha definito anche le colorazioni delle altre regioni italiane. Da lunedi 1 marzo, come era stato preannunciato, Piemonte, Lombardia e Marche passano all'arancione, zone rosse diventano invece Basilicata e Molise. La novità in assoluto è il passaggio, sempre da lunedi 1 marzo, dell'isola che diventa la prima regione in Italia ad avere una modalità specifica del "bianco", qualcosa in più rispetto alle zone gialle. Il requisito che si è tenuto conto è dovuto al Rt da 0,68, il più basso del Paese, con 29,47 contagi per 100 mila in uno scenario con rischio basso anche se preoccupa la diffusione della variante inglese che, in tre comuni del sassarese (Bono, San Teodoro e La Maddalena), vige un lockdown dovuto all'allerta lanciata dall'Ats per un anomalo numero di contagi. La situazione in quelle zone è sotto controllo e i sindaci si augurano di arrivare presto a normalizzare il quadro epidemiologico del virus. Cosa significa essere in fascia bianca? E' il riconoscimento dell'andamento del coronavirus nell'isola con una ripartenza delle attività anche nelle ore serali, bar e ristoranti, e la riapertura di cinema, musei e teatri, passando per le palestre e i centri sportivi, e lo slittamento del coprifuoco notturno, che comunque resterà. Naturalmente non è "liberi tutti" ma, se vogliamo, una precauzione in più da adottare perchè la Sardegna possa continuare ad essere un'isola felice. Quindi l'isola ha superato, con grande slancio, anche la Valle d'Aosta che, nella scorsa settimana, aspiravva al medesimo traguardo. Questo grande risultato, ha detto il presidente della Regione Christian Solinas (
foto dal web/Social) dopo essere stato informato dal ministro Speranza, è stato ottenuto grazie all'impegno di tutti i cittadini sardi. Sarà mio impegno proteggere la Sardegna con tutti gli strumenti che possano garantire severi controlli sanitri per coloro che entreranno nel nostro territorio". Due, quindi, le questioni che Solinas pone al primo posto: l'impegno e la responsabilità dei sardi che non devono disattendere i tanti sacrifici fatti in questi mesi, l'altra è la concreta ipotesi di una certificazione anti-covid o tampone effettuato prima dell'imbarco per chi intende entrare nell'isola. Le condizioni, soprattutto per quet'ultima ipotesi, ci sono e sono maturi in vista anche dell'apertura della stagione turistica a partire già da Pasqua, ordinanza regionale che dovrebbe essere emanata subito dopo quella che Solinas emanerà sulla riapertura dopo l'ultima decisione governativa. C'è quindi molta attesa per l'ordinanza esplicativa regionale che darà indicazioni precise su come comportarsi in questa nuova modalità che prevede sempre l'utilizzo di mascherine e distanziamenti oltre a tutte le precauzioni solite.



IL CAGLIARI NON VUOLE ANDARE IN SERIE B, LA MOSSA TARDIVA DI GIULINI
IL FUTURO DEI ROSSOBLU'
E' NELLE MANI DI SEMPLICI
IL COMPITO COMPLICATO
DEL NUOVO MISTER

di Augusto Maccioni
(21-2-2021) Poteva succedere molto prima, ma le cose sono andate per le lunghe e il Cagliari non ha mai avuto la scossa desiderata e dopo 3 mesi si è ritrovato in piena zona retrocessione. Un fatto clamoroso, per la storia rossoblù, una situazione che ha dell'incredibile per una squadra che ambiva a collocarsi nelle prime 10 posizioni, più volte dichiarata dal suo presidente Giulini che, ad inizio campionato, era fiducioso e faceva progetti in grande parlando anche di Europa. Niente competizione per la Champions, niente posizione in centroclassifica ma, giornata dopo giornata, una discesa inesorabile che non si è capito e che merita chiarezza. Alla graticola Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, che ha creduto di salvare la sua squadra dalla posizione attuale riconfermando Di Francesco che continuava, invece, a dare il peggio di sé col risultato che è a tutti evidente. La classifica per il Cagliari è pessima: è in terzultima posizione a 15 punti, il Parma è a 14 e il Crotone, che deve giocare lunedi 22 febbraio contro la Juventus, è a 12. Una situazione, quindi, molto critica quando mancano ancora 15 partite. La soluzione di un cambio allenatore era inevitabile. Arriva Leonardo Semplici (
foto dal web/Social) al posto di Di Francesco, una scelta difficile non tanto per la valutazione tecnica quanto per le pretese di ogni allenatore che Giulini aveva individuato. Si facevano i nomi di Andreazzoli, di Montella ma anche di Mazzarri e Massimo Rastelli anche se Roberto Donadoni era il più gettonato e a un passo dall'accordo poi saltato perchè non era propenso a tenere parte dello staff di Di Francesco, in particolare il vice Calzona e il preparatore dei portieri Orlandoni che stanno facendo un ottimo lavoro in rossoblù. L'arrivo di Semplici è una scommessa per il futuro del Cagliari. Il suo compito è traghettare la squadra verso una zona migliore della retrocessione e portarla alla salvezza. Un compito complicato, ma non impossibile. I giocatori ci sono e si tratterà di dare una collocazione ottimale ad ognuno per ristabilire equilibri e slanci tecnico-tattici. Ci riuscirà? Da adesso in poi inizia un'altra avventura e Giulini torna ad essere ottimista soprattutto perchè rivede la luce nel lungo tunnel buio nel quale la squadra si è trovata durante la gestione Di Francesco. Per molti versi la colpa è anche sua perchè non ha capito per tempo quello che doveva fare e che altri, vedi il Genoa con l'arrivo di Ballardini quando la squadra genovese era in coma, hanno capito da subito e si sono rialzati con passo deciso. Altra colpa del presidente la conferma di Di Francesco per un altro anno quando le cose stavano ulteriormente peggiorando. Adesso si volta pagina, torna la speranza e la voglia di dare un calcio alla retrocessione. Si capirà molto dalle prossime mosse del nuovo allenatore nei prossimi incontri, impegni sicuramente decisivi e tutti importanti per un Cagliari che non vuole andare in serie B.



AL SENATO FIDUCIA A DRAGHI (262 SI'),
"L'UNITA' E' UN DOVERE NON UN'OPZIONE"

LE PRIORITA' DEL GOVERNO: BATTERE IL
VIRUS, IL LAVORO, SUPERARE LA CRISI
ECONOMICA E LO SVILUPPO SOSTENIBILE


di Augusto Maccioni
(17-2-2021) Fiducia scontata per Mario Draghi (
foto dal web/Social) - 262 VOTI A FAVORE E 40 CONTRARI (15 DEL M5S) - che ha avuto un consenso esteso e incontestabile attorno al suo nuovo governo. Si sono piegati Pd, Movimento Cinque Stelle, nonostante tensioni molto accese all'interno, ma anche Lega, Italia viva e un pò meno Forza Italia che aveva più volte chiesto a Draghi di entrare in campo. Tutto tranquillo e senza scossoni, quindi, anche se gli obiettivi e le finalità di ogni partito non potrebbero convergere con l'opinione e il programma dell'ex presidente della Bce. Nei due interventi al Senato sono chiari gli obiettivi dell'esecutivo: piano di vaccinazione, lotta alla pandemia, ripresa economica, Recovery plan, lavoro, fisco, ambiente, innovazione e contrasto ai cambiamenti climatici. Molta carne al fuoco, impossibile da attuare se non ci fosse una sorte di patto di non belligeranza tra, ad esempio, M5S e Forza Italia ma anche tra Pd e Lega. Per il momento tutto è pacifico e l'appoggio dei partiti (ma non sarà in bianco, dice Licheri dei 5S) è scontato, almeno per il momento. Si sà, comunque, che se tutto dovesse crollare il fallimento non sarà di Draghi ma dei partiti che compongono l'esecutivo che non sono stati capaci di accettare le nuove sfide e di non prendere a cuore i destini dell'Italia. L'intervento di Draghi è da vero leader, più politico che tecnico e si rivolge ai partiti richiamandoli al senso di responsabilità nazionale. Ha detto, rivolgendosi a Salvini, che "l'euro è irreversibile", e al Pd di "dare spazio alle donne" mentre ai 5S ha ribadito di appellarsi all'unità e alla responsabilità nazionale. Ha anche ringraziato il suo predecessore Giuseppe Conte. Molto ha detto Draghi sulla questione sanitaria e sul piano vaccini dicendo che intende utilizzare tutte le strutture a disposizione, pubbliche e private, mobilitando ogni risorsa come volontari ma anche protezione civile e forze sociale. Un programma ambizioso ma cantierabile con l'appoggio e la disponibilità di tutti, col solo obiettivo rivolto agli interessi dell'Italia e degli italiani. E sarà un percorso non facile ma giusto che si debba fare se si vogliono raccogliere i successi per i nostri ragazzi da qui a 20/30 anni. Una volta tanto non facciamo gli italiani ma serviamo e facciamo gli interessi del nostro Paese.
IL DISCORSO DI DRAGHI
"Nel ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l'onore dell'incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia. Ringrazio altresì il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall'Unità d'Italia": così Draghi nelle comunicazioni programmatiche al Senato.
"Prima di illustrarvi il mio programma, vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. – sono le parole di Draghi nelle comunicazioni programmatiche al Senato. – Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni".
“Priorità è combattere la pandemia”
"Nostro dovere è combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare le vite dei cittadini: una trincea dove combattiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti. E' nel commosso ricordo di chi non c'è più che cresce il nostro impegno", sono le parole di Draghi.
"Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell'immediato dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione" attraverso "la fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale", afferma Draghi. "A quella ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa nuova ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti".
“Vaccini in tutte le strutture, pubbliche e private”
"Il piano di vaccinazione. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private", dice il premier.
“Il governo nasce nel solco dell’Ue e di Alleanza atlantica”
"Questo governo nasce nel solco dell'appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all'Unione europea, e come protagonista dell'Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori", dice Draghi.
“Sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro”
"Sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro, significa condividere la prospettiva di un'Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa". Lo dice il premier Mario Draghi nel discorso programmatico in Aula al Senato.
“Rientro a scuola in sicurezza, recuperare le ore perse”
"Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà", afferma Draghi. "Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall'esperienza vissuta dall'inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza", aggiunge il presidente del Consiglio.
“Riforma fiscale è l'architrave della politica di bilancio”
"Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l'architrave della politica di bilancio", ha sottolineato il premier Mario Draghi. "Le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un'imposta", ha aggiunto. "Una riforma fiscale segna in ogni Paese passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l'architrave della politica di bilancio".

PARTE COL PIEDE GIUSTO IL
NUOVO GOVERNO DRAGHI

L'ESECUTIVO ALLA PROVA DEI
PROSSIMI PROVVEDIMENTI
20 SENATORI GRILLINI
MINACCIANO LA SFIDUCIA

di Augusto Maccioni
(13-2-2021) Tutto bene, è il giorno del governo Draghi (
foto dal web/Social). In un solo colpo giurano i ministri, con o senza portafoglio, e c'è anche la cerimonia della campanella tra il "vecchio" premier, Conte, e il "nuovo" presidente del Consiglio, Draghi. Tutto, insomma, secondo copione. Tutti contenti e felici, quindi. E' una facciata stando alle cose che gli stessi partiti, che sponsorizzano il governo, dicono all'indirizzo di uno schieramento o di un altro. E', come dire, un matrimonio forzato perchè lo ha deciso il presidente della Repubblica Mattarella dopo il fallimento del precedente governo guidato da Conte subito dopo il ritiro dall'esecutivo dei ministri di Renzi. Ora tutti i partiti hanno aderito all'invito di Mattarella e lo hanno fatto per paura di andare a casa, perchè altrimenti si sarebbe andati a votare. Stando ai malumori questo governo non lo voleva il M5S, che lo ha votato su Rousseau per il 59%, ma neanche il Pd che non ha mai digerito il Centrodestra e quindi, in modo particolare la Lega di Salvini e Forza Italia di Berlusconi (Meloni di Fratelli d'Italia è all'opposizione). Tutti i partiti contro, ma allo stesso tempo tutti dentro sotto la guida di un personaggio che è stato al top in Europa ed è un esponente di primo piano a livello mondiale. Sarà un governo di Draghi o un governo di Mattarella? I partiti che ruolo avranno? Sicuramente ci sarà una componente forte dei Presidenti, un pò meno, soprattutto all'inizio, dei partiti che, comunque, continueranno a combattersi pur stando sotto lo stesso tetto. Sarà uno strano governo, una strana coabitazione ma durerà poco e per molti fino all'elezione del nuovo capo dello Stato. Se è chiara la linea temporale, incerto sarà il futuro del nostro paese. Sicuramente si vivrà alla giornata anche se l'incarico a Draghi è di fine legislatura, ma non tutti ci credono. Al Senato c'è la prima scissione: 20 senatori dei 5S hanno deciso, durante un vertice grillino, di non appoggiare il nuovo governo. Un pessimo segnale che porterà a un effetto domino. Malumori anche nel Pd, che non tollerano una coabitazione con la Lega. Si vedrà. Al momento tutti d'accordo, ma sotto sotto tutti affilano le armi per la resa dei conti.


M5S, VOTO SU ROUSSEAU IL 10 E 11 FEBBRAIO, POI DRAGHI SALE AL COLLE
NEL MOVIMENTO CRESCE
LA VOGLIA DI SCISSIONE

UN INTERVENTO DI GRILLO PER
CONVINCERE I "CONTRARI"


di Augusto Maccioni
(8-2-2021) Ci vorrà il miglior Grillo per decidere se stare con Draghi oppure andare all'opposizione con Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. Se ciò dovesse accadere si arriverebbe, in Italia, a una situazione mai vista nella storia della politica, in pratica si troverebbero due compagini antagoniste da sempre ad avere, quasi, lo stesso obiettivo dall'altra parte della maggioranza. Ma non succederà, mentre succede, invece, che Lega e Pd siano insieme col nuovo esecutivo di Draghi. Tutto, comunque, è rimandato a questo giovedi quando si conosceranno i risultati della piattaforma Rousseau. M5S è quindi all'ennesimo bivio e sarà chiamato a dare una risposta per un'altra svolta cruciale , dopo quella con Salvini, due anni fa, e del Pd, ed è storia recente. Gli iscritti del movimento devono decidere se stare con Draghi o stare all'opposizone. Se vincono i "Si" il loro destino è segnato, ma cosa succede se vincono i "No"? In questo caso si arriverebbe a una scissione al contrario? Per cementificare il "Si" ci sarà un intervento decisivo di Beppe Grillo (
foto dal web/Social con Di Maio), auspicato da diverse parti per dare fiducia al premier incaricato. Preoccupa in modo particolare la componente del Senato dove i "contrari" sono numerosi, i quali, comunque, dicono che "nessuno ci ha avvertito del voto su Rousseau", altri sono contrari ad affidare la decisione a Draghi sulla piattaforma. E' chiara la zampata di Casaleggio che vorrebbe colpire in modo particolare la "fronda dei parlamentari" contro Rousseau. E non è detto, neanche, che il voto online possa placare l'ira di Di Battista che non è affatto favorevole a Draghi, un "No" comunque che sarebbe complicato per il futuro dello stesso movimento. A favore di Draghi, i 5S hanno messo in campo il premier uscente Giuseppe Conte che, per dire la verità, si è già espresso anche se non è ancora chiaro il suo ruolo futuro. Nei prossimi giorni si saprà qualcosa di più, intanto però lo stesso interessato ha già detto che non sarà ministro e che non sarà neanche candidato a sindaco di Roma. Di sicuro sia lui che i 5S non hanno nessuna intenzione di disperdere il consenso di questi mesi e, forse, per Conte ci sarebbe un incarico di prestigio. Spiraglio aperto per lui come nuovo capo politico del M5S?.




INCARICO A DRAGHI, SUBITO LE
CONSULTAZIONI. POTREBBE
GIURARE MARTEDI PROSSIMO

A DRAGHI SERVE LA MAGGIORANZA ASSOLUTA: "SI" DEL M5S O LEGA
DI MAIO: OCCORRE UN GOVERNO
POLITICO. "GRILLO E' FEDELE A CONTE"


di Augusto Maccioni
(3-2-2021) E' il momento di Mario Draghi(
foto dal web/Social). Più volte l'ex governatore e presidente della Bce era stato indicato come l'unico in grado di salvare l'Italia e il suo nome si era fatto più pressante ultimamente quando le armi della maggioranza non erano più in grado di far fronte ai problemi, numerosi ad iniziare dal controllo della pandemia e ai tanti problemi logistici connessi col vaccino, del Paese. Vista la situazione di stallo, con una maggioranza ormai a pezzi, Mattarella ha chiesto proprio a lui, il salvatore dell'Italia in Europa, di salvare, questa volta, il Paese. La sfida è quasi da ultima spiaggia con un compito da supereroe: l'uscita dalla pandemia e il rilancio dell'economia. Draghi ha accettato,con riserva, l'incarico dal presidente della Repubblica che gli ha dato carta bianca e tutto il tempo necessario a formare il suo governo che è previsto già nel fine settimana. E' al lavoro e giovedi inizierà le consultazioni con le forze politiche e si ipotizza il giuramento tra lunedi e martedi della prossima settimana. L'idea iniziale sarebbe quella di formare un esecutivo composto da tecnici di alto profilo anche se, forse, sarebbe necessario rivedere alcune situazioni e non è escluso, su pressing dei partiti, soprattutto del Pd-M5S, che si possa arrivare a un governo sul modello Ciampi, cioè tecnico-politico. La competenza e la straordinaria personalità di Draghi potrebbe essere il motivo giusto per dare credibilità all'Italia in Europa e questo fatto è un punto di partenza, da prendere in seria considerazione, per dare una scossa, in termini migliorativi, al mondo produttivo,occupazionale e pandemico che non ha funzionato. E' stato chiaro Draghi, subito dopo l'incarico di Mattarella:"E’ un momento difficile a causa della crisi sanitaria con i suoi effetti sulla salute dei cittadini, sulla società e sull’economia. Rispondo positivamente all'appello del Presidente. Occorre affrontare sfide decisive e rilanciare il Paese. Abbiamo a disposizione le risorse dell'Unione europea, abbiamo dunque l'opportunità di fare molto con uno sguardo attento alle future generazioni e nell’ottica di un rafforzamento della coesione sociale. Con grande rispetto mi rivolgerò innanzi tutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i Gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all'appello del Presidente della Repubblica. Scioglierò la riserva al termine delle consultazioni”. Parole semplici messe a punto per rilevare una situazione drammatica ma con la speranza, e la certezza, che si può fare molto per l'Italia. Di sicuro sarà il governo Draghi e la sua impronta sarà quella che darà vita a un governo "dei migliori" sicuramente fino al 2022 quando ci sarà l'elezione del presidente della Repubblica (sarà chiamato lo stesso Draghi a sostituire Mattarella?), di sicuro, comunque, i parlamentari sono disposti a dargli fiducia per allungare la loro permanenza a Roma. Più passano le ore e più si è convinti della grande maggioranza per Draghi. Ci sarebbe anche la fiducia del M5S, alle prese con una spaccatura interna, che, però, vorrebbe un esecutivo politico e non tecnico, dettagli che potrebbero sfumare se venissero accolte alcune richieste. Esce allo scoperto Di Maio che chiede solo un governo politico, mentre Grillo fa sapere che è fedele a Conte. E c'è chi vorrebbe "la mano di Conte" all'interno del nuovo esecutivo (Orlando). Per il resto c'è la convinzione che Salvini si faccia garante di tutto il Centrodestra (Meloni aveva proposto l'astensione) con una decisione verso l'ex governatore dopo aver "ascoltato, proposto e valutato, senza pregiudizi" il programma di governo. L'annuncio di Draghi in campo pone da subito su la Borsa, giù lo spread che scende a 105 punti base, anche se non sarà tutto facile per lui. Non c'è tempo da perdere e la situazione, per i mille problemi sul tappeto, potrebbe diventare drammatica. Serve un governo forte che sappia capire i problemi e sappia risolverli per il bene dell'Italia e degli italiani.


E' ARRIVATA L'ORDINANZA, A SORPRESA LOMBARDIA E PIEMONTE IN ZONA GIALLA
PUNITA LA SARDEGNA CHE RIMANE IN AREA ARANCIONE PER ALTRI 7 GIORNI
IMPUGNATA LA DECISIONE, SOLINAS: PROVVEDIMENTO IMMOTIVATO

di Augusto Maccioni
(29-1-2021) L'Italia si tinge di giallo, ma non la Sardegna. Il provvedimento del ministro Speranza punisce ulteriormente l'isola che non merita l'arancione ma ha i dati da zona gialla. Solo 4, infatti, sono le regioni, e una Provincia, che restano in arancione:la provincia di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria. Tutte le altre Regioni e Province autonome, anche il Lazio e la Lombardia, si tingono di giallo mentre nessuna regione o province autonome si trovana in zona rossa. Da lunedi 1 febbraio, e non da domenica 31 gennaio, partirà la nuova colorazione che avrà dei vantaggi a livello economico ma anche di dignità sociale. Il presidente sardo Solinas (
foto dal web/Social) puntava al giallo e confidava nel buonsenso da parte del Governo soprattutto perchè gli indicatori erano chiari: non c'era sovraccarico dei servizi assistenziali e l'Rt non giustificava la zona arancione. I dati poi del Gimbe confermavano una situazione in miglioramento e, soprattutto, sotto controllo. A stare dietro ai dati non si capisce la decisione del Governo. E' chiaro che anche per la Sardegna c'è stato un errore, come è avvenuto per la Lombardia con la differenza che Milano è stata premiata e Cagliari invece no. L'errore della Lombardia è stata calcolata in arancione (da rosso che era), la Sardegna da arancione che era, è rimasta con la stessa colorazione perchè Roma non ha riconosciuto l'errore. Eppure, dice Solinas, l'errore è evidente e passa al contrattacco impugnando al Tar Sardegna l'ordinanza del ministro Speranza. "Un provvedimento immotivato, dice Solinas, che danneggia gravemente il nostro tessuto economico e produttivo". Il Ministero ha fatto anche sapere la situazione dell'Rt nelle Regioni: Campania 0,97, Liguria 0,87,Abruzzo 0,81, Basilicata 0,91, Calabria 0,82, , Emilia 0,77, Friuli 0,68, Lazio 0,73, Lombardia 0,84, Marche 0,88, Molise 1,51, Piemonte 0,82, Provincia di Bolzano 0,8, Provincia di Trento 0,56, Puglia 0,9, Sardegna 0,81, Sicilia 0,98, Toscana 0,95, Umbria 0,96, Val d'Aosta 0,82, Veneto 0,61. Guardiamo attentamente i dati: Lombardia 0,84 e Piemonte 0,82 mentre la Sardegna 0,81 con Rt migliore delle prime due, solo che Lombardia e Piemonte a sorpresa, insieme con il Lazio, sono passate in zona gialla e la Sardegna, invece, ha subito altra punizione e dovrà rimanere ancora per una settimana in zona arancione. C'è qualcosa che non funziona ed è anche una "decisione ingiusta e ingiustificata", dice sempre Solinas.



CRISI, SI LAVORA PER IL CONTE TER, MA NON SI ESCLUDONO LE LARGHE INTESE
"E' PERICOLOSO ANDARE ALLE ELEZIONI",
SI FA SPAZIO UN ESECUTIVO CON UN ALTRO PREMIER. DRAGHI IN CAMPO?


di Augusto Maccioni
(26-1-2021) Dopo una settimana lo spettro della crisi si è ripresentato, anzi eccolo con una conclusione complicata. Il Conte-bis ha avuto il suo epilogo spazzando via incertezze, polemiche e figuracce che sicuramente avrebbero accompagnato la relazione sulla giustizia di Bonafede mercoledi 27 gennaio, che di fatto avrebbe avuto una vergognosa bocciatura. Conte ha preferito le dimissioni, salvando il ministro della Giustizia, e prendendo atto che la risicata maggioranza di sette giorni prima non avrebbe dato compatezza a un governo di fine legislatura. Dalla maggioranza dei 156 voti ottenuti da Conte una settimana fa a 148 per Bonafede, come dicono i bene informati, un calo che avrebbe condannato a breve l'intera tenuta del governo. Meglio dimettersi, come ha fatto Conte nella mattinata di martedi 26 gennaio davanti al presidente della Repubblica Mattarella. La situazione è precipitata, diversi giorni prima, dopo che Renzi ha tolto la fiducia all'esecutivo e per resistere Conte ha aperto una strada privilegiata ai "responsabili" o "costruttori" per allargare la maggioranza ma una cosa è la forza numerica altra cosa è una visione sui programmi, ancora da mettere in chiaro, che tarda ad arrivare. I riflettori adesso sono puntati su Mattarella che non ha fretta e si prende 3 giorni per decidere. Tutti pensano che Conte avrà il suo terzo incarico ma non è detto che, alla fine, il Pd sia disposto a continuare a sostenere l'avvocato pugliese. Deciso che non si andrà a votare (i parlamentari altrimenti perderebbero qualcosa come 360 mila euro per non terminare la legislatura), Conte (
foto dal web/Social) è sostenuto con forza dai 5S e in questa prima fase anche dal Pd ma tutto è in evoluzione. Se il premier riuscisse a sfaldare Italia Viva portando a se diversi parlamentari, senza Renzi, più quel nuovo gruppo centrista, di cui tanto si parla sotto la guida di Bruno Tabacci, il gioco è fatto e Conte non avrebbe problemi al Senato. Altra ipotesi è quella delle larghe intese, senza il Centrodestra, ma questa volta senza Conte, mentre si fa strada Draghi premier con un passato, tra l'altro, di presidente della Bce. Una possibilità che piace a Toti ma anche a Berlusconi, sicuramente non piace a Meloni e a Salvini ma avrebbe il vantaggio di avere un governo forte e sicuramente in grado di mettere in sicurezza la legislatura, un esecutivo, cioè, per dirla con Prodi, per il Recovery che operi, con necessità assoluta, per preparare un programma nuovo come richiesto dall'Europa in una situazione d'emergenza. Molte le priorità in questo caso da affrontare e da mettere subito in cantiere come sanità, scuola, giustizia, riforme fiscali, semplificazione della giustizia e degli appalti. Ci sono oltre 210 miliardi da spendere e l'Italia non può fallire questo importante appuntamento con la storia.



SARDEGNA COME LA LOMBARDIA:
DA OGGI E PER 15 GIORNI PASSA
IN ZONA ARANCIONE

IL GOVERNATORE SOLINAS
CHIEDE UN PASSO INDIETRO

"UN DANNO SENZA PRECEDENTI
ALLE ATTIVITA' COMMERCIALI"

di Augusto Maccioni
(23-1-2021) Si da il caso che chi grida di più o ha potere politico più forte vince. E' il caso della Lombardia che è passata da zona rossa a arancione dopo la presa di posizione di Fontana e della Moratti che hanno attaccato, in questa ultima settimana, il governo per averla resa in zona rossa con "un danno enorme per la Lombardia". Sollievo per i lombardi un pò meno per la Sardegna che passa, dal 24 gennaio, da zona gialla a arancione. La decisione del governo per l'isola ha dell'assurdo e non si capisce affatto il motivo di questa punizione che prevede maggiori misure ristrettive e provoca un danno di enormi proporzioni per le attività commerciali e turistiche. Una scelta che è arrivata in tempi molto ristretti, mettendo a repentaglio scelte programmate in diversi settori, soprattutto quelli della ristorazione. E non si capisce neanche il motivo di questa retrocessione visto che l'indice di trasmissibilità (Rt) si è fermato a 0,95 e che i dati stanno migliorando. In questa nuova situazione è incomprensibile la decisione del Governo che non ha preso atto, ad esempio, dei progressi dell'isola di pazienti in meno in area critica. "Gli errori" che avrebbe commesso il governo per la Lombardia, hanno detto in maniera chiara e forte Fontana e Moratti, devono essere rivisti: hanno vinto e la Lombardia passa in arancione. E la Sardegna? Noi che facciamo? Possiamo resistere in fascia arancione per i prossimi 15 giorni? La Regione Sardegna, stando alle varie dichiarazioni, hanno le carte in regola per avere una nuova classificazione, però devono essere convincenti e battaglieri. Il governatore Solinas parla di paradosso perchè il provvedimento arriva quando si inaugura a Sassari un nuovo reparto intensivo di 30 posti letto, i dati dei contagi sono in calo e la situazione in generale è nettamente migliorata. I dati presi dal Governo sono quindi datati e non fotografano la situazione attuale. Nelle prossime ore ci saranno le prese di posizioni delle forze politiche sarde e la ferma decisione di Solinas che chiede un passo indietro del ministro Speranza.




CONTE HA UN PIANO PER
ALLARGARE LA MAGGIORANZA

TEMPI STRETTI: IL PREMIER SI
RIVOLGERA' A FORZA ITALIA?

"CON QUESTI NUMERI IL
GOVERNO CADRA' PRESTO"


di Augusto Maccioni
(20-1-2021) Dopo la vittoria risicata (156 su 161), Conte (
foto dal web/Social) ha un piano per allargare la maggioranza un pò traballante dopo l'uscita di Italia Viva di Renzi. I numeri non ci sono per condurre con tranquillità i progetti governativi che guarda a un patto di fine legislatura. I tempi sono stretti, ed è necessario agire subito. Lo dicono tutti ma, adesso, molto dipende da quanti vorranno salire sul carro governativo. La stiracchiata fiducia di martedi a Palazzo Madama è un chiaro segnale che è necessario imbarcare la terza gamba che non significa Renzi ma i senatori di Italia Viva, cosa complicata. Allora si guarda a Forza Italia, dove 2 esponenti, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, hanno votato la fiducia a Conte e niente di strano che altri, dello stesso partito, possano allargare la maggioranza di Conte. E' difficile comunque che altri "volenterosi" possano dare una mano al premier. Una cosa Renzi vuole subito: non nuove elezioni ma Conte fuori dai giochi. Ci sarà un'alleanza con il Centrodestra? Tutto è possibile, anche se i diretti interessati lo escludono. Allora? Perplessità, paure e slanci pindarici sono stati valutati con attenzione e Conte ne ha parlato col Presidente Mattarella. Se però Conte non avesse numeri importanti al Senato, le cose potrebbero cambiare radicalmente.




DUE VOTI OTTENUTI AL VAR: CONTE INCASSA LA FIDUCIA ANCHE AL SENATO
156 VOTI FAVOREVOLI CONTRO I 161 DELLA MAGGIORANZA ASSOLUTA
SCOPPIA IL CASO CIAMPOLILLO, SALVINI E MELONI: CI RIVOLGEREMO AL COLLE

di Augusto Maccioni
(19-1-2021) Vince alla Camera e incassa la fiducia anche al Senato. Conte promosso e il suo governo può andare avanti. Non ha avuto, a Palazzo Madama, la maggioranza assoluta (161) ma ha ottenuto quella relativa (156) che gli consentirà di non avere problemi. La situazione politica, sempre fluida nonostante instabilità e incertezze, metterà per il momento una pietra sopra alla crisi aperta da Renzi col ritiro di 2 ministri e un sottosegretario. Conte, a muso duro, ma "non arrogante", mette la faccia alla Camera, la fiducia è scontata, e al Senato, dove i numeri non sono molto favorevoli. La due giorni trascorrono con interventi, scontri, polemiche e molte ore chiusi nelle Aule ma si attende soprattutto il verdetto del Senato. Conte passerà? La soglia, entro la quale è molto a rischio, è 155 voti. Fino all'ultimo momento il premier era sotto di due voti, poi, improvvisamente, sono saltati fuori due voti a favore e Conte è stato salvato da Nencini e Ciampolillo (foto dal web/Social). Per riammettere i loro voti si è fatto ricorso al Var: la presidente Casellati ha dovuto visionare i filmati per stabilire se i due erano entrati in Aula un minuto prima della chiusura del voto. Il loro SI ha determinato il risultato finale. Non è comunque passato inosservato il pareggio tra i SI (156) e i NO con i voti renziani (140+16= 156), un dato che fa riflettere sulla futura tenuta del governo Conte, che per il momento non vuole accusare nessun contraccolpo ma che nella media tenuta potrebbe dare altri segni di incertezze. Una maggioranza ottenuta risicata che potrebbe avere due scenari: 1) accrescere il consenso governativo al Senato con altri senatori o gruppi esterni al partito; 2) mettere ulteriormente in difficoltà il governo per scalzare Conte e ricreare una maggioranza coesa, anche senza i renziani, tenendo conto che nessuno vuole andare a nuove elezioni. Le difficoltà ci sono e Mattarella sarà attento all'evolversi della situazione, tenendo conto che sia Salvini che Meloni hanno annunciato una presa di posizione forte. Continuano a sostenere che è meglio andare a votare ma non c'è voglia, e forse tempo, per farlo. Per ottenere qualcosa e rimediare alle varie incertezze e incomprensioni, i due leader saranno chiamati a dare forma a un progetto di unità nazionale per contribuire a "salvare la Patria".


OGGI SCONTRO FINALE AL SENATO,
DOPO IL PRIMO SI ALLA CAMERA

"CONTE NON HA LA MAGGIORANZA ASSOLUTA", MA NON SI DIMETTERA'
TUTTO PUO' SUCCEDERE, IL GOVERNO
E' SALVO ANCHE A 155 VOTI


di Augusto Maccioni
(18-1-2021) Oggi è lo scontro finale. Vinta la partita alla Camera, Conte si prepara a segnare, per dirla calcisticamente, la doppietta questa volta al Senato. E sarà la vittoria, nel caso dovesse ottenere la maggioranza, che gli consentirà di andare avanti. Molti gli interrogativi ma soprattutto: riuscirà ad ottenere la fiducia avvicinandosi il più possibile ai 161 voti? Per ottenere la maggioranza assoluta il premier dovrebbe ottenere 18 voti in più, in pratica sostituire i voti di Italia Viva di Renzi che si è defilato aprendo di fatto la crisi del governo. Sul campo del Senato, con 321 voti, ci sono 148 SI dell'attuale maggioranza (senza i 18 di Italia Viva) contro i 136 NO, poi 6 senatori a vita e 6 del gruppo misto. A conti fatti per raggiungere la maggioranza assoluta occorrono 161 voti ma per poter avere la fiducia Conte potrebbe ottenere anche una maggioranza semplice, o relativa, forse 155 voti, che comunque gli consentiranno di ottenere il traguardo confermandolo alla guida di Palazzo Chigi. Sarà più che altro una maggioranza numerica ben aldilà di un programma politico da condividere con i nuovi arrivati. Sta di fatto che a Conte(
foto dal web/Social) serve un maggioranza, qualsiasi essa sia, per rimanere al suo posto. I problemi nasceranno dopo. Conte ha comunque fatto sapere che se non dovesse ottenere la maggioranza assoluta non si dimetterà e reputa anche la nuova fiducia un segno preciso per non mollare. La palla subito dopo dovrebbe passare al Presidente della Repubblica Mattarella che, forse, chiederà un impegno preciso perchè quella maggioranza numerica possa esprimersi in maniera partitica e più solida.




IN SARDEGNA INDIVIDUATE 14 AREE
PER I RIFIUTI RADIOATTIVI ITALIANI

"NO ALLE SCORIE"
IN SARDEGNA


di Augusto Maccioni
(5-1-2021) E' una notizia che pensavamo archiviata da qualche anno. Pensare poi che la Sardegna, assieme ad altre 7 regioni tra le quali il Piemonte e la Toscana, diventasse sito dei rifiuti radioattivi italiani di bassa e media/alta attività era quasi fantascienza. Le dichiarazioni di tanti personaggi politici, tra questi anche Di Maio, che nella recente storia, dal 2017/18, avevano sostenuto, a volte con forza, che l'isola non sarebbe stata mai un sito idoneo per i rifiuti radioattivi, ci avevano dato ossigeno per modulare e rilanciare la nostra vocazione turistica. Invece tutto quello che era stata data come certezza improvvisamente è stata cancellata come è stato scartato il referendum di iniziativa popolare contro le centrali nucleari del 15-16 maggio 2011 quando il popolo sardo aveva decretato, col voto favorevole della quasi totalità dei votanti (97%) la indisponibilità all'installazione di centrali nucleari e allo stoccaggio di scorie radioattive. Contro le ragioni delle istituzioni, dello Statuto sardo e del popolo sardo, il governo nazionale punta a creare nell'isola 14 aree nelle province di Oristano e del Sud Sardegna. A quella notizia, la Sardegna si sta mobilitando per dire a chiare lettere "no alle scorie" nell'isola. Con forza tutti i politici ma anche i partiti, ad iniziare dai sindaci dei Comuni in prima linea interessati alle aree coinvolte, stanno offrendo sostegno all'iniziativa che deve culminare al ritiro dell'individuazione dei siti radioattivi nell'isola. Sarà una campagna dura per una proposta scellerata da ritirare subito. La Sardegna con questa scelta governativa è aggredita senza ragione perchè è irrazionale pensare che si possa utilizzarla per deposito radioattivo(
foto dal web/Social) quando altre regioni sono più adatte soprattutto quelle dove già hanno i siti di rifiuti radioattivi. Sarà una battaglia dura ma ognuno dovrà fare la sua parte e tutti quelli che adesso stanno urlando "no alle scorie" saranno chiamati a continuare a urlare la loro rabbia e disapprovazione a Roma, nelle sale dei bottoni e dire a chiare lettere che la Sardegna non vuole questi rifiuti pericolosi. La Sardegna è terra nuragica, terra turistica, terra da sogno ma non vuole che diventi terra scartata a motivo di deposito di rifiuti radioattivi.

FESTEGGIAMO IL NUOVO ANNO
CON PIU' GIOIA E FELICITA'


di Augusto Maccioni
(30-12-2020) Festeggiamo il nuovo anno (
foto dal web/Social), il 2021, con più gioia e felicità rispetto a quanto abbiamo fatto nel 2019 quando ci apprestavamo ad iniziare il 2020, e i motivi sono ovvi per come abbiamo trascorso questi dodici mesi che adesso, con soddisfazione, ci lasciamo alle spalle con la convinzione che il prossimo futuro sia migliore. Le premesse ci sono non fosse altro per il fatto che i media ci hanno raccontato dell'arrivo del vaccino che dovrebbe guarirci dal coronavirus, anche se il percorso per arrivarci è ancora lungo e complicato. E' stato un anno difficile per tutti e il conto è stato pagato in termini di vite umane, di disoccupazione, di stretta nei rapporti con gli altri senza contare l'aspetto economico. E' stato un dramma nel dramma e ci vorrà del tempo per risollevarci e non sarà più come prima. Di sicuro è giusto festeggiare l'arrivo del nuovo anno solo che quest'anno non sarà come gli anni passati con cene al ristorante, brindisi e spettacoli per le strade e grandi abbuffate in casa con 20 o 30 persone. Quest'anno la dimensione sarà domestica, più raccolta e con una creatività che ci impone il momento. L'importante è far emergere la festa e la gioia lasciando da parte il coronavirus anche se sarà difficile perchè il virus ci limiterà in tante cose. Noi, però, non dobbiamo farci sopraffare dal questo "compagno" col quale abbiamo vissuto per quasi 12 mesi. Cerchiamo di fare le stesse cose con la gioia della tradizione e con la felicità di giorni migliori, esorcizzando e dando un contenuto di spessore che ci apra a pensare che tutto cambierà anche se ci saranno ancora settimane complicate. C'è poi il web che ci darà una mano, allargando la nostra cerchia per condiviere altri momenti speciali che non sia di lockdown ma di stare vicini con amici, parenti, nonni e genitori anche se fisicamente lontani. Per un momento, anche se in pigiama, minimizziamo i sacrifici, le paure, le ansie e diamo slancio alla creatività.Buone feste e buon 2021.




STA PER FINIRE UN ANNO DISASTROSO PER COLPA DEL CORONAVIRUS
C'E' IL DRAMMA,
MA E' NATALE


di Augusto Maccioni
(24-12-2020) E' arrivato anche questo Natale. Che dire di questo periodo che chiude un anno disastroso dal punto di vista umano, sanitario, occupazionale. Degli affetti e dei problemi, enormi, collegati a tutte queste situazioni. Colpa del coronavirus che è arrivato in silenzio all'inizio dell'anno, quel virus di cui, all'inizio, se ne è parlato poco pensando che fosse un problema che riguardasse solo la Cina. Poi, invece, è esploso in Italia per poi colpire non solo in vari Stati europei ma anche nel resto del mondo. Ci siamo accorti della gravità della situazione quando abbiamo assistito ai tanti casi, ai numerosi morti e ai reparti degli ospedali pieni. Sono arrivati i lockdown, poi le zone rosse,arancioni e gialle e tutti noi ci siamo sentiti a pezzi, colpiti negli affetti ma anche privati del lavoro in una morsa di problemi che hanno ridimensionato la nostra vita, impoverendola e rendendola poco libera. Fino a questo Natale con altra stretta che forse non meritavamo. E' stato un anno trascorso più in casa che all'aria aperta, al lavoro, tra gli amici, in viaggio, al bar e al ristorante. Una vita svuotata e in perenne pericolo. Arrivare alle feste natalizie col dramma ancora tra di noi è come avere un macigno davanti e non poterlo sfondare. Non possiamo farci niente. Però è Natale. La tradizione, il senso stesso della natività di Gesù ci dice che dobbiamo essere felice, dobbiamo gioire con i nostri figli, con i nostri nipoti. Anche se non possiamo abbracciarli e baciarli. E' Natale e dobbiamo essere più buoni e andare avanti, come hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni in periodi drammatici della loro esistenza. Dobbiamo tenere duro, affidarci a quel Gesù appena nato che ci guarda e ci dice che c'è ancora una speranza e che la felicità è dietro l'angolo e che tutto passerà. Il Papa ci ricorda che c'è gente che sta peggio di noi, che soffre più di noi e che il nostro compito potrebbe essere quello di aiutare queste persone. "Basta lamentarsi, dice Francesco, aiutiamo chi soffre". Fino adesso abbiamo vissuto colpiti più dalle privazioni che dalle cose che contano e alla fine ci siamo trovati con un enorme vuoto dentro. In questo periodo cerchiamo di riempire questo piccolo nostro mondo, privato di tutto, con cose positive invece di " buttarci, dice ancora il Papa, in tante mangiatorie di vanità scordando la mangiatoia di Betlemme". Però è difficile, ma proviamoci. Buon Natale!

VARIANTE CORONAVIRUS, L'OMS ASSICURA: "NON E' FUORI CONTROLLO"
IL NUOVO CEPPO SCATENA NUOVI
DUBBI SULLA SUA LETALITA'


di Augusto Maccioni
(21-12-2020) Finalmente si parte. La campagna di vaccinazione inizierà il 27 dicembre dopo che l'Agenzia europea ha dato in data odierna un'approvazione "condizionata" (
foto dal web/Social Il presidente Biden si vaccina). Dopo tante incertezze e dubbi c'è adesso la speranza che qualcosa cambi col vaccino Pfizer, il primo che sarà utilizzato in Italia, poi ci saranno gli altri in via di approvazione da parte dell'Ema. E' una buona notizia soprattutto perchè, stando agli esperti, il nuovo vaccino ha scarsi effetti collaterali. Intanto però a creare altri problemi è arrivata dalla Gran Bretagna la notizia di una variante del coronavirus. La nuova mutazione ha messo in allerta molti paesi europei, tra questi anche l'Italia dove si sono riscontrati dei casi, di persone cioè arrivate dal Regno Unito. E si è aperto subito il dibattito sulla capacità di contagio di questo ceppo ma soprattutto sulla sua letalità. E' opinione diffusa da parte degli esperti che la nuova mutazione potrebbe essere più contagioso del 70% e questo significa che, data la velocità di contagiare, rappresenterà un aumento maggiore di casi cosa che si sta registrando puntualmente in Gran Bretagna in questo ultimo periodo. La domanda è: se è contagioso quasi del doppio del virus normale significa che sia più letale? Il noto professore Massimo Galli, dell'ospedale Sacco di Milano, intervenendo a Otto e mezzo a La7 invita alla calma e dice che " di fronte a una variante del virus non ci sono prove che aumenti la virulenza o la letalità" e comunque non ci sono prove scientifiche sull'argomento. Un altro esperto, questa volta l'inglese Daniel Altmann, dice che il vaccino continuerà a funzionare anche con questo ceppo perchè i vaccini "inducono anticorpi neutralizzanti contro vari picchi nella corona". Si è anche parlato di eventuali mutazioni che alla fine faranno scomparire il virus e su questo argomento gli scienziati sono dell'avviso che la sua scomparsa avverrà sulla combinazione di misure precauzionali e di prevenzione con il vaccino. Per il momento il nuovo ceppo è stato segnalato anche in Danimarca, nei Paesi Bassi e in Australia.




ADDIO A PAOLO ROSSI, L'EROE
DEL MUNDIAL DEL 1982

HA TRASCINATO GLI AZZURRI
DI BEARZOT ALLA GRANDE E TOCCANTE CONQUISTA DELLA COPPA DEL MONDO


di Augusto Maccioni
(10-12-2020) Un'altra pagina triste del calcio mondiale. E' morto all'età di 64 anni Paolo Rossi(
foto dal web/Social), l'eroe del Mondiale del 1982, il giocatore che è entrato nella leggenda per i suoi gol, per la sua tenacia di stare sempre nel pallone e di prevedere e interpretare azioni straordinari, come appunto ai Mondiali, con conclusioni tali da far esplodere di gioia il grande palcoscenico di tutta l'Italia. E' stato un giocatore come tanti, che ha girato diverse squadre alla ricerca di una collocazione stabile che esprimesse il suo carattere forte in un corpo esile. Ha giocato nel Como ma anche nella grande Juventus anche se in questa squadra non ha avuto molta fortuna. Spesso anche i piccoli e normali personaggi hanno un sussulto di grande identità, ed è quello che è successo a "Pablito" che ha voltato pagina quando tutto sembrava che finisse, e ha iniziato a essere se stesso, a crescere calcisticamente e a comprendere che aveva quelle capacità straordinarie da trascinare una squadra alla vittoria. E' successo a Vicenza e tutto da quel momento in poi cambia. E' una squadra di provincia ma ha un grande allenatore Gibì Fabbri che comprende la sua fame da gol e la sua facilità ad andare in rete. Non è il solito giocatore che passa tra una fascia e l'altra, senza testa e senza metodo. Rossi è un attaccante che ha intelligenza, scatto, velocità e fiuto al gol. E di reti a Vicenza ne arrivano molti sia nel campionato di serie B che in A tanto che la grande Juve, per lo scudetto, deve fare i conti con i suoi gol e la sua determinazione. Tutti improvvisamente si accorgono di lui, delle sue acrobazie e delle fantasie in area fino ai gol, spesso determinanti e comunque tali da trascinare ai primissimi posti in classifica il Vicenza. E' lui il campione, l'eroe del momento. Dopo Fabbri un altro grande allenatore Enzo Bearzot si accorge di lui e lo porta in nazionale in un momento storico nel quale tutto sembrava crollare, dal punto di vista politico e sociale. Il riscatto è nello sport e Pablito Rossi compie il miracolo ai mondiali in Argentina con Bearzot ma l'appuntamento è per il 1982 in Spagna. Tre reti al Brasile, due alla Polonia in semifinale e uno alla Germania in finale e il sogno che diventa realtà. Campioni del mondo e l'eroe è lui, Paolo Rossi, un ragazzo sempre sorridente, disponibile, fragile ma che in campo diventava un leone e dettava la sua legge a suon di gol. Ad anninciare la sua morte è la moglie Federica Cappelletti con un post su Instagram. I funerali si terranno sabato nel Duomo di Vicenza.



DECRETO, IL GIORNO DOPO LA FIRMA DI CONTE DIVAMPANO LE PROTESTE
" IL GOVERNO RIVEDA LE NORME
SUI MOVIMENTI TRA COMUNI"

FONTANA:"SARA' FUGA DAL
NORD", TRUZZU:" CONTE NON

HA CONSIDERATO LA CITTA'
METROPOLITANA DI CAGLIARI"

di Augusto Maccioni
(4-12-2020) Non è un lockdown, come è stato a marzo, ma poco ci manca. Molti ritengono che l'ultimo dpcm, quello natalizio, ha colpito molto il movimento della gente in un periodo nel quale c'è la necessità di spostarsi per i regali e per visitare parenti, amici ma soprattutto genitori e nonni che si trovano in altre città o in altre regioni. Si è badato, almeno è quello che sembra a prima vista l'ultimo decreto del premier Conte, sul mitigare l'azione letale all'economia per chiudere ogni porta ai cittadini con l'obiettivo di ridurre i contagi e i decessi molto alti in questa settimana. Si è usato, insomma, il pugno duro per non ripetere, è stato detto, i fatti che si sono verificati nel periodo estivo. Secondo un sondaggio Conte ha fatto bene a mettere in campo questi divieti per tutelare la salute dei cittadini. Il premier ha parlato, durante la conferenza stampa a ridosso del dpcm, di altri sacrifici da parte di tutti "per voltare pagina". Il giorno dopo la firma sul nuovo decreto,però, arrivano le proteste e le polemiche. Su tutti i presidenti del Veneto e della Lombardia che puntano il dito sul provvedimento sullo stop di movimento tra i Comuni nelle date del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. Chiedono che ci sia un "ravvedimento" per "trovare una soluzione" perchè il dpcm così come è stato confezionato non va. Non va bene per le attività produttive in un periodo dell'anno dove è possibile fare un pò di cassa, dopo le magre di ben 10 mesi, rispettando norme e regolamenti anti-covid, e non va bene per i cittadini che dovranno rinunciare al Natale inteso come massima solidarietà e affratellamento. Chiudere i territori e il comparto della ristorazione nelle tre giornate clou è in qualche modo far tacere entusiasmi di ogni genere e far piangere genitori e nonni che non potranno vedere e abbracciare, si fa per dire, figli e nipoti perchè il provvedimento governativo ha chiuso ogni territorio. C'è un aspetto in particolare, dice il governatore della Lombardia Fontana, che fa sorgere dubbi ma anche paure: è una nuova grande "fuga dal nord". L'ultimo weekend, il 19 e il 20 dicembre, dice Fontana a Mattino5, quando si può partire prima delle festività natalizie si rischia di "rivivere quello che successe nella notte fra il 7 e l'8 marzo". Staremo a vedere. In campo anche il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu (
foto Una veduta di Cagliari dal suo profilo FB) sulla chiusura dei Comuni: " Una regola assurda, scrive su facebook, che non condivido e che mette in difficoltà anche noi sindaci, chiamati a far rispettare le regole". Il nocciolo della questione è tra Comune, come Cagliari, e la Città Metropolitana cagliaritana. In pratica una persona di Su Planu, territorio di Selargius, non può raggiungere i genitori o nonni di Mulinu Becciu, Cagliari, perchè divisi da una strada, il 25 dicembre. Però entrambi i territori insistono sulla Città Metropolitana di Cagliari. E' un'assurdità. Ci sarà una soluzione? Non credo.



SARDEGNA, DISCOTECHE APERTE:
REPORT, LUNEDI SECONDA PUNTATA
LA DIFESA DI CHRISTIAN SOLINAS
A "STASERA ITALIA" - RETE4


di Augusto Maccioni
(14-11-2020) In attesa di un'altra puntata di Report sulle discoteche aperte ad agosto in Sardegna, il governatore della Sardegna Christian Solinas dice la sua nel programma Stasera Italia a Rete4 (
foto dal web/Social) e la sua versione è lineare e dovrebbe soddisfare tutti gli interrogativi che ha posto l'inchiesta di Report lunedi 9 novembre. Dovrebbe, perchè si continuerà a parlare della decisione del presidente sarda che con propria ordinanza, la n.38 dell'11 agosto 2020, ha consentito l'apertura di "discoteche o altri locali assimilabili all’intrattenimento (in particolare serale e notturno), esclusivamente all’aperto, purché sia assicurato, con ogni idoneo mezzo, compreso quello dell’informazione e vigilanza, il divieto di assembramento e dell’obbligo di distanziamento interpersonale, rispettando, a seconda della capienza massima del locale, il limite di almeno un metro tra gli utenti e due metri tra utenti che accedono alla pista da ballo. Tali attività dovranno svolgersi nel rigoroso rispetto di quanto previsto dal DPCM del 07 agosto 2020 e dalla scheda tecnica “Discoteche” contenuta nelle “Linee guida per la riapertura della attività economiche, produttive e ricreative” approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 06 agosto 2020, allegato 1 del DPCM del 7 agosto 2020". A Report non va proprio a genio il fatto che in Sardegna i locali da ballo siano aperti in prossimità del ferragosto mentre nulla da dire per le discoteche, sempre aperte, in altre parti d'Italia. La situazione del contagio in Italia all'inizio di agosto di quest'anno inquadrava la Sardegna con una curva piatta, verso il covid-free rispetto alla penisola dove iniziavano i numeri importanti. L'ordinanza di Solinas obbediva a tutti i divieti del dpcm riguardo alla mascherina e all'obbligo di distanziamento e divieto di assembramento, oltre al fatto che l'isola si trovava in una situazione di quasi zero contagi. Le discoteche aperte potevano essere un motivo valido per consentire la ripresa del turismo in Sardegna in un periodo nel quale tutto sembrava fermarsi con un danno incalcolabile al turismo in Sardegna. I presupposti per la ripresa c'erano e su questo ragionamento tutti, come ha detto Solinas nel corso dell'intervista, compresi quelli della minoranza, erano dell'avviso di dare una possibilità al settore. Non c'è stata nessuna pressione, ha detto Solinas, e l'ordinanza è stata emanata con obblighi e divieti guardando solo all'interesse del turismo, del divertimento e del lavoro. Su Report molta importanza è stata data al parere del comitato tecnico scientifico regionale, un documento sicuramente essenziale per far scaturire senza problemi l'ordinanza del presidente. Esiste? Non esiste? Tutti ne parlano ma nessuno ha visto o letto il parere del Cts. E su questo aspetto l'inchiesta di Report ha costruito tutta la trasmissione. Ebbene, come risulta da notizie di stampa, questo parere tecnico scientifico c'è e pare che sia stato acquisito dalla Procura che sta indagando sulla vicenda. Se c'è, e pare che sia favorevole, rafforza l'ordinanza di Solinas anche se, si viene a sapere, che il parere sia di uno e non sia collegiale e comunque non doveva essere necessariamente allegato per farne parte integrante del documento del presidente. Del resto Solinas ha fatto sapere, nel corso dell'intervista a Stasera Italia, che il Cts non mostrava avversione contro i locali da ballo ma teneva in particolare alle linee guida per la riapertura della attività economiche, produttive e ricreative. Su questo spirito l'ordinanza è andata su quella direzione. Un'altra questione giusta da annotare è il fatto che la Sardegna in quel periodo era govid free e che era impossibile che l'isola fosse untrice, come hanno fatto credere i tanti arrivati in Sardegna che, ripartiti nella penisola, hanno infettato tanta gente. Come mai, poi, da covid free l'isola ha iniziato ad avere contagi soprattutto al nord? La spiegazione è logica, e la Sardegna è stata lesa proprio da tanti untori arrivati dal resto d'Italia. Anche su questo argomento si è soffermato il buon Solinas che ha risposto in maniera esaustiva e convincente a tutte le domande ponendo fine ai tanti veleni scoppiati in seguito alla prima trasmissione di Report. Ma il programma della Rai non molla e continuerà a parlare di questa vicenda, ma ormai non ci sono molti altri argomenti che possano ostacolare e mettere in cattiva luce la decisione di Solinas sulle discoteche aperte nel periodo ferragostano.



E' IL 46ESIMO PRESIDENTE USA,
TRUMP NON CONCEDE LA VITTORIA
HA VINTO JOE BIDEN, KAMALA HARRIS PRIMA DONNA VICEPRESIDENTE

di Augusto Maccioni
(7-11-2020) Una marea di voti e uno tsunami senza precedenti ha messo fine all'era di Trump. A vincere le elezioni negli Stati Uniti è stato il democratico Biden(
foto dal web/Social)che ha sconfitto il repubblicano Trump nel corso di uno scrutinio allungato ai tempi supplementari, combattuto e agonizzante durato quattro giorni. Alla fine ha vinto Biden, politico moderato di 77 anni contro un coreaceo Trump che non si è ancora arreso all'idea di essere uno sconfitto e vuole portare il risultato in tribunale con accuse di frode. L'ultima spallata all'incertezza è stata data dopo l'ultimo aggiornamento del conteggio in Pennsylvania che ha certificato la vittoria di Biden, in quello Stato, e contemporaneamente la sua vittoria alle elezioni superando i 270 voti richiesti per arrivare alla Casa Bianca. A dare la notizia della sconfitta di Trump sono stati i grandi media intorno alle 11,30, ora di Washington, e da quel momento la gente è scesa in piazza mettendo in atto la gioia più smisurata che segna la "cacciata" di Trump. Con Biden c'è Kamala Harris che entra nella storia per essere il primo vicepresidente donna degli Stati Uniti. La Harris è senza dubbio più del numero due di Biden perchè potrebbe essere la possibile candidata alla presidenza nel 2024 considerando che Biden quasi certamente eviterà il secondo mandato a causa della sua età (77 anni). Sarà inizialmente complicato mettere mano ai tanti problemi che agitano gli Stati Uniti. Biden avrà il difficile compito di prendere un paese devastato dalla pandemia, prima al mondo con quasi 10 milioni di contagi e oltre un milione e 200 mila morti, e dovrà affrontare altre sfide urgenti. Biden ha già promesso che darà una risposta "urgente alla crescente salute pubblica e alla crisi economica causata dal coronavirus". Dal punto di vista economico Biden punta ad una alternativa altrettanto protezionistica alla politica di Trump, andando oltre: taglio delle tasse sulle imprese introdotte da Trump nel 2017 e una riforma sanitaria proponendo il piano di Obama con cure gratuite. Un passo avanti sul cambiamento climatico con un piano ambizioso che dovrà rendere gli Stati Uniti carbon neutral entro il 2050 oltre a proporre di tornare all'Accordo di Parigi per il clima, da cui sono usciti durante la presidenza di Trump. Spazio anche ai nuovi rapporti con la Cina e impegno forte su temi come la tecnologia e altri settori che interessano maggiormente gli Stati Uniti.


E' L'ELECTION DAY, L'AMERICA
SCEGLIE IL PRESIDENTE

TRUMP O BIDEN

di Augusto Maccioni
(2-11-2020) Si annuncia un record di affluenza per l'election day del 3 novembre tra Trump e Biden. Lo si capisce dal clima imposto in queste ultime settimane, tra pandemia, proteste e difficoltà economiche, nel quale c'è stato una corsa mai vista per votare l'inquilino alla Casa Bianca. Trump spera nel secondo mandato e si sta prodigando come non mai per assicurarsi la vittoria che non è scontata perchè l'avversario ha tutti i sondaggi favorevoli. La posta è alta e il paese, come è tradizione, è diviso tra Trump e Biden, tra repubblicani e democratici. I sondaggi hanno ritmato fino alla fine i discorsi dei due contendenti e quasi sempre il candidato Biden continuava a detenere un vantaggio significativo a livello nazionale anche se con quote che si spostavano verso Trump, il quale poteva contare su uno zoccolo duro, durevole e meno volatile ma non tale da impensierire il candidato democratico. I 9/10 punti di differenza iniziali, si sono assottigliati e Trump, forse, potrebbe iniziare la sua battaglia a armi pari. Domenica hanno votato ben 93.1331.017 elettori, di cui 59.126.562 via posta e 34.004.455 al seggio, una cifra considerevole che fa pensare che saranno le votazioni più sentite per eleggere il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Per vincere i due candidati devono andare in vantaggio in alcuni Stati dove solitamente non sono né repubblicani né democratici come ad esempio il Michigan e il Wisconsin. Per uno strano sistema elettorale degli Stati Uniti vince, e quindi diventa presidente Usa, non chi ha ricevuto più voti a livello nazionale ma chi arriva alla maggioranza assoluta, raggiungento almeno 270 dei grandi elettori. Biden non ha però la vittoria in tasca. Nel 2016 Hillary Clinton era data per vincitrice a livello nazionale contro Trump ma alla fine non è riuscita ad essere eletta perchè si sbagliarono le previsioni in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin che passarono a Trump per una manciata di voti, tanti, comunque, che gli permisero di diventare presidente degli Stati Uniti. Anche questa volta bisogna fare attenzione: Biden ha in tasca la vittoria ma potrebbe perdere se Trump dovesse assicurarsi il successo in Wisconsin, Arizona e Michigan. Da questa base, senza nulla concedere altri Stati a Biden, Trump corrrerà spedito verso la Casa Bianca.



TUTTI CONTRO CRISANTI: NUOVO LOCKDOWN A NATALE ?
CHIUDIAMO ADESSO IN MANIERA INTELLIGENTE E SALVIAMO LA TRADIZIONE E LA FELICITA' DEI RAGAZZI

di Augusto Maccioni
(15-10-2020) Tutti contro Andrea Crisanti, virologo di spessore, il quale ha detto che sarà necessario un nuovo lockdown a natale. Lo ha detto con i dati alla mano dove emerge l'aumento progressivo dei contagi ogni giorno e questo fatto preoccupa moltissimo con la paura che anche questa volta la situazione possa sfuggire di mano. Della chiusura a natale ne avrebbe parlato anche Conte anche se il premier sull'argomento non è stato molto preciso come il virologo che, tra l'altro, aveva chiesto il lockdown già in estate per contrastare il diffondersi del covid-19. Questa notizia che continua a circolare sta creando ansia e paura e si inquadra, molto probabilmente, sull'aumento esponenziale del virus un pò in tutta Europa e in modo particolare in Francia e Spagna. Fuori dall'Italia c'è una realtà diversa, più aggressiva e incontrollabile, e si ha la paura che questa situazione possa esplodere anche nel nostro paese. E' evidente, come sostiene Crisanti, che le regole che ci hanno detto di seguire da sei mesi a questa parte, come lavarsi le mani, la mascherina,il distanziamento e il divieto di assembramento, non sono più sufficienti. Allora è necessario nuovamente il lockdown e far passare nuovamente gli italiani a natale in quarantena. E' una cosa bruttissima ed è un'altra mannaia contro la nostra economia, contro la tradizione religiosa e contro il sorriso dei bambini che proprio in quel periodo attendono momenti di grande gioia. Non toccateci il Natale( foto dal web/Social), le luminarie per le strade, i negozi aperti, la gioia che circola nelle famiglie. La tradizione non deve essere uccisa. I dati del covid-19 fanno paura? Chiudiamo adesso, in maniera intelligente e salviamo il futuro prossimo, a natale, per non spegnere la gioia e la felicità sotto l'albero di natale. Che triste sarebbe se spegnendo le luci dell'albero e mettendo al buio le strade, le statuine e la stalla con Gesù dovessimo togliere completamente il sorriso e la gioia nei bambini e la felicità di tutti.


PSICOSI DA COVID-19, E' SUCCESSO IN UNA SCUOLA A SORSO (SARDEGNA)
UN BAMBINO STARNUTISCE IN
CLASSE, MA NON HA L'INFLUENZA

LA SCUOLA, PERO', LO MANDA A
CASA. LA FOLLIA DI UNA DECISIONE


di Augusto Maccioni
(30-9-2020) La notizia è di quelle che lasciano il fiato sospeso, assurde ma tutto è possibile in un periodo nel quale il protagonista incontrastato è il covid-19, un virus che sta dando proprio alla testa. Il caso è stato raccontato dal quotidiano sassarese La Nuova Sardegna che ha raccolto la rabbia di un genitore che si è visto rimandare a casa da una scuola elementare il proprio figlio perchè ha starnutito in classe. E' stato considerato, il figlio, un untore e come tale è stato allontanato. Il docente non ha considerato altre strade, come uno spiffero o un agente irritante a contatto con le mucose del naso e ha posto subito una questione preventiva: c'è in circolazione il covid e per precauzione lo rimandiamo a casa. Il caso della scuola elementare di Sorso, in Sardegna, non è il solo in Italia perchè per lo stesso motivo in un asilo nido, forse a Como, una bambina è stata rimandata a casa. La testimonianza della madre, su TV8, è per una vicenda che ha dell'assurdità però è successo, tutto perchè la propria bambina ha starnutito all'asilo. La bimba ha 3 anni e potrebbe rientrare a scuola solo dopo il tampone e dopo essere rimasta in isolamento per due settimane. Tutto per uno starnuto che non significa nulla perchè la bimba non ha avuto nessun sintomo di influenza. E' semplicemente una follia trattare l'argomento in questo modo e rimandare a casa bambini che per la verità hanno una sintomatologia normale e senza quei sintomi riportati sul sito del Ministero della Salute che metterebbero a repentaglio i compagni di scuola. Dal resoconto della vicenda di Sorso, riportata dal quotidiano sardo, si sa che il bambino della scuola elementare non aveva febbre, non aveva brividi e non aveva difficoltà respiratorie. Con quale sintomo grave è stato rimandato a casa? C'era un medico che ha certificato la pericolosità del bambino in classe? Con quale autorità è stato deciso questo provvedimento? C'è indubbiamente lo spauracchio del covid, ma c'è molta leggerezza mista a follia nel considerare un bambino pericoloso e untore di chissà quale malattia solo perchè ha starnutito.(
Foto dal wweb/Social)



CON L'AUTUNNO ARRIVANO I
PRIMI SINTOMI DELL'INFLUENZA

QUEST'ANNO IL VACCINO
ANTINFLUENZALE E' MOLTO
IMPORTANTE, ECCO PERCHE'


di Augusto Maccioni
(29-9-2020) Un altro lockdown non ce lo possiamo permettere, uno è stato sufficiente anche se i segnali dell'aumento del coronavirus sono evidenti un pò in tutta Italia. Gli esperti dicono che non siamo ancora alla seconda ondata e questo indica che si arriverà a questo grazie alle persone che non usano le protezioni indicate dal governo. Eppure le raccomandazione sono chiare e semplici ma ci sono tante persone scettiche. Per non parlare dei negazionisti e dei complottisti che sottovalutano la situazione che c'è ed è tra noi e purtroppo fa danni e vittime. E con ottobre i problemi si complicano con l'arrivo dell'influenza (
foto dal web/Social) e con i primi sintomi di febbre, tosse e mal di testa, perchè col covid-19 andiamo completamente in tilt. E' influenza o covid? ed è un argomento che abbiamo già sviluppato in queste pagine. Ebbene, dicono gli esperti, è necessario fare il vaccino antinfluenzale. Serve? Il consiglio degli scienziati, e della OMS, è corale : proteggerci . Sicuramente dall'influenza e per buona parte, dicono sempre i medici, anche dal coronavirus. Il senso è questo: il vaccino antinfluenzale riduce drasticamente i sintomi e rende l'individuazione della diagnosi più semplice. Se si identificano subito le cause è meglio e si guarisce immediatamente invece di eseguire un tampone con reagenti che ha un altro costo per la sanità pubblica e rende più difficile la guarigione. Il ventaglio dei sintomi, cioè, diventano più chiari e si stabilisce subito se il paziente ha l'influenza o il covid. E' importante quest'anno vaccinarsi perchè contro l'influenza si possono prevenire ulteriori complicazioni in caso di contrazione del coronavirus con l'obiettivo di evitare la coinfezione da entrambi i virus. Oltre ai bambini l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha raccomandato il vaccino contro l'influenza anche per gli anziani, gli operatori sanitari e i pazienti che hanno una situazione compromessa. Dal 2012 l'OMS ha posto come priorità la vaccinazione antinfluenzale ai bambini e alle donne incinte ma, nell'attuale pandemia, anche: anziani di età superiore ai 65 anni e a quelli sotto i 65 anni ad alto rischio di complicanze influenzali; adulti con malattie cardiovascolari, neurologiche o respiratorie croniche. Insomma: siamo avvisati e non facciamo del male.



IL CARDINALE BECCIU SI
DIFENDE:" ACCUSE SURREALI"

" SONO INNOCENTE" E
CHIEDE GIUSTIZIA

"SPERO CHE IL PAPA NON
SI FACCIA MANOVRARE"


di Augusto Maccioni
(25-9-2020) Del "caso" del cardinale Angelo Becciu(
foto dal web/Social), sardo di Pattada nato il 2 giugno 1948, sicuramente se ne parlerà a lungo perchè le sue dimissioni daranno modo di mettere in chiaro diverse vicende che sarebbero legate all'inchiesta, abbastanza corposa, sulle operazioni finanziarie della Segreteria di Stato partita circa un anno fa e in modo particolare sull'acquisto da parte del Vaticano di un immobile di lusso a Londra per centinaia di milioni di euro. All'epoca il cardinale sardo era sostituto alla Segreteria di Stato della Santa Sede. L'inchiesta, secondo il settimanale l''Espresso, si sarebbe allargata a altri documenti che indicherebbero Becciu responsabile di donazioni finanziarie a persone a lui vicine. Ci si chiede come mai un cardinale del calibro di Becciu, "ministro dell'Interno" della Segreteria di Stato prima e Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi poi, molto influente in Vaticano e consigliere fidato del Papa, si sia dimesso rinunciando sia all'incarico e sia ai diritti di cardinale. Cosa è effettivamente successo in quei 20 minuti di incontro tra lui e Papa Francesco quel pomeriggio di giovedi scorso nessuno lo sa, sta di fatto che quell'incontro ha prodotto uno scandalo di corruzione e ha scalfito i sette anni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Da amico e da consigliere fidato del Papa, Becciu è diventato il nemico da punire e l'unica via praticabile erano le dimissioni che Papa Francesco ha accettato. Becciu però non indietreggia, dice con forza "sono innocente" e confida nella giustizia. Nel corso di una conferenza stampa parla di una situazione "surreale" e ha detto di avere la coscienza a posto e di aver agito sempre nell'interesse della Santa Sede e mai per interessi personali. Molti ritengono che il cardinale Becciu si sia trovato in un contesto finanziario più grande di lui, movimenti speculativi che hanno portato a farlo dimettere per non arrivare ad altre verità che colpirebbero personaggi di spicco. Qualcuno, insomma, doveva pagare e l'unico ad essere punito era proprio lui, personaggio molto potente, conoscitore di profondi segreti in Vaticano e nella Chiesa mondiale. E forse per questo motivo si è voluto montare questo scandalo. Nessuno, però, crede sulla colpevolezza di Becciu, personaggio molto noto e apprezzato in Sardegna e nella sua Pattada la comunità è sbalordita e non crede a tanto fango sulla sua persona. Tutti innocentisti e tutti solidarizzano col cardinale " persona umile, alla mano, molto amato dalla gente". Il tempo sicuramente metterà tutto a posto e in molti, comunque, dicono che la decisione del Papa è stata incomprensibile.


DOPO IL VOTO, ZINGARETTI CHIEDE GIOCO DI SQUADRA E RILANCIA IL RECOVERY FUND
DI BATTISTA: " LA PIU' GRANDE
SCONFITTA DEI 5 STELLE"

DI MAIO SI CONSOLA COL
RISULTATO DEL REFERENDUM


di Augusto Maccioni
(22-9-2020) Il giorno dopo le elezioni, referendum e regionali, i partiti si interrogano e attaccano. A caldo, dopo i primi risultati, i leader non si sono scomposti e hanno dichiarato ai microfoni dei media di aver fatto la propria parte e si dichiarano soddisfatti e vincitori. Tutti. Martedi, però, ci sono ripensamenti e la mente è lucida tanto è vero che Di Battista, che ha partecipato con forza alla campagna elettorale dei 5S, attacca adesso il suo movimento:" E' stata la più grande sconfitta della storia del Movimento 5 stelle". Non si mette in discussione, naturalmente, il referendum per il taglio dei parlamentari che tutti, si fa per dire, vogliono ma che nella sostanza potrebbe essere alla fine inapplicabile per una democrazia snella e capace di risolvere i problemi della gente, oltre quelli più articolati e di respiro nazionale e internazionale, ma come sono andate le elezioni nelle regioni. Sempre in un video su fb Di Battista spiega: "In Campania passiamo dal 17 al 10%, la Regione del ministro degli Esteri, del presidente della Camera. In Puglia dal 17 al 10%. In Liguria dal 22,3 al 7,8%, in Veneto una debacle". E' una fotografia che sconvolge e che dice chiaramente che i 5S si stanno spegnendo e forse non ci sono cure per rianimare una situazione sempre più problematica. Lo stesso Di Maio dice "Abbiamo sbagliato", convinto che il Movimento riuscirà a rialzarsi e a riacquistare energia e percentuali facendo capire anche che con l'alleanza col Pd le cose sarebbero state diverse. Su questo punto Di Battista alza la voce e dice che non è questo il tema, "il tema è l'innegabile crisi identitaria del M5S e di quel sogno cui hanno creduto in tanti ma in cui oggi non credono più". Sul quasi cadavere dell'alleato, Zingaretti rilancia e detta l'agenda a Di Maio: riforme, Recovery fund e sanità. Neanche il Pd viaggia a vele spiegate ma va avanti con la sua storia e col suo zoccolo duro dando ogni volta dei colpetti all'alleato-nemico Di Maio che continua a perdere consensi. I due alleati al governo litigano ma non mollano le poltrone e in questa situazione chi ha vita facile è il premier Conte che non intende portare avanti nessun rimpasto e ha dei dubbi anche sul Mes. Sul fronte dell'opposizione chi sta meglio di tutti è FdI di Giorgia Meloni che aumenta i suoi voti in tutte le regioni andate al voto e mette il suo governatore, Acquaroli, nelle Marche. Per il resto il centrodestra ha vinto in Liguria, ma c'è poco di Salvini, e in Veneto dove ha vinto a vagonate Zaia che ha poco di Salvini, anzi sarà il prossimo avversario dell'attuale leader leghista. Ci sarà il tempo per analizzare il voto, ma una cosa è certa: il centrodestra è vincente e si sta prendendo tutte le regioni italiane, il Pd non andrà oltre il 20% e il M5S è destinato a diventare forza di opposizione con i suoi, forse, 12%. (
foto dal web/Social Di Battista con Di Maio)


IL TAR SOSPENDE L'ORDINANZA DEL GOVERNATORE SARDO CHRISTIAN SOLINAS
NIENTE TEST PER ARRIVARE SULL'ISOLA: E' IN CONTRASTO CON LA LIBERA CIRCOLAZIONE TRA REGIONI

di Augusto Maccioni
(17-9-2020) La notizia era nell'aria e il braccio di ferro tra la Regione Sardegna e Governo in merito agli esami da effettuare per contrastare il covid-19 prima di arrivare sull'isola, ha portato a inasprire ulteriormente il dialogo che poteva essere ricomposto se si fossero considerate le ragioni e le preoccupazioni del governatore sardo Christian Solinas(PSd'Az). Del resto la regione Sardegna chiedeva più tutela sanitaria che non c'è stata da parte del governo centrale. Solinas aveva avanzato l'idea di un "passaporto" sanitario, negato dal governo, e altri provvedimenti per mitigare il dilagare dei contagi nell'isola da ferragosto in poi in considerazione del fatto che proprio in quel periodo il turismo in entrata poteva creare problemi dal punto di vista del coronavirus. Contagi che ci sono stati e che durano ancora oggi, perdurando di fatto l'afflusso turistico, e questa situazione preoccupante ha spinto Solinas a emanare il provvedimento che prevedeva una sorta di esami obbligatori per chi arrivava sull'isola. Il governo, è notizia di oggi, esulta perchè il Tar le da ragione e di fatto sospende l'efficacia dell'ordinanza. Molta attenzione è stata riservata agli articoli 10,11 e 12 del provvedimento del governatore che imponeva la certificazione di un test di negatività agli imbarchi o il tampone nelle 48 successive. Una disposizione, secondo il ministro agli Affari regionale Francesco Boccia(Pd)-
foto dal web/Social con Solinas-, in contrasto con la libera circolazione tra regioni previsto dall'articolo 16. Secondo il giudice del Tar D'Alessio: 1) Il rischio sanitario in Sardegna non giustificava l'adozione di un'ordinanza che incide sulla libera circolazione delle persone 2) L'incremento dei contagi è messo in relazione al forte afflusso turistico del mese di agosto e pertanto è considerato episodico 3) Tale limitazione non è dimostrata perchè non c'è una insostenibile pressione sul sistema sanitario regionale. Solinas è su tutte le furie e sulla decisione del Tar parla di " un atteggiamento arrogante e propagandistico che mira a soverchiare l'autonomia speciale e contrastare sul piano ideologico e non sostanziale l'azione di governo di una Regione evidentemente non allineata", una decisione, quindi, politica posto che, dice ancora Solinas, misure decisamente più discriminatorie nei confronti dei sardi sono state adottate da Lazio, Campania e Puglia senza che il Governo dicesse niente o facesse ricorso. Il riferimento va ai test che la Regione Lazio, ad esempio, chiede alle persone di rientro dalla Sardegna ma anche ai voli sperimentali covid free tra Milano e Roma dell'Alitalia. Per loro, dice Solinas, è consentito attuare provvedimenti di tutela ma non per avere uno scudo in Sardegna. La partita è pressoché vinta dal Governo ma di questa sfida, con la Regione Sardegna, se ne continuerà a parlare perchè presso il Tar è prevista l'udienza di merito il 7 ottobre.



DOPO PARIGI E BERLINO SCENDONO
IN PIAZZA I NEGAZIONISTI ITALIANI

"NO MASK" A ROMA, MANIFESTAZIONE SENZA MASCHERINA E DISTANZIAMENTO
"IL LOCKDOWN CI HA PORTATI ALLA FAME", SPERANZA:" FANNO RABBRIVIDIRE"

di Augusto Maccioni
(5-9-2020) Qualcuno la mascherina la indossa ma la piazza di fronte alla Bocca della Verità a Roma è tutta per la manifestazione(
foto dal web/Social) organizzata per contestare non solo l'uso delle mascherine ma anche il distanziamento sociale. I negazionisti che si sono dati appuntamento di pomeriggio, oltre 1500 secondo la questura, hanno criticato il governo, definendolo "criminale e assassino" perchè ha obbligato gli italiani "a stare chiusi in casa senza motivo", e con urla e striscioni ("Noi siamo il popolo") ha ridicolizzato il sistema degli interventi sanitari per combattere il covid. Lunghissimo l'elenco dei negazionisti che ha bachettato tutti compreso il pesidente Mattarella e il papa Francesco. Per salvare l'italia e gli italiani, dicono, è necessario schierarsi con Trump e Putin e sconfiggere il sistema che non regge e che porta al collasso(" Il lockdown ci ha portati alla fame"). I nemici sono tutti quelli che "credono" al coronavirus e i morti ci sono stati ma per motivi che nulla hanno a che vedere col contagio. I complottisti sono decisi: no ai tamponi, no ai vaccini, no alle mascherine, no al distanziamento e no al 5 G. Dopo Londra, Parigi e Berlino scendono in piazza anche gli italiani con obiettivi simili, non vogliono divieti e puntano a tornare alla normalità anche se i temi toccati durante la manifestazione sono diversi e più marcatamente politici. Viene da chiedersi, in un periodo nel quale c'è una ripresa del coronavirus in Italia, come mai è stata autorizzata una manifestazione senza le cautele previste per il covid-19. Ci sono i divieti un pò in tutta Italia e c'è l'obbligo di portare mascherine e attenersi al distanziamento e per chi viola queste norme ci sono multe salate, ma per i manifestanti "no mask" tutto è permesso: circolano ammassati, stazionano senza distanziamenti, non usano mascherine e sul palco gli organizzatori fanno a gara per non rispettare norme e leggi. "Noi siamo il popolo" ma per fortuna a manifestare sono in pochi e non rappresentano di certo l'Italia che invece riconosce la pericolosità dei contagi e rispettano le disposizioni sanitarie. E' lecito manifestare, dire la propria opinione, ragionare su argomenti di estrema attualità ma non in questo modo vergognoso, per rispetto di quanti hanno lottato per superare le difficoltà del virus, di tanti familiari che hanno perso un proprio congiunto e di tanti lavoratori che, proprio a causa del coronavirus, hanno lasciato il proprio lavoro o hanno abbandonato la loro attività. Un rispetto doveroso che è stato schiaffeggiato da una manifestazione che doveva essere fermata perchè incurante delle prescrizioni sanitarie. Il ministro della Salute Speranza: "Fanno rabbrividire". Adesso guardiamo avanti e vediamo un pò, dopo questa manifestazione, quanti faranno ricorso ai sanitari nel caso dovessero diventare positivi. Sarebbe interessante averli, per così dire, individuati per capire la loro situazione sanitaria futura. Una cosa è certa: quella manifestazione è stata vergognosa e doveva a tutti i costi essere fermata non in forma "fascista" o "dittatoriale" ma in maniera democratica.



SARDEGNA, NON C'E' UN
"CASO COSTA SMERALDA"

COL CONTROESODO DEI TURISTI VIP,
DIVERSI FOCOLAI NON ESISTONO PIU'

"SUI MILLE TAMPONI NESSUNO
E' RISULTATO POSITIVO"


di Augusto Maccioni
(3-9-2020) Costa Smeralda al collasso, "maledetta Costa Smeralda"(
foto dal wweb/Social). Gli untori, insomma, è stato detto, sono proprio nel paradiso turistico della Sardegna dove i turisti con le carte di credito gonfie arrivano a popolare le località più frequentate della Gallura. In queste ultime settimane, col trend coronavirus in sù, la Sardegna è stata in primo piano, indicata come la regione dove sono emersi casi della pandemia che hanno preoccupato parecchio creando una vasta pubblicità negativa sulla stampa nazionale. L'obiettivo, anche se non dichiarato, era di affossare il turismo isolano mettendo in relazione i contagi, pochi e circoscritti, con le bellezze di una Sardegna sempre amata e rispettata solo che questa volta è stata infangata e umiliata. L'isola improvvisamente è passata da covid free a untrice, e questo perchè chi è venuto in Sardegna, e in Costa Smeralda o nei locali più gettonati del nord, è passato senza controlli sanitari contagiando le persone sul posto e rientrando nella penisola sempre col virus. Qualche tampone e subito è scattata la trappola: i turisti arrivati nell'isola sono stati contagiati, quindi titoloni sui giornali a tiratura nazionale che affossavano la Sardegna e i sardi. A parte la polemica tra Briatore e il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, la vicenda esplosiva della Sardegna esportatrice del virus è nata dai contagi nel villaggio di Santo Stefano alla Maddalena e subito si è parlato, soprattutto da parte della stampa della regione Lazio, di rischio "bomba virale". Il governatore sardo Christian Solinas si è impegnato molto per ribaltare la situazione negativa dicendo che i casi erano di importazione o di ritorno e che la Sardegna non meritava un trattamento del genere. A distanza di qualche settimana ci sono alcuni risultati che potrebbero chiarire l'incidente: non esiste un "caso Sardegna", col controesodo scattato qualche giorno fa con la ripartenza dei turisti vip non ci sono più focolai. Da Porto Cervo a Porto Rotondo del virus non c'è traccia anche se rimangono sotto osservazione tante persone in quarantena. C'è al momento da chiarire il contagio di Berlusconi e della sua famiglia a Villa Certosa e l'unità di crisi sta approfondendo i controlli. Per il resto i dati stanno dimostrando l'assenza del virus: sui mille tamponi eseguiti nelle strutture ricettive nessuno è risultato positivo. Rimane, dopo tante polemiche e tanto fango sulla Sardegna, un danno immagine di grande rilevanza a livello turistico. Per questo motivo il governatore sardo Solinas conferma la possibilità di intraprendere azioni legali a tutela della Sardegna e dei sardi: "Stiamo facendo le nostre valutazioni sentendo anche gli operatori - ha detto il presidente sardo -, vogliamo capire quale sia stato l'impatto non solo per le numerose cancellazioni, ma proprio per l'immagine di un'Isola, che è stata messa in discussione a livello internazionale".


ANCORA FANGO SULLA SARDEGNA DA PARTE DEL CORSERA E REPUBBLICA
LO STRATAGEMMA DEI "SIGNOROTTI" DELLA ROMA BENE
"HANNO PRESO LA TACHIPIRINA
PER ARRIVARE NELL'ISOLA"


di Augusto Maccioni
(23-8-2020) Ci sono molte cose che non tornano sul versante dei contagi che, secondo il Corriere della Sera e Repubblica, sarebbero avvenuti in Sardegna. L'isola è terra millenaria e la sua gente è squisita e accogliente, rispettosa delle norme e delle leggi soprattutto, in questo ultimo periodo, quelle emanate per il coronavirus. Il trattamento riservato all'isola da parte di questi giornali nazionali non è stato rispettoso nei confronti della Sardegna e della sua gente perchè si sono accaniti contro i sardi che sarebbero stati untori e trasmettitori del virus nei confronti di quanti, soprattutto romani e milanesi, hanno invaso i luoghi di villeggiatura più gettonati dei vip. I reportage dei due giornali mettono in evidenza episodi di persone che hanno raccontato la loro odissea in Sardegna, dal fatto, cioè, di essere partiti "negativi" per poi rientrare nelle loro città "positivi". Detta così sembrerebbe normale concludere che il virus è stato trasmesso in Sardegna. L'isola, per inciso, è da tempo covid free e sembra strano beccarsi il coronavirus se non si è positivi. Quando la macchina del fango si arma a dovere sono facili le conseguenze per danneggiare la terra del turismo e macchiare un'isola che nulla ha a che fare con persone irriguardose, senza scrupoli che vogliono essere irriverenti ad ogni costo. Queste persone appartengono alla Roma bene che nei giorni scorsi hanno cantato, ballato e si sono tuffati nello specchio d'acqua del resort di lusso di Santo Stefano. Erano quasi 500, non hanno concluso la loro vacanza-vip perchè ci sono stati 26 contagi, quindi la loro permanenza è stata prolungata. Il dato ha scatenato l'ira del Corsera e di Repubblica: la Sardegna, terra del covid, deve essere chiusa, per poi definirla "terra maledetta". Non hanno considerato che questi giovanotti della Roma bene per venire in Sardegna si sono attrezzati e per non avere problemi, hanno riferito a diversi giornali, hanno preso la tachipirina per superare i controlli all'imbarco. E' chiaro che una volta arrivati in Sardegna il virus sia esploso e abbia contagiato altre persone. Ma questo stratagemma non sarà mai raccontato dai due giornaloni. Rimangono le parole, i titoli, il fango sulla Sardegna e sui sardi. E non è giusto un trattamento del genere.


SARDEGNA BERSAGLIO DEL NORD: "E' LA REGIONE CHE ESPORTA IL VIRUS"
IL LAZIO: "DALLA SARDEGNA
RISCHIO BOMBA VIRALE"

SOLINAS NON CI STA:" I CASI SONO DI IMPORTAZIONE O DI RITORNO"

di Augusto Maccioni
Doveva succedere. La Sardegna covid free è stata derisa e criminalizzata da quelle regioni che continuano a macinare contagi a raffica, non appena nell'isola è apparso il boom dei casi nelle zone più esclusive per il turismo. E' avvenuto nell'arcipelago della Maddalena nell'isola di Santo Stefano, nello scenario da favola di un resort di lusso dove 470 fra turisti e personale sono apparsi i primi contagi per poi arrivare, conclusi i tamponi, a 26 positivi, un dato che sarebbe passato inosservato in Lombardia o nel Lazio ma non in Sardegna da parte dei media e dei giornaloni italiani che hanno approfittato della situazione per paragonare i dati del Covid-19 dell'isola con quelli del nord. E subito il rapporto del Corriere della Sera: "Con 37 casi la Sardegna, in rapporto alla popolazione, è la regione col più alto indice d'Italia e quella che più sta esportando il virus", una presentazione che mette all'angolo la regione, condannata anche dal punto di vista del turismo e delle vacanze. E non solo, per la Regione Lazio: "Il 30% dei nostri casi, età media fra i 18 e i 34 anni è di persone arrivate dall'isola". Insomma l'isola è portatrice ed esportatrice di coronavirus. I dati però smentiscono le conclusioni della Lombardia e del Lazio, ma chissà anche da parte di altre regioni del nord, soprattutto perché i contagi in Sardegna sono, soprattutto, di importazione e di migranti: persone già positive arrivate dall'estero e in modo particolare dalla Spagna, ma anche da migranti algerini sbarcati nel Sulcis. Quest'ultimi sono sbarcati col coronavirus da parecchio, il 28 luglio, ad esempio, furono 6, il 31 altri 10. Il covid-19 africano sbarca anche il 15 agosto (4 migranti), il 13 a sbarcare furono 13 contagiati africani. Il bollettino dell'epidemia dice anche che in Sardegna, dall'inizio dell'epidemia, ci sono stati 134 morti e che l'ultimo decesso è avvenuto il 27 luglio (una donna di 90 anni di Nuoro), un dato che è poca cosa rispetto ai tantissimi morti delle regioni del nord. Fa un certo effetto passare da untori ed esportatori del virus, non è corretto e non ci meritiamo tanta violenza,ingratitudine e brutalità da parte di chi non rispetta leggi e norme nazionali e regionali. Turisti che in barba alle disposizioni si sentono superiori alla legge, sfidano il virus e non si accorgono che la positività è sempre dietro l'angolo. Il popolo sardo è pacifico, ospitale, rispettoso delle leggi e delle consuetudini e vorrebbero che anche i turisti diano un segnale di rispetto e di gratitudine. Invece, i turisti, sono spesso brutalmente selvaggi, distruggono ogni cosa e saccheggiano le nostre spiagge portandosi via chissà quanti chili di sabbia. La conclusione è pacifica: il virus è d'importazione. E l'isola poteva essere tranquillamente covid free se fosse stato approvato dal governo il piano ideato dalla Regione Sardegna. Il governatore sardo Christian Solinas (
foto dal web/Social) ci ha provato a chiedere ai turisti una certificazione sanitaria:"Se il governo avesse accolto il modello che avevo proposto già mesi fa per accompagnare l'ingresso sull'isola di ciascun passeggero con un certificato che attestasse l'esito negativo del tampone, oggi non ci sarebbe la recrudescenza del virus", ha affermato Solinas. Invece venne contestato di incostituzionalità. E a proposito della recrudescenza del virus il presidente sardo è chiaro:"Tutti i casi sono di importazione o di ritorno, persone già positive testate una volta giunte in Sardegna o sardi infettati durante le vacanze all'estero”.


SARDEGNA, BOOM DI CONTAGI NEL VILLAGGIO
DI SANTO STEFANO ALLA MADDALENA

"CI SONO I PRIMI 21 POSITIVI", ATTESI I RISULTATI PER ALTRE 200 PERSONE
"STANNO TUTTI BENE E SONO LIBERI DI MUOVERSI, MA NON DI LASCIARE IL RESORT"

di Augusto Maccioni
(19-8-2020) Mai tanti contagi da coronavirus in Sardegna. Il doppio zero, contagi e vittime, è un ricordo e si deve andare all'8 agosto quando nell'isola non si sono registrati positivi e morti.E' un agosto di crescita Covid-19 e stando agli esperti i prossimi dodici giorni resteranno col segno più tra feste e discoteche anche se ufficialmente, da un paio di giorni, il governo ha chiuso tutto per abbassare i casi che ultimamente stavano creando un serio problema. In Sardegna i primi dati preoccupanti, a parte i dati del lockdown di metà aprile, sono stati registrati l'11 agosto, con 20 casi, e il 13, sempre nello stesso mese, con 17 positivi di cui 13 migranti. Il dato del 19 agosto segnala un boom paragonabile ai positivi di una regione del nord Italia, ma è tutto sotto controllo, dichiara l'assessore della Sanità della regione Mario Nieddu, anche se la percezione è che ci avviamo a un periodo non certo felice per la Sardegna. L'allarme nell'isola è diventato un vero e proprio caso per la festa in una struttura alberghiera di Porto Rotondo, in un resort di Santo Stefano nell'arcipelago di La Maddalena. Un solo contagio, di un lavoratore stagionale, ha messo in quarantena i turisti che hanno partecipato alla festa, bloccati all'interno in attesa dei risultati dei test da parte dell'Ats. In pratica sono circa 470, tra ospiti e personale, le persone nel resort Uvet alla Maddalena (foto dal web/Social) e ci sono i primi 21 positivi e il rischio è che il contagio si sia sviluppato ad altri ospiti. Entro il 20 agosto si dovrà avere un quadro completo e stabilire come comportarsi. Stante la situazione il sindaco Luca Montella con apposita ordinanza ha dato un'ulteriore stretta con obbligo di mascherina nelle vie più frequentate del centro, ricalcando il provvedimento governativo sulle discoteche. Nel resort i vacanzieri sono liberi di muoversi ma non possono uscire per andare in altre località, anche se diverse persone hanno tentato la fuga ma sono state riportate nella struttura alberghiera. Altri ancora volevano scappare con gommoni noleggiati ma, scoperti, non hanno potuto lasciare l'hotel. La brutta avventura si spegnerà fra qualche giorno e per i contagiati ci sarà un altro percorso di quarantena non si sa se nella stessa struttura o da qualche altra parte. Quando sarà tutto finito verrà fuori il problema di saldare il conto soprattutto per i giorni non stabiliti dal soggiorno iniziale. Chi pagherà?


SERIE A, IL NUOVO CAMPIONATO PARTIRA' IL 19 SETTEMBRE
ECCO DI FRANCESCO "L'ALLENATORE ADATTO PER IL CAGLIARI"
"NAINGGOLAN? SI SPERA NELLA ROSA,
MA ANCHE RINFORZARE LA DIFESA"


di Augusto Maccioni
(4-8-2020) E' arrivato all'aeroporto di Cagliari nel primo pomeriggio e si è presentato alla stampa dopo diverse ore, all'hotel "Palazzo Doglio", col pensiero fisso di fare bene e di migliorare la posizione in classifica. E' Eusebio Di Francesco (
foto dal web/Social Il nuovo tecnico con Giulini), il nuovo allenatore del Cagliari, arruolato dal presidente Giulini due giovedi fa e messo in campo al posto di Zenga, responsabile di non aver conseguito il traguardo sperato né dell'ottava posizione e neanche del decimo posto in classifica nell'anno del centenario della società. Del resto cosa poteva fare il buon Zenga arrivato a Cagliari in piena pandemia e costretto a inventarsi tutto in pochissimo tempo e con elementi contati da mandare in campo. Forse sarebbe stato più giusto dargli fiducia, una proroga dell'incarico che Zenga si aspettava per modellare in meglio la squadra e renderla più produttiva. Le cose sono andate diversamente, del resto chi decide è Giulini che ha tagliato corto e ha voluto sostituirlo con Di Francesco che non ha fatto bene nella Sampdoria, esonerato dopo 7 partite. E precedentemente era stato esonerato anche dalla Roma. E dopo di lui, alla Roma e alla Sampdoria, è arrivato Ranieri che a Genova ha chiuso il campionato con 42 punti, tre in meno del Cagliari. Si va avanti e c'è la speranza che Di Francesco faccia meglio di Maran, non del primo periodo ma del secondo quello delle tante sconfitte, ma anche di Zenga. Giulini ne è convinto: "E' l'allenatore adatto a portare avanti un progetto di gioco e costruire qualcosa di importante". C'è anche da dire che un allenatore non fa grande una squadra. Le sue direttive, i suoi consigli e la sua "statura" fanno presa e possono colmare differenze e aiutare lo spogliatoio, ma sono i giocatori, alla fine, che posizionano la squadra in classifica. Il problema del Cagliari è la difesa, oltre a qualche altro accorgimento, problema che si è notato, dice Giulini, a gennaio poi si sono fatte altre scelte. C'è poi Nainggolan e Di Francesco lo vorrebbe in rosa, ma spera di rinforzare la difesa e avere delle ali di ruolo. Intanto la Lega Serie A ha deciso che il campionato prenderà il via il 19 settembre e l'ultima giornata il 23 maggio 2021. Si è anche deciso che non ci saranno gare tra Natale e capodanno.

DEI SEI CASI DI CORONAVIRUS IN SARDEGNA, TRE SONO MIGRANTI ALGERINI ARRIVATI A PORTO PINO
(SANT'ANNA ARRESI)

PREOCCUPAZIONI, POLEMICHE E
SBARCHI DI CONTAGIATI

di Augusto Maccioni
(28-7-2020) La bella stagione sta favorendo gli scafisti che da tempo si sono organizzati per far sbarcare dai barchini i migranti anche in Sardegna. Non sono più momenti episodici e il fatto, soprattutto in questo periodo di coronavirus(
foto dal web/Social), sta preoccupando parecchio dal punto di vista sanitario ma anche della sicurezza e a quanto sembra non ci sono provvedimenti per limitare o assicurare tranquillità alla popolazione. In Sicilia e in altre regioni, dove il problema è stato in qualche modo arginato con le navi della quarantena senza però contribuire a risolverlo in maniera efficace, hanno avuto momenti di successo anche se sono emerse problematiche diverse riferite alla fuga dei migranti dai centri di soccorso e prima accoglienza. Gli sbarchi non sono più un'emergenza ma un fenomeno stabile e al momento molto preoccupante, aggravata da quella sanitaria che impone una risposta tempestiva e sicura. E' necessario in questo periodo storico dare tranquillità alla popolazione ma anche ai turisti che vogliono trovare relax e pace nell'isola sarda dopo essersi sottoposti alla quarantena o a un periodo di sicurezza sanitaria. La cronaca di sette migranti algerini, più una donna, sbarcati alle 2,30 della notte del 28 luglio nella spiaggia di Porto Pino ha ulteriormente allarmato la popolazione e il fatto che tre di essi siano stati trovati positivi al Covid-19 ha contribuito a mettere paura a quanti, i residenti, continuano a indossare la mascherina e a seguire le regole contro il contagio dopo essere stati 3 mesi a casa a causa della pandemia. Il web è esploso e i pareri sono a senso unico contro una situazione che potrebbe creare paure e polemiche. La Sardegna in tutto questo periodo di coronavirus è stata isola felice e i casi e i decessi sono stati nella norma senza creare preoccupazioni. Il comportamento della popolazione è stato, dal punto di vista sanitario e di quello della sicurezza, esemplare e questo atteggiamento si vorrebbe che ci fosse anche per gli altri che vengono in Sardegna. Il caso poi dei migranti è complesso e di non facile soluzioni. Ci vorrebbe più attenzione sia nei Centri in Africa ma anche più sicurezza prima degli sbarchi che continuano ad esserci senza freno, indisturbati seguendo una rotta che nessuno è stato in grado di individuare e arginare. Soprattutto in questo periodo dove il coronavirus sta crescendo in maniera esponenziale in Africa e questa situazione potrebbe portare una seconda ondata di coronavirus in Italia, che gli esperti dicono più pericoloso del precedente, adesso che i dati, nel nostro Paese, sono diminuiti restituendoci una libertà ancora limitata.




ACCELERATA PER LA NUOVA
SANITA' SARDA CON 8 ASL

DOPO L'ATS UNICA ECCO L'ARES CON NUOVE REALTA' TERRITORIALI DELLA SALUTE
E' SCONTRO PER L'ACCORPAMENTO
DELL'ONCOLOGICO E MICROCITEMICO


di Augusto Maccioni
(18-7-2020) Si accelera per la nuova e rivoluzionaria sanità sarda. Dopo la Asl unica, la ATS(Azienda per la Tutela della Salute) della precedente legislatura di centrosinistra a guida dell'economista Francesco Pigliaru, il governo di centrodestra a guida del sardista Christian Solinas sta per voltare pagina esattamente quattro anni dopo e con l'ambizioso progetto di riportare il nuovo sistema sanitario regionale pubblico più coerente e più rispettoso delle varie realtà territoriali sarde. Cancellata la ATS ecco l'Ares (Azienda regionale della Salute) con le sue 8 Asl (1-Sassari, 2-Gallura, 3-Nuoro, 4 - Ogliastra, 5-Oristano, 6- Medio Campidano, 7- Sulcis e 8- Cagliari) seguono anche: l'AMOU (Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari), la AREUS (Azienda regionale dell'Emergenza e urgenza della Sardegna), l'ARNAS(Azienda di rilievo nazionale ed alta specializzazione) dell'Ospedale di Cagliari Brotzu, l'ISZ (Istituto zooprofilattico sperimentale) e l'ARPAS (Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Sardegna). Per il momento si tratterà di dare corpo alle nuove realtà territoriali della Salute dando risposte concrete alle richieste di vari territori che prima non venivano considerati come ad esempio il Sulcis-Iglesiente, l'Ogliastra e la Gallura e ci sarà tempo per mettere a punto la nuova cartina geopolitica distribuendo la sanità nelle sei province e nelle due Città Metropolitane di Cagliari e Sassari. Il governo sardo ha messo il turbo e già martedi il parlamentino presieduto dal leghista Pierluigi Saiu esaminerà il testo che sarà oggetto di valutazione il 3 agosto in Aula. I tempi sono ristretti anche se i problemi ancora da risolvere sono tanti. Ad iniziare dall'individuazione della sede del Sud Sardegna (Sanluri o Carbonia?) ma anche, ed è il pacchetto più complicato, il nodo Microcitemico-Oncologico, i due ospedali cagliaritani, un tempo ad alta specializzazione, per il quale c'è scontro politico per una dignitosa collocazione. Le posizioni in campo dicono, è la proposta dell'UDC, che i due ospedali cagliaritani rientrino nell'Asl 8 di Cagliari, i Riformatori invece puntano a non cambiare le cose cioè continuerebbero a far parte dell'ospedale Brotzu. Mesi fa si ventilava l'accorpamento con il Policlinico Universitario "per salvare la facoltà di medicina,diceva in una nota il Pd,che avrebbe bisogno di 300 nuovi posti letto per ottenere l’accreditamento". Non si sono considerate altre strade o perlomeno non si sono sentiti gli operatori, i medici e quanti hanno a che fare con i due ospedali che invece vorrebbero che il Microcitemico e l'Oncologico fossero scorporate e facesso parte di eccellenze come è il Brotzu. Del resto l'accorpamento dei due ospedali con il Brotzu voluto dalla precedente legislatura è stato un fallimento ed entrambi sono stati ridimensionati, nelle strutture, nel personale, nelle cure e nelle risorse a vantaggio dell'ospedale Brotzu. Se non ci sono altre strade, sarebbe opportuno restituire l'Oncologico e il Microcitemico alla Asl 8 di Cagliari e renderli presidi di eccellenza per un'assistenza sanitaria di qualità evitando, come è successo in passato, di ricorrere ai viaggi della speranza. L'ospedale pediatrico Microcitemico "Antonio Cao" deve continuare ad essere un punto di riferimento regionale e anche un principale centro europeo per il contributo alle malattie genetiche e alle patologie rare, mentre l'ospedale oncologico "Businco" dovrà continuare ad essere un centro specializzato sul territorio regionale e nazionale.

TORNA IN ITALIA L'EMERGENZA MIGRANTI AGGRAVATA DAL CORONAVIRUS
SICILIA E CALABRIA LE REGIONI PIU' MINACCIATE DAL NUOVO ALLARME
ESTATE A RISCHIO: 20 MILA
MIGRANTI PRONTI A SBARCARE


di Augusto Maccioni
(13-7-2020) Da giovedi ad oggi sono arrivati a Lampedusa circa 1300 migranti e in Sicilia e Calabria è già allarme. Questa volta l'emergenza migranti è aggravata dai positivi al coronavirus, una minaccia che ha sconvolto tutti perchè gli italiani, in questo periodo e in quello precedente di lockdown, sono nuovamente sul piede di guerra perchè vorrebbero chiudere e non riaprire questa pratica dolorosa e non solo che ha cambiato le nostre abitudini e la nostra storia. Il problema è reale perchè le cronache dicono che su 800 migranti approdati, con barchini e con altri mezzi di fortuna sulle spiagge, almeno 80 sono risultati positivi. Dati chiaramente registrati ma altri potrebbero essere sfuggiti ai controlli, in Sicilia come in Calabria. Scene e situazioni le abbiamo viste anche in Sardegna dove, in diverse spiagge dell'isola tra Sant'Anna Arresi, Teulada e Chia/Domus de Maria, diversi algerini sono risultati positivi e trattenuti in quarantena al Centro di Monastir. La cronaca recente dice anche che domenica 12 luglio in Calabria 28 migranti, su 80, sono risultati positivi. Nel Lazio dei 24 nuovi casi, 22 provengono dall'estero. Il quadro potrebbe essere devastante se si pensa che, da notizie di intelligence, nelle prossime settimane altri 20 mila migranti (
foto dal web/Social)potrebbero arrivare dall'Africa e chissà quanti migranti potrebbero essere positivi al Covid-19, una situazione che potrebbe rendere ingovernabile il quadro sanitario in un momento nel quale l'Italia sta uscendo in maniera faticosa dal coronavirus. La più imbufalita è la governatrice Jole Santelli che, in riferimento allo sbarco a Roccella Jonica di 70 stranieri 28 dei quali positivi, ha tuonato: "o il governo interviene subito o clocchiamo gli sbarchi". La stessa governatrice suggerisce:"l'unica soluzione in grado di evitare pericoli per la salute della popolazione calabrese non può che essere quella di procedere alla requisizione di unità navali, da dislocare davanti alle coste della regione italiane maggiormente interessate dagli sbarchi, a bordo delle quali potranno essere svolti i controlli sanitari sugli immigrati e potrà essere assicurata, in caso di positività, l'effettuazione del periodo di quarantena obbligatoria". Per il momento il governo non si esprime anche perchè appare complessa tutta la pratica da risolvere con l'Europa e con i Paesi interessati. Di sicuro è che questo nuovo fenomeno aggravato dal Covid-19 sta diventando una vera e propria bomba che potrebbe danneggiare ulteriormente la situazione sociale e sanitaria nel nostro Paese.



MESINA E' IN FUGA DOPO LA CONDANNA DEFINITIVA DELLA CASSAZIONE
IL MITO DI GRAZIANEDDU TRA
EVAZIONI E FUGHE D'AMORE

IL WEB LO DIFENDE:"VOLA GRAZIANO,
LA LIBERTA' E' UN TUO DIRITTO"


di Augusto Maccioni
(3-7-2020) Graziano Mesina(
foto dal web/Social) è stato condannato a 30 anni di reclusione per associazione a delinquere del dicembre 2016.La decisione definitiva è della Cassazione che ha respinto il ricorso dei legali di "Grazianeddu". I carabinieri però, dopo la sentenza, non hanno trovato a casa l'ex primula rossa il quale si è reso irreperibile. Nella sua casa ad Orgosolo, dove Mesina viveva abitualmente, non si trova e nessuno sa dove sia anche se il giorno prima era presente in paese. Quella di Mesina è una vita particolarmente movimentata dopo aver passato oltre 40 anni in carcere. Alle sue lunghe detenzioni in prigione si devono calcolare le molte evasioni e le fughe d'amore. Era il periodo che più del bandito si guardava all'uomo gentiluomo capace di attrarre simpatia e consensi anche se rimaneva sempre un eterno ergastolano. La sua popolarità era tale che qualcuno voleva che diventasse una star televisiva con programmi tipo Grande Fratello. Dopo la grazia, nel 2004, Mesina aveva avuto l'occasione di cambiare vita e per molti versi era diventato personaggio tranquillo che, come guida turistica, faceva vivere ai turisti le emozioni delle sue montagne. Era diventato famoso per essersi occupato del sequestro del piccolo Farouk Kassam, una vicenda che suscitò polemiche per il ruolo che aveva avuto per la liberazione del bambino. Grazianeddu continuava a vivere tra carcere e latitanza. Adesso la decisione della condanna definitiva a 30 anni di carcere. Mesina ha 78 anni e non è più nelle condizioni di una volta quando con agilità superava difficoltà e momenti impossibili e i suoi giorni migliori li trascorreva nel Supramonte, una montagna che lui conosceva bene e che non lo ha mai tradito. E' improbabile che sia riuscito ad espatriare magari in Corsica. Sicuramente non è lontano dalla sua Orgosolo, tra le case o grotte introvabili del Supramonte con gli amici di un tempo che obbediscono alle leggi barbaricine. E' un ergastolano ma è passata l'immagine di una persona che piace alla gente. E il web lo difende con frasi del tipo "scarcerano i mafiosi e vogliono incarcerare gli onesti" oppure "Graziano goditi la vita" ma anche "Vola Graziano, la libertà è un tuo diritto".


IL GOVERNO ALGERINO HA CHIUSO I CONFINI PER L'IMPENNATA DI COVID-19
IN SARDEGNA SONO 2 MIGRANTI
I NUOVI CONTAGIATI (E SONO 4)

IL CASO DEI TURISTI AMERICANI BLOCCATI A ELMAS E FATTI RIPARTIRE

di Augusto Maccioni
(2-7-2020) Sardegna free? Neanche per sogno perchè ultimamente i contagiati sono solo i migranti sbarcati sulle coste dell'isola. I positivi sono 2 algerini ma al Centro di prima accoglienza di Monastir ci sono altri 2 extracomunitari col Covid-19. I quattro si trovano in isolamento dopo che,ultimamente, si sono registrati sbarchi per oltre 100 migranti tra Sant'Anna Arresi e Teulada ma anche a Chia/Domus de Maria. Le belle giornate estive favoriscono gli sbarchi "fantasma" che risultano essere più sicuri, stante la rotta Algeria-Cagliari ormai collaudata, e pronti a toccare terra rispetto a quelli più complicati che arrivano in terra siciliana dove, anche lì, si stanno registrando casi di contagi e ultimamente su 43 migranti ad Augusta 8 sono risultati positivi. Tra i Paesi a rischio c'era anche l'Algeria che ha una situazione epidemiologica simile al Giappone, sia per contagi che per decessi, anche se i numeri pubblicati non sono realistici. Dopo tre mesi e mezzo l'Italia è cauta a riaprire le frontiere. Nonostante i divieti, prima del 1 luglio, i migranti algerini hanno trovato facile arrivare sulle coste sarde, prontamente accolti e ospitati al Centro di Monastir anche quelli col coronavirus. La situazione in Algeria non è sotto controllo e il rischio di contagio è alto tanto è vero che il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha ordinato di mantenere chiusi i confini fino alla fine della crisi del coronavirus(
foto dal web/Social) che ha conosciuto negli ultimi giorni di giugno un'impennata di casi. I migranti però scappano sfidando i divieti del loro paese e violando leggi che dovrebbero bloccare le partenze dall'Algeria. E fino al 30 giugno in Europa, e quindi anche l'Italia,vigevano divieti in entrata e in uscita dall'area Schengen e questo valeva anche per l'Algeria. Si potevano "infrangere" queste regole solo per motivi di lavoro o urgenza. Questa è la situazione. Il paradosso è che si sia bloccato l'aereo proveniente dagli Usa, per effetto delle restrizioni dovute all'emergenza coronavirus su quel Paese dal 1^ luglio, e fatto ripartire i turisti americani da Elmas/Cagliari (per solidarietà anche inglesi e una ragazza di Oristano che potevano restare nell'isola hanno seguito la comitiva) verso il Regno Unito. Un caso che sicuramente avrà un seguito perchè i turisti del volo dagli Stati Uniti erano già in terra sarda,quando sono scattate i divieti dell'Europa, e potevano sbrigare la pratica della quarantena. Invece si è preferito essere perfettini dando uno schiaffo al turismo e all'economia della Sardegna.



CONTINUANO GLI SBARCHI DI MIGRANTI SULLE COSTE DELLA SARDEGNA
RIPARTE LA ROTTA CON L'ALGERIA,
IN 24 ORE QUASI 100 ALGERINI

CAPPELLACCI: "ATTENTATO ALLA SALUTE,
ALLA SICUREZZA DELLA NOSTRA COMUNITA'"


di Augusto Maccioni
(29-6-2020) Ottantotto algerini sulle coste della Sardegna nelle ultime 24 ore, un flusso anomalo che scompone la tranquillità del popolo sardo abituato a nutrirsi di turismo e di buone abitudini soprattutto nel periodo estivo. A dare una spallata a una situazione di calma e di tregua di Covid-19 ci hanno pensato i migranti algerini che, lungo la rotta collaudata tra il loro paese e la Sardegna, in diversi momenti sono sbarcati tra Porto Pino, Teulada e Chia/Domus de Maria. In effetti la rotta per Chia è inconsueta perchè in passato gli approdi "più sicuri" erano le spiagge tra Sant'Anna Arresi e Teulada ma evidentemente ci sono le varianti, come quella di qualche giorno fa quando un gommone con 3 algerini a bordo è sbarcato a Su Siccu zona di Cagliari. In piena crisi italiana di coronavirus la situazione è chiaramente sotto controllo sanitario e si circola con le mascherine, con le distanze di sicurezza e con divieto di assembramenti. Anche in Sardegna. Per questo motivo ci sono problemi per arrivare in aereo e in nave in Sardegna. Regole e divieti che non valgono per i migranti (
foto dal web/Social) che arrivano quando vogliono e non stanno dietro alle disposizioni governative e a quelle regionali. Nei giorni scorsi 3 migranti o extracomunitari sbarcati con barchini sulle coste sarde sono risultati positivi e chissà quanti altri ne arriveranno col Covid 19, una situazione che potrebbe allarmare il popolo sardo anche se, dicono i sanitari, è tutto sotto controllo. Però qualche domanda viene spontanea: perchè continuano gli sbarchi "fantasmi"? E' possibile che non si possano intercettare prima, quando sono ancora nelle navi-madre? C'è poi il grosso problema del coronavirus che in Sardegna grosso modo non c'è ma che ci potrebbe essere se la curva dei contagi dovesse prendere un'impennata a causa dei migranti che nel loro paese hanno una situazione preoccupante tanto è vero che il presidente Abdelmajid Tebboune ha chiuso tutti i confini, compresi quelli marittimi. Però gli algerini continuano ad arrivare sfidando i divieti del loro paese ma anche quelli italiani. Presa di posizione del centrodestra sardo con Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia che ha dichiarato: “Gli sbarchi di migranti provenienti dall’Algeria sulle coste sarde sono un pericolo per la sicurezza e la salute: con il suo immobilismo il Governo si assume una gravissima responsabilità” ha poi aggiunto "gli arrivi di soggetti positivi al COVID19 rappresentano un pericolo per un’isola che, sostenendo un costo altissimo sul piano economico e sociale, sta tentando di uscire dall’incubo" e continua: "Bisogna bloccare subito la rotta clandestina Algeria-Sardegna" perchè :"Questa non è accoglienza umanitaria, è un traffico di persone umane che diventa in questo momento un vero e proprio attentato alla salute, alla sicurezza della nostra comunità".



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