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AL VOSTRO SERVIZIO 2016 di Augusto Maccioni

SARDEGNA, DISCOTECHE APERTE:
REPORT, LUNEDI SECONDA PUNTATA
LA DIFESA DI CHRISTIAN SOLINAS
A "STASERA ITALIA" - RETE4


di Augusto Maccioni
(14-11-2020) In attesa di un'altra puntata di Report sulle discoteche aperte ad agosto in Sardegna, il governatore della Sardegna Christian Solinas dice la sua nel programma Stasera Italia a Rete4 (
foto dal web/Social) e la sua versione è lineare e dovrebbe soddisfare tutti gli interrogativi che ha posto l'inchiesta di Report lunedi 9 novembre. Dovrebbe, perchè si continuerà a parlare della decisione del presidente sarda che con propria ordinanza, la n.38 dell'11 agosto 2020, ha consentito l'apertura di "discoteche o altri locali assimilabili all’intrattenimento (in particolare serale e notturno), esclusivamente all’aperto, purché sia assicurato, con ogni idoneo mezzo, compreso quello dell’informazione e vigilanza, il divieto di assembramento e dell’obbligo di distanziamento interpersonale, rispettando, a seconda della capienza massima del locale, il limite di almeno un metro tra gli utenti e due metri tra utenti che accedono alla pista da ballo. Tali attività dovranno svolgersi nel rigoroso rispetto di quanto previsto dal DPCM del 07 agosto 2020 e dalla scheda tecnica “Discoteche” contenuta nelle “Linee guida per la riapertura della attività economiche, produttive e ricreative” approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 06 agosto 2020, allegato 1 del DPCM del 7 agosto 2020". A Report non va proprio a genio il fatto che in Sardegna i locali da ballo siano aperti in prossimità del ferragosto mentre nulla da dire per le discoteche, sempre aperte, in altre parti d'Italia. La situazione del contagio in Italia all'inizio di agosto di quest'anno inquadrava la Sardegna con una curva piatta, verso il covid-free rispetto alla penisola dove iniziavano i numeri importanti. L'ordinanza di Solinas obbediva a tutti i divieti del dpcm riguardo alla mascherina e all'obbligo di distanziamento e divieto di assembramento, oltre al fatto che l'isola si trovava in una situazione di quasi zero contagi. Le discoteche aperte potevano essere un motivo valido per consentire la ripresa del turismo in Sardegna in un periodo nel quale tutto sembrava fermarsi con un danno incalcolabile al turismo in Sardegna. I presupposti per la ripresa c'erano e su questo ragionamento tutti, come ha detto Solinas nel corso dell'intervista, compresi quelli della minoranza, erano dell'avviso di dare una possibilità al settore. Non c'è stata nessuna pressione, ha detto Solinas, e l'ordinanza è stata emanata con obblighi e divieti guardando solo all'interesse del turismo, del divertimento e del lavoro. Su Report molta importanza è stata data al parere del comitato tecnico scientifico regionale, un documento sicuramente essenziale per far scaturire senza problemi l'ordinanza del presidente. Esiste? Non esiste? Tutti ne parlano ma nessuno ha visto o letto il parere del Cts. E su questo aspetto l'inchiesta di Report ha costruito tutta la trasmissione. Ebbene, come risulta da notizie di stampa, questo parere tecnico scientifico c'è e pare che sia stato acquisito dalla Procura che sta indagando sulla vicenda. Se c'è, e pare che sia favorevole, rafforza l'ordinanza di Solinas anche se, si viene a sapere, che il parere sia di uno e non sia collegiale e comunque non doveva essere necessariamente allegato per farne parte integrante del documento del presidente. Del resto Solinas ha fatto sapere, nel corso dell'intervista a Stasera Italia, che il Cts non mostrava avversione contro i locali da ballo ma teneva in particolare alle linee guida per la riapertura della attività economiche, produttive e ricreative. Su questo spirito l'ordinanza è andata su quella direzione. Un'altra questione giusta da annotare è il fatto che la Sardegna in quel periodo era govid free e che era impossibile che l'isola fosse untrice, come hanno fatto credere i tanti arrivati in Sardegna che, ripartiti nella penisola, hanno infettato tanta gente. Come mai, poi, da covid free l'isola ha iniziato ad avere contagi soprattutto al nord? La spiegazione è logica, e la Sardegna è stata lesa proprio da tanti untori arrivati dal resto d'Italia. Anche su questo argomento si è soffermato il buon Solinas che ha risposto in maniera esaustiva e convincente a tutte le domande ponendo fine ai tanti veleni scoppiati in seguito alla prima trasmissione di Report. Ma il programma della Rai non molla e continuerà a parlare di questa vicenda, ma ormai non ci sono molti altri argomenti che possano ostacolare e mettere in cattiva luce la decisione di Solinas sulle discoteche aperte nel periodo ferragostano.



E' IL 46ESIMO PRESIDENTE USA,
TRUMP NON CONCEDE LA VITTORIA
HA VINTO JOE BIDEN, KAMALA HARRIS PRIMA DONNA VICEPRESIDENTE

di Augusto Maccioni
(7-11-2020) Una marea di voti e uno tsunami senza precedenti ha messo fine all'era di Trump. A vincere le elezioni negli Stati Uniti è stato il democratico Biden(
foto dal web/Social)che ha sconfitto il repubblicano Trump nel corso di uno scrutinio allungato ai tempi supplementari, combattuto e agonizzante durato quattro giorni. Alla fine ha vinto Biden, politico moderato di 77 anni contro un coreaceo Trump che non si è ancora arreso all'idea di essere uno sconfitto e vuole portare il risultato in tribunale con accuse di frode. L'ultima spallata all'incertezza è stata data dopo l'ultimo aggiornamento del conteggio in Pennsylvania che ha certificato la vittoria di Biden, in quello Stato, e contemporaneamente la sua vittoria alle elezioni superando i 270 voti richiesti per arrivare alla Casa Bianca. A dare la notizia della sconfitta di Trump sono stati i grandi media intorno alle 11,30, ora di Washington, e da quel momento la gente è scesa in piazza mettendo in atto la gioia più smisurata che segna la "cacciata" di Trump. Con Biden c'è Kamala Harris che entra nella storia per essere il primo vicepresidente donna degli Stati Uniti. La Harris è senza dubbio più del numero due di Biden perchè potrebbe essere la possibile candidata alla presidenza nel 2024 considerando che Biden quasi certamente eviterà il secondo mandato a causa della sua età (77 anni). Sarà inizialmente complicato mettere mano ai tanti problemi che agitano gli Stati Uniti. Biden avrà il difficile compito di prendere un paese devastato dalla pandemia, prima al mondo con quasi 10 milioni di contagi e oltre un milione e 200 mila morti, e dovrà affrontare altre sfide urgenti. Biden ha già promesso che darà una risposta "urgente alla crescente salute pubblica e alla crisi economica causata dal coronavirus". Dal punto di vista economico Biden punta ad una alternativa altrettanto protezionistica alla politica di Trump, andando oltre: taglio delle tasse sulle imprese introdotte da Trump nel 2017 e una riforma sanitaria proponendo il piano di Obama con cure gratuite. Un passo avanti sul cambiamento climatico con un piano ambizioso che dovrà rendere gli Stati Uniti carbon neutral entro il 2050 oltre a proporre di tornare all'Accordo di Parigi per il clima, da cui sono usciti durante la presidenza di Trump. Spazio anche ai nuovi rapporti con la Cina e impegno forte su temi come la tecnologia e altri settori che interessano maggiormente gli Stati Uniti.


E' L'ELECTION DAY, L'AMERICA
SCEGLIE IL PRESIDENTE

TRUMP O BIDEN

di Augusto Maccioni
(2-11-2020) Si annuncia un record di affluenza per l'election day del 3 novembre tra Trump e Biden. Lo si capisce dal clima imposto in queste ultime settimane, tra pandemia, proteste e difficoltà economiche, nel quale c'è stato una corsa mai vista per votare l'inquilino alla Casa Bianca. Trump spera nel secondo mandato e si sta prodigando come non mai per assicurarsi la vittoria che non è scontata perchè l'avversario ha tutti i sondaggi favorevoli. La posta è alta e il paese, come è tradizione, è diviso tra Trump e Biden, tra repubblicani e democratici. I sondaggi hanno ritmato fino alla fine i discorsi dei due contendenti e quasi sempre il candidato Biden continuava a detenere un vantaggio significativo a livello nazionale anche se con quote che si spostavano verso Trump, il quale poteva contare su uno zoccolo duro, durevole e meno volatile ma non tale da impensierire il candidato democratico. I 9/10 punti di differenza iniziali, si sono assottigliati e Trump, forse, potrebbe iniziare la sua battaglia a armi pari. Domenica hanno votato ben 93.1331.017 elettori, di cui 59.126.562 via posta e 34.004.455 al seggio, una cifra considerevole che fa pensare che saranno le votazioni più sentite per eleggere il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Per vincere i due candidati devono andare in vantaggio in alcuni Stati dove solitamente non sono né repubblicani né democratici come ad esempio il Michigan e il Wisconsin. Per uno strano sistema elettorale degli Stati Uniti vince, e quindi diventa presidente Usa, non chi ha ricevuto più voti a livello nazionale ma chi arriva alla maggioranza assoluta, raggiungento almeno 270 dei grandi elettori. Biden non ha però la vittoria in tasca. Nel 2016 Hillary Clinton era data per vincitrice a livello nazionale contro Trump ma alla fine non è riuscita ad essere eletta perchè si sbagliarono le previsioni in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin che passarono a Trump per una manciata di voti, tanti, comunque, che gli permisero di diventare presidente degli Stati Uniti. Anche questa volta bisogna fare attenzione: Biden ha in tasca la vittoria ma potrebbe perdere se Trump dovesse assicurarsi il successo in Wisconsin, Arizona e Michigan. Da questa base, senza nulla concedere altri Stati a Biden, Trump corrrerà spedito verso la Casa Bianca.



TUTTI CONTRO CRISANTI: NUOVO LOCKDOWN A NATALE ?
CHIUDIAMO ADESSO IN MANIERA INTELLIGENTE E SALVIAMO LA TRADIZIONE E LA FELICITA' DEI RAGAZZI

di Augusto Maccioni
(15-10-2020) Tutti contro Andrea Crisanti, virologo di spessore, il quale ha detto che sarà necessario un nuovo lockdown a natale. Lo ha detto con i dati alla mano dove emerge l'aumento progressivo dei contagi ogni giorno e questo fatto preoccupa moltissimo con la paura che anche questa volta la situazione possa sfuggire di mano. Della chiusura a natale ne avrebbe parlato anche Conte anche se il premier sull'argomento non è stato molto preciso come il virologo che, tra l'altro, aveva chiesto il lockdown già in estate per contrastare il diffondersi del covid-19. Questa notizia che continua a circolare sta creando ansia e paura e si inquadra, molto probabilmente, sull'aumento esponenziale del virus un pò in tutta Europa e in modo particolare in Francia e Spagna. Fuori dall'Italia c'è una realtà diversa, più aggressiva e incontrollabile, e si ha la paura che questa situazione possa esplodere anche nel nostro paese. E' evidente, come sostiene Crisanti, che le regole che ci hanno detto di seguire da sei mesi a questa parte, come lavarsi le mani, la mascherina,il distanziamento e il divieto di assembramento, non sono più sufficienti. Allora è necessario nuovamente il lockdown e far passare nuovamente gli italiani a natale in quarantena. E' una cosa bruttissima ed è un'altra mannaia contro la nostra economia, contro la tradizione religiosa e contro il sorriso dei bambini che proprio in quel periodo attendono momenti di grande gioia. Non toccateci il Natale( foto dal web/Social), le luminarie per le strade, i negozi aperti, la gioia che circola nelle famiglie. La tradizione non deve essere uccisa. I dati del covid-19 fanno paura? Chiudiamo adesso, in maniera intelligente e salviamo il futuro prossimo, a natale, per non spegnere la gioia e la felicità sotto l'albero di natale. Che triste sarebbe se spegnendo le luci dell'albero e mettendo al buio le strade, le statuine e la stalla con Gesù dovessimo togliere completamente il sorriso e la gioia nei bambini e la felicità di tutti.


PSICOSI DA COVID-19, E' SUCCESSO IN UNA SCUOLA A SORSO (SARDEGNA)
UN BAMBINO STARNUTISCE IN
CLASSE, MA NON HA L'INFLUENZA

LA SCUOLA, PERO', LO MANDA A
CASA. LA FOLLIA DI UNA DECISIONE


di Augusto Maccioni
(30-9-2020) La notizia è di quelle che lasciano il fiato sospeso, assurde ma tutto è possibile in un periodo nel quale il protagonista incontrastato è il covid-19, un virus che sta dando proprio alla testa. Il caso è stato raccontato dal quotidiano sassarese La Nuova Sardegna che ha raccolto la rabbia di un genitore che si è visto rimandare a casa da una scuola elementare il proprio figlio perchè ha starnutito in classe. E' stato considerato, il figlio, un untore e come tale è stato allontanato. Il docente non ha considerato altre strade, come uno spiffero o un agente irritante a contatto con le mucose del naso e ha posto subito una questione preventiva: c'è in circolazione il covid e per precauzione lo rimandiamo a casa. Il caso della scuola elementare di Sorso, in Sardegna, non è il solo in Italia perchè per lo stesso motivo in un asilo nido, forse a Como, una bambina è stata rimandata a casa. La testimonianza della madre, su TV8, è per una vicenda che ha dell'assurdità però è successo, tutto perchè la propria bambina ha starnutito all'asilo. La bimba ha 3 anni e potrebbe rientrare a scuola solo dopo il tampone e dopo essere rimasta in isolamento per due settimane. Tutto per uno starnuto che non significa nulla perchè la bimba non ha avuto nessun sintomo di influenza. E' semplicemente una follia trattare l'argomento in questo modo e rimandare a casa bambini che per la verità hanno una sintomatologia normale e senza quei sintomi riportati sul sito del Ministero della Salute che metterebbero a repentaglio i compagni di scuola. Dal resoconto della vicenda di Sorso, riportata dal quotidiano sardo, si sa che il bambino della scuola elementare non aveva febbre, non aveva brividi e non aveva difficoltà respiratorie. Con quale sintomo grave è stato rimandato a casa? C'era un medico che ha certificato la pericolosità del bambino in classe? Con quale autorità è stato deciso questo provvedimento? C'è indubbiamente lo spauracchio del covid, ma c'è molta leggerezza mista a follia nel considerare un bambino pericoloso e untore di chissà quale malattia solo perchè ha starnutito.(
Foto dal wweb/Social)



CON L'AUTUNNO ARRIVANO I
PRIMI SINTOMI DELL'INFLUENZA

QUEST'ANNO IL VACCINO
ANTINFLUENZALE E' MOLTO
IMPORTANTE, ECCO PERCHE'


di Augusto Maccioni
(29-9-2020) Un altro lockdown non ce lo possiamo permettere, uno è stato sufficiente anche se i segnali dell'aumento del coronavirus sono evidenti un pò in tutta Italia. Gli esperti dicono che non siamo ancora alla seconda ondata e questo indica che si arriverà a questo grazie alle persone che non usano le protezioni indicate dal governo. Eppure le raccomandazione sono chiare e semplici ma ci sono tante persone scettiche. Per non parlare dei negazionisti e dei complottisti che sottovalutano la situazione che c'è ed è tra noi e purtroppo fa danni e vittime. E con ottobre i problemi si complicano con l'arrivo dell'influenza (
foto dal web/Social) e con i primi sintomi di febbre, tosse e mal di testa, perchè col covid-19 andiamo completamente in tilt. E' influenza o covid? ed è un argomento che abbiamo già sviluppato in queste pagine. Ebbene, dicono gli esperti, è necessario fare il vaccino antinfluenzale. Serve? Il consiglio degli scienziati, e della OMS, è corale : proteggerci . Sicuramente dall'influenza e per buona parte, dicono sempre i medici, anche dal coronavirus. Il senso è questo: il vaccino antinfluenzale riduce drasticamente i sintomi e rende l'individuazione della diagnosi più semplice. Se si identificano subito le cause è meglio e si guarisce immediatamente invece di eseguire un tampone con reagenti che ha un altro costo per la sanità pubblica e rende più difficile la guarigione. Il ventaglio dei sintomi, cioè, diventano più chiari e si stabilisce subito se il paziente ha l'influenza o il covid. E' importante quest'anno vaccinarsi perchè contro l'influenza si possono prevenire ulteriori complicazioni in caso di contrazione del coronavirus con l'obiettivo di evitare la coinfezione da entrambi i virus. Oltre ai bambini l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha raccomandato il vaccino contro l'influenza anche per gli anziani, gli operatori sanitari e i pazienti che hanno una situazione compromessa. Dal 2012 l'OMS ha posto come priorità la vaccinazione antinfluenzale ai bambini e alle donne incinte ma, nell'attuale pandemia, anche: anziani di età superiore ai 65 anni e a quelli sotto i 65 anni ad alto rischio di complicanze influenzali; adulti con malattie cardiovascolari, neurologiche o respiratorie croniche. Insomma: siamo avvisati e non facciamo del male.



IL CARDINALE BECCIU SI
DIFENDE:" ACCUSE SURREALI"

" SONO INNOCENTE" E
CHIEDE GIUSTIZIA

"SPERO CHE IL PAPA NON
SI FACCIA MANOVRARE"


di Augusto Maccioni
(25-9-2020) Del "caso" del cardinale Angelo Becciu(
foto dal web/Social), sardo di Pattada nato il 2 giugno 1948, sicuramente se ne parlerà a lungo perchè le sue dimissioni daranno modo di mettere in chiaro diverse vicende che sarebbero legate all'inchiesta, abbastanza corposa, sulle operazioni finanziarie della Segreteria di Stato partita circa un anno fa e in modo particolare sull'acquisto da parte del Vaticano di un immobile di lusso a Londra per centinaia di milioni di euro. All'epoca il cardinale sardo era sostituto alla Segreteria di Stato della Santa Sede. L'inchiesta, secondo il settimanale l''Espresso, si sarebbe allargata a altri documenti che indicherebbero Becciu responsabile di donazioni finanziarie a persone a lui vicine. Ci si chiede come mai un cardinale del calibro di Becciu, "ministro dell'Interno" della Segreteria di Stato prima e Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi poi, molto influente in Vaticano e consigliere fidato del Papa, si sia dimesso rinunciando sia all'incarico e sia ai diritti di cardinale. Cosa è effettivamente successo in quei 20 minuti di incontro tra lui e Papa Francesco quel pomeriggio di giovedi scorso nessuno lo sa, sta di fatto che quell'incontro ha prodotto uno scandalo di corruzione e ha scalfito i sette anni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Da amico e da consigliere fidato del Papa, Becciu è diventato il nemico da punire e l'unica via praticabile erano le dimissioni che Papa Francesco ha accettato. Becciu però non indietreggia, dice con forza "sono innocente" e confida nella giustizia. Nel corso di una conferenza stampa parla di una situazione "surreale" e ha detto di avere la coscienza a posto e di aver agito sempre nell'interesse della Santa Sede e mai per interessi personali. Molti ritengono che il cardinale Becciu si sia trovato in un contesto finanziario più grande di lui, movimenti speculativi che hanno portato a farlo dimettere per non arrivare ad altre verità che colpirebbero personaggi di spicco. Qualcuno, insomma, doveva pagare e l'unico ad essere punito era proprio lui, personaggio molto potente, conoscitore di profondi segreti in Vaticano e nella Chiesa mondiale. E forse per questo motivo si è voluto montare questo scandalo. Nessuno, però, crede sulla colpevolezza di Becciu, personaggio molto noto e apprezzato in Sardegna e nella sua Pattada la comunità è sbalordita e non crede a tanto fango sulla sua persona. Tutti innocentisti e tutti solidarizzano col cardinale " persona umile, alla mano, molto amato dalla gente". Il tempo sicuramente metterà tutto a posto e in molti, comunque, dicono che la decisione del Papa è stata incomprensibile.


DOPO IL VOTO, ZINGARETTI CHIEDE GIOCO DI SQUADRA E RILANCIA IL RECOVERY FUND
DI BATTISTA: " LA PIU' GRANDE
SCONFITTA DEI 5 STELLE"

DI MAIO SI CONSOLA COL
RISULTATO DEL REFERENDUM


di Augusto Maccioni
(22-9-2020) Il giorno dopo le elezioni, referendum e regionali, i partiti si interrogano e attaccano. A caldo, dopo i primi risultati, i leader non si sono scomposti e hanno dichiarato ai microfoni dei media di aver fatto la propria parte e si dichiarano soddisfatti e vincitori. Tutti. Martedi, però, ci sono ripensamenti e la mente è lucida tanto è vero che Di Battista, che ha partecipato con forza alla campagna elettorale dei 5S, attacca adesso il suo movimento:" E' stata la più grande sconfitta della storia del Movimento 5 stelle". Non si mette in discussione, naturalmente, il referendum per il taglio dei parlamentari che tutti, si fa per dire, vogliono ma che nella sostanza potrebbe essere alla fine inapplicabile per una democrazia snella e capace di risolvere i problemi della gente, oltre quelli più articolati e di respiro nazionale e internazionale, ma come sono andate le elezioni nelle regioni. Sempre in un video su fb Di Battista spiega: "In Campania passiamo dal 17 al 10%, la Regione del ministro degli Esteri, del presidente della Camera. In Puglia dal 17 al 10%. In Liguria dal 22,3 al 7,8%, in Veneto una debacle". E' una fotografia che sconvolge e che dice chiaramente che i 5S si stanno spegnendo e forse non ci sono cure per rianimare una situazione sempre più problematica. Lo stesso Di Maio dice "Abbiamo sbagliato", convinto che il Movimento riuscirà a rialzarsi e a riacquistare energia e percentuali facendo capire anche che con l'alleanza col Pd le cose sarebbero state diverse. Su questo punto Di Battista alza la voce e dice che non è questo il tema, "il tema è l'innegabile crisi identitaria del M5S e di quel sogno cui hanno creduto in tanti ma in cui oggi non credono più". Sul quasi cadavere dell'alleato, Zingaretti rilancia e detta l'agenda a Di Maio: riforme, Recovery fund e sanità. Neanche il Pd viaggia a vele spiegate ma va avanti con la sua storia e col suo zoccolo duro dando ogni volta dei colpetti all'alleato-nemico Di Maio che continua a perdere consensi. I due alleati al governo litigano ma non mollano le poltrone e in questa situazione chi ha vita facile è il premier Conte che non intende portare avanti nessun rimpasto e ha dei dubbi anche sul Mes. Sul fronte dell'opposizione chi sta meglio di tutti è FdI di Giorgia Meloni che aumenta i suoi voti in tutte le regioni andate al voto e mette il suo governatore, Acquaroli, nelle Marche. Per il resto il centrodestra ha vinto in Liguria, ma c'è poco di Salvini, e in Veneto dove ha vinto a vagonate Zaia che ha poco di Salvini, anzi sarà il prossimo avversario dell'attuale leader leghista. Ci sarà il tempo per analizzare il voto, ma una cosa è certa: il centrodestra è vincente e si sta prendendo tutte le regioni italiane, il Pd non andrà oltre il 20% e il M5S è destinato a diventare forza di opposizione con i suoi, forse, 12%. (
foto dal web/Social Di Battista con Di Maio)


IL TAR SOSPENDE L'ORDINANZA DEL GOVERNATORE SARDO CHRISTIAN SOLINAS
NIENTE TEST PER ARRIVARE SULL'ISOLA: E' IN CONTRASTO CON LA LIBERA CIRCOLAZIONE TRA REGIONI

di Augusto Maccioni
(17-9-2020) La notizia era nell'aria e il braccio di ferro tra la Regione Sardegna e Governo in merito agli esami da effettuare per contrastare il covid-19 prima di arrivare sull'isola, ha portato a inasprire ulteriormente il dialogo che poteva essere ricomposto se si fossero considerate le ragioni e le preoccupazioni del governatore sardo Christian Solinas(PSd'Az). Del resto la regione Sardegna chiedeva più tutela sanitaria che non c'è stata da parte del governo centrale. Solinas aveva avanzato l'idea di un "passaporto" sanitario, negato dal governo, e altri provvedimenti per mitigare il dilagare dei contagi nell'isola da ferragosto in poi in considerazione del fatto che proprio in quel periodo il turismo in entrata poteva creare problemi dal punto di vista del coronavirus. Contagi che ci sono stati e che durano ancora oggi, perdurando di fatto l'afflusso turistico, e questa situazione preoccupante ha spinto Solinas a emanare il provvedimento che prevedeva una sorta di esami obbligatori per chi arrivava sull'isola. Il governo, è notizia di oggi, esulta perchè il Tar le da ragione e di fatto sospende l'efficacia dell'ordinanza. Molta attenzione è stata riservata agli articoli 10,11 e 12 del provvedimento del governatore che imponeva la certificazione di un test di negatività agli imbarchi o il tampone nelle 48 successive. Una disposizione, secondo il ministro agli Affari regionale Francesco Boccia(Pd)-
foto dal web/Social con Solinas-, in contrasto con la libera circolazione tra regioni previsto dall'articolo 16. Secondo il giudice del Tar D'Alessio: 1) Il rischio sanitario in Sardegna non giustificava l'adozione di un'ordinanza che incide sulla libera circolazione delle persone 2) L'incremento dei contagi è messo in relazione al forte afflusso turistico del mese di agosto e pertanto è considerato episodico 3) Tale limitazione non è dimostrata perchè non c'è una insostenibile pressione sul sistema sanitario regionale. Solinas è su tutte le furie e sulla decisione del Tar parla di " un atteggiamento arrogante e propagandistico che mira a soverchiare l'autonomia speciale e contrastare sul piano ideologico e non sostanziale l'azione di governo di una Regione evidentemente non allineata", una decisione, quindi, politica posto che, dice ancora Solinas, misure decisamente più discriminatorie nei confronti dei sardi sono state adottate da Lazio, Campania e Puglia senza che il Governo dicesse niente o facesse ricorso. Il riferimento va ai test che la Regione Lazio, ad esempio, chiede alle persone di rientro dalla Sardegna ma anche ai voli sperimentali covid free tra Milano e Roma dell'Alitalia. Per loro, dice Solinas, è consentito attuare provvedimenti di tutela ma non per avere uno scudo in Sardegna. La partita è pressoché vinta dal Governo ma di questa sfida, con la Regione Sardegna, se ne continuerà a parlare perchè presso il Tar è prevista l'udienza di merito il 7 ottobre.



DOPO PARIGI E BERLINO SCENDONO
IN PIAZZA I NEGAZIONISTI ITALIANI

"NO MASK" A ROMA, MANIFESTAZIONE SENZA MASCHERINA E DISTANZIAMENTO
"IL LOCKDOWN CI HA PORTATI ALLA FAME", SPERANZA:" FANNO RABBRIVIDIRE"

di Augusto Maccioni
(5-9-2020) Qualcuno la mascherina la indossa ma la piazza di fronte alla Bocca della Verità a Roma è tutta per la manifestazione(
foto dal web/Social) organizzata per contestare non solo l'uso delle mascherine ma anche il distanziamento sociale. I negazionisti che si sono dati appuntamento di pomeriggio, oltre 1500 secondo la questura, hanno criticato il governo, definendolo "criminale e assassino" perchè ha obbligato gli italiani "a stare chiusi in casa senza motivo", e con urla e striscioni ("Noi siamo il popolo") ha ridicolizzato il sistema degli interventi sanitari per combattere il covid. Lunghissimo l'elenco dei negazionisti che ha bachettato tutti compreso il pesidente Mattarella e il papa Francesco. Per salvare l'italia e gli italiani, dicono, è necessario schierarsi con Trump e Putin e sconfiggere il sistema che non regge e che porta al collasso(" Il lockdown ci ha portati alla fame"). I nemici sono tutti quelli che "credono" al coronavirus e i morti ci sono stati ma per motivi che nulla hanno a che vedere col contagio. I complottisti sono decisi: no ai tamponi, no ai vaccini, no alle mascherine, no al distanziamento e no al 5 G. Dopo Londra, Parigi e Berlino scendono in piazza anche gli italiani con obiettivi simili, non vogliono divieti e puntano a tornare alla normalità anche se i temi toccati durante la manifestazione sono diversi e più marcatamente politici. Viene da chiedersi, in un periodo nel quale c'è una ripresa del coronavirus in Italia, come mai è stata autorizzata una manifestazione senza le cautele previste per il covid-19. Ci sono i divieti un pò in tutta Italia e c'è l'obbligo di portare mascherine e attenersi al distanziamento e per chi viola queste norme ci sono multe salate, ma per i manifestanti "no mask" tutto è permesso: circolano ammassati, stazionano senza distanziamenti, non usano mascherine e sul palco gli organizzatori fanno a gara per non rispettare norme e leggi. "Noi siamo il popolo" ma per fortuna a manifestare sono in pochi e non rappresentano di certo l'Italia che invece riconosce la pericolosità dei contagi e rispettano le disposizioni sanitarie. E' lecito manifestare, dire la propria opinione, ragionare su argomenti di estrema attualità ma non in questo modo vergognoso, per rispetto di quanti hanno lottato per superare le difficoltà del virus, di tanti familiari che hanno perso un proprio congiunto e di tanti lavoratori che, proprio a causa del coronavirus, hanno lasciato il proprio lavoro o hanno abbandonato la loro attività. Un rispetto doveroso che è stato schiaffeggiato da una manifestazione che doveva essere fermata perchè incurante delle prescrizioni sanitarie. Il ministro della Salute Speranza: "Fanno rabbrividire". Adesso guardiamo avanti e vediamo un pò, dopo questa manifestazione, quanti faranno ricorso ai sanitari nel caso dovessero diventare positivi. Sarebbe interessante averli, per così dire, individuati per capire la loro situazione sanitaria futura. Una cosa è certa: quella manifestazione è stata vergognosa e doveva a tutti i costi essere fermata non in forma "fascista" o "dittatoriale" ma in maniera democratica.



SARDEGNA, NON C'E' UN
"CASO COSTA SMERALDA"

COL CONTROESODO DEI TURISTI VIP,
DIVERSI FOCOLAI NON ESISTONO PIU'

"SUI MILLE TAMPONI NESSUNO
E' RISULTATO POSITIVO"


di Augusto Maccioni
(3-9-2020) Costa Smeralda al collasso, "maledetta Costa Smeralda"(
foto dal wweb/Social). Gli untori, insomma, è stato detto, sono proprio nel paradiso turistico della Sardegna dove i turisti con le carte di credito gonfie arrivano a popolare le località più frequentate della Gallura. In queste ultime settimane, col trend coronavirus in sù, la Sardegna è stata in primo piano, indicata come la regione dove sono emersi casi della pandemia che hanno preoccupato parecchio creando una vasta pubblicità negativa sulla stampa nazionale. L'obiettivo, anche se non dichiarato, era di affossare il turismo isolano mettendo in relazione i contagi, pochi e circoscritti, con le bellezze di una Sardegna sempre amata e rispettata solo che questa volta è stata infangata e umiliata. L'isola improvvisamente è passata da covid free a untrice, e questo perchè chi è venuto in Sardegna, e in Costa Smeralda o nei locali più gettonati del nord, è passato senza controlli sanitari contagiando le persone sul posto e rientrando nella penisola sempre col virus. Qualche tampone e subito è scattata la trappola: i turisti arrivati nell'isola sono stati contagiati, quindi titoloni sui giornali a tiratura nazionale che affossavano la Sardegna e i sardi. A parte la polemica tra Briatore e il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, la vicenda esplosiva della Sardegna esportatrice del virus è nata dai contagi nel villaggio di Santo Stefano alla Maddalena e subito si è parlato, soprattutto da parte della stampa della regione Lazio, di rischio "bomba virale". Il governatore sardo Christian Solinas si è impegnato molto per ribaltare la situazione negativa dicendo che i casi erano di importazione o di ritorno e che la Sardegna non meritava un trattamento del genere. A distanza di qualche settimana ci sono alcuni risultati che potrebbero chiarire l'incidente: non esiste un "caso Sardegna", col controesodo scattato qualche giorno fa con la ripartenza dei turisti vip non ci sono più focolai. Da Porto Cervo a Porto Rotondo del virus non c'è traccia anche se rimangono sotto osservazione tante persone in quarantena. C'è al momento da chiarire il contagio di Berlusconi e della sua famiglia a Villa Certosa e l'unità di crisi sta approfondendo i controlli. Per il resto i dati stanno dimostrando l'assenza del virus: sui mille tamponi eseguiti nelle strutture ricettive nessuno è risultato positivo. Rimane, dopo tante polemiche e tanto fango sulla Sardegna, un danno immagine di grande rilevanza a livello turistico. Per questo motivo il governatore sardo Solinas conferma la possibilità di intraprendere azioni legali a tutela della Sardegna e dei sardi: "Stiamo facendo le nostre valutazioni sentendo anche gli operatori - ha detto il presidente sardo -, vogliamo capire quale sia stato l'impatto non solo per le numerose cancellazioni, ma proprio per l'immagine di un'Isola, che è stata messa in discussione a livello internazionale".


ANCORA FANGO SULLA SARDEGNA DA PARTE DEL CORSERA E REPUBBLICA
LO STRATAGEMMA DEI "SIGNOROTTI" DELLA ROMA BENE
"HANNO PRESO LA TACHIPIRINA
PER ARRIVARE NELL'ISOLA"


di Augusto Maccioni
(23-8-2020) Ci sono molte cose che non tornano sul versante dei contagi che, secondo il Corriere della Sera e Repubblica, sarebbero avvenuti in Sardegna. L'isola è terra millenaria e la sua gente è squisita e accogliente, rispettosa delle norme e delle leggi soprattutto, in questo ultimo periodo, quelle emanate per il coronavirus. Il trattamento riservato all'isola da parte di questi giornali nazionali non è stato rispettoso nei confronti della Sardegna e della sua gente perchè si sono accaniti contro i sardi che sarebbero stati untori e trasmettitori del virus nei confronti di quanti, soprattutto romani e milanesi, hanno invaso i luoghi di villeggiatura più gettonati dei vip. I reportage dei due giornali mettono in evidenza episodi di persone che hanno raccontato la loro odissea in Sardegna, dal fatto, cioè, di essere partiti "negativi" per poi rientrare nelle loro città "positivi". Detta così sembrerebbe normale concludere che il virus è stato trasmesso in Sardegna. L'isola, per inciso, è da tempo covid free e sembra strano beccarsi il coronavirus se non si è positivi. Quando la macchina del fango si arma a dovere sono facili le conseguenze per danneggiare la terra del turismo e macchiare un'isola che nulla ha a che fare con persone irriguardose, senza scrupoli che vogliono essere irriverenti ad ogni costo. Queste persone appartengono alla Roma bene che nei giorni scorsi hanno cantato, ballato e si sono tuffati nello specchio d'acqua del resort di lusso di Santo Stefano. Erano quasi 500, non hanno concluso la loro vacanza-vip perchè ci sono stati 26 contagi, quindi la loro permanenza è stata prolungata. Il dato ha scatenato l'ira del Corsera e di Repubblica: la Sardegna, terra del covid, deve essere chiusa, per poi definirla "terra maledetta". Non hanno considerato che questi giovanotti della Roma bene per venire in Sardegna si sono attrezzati e per non avere problemi, hanno riferito a diversi giornali, hanno preso la tachipirina per superare i controlli all'imbarco. E' chiaro che una volta arrivati in Sardegna il virus sia esploso e abbia contagiato altre persone. Ma questo stratagemma non sarà mai raccontato dai due giornaloni. Rimangono le parole, i titoli, il fango sulla Sardegna e sui sardi. E non è giusto un trattamento del genere.


SARDEGNA BERSAGLIO DEL NORD: "E' LA REGIONE CHE ESPORTA IL VIRUS"
IL LAZIO: "DALLA SARDEGNA
RISCHIO BOMBA VIRALE"

SOLINAS NON CI STA:" I CASI SONO DI IMPORTAZIONE O DI RITORNO"

di Augusto Maccioni
Doveva succedere. La Sardegna covid free è stata derisa e criminalizzata da quelle regioni che continuano a macinare contagi a raffica, non appena nell'isola è apparso il boom dei casi nelle zone più esclusive per il turismo. E' avvenuto nell'arcipelago della Maddalena nell'isola di Santo Stefano, nello scenario da favola di un resort di lusso dove 470 fra turisti e personale sono apparsi i primi contagi per poi arrivare, conclusi i tamponi, a 26 positivi, un dato che sarebbe passato inosservato in Lombardia o nel Lazio ma non in Sardegna da parte dei media e dei giornaloni italiani che hanno approfittato della situazione per paragonare i dati del Covid-19 dell'isola con quelli del nord. E subito il rapporto del Corriere della Sera: "Con 37 casi la Sardegna, in rapporto alla popolazione, è la regione col più alto indice d'Italia e quella che più sta esportando il virus", una presentazione che mette all'angolo la regione, condannata anche dal punto di vista del turismo e delle vacanze. E non solo, per la Regione Lazio: "Il 30% dei nostri casi, età media fra i 18 e i 34 anni è di persone arrivate dall'isola". Insomma l'isola è portatrice ed esportatrice di coronavirus. I dati però smentiscono le conclusioni della Lombardia e del Lazio, ma chissà anche da parte di altre regioni del nord, soprattutto perché i contagi in Sardegna sono, soprattutto, di importazione e di migranti: persone già positive arrivate dall'estero e in modo particolare dalla Spagna, ma anche da migranti algerini sbarcati nel Sulcis. Quest'ultimi sono sbarcati col coronavirus da parecchio, il 28 luglio, ad esempio, furono 6, il 31 altri 10. Il covid-19 africano sbarca anche il 15 agosto (4 migranti), il 13 a sbarcare furono 13 contagiati africani. Il bollettino dell'epidemia dice anche che in Sardegna, dall'inizio dell'epidemia, ci sono stati 134 morti e che l'ultimo decesso è avvenuto il 27 luglio (una donna di 90 anni di Nuoro), un dato che è poca cosa rispetto ai tantissimi morti delle regioni del nord. Fa un certo effetto passare da untori ed esportatori del virus, non è corretto e non ci meritiamo tanta violenza,ingratitudine e brutalità da parte di chi non rispetta leggi e norme nazionali e regionali. Turisti che in barba alle disposizioni si sentono superiori alla legge, sfidano il virus e non si accorgono che la positività è sempre dietro l'angolo. Il popolo sardo è pacifico, ospitale, rispettoso delle leggi e delle consuetudini e vorrebbero che anche i turisti diano un segnale di rispetto e di gratitudine. Invece, i turisti, sono spesso brutalmente selvaggi, distruggono ogni cosa e saccheggiano le nostre spiagge portandosi via chissà quanti chili di sabbia. La conclusione è pacifica: il virus è d'importazione. E l'isola poteva essere tranquillamente covid free se fosse stato approvato dal governo il piano ideato dalla Regione Sardegna. Il governatore sardo Christian Solinas (
foto dal web/Social) ci ha provato a chiedere ai turisti una certificazione sanitaria:"Se il governo avesse accolto il modello che avevo proposto già mesi fa per accompagnare l'ingresso sull'isola di ciascun passeggero con un certificato che attestasse l'esito negativo del tampone, oggi non ci sarebbe la recrudescenza del virus", ha affermato Solinas. Invece venne contestato di incostituzionalità. E a proposito della recrudescenza del virus il presidente sardo è chiaro:"Tutti i casi sono di importazione o di ritorno, persone già positive testate una volta giunte in Sardegna o sardi infettati durante le vacanze all'estero”.


SARDEGNA, BOOM DI CONTAGI NEL VILLAGGIO
DI SANTO STEFANO ALLA MADDALENA

"CI SONO I PRIMI 21 POSITIVI", ATTESI I RISULTATI PER ALTRE 200 PERSONE
"STANNO TUTTI BENE E SONO LIBERI DI MUOVERSI, MA NON DI LASCIARE IL RESORT"

di Augusto Maccioni
(19-8-2020) Mai tanti contagi da coronavirus in Sardegna. Il doppio zero, contagi e vittime, è un ricordo e si deve andare all'8 agosto quando nell'isola non si sono registrati positivi e morti.E' un agosto di crescita Covid-19 e stando agli esperti i prossimi dodici giorni resteranno col segno più tra feste e discoteche anche se ufficialmente, da un paio di giorni, il governo ha chiuso tutto per abbassare i casi che ultimamente stavano creando un serio problema. In Sardegna i primi dati preoccupanti, a parte i dati del lockdown di metà aprile, sono stati registrati l'11 agosto, con 20 casi, e il 13, sempre nello stesso mese, con 17 positivi di cui 13 migranti. Il dato del 19 agosto segnala un boom paragonabile ai positivi di una regione del nord Italia, ma è tutto sotto controllo, dichiara l'assessore della Sanità della regione Mario Nieddu, anche se la percezione è che ci avviamo a un periodo non certo felice per la Sardegna. L'allarme nell'isola è diventato un vero e proprio caso per la festa in una struttura alberghiera di Porto Rotondo, in un resort di Santo Stefano nell'arcipelago di La Maddalena. Un solo contagio, di un lavoratore stagionale, ha messo in quarantena i turisti che hanno partecipato alla festa, bloccati all'interno in attesa dei risultati dei test da parte dell'Ats. In pratica sono circa 470, tra ospiti e personale, le persone nel resort Uvet alla Maddalena (foto dal web/Social) e ci sono i primi 21 positivi e il rischio è che il contagio si sia sviluppato ad altri ospiti. Entro il 20 agosto si dovrà avere un quadro completo e stabilire come comportarsi. Stante la situazione il sindaco Luca Montella con apposita ordinanza ha dato un'ulteriore stretta con obbligo di mascherina nelle vie più frequentate del centro, ricalcando il provvedimento governativo sulle discoteche. Nel resort i vacanzieri sono liberi di muoversi ma non possono uscire per andare in altre località, anche se diverse persone hanno tentato la fuga ma sono state riportate nella struttura alberghiera. Altri ancora volevano scappare con gommoni noleggiati ma, scoperti, non hanno potuto lasciare l'hotel. La brutta avventura si spegnerà fra qualche giorno e per i contagiati ci sarà un altro percorso di quarantena non si sa se nella stessa struttura o da qualche altra parte. Quando sarà tutto finito verrà fuori il problema di saldare il conto soprattutto per i giorni non stabiliti dal soggiorno iniziale. Chi pagherà?


SERIE A, IL NUOVO CAMPIONATO PARTIRA' IL 19 SETTEMBRE
ECCO DI FRANCESCO "L'ALLENATORE ADATTO PER IL CAGLIARI"
"NAINGGOLAN? SI SPERA NELLA ROSA,
MA ANCHE RINFORZARE LA DIFESA"


di Augusto Maccioni
(4-8-2020) E' arrivato all'aeroporto di Cagliari nel primo pomeriggio e si è presentato alla stampa dopo diverse ore, all'hotel "Palazzo Doglio", col pensiero fisso di fare bene e di migliorare la posizione in classifica. E' Eusebio Di Francesco (
foto dal web/Social Il nuovo tecnico con Giulini), il nuovo allenatore del Cagliari, arruolato dal presidente Giulini due giovedi fa e messo in campo al posto di Zenga, responsabile di non aver conseguito il traguardo sperato né dell'ottava posizione e neanche del decimo posto in classifica nell'anno del centenario della società. Del resto cosa poteva fare il buon Zenga arrivato a Cagliari in piena pandemia e costretto a inventarsi tutto in pochissimo tempo e con elementi contati da mandare in campo. Forse sarebbe stato più giusto dargli fiducia, una proroga dell'incarico che Zenga si aspettava per modellare in meglio la squadra e renderla più produttiva. Le cose sono andate diversamente, del resto chi decide è Giulini che ha tagliato corto e ha voluto sostituirlo con Di Francesco che non ha fatto bene nella Sampdoria, esonerato dopo 7 partite. E precedentemente era stato esonerato anche dalla Roma. E dopo di lui, alla Roma e alla Sampdoria, è arrivato Ranieri che a Genova ha chiuso il campionato con 42 punti, tre in meno del Cagliari. Si va avanti e c'è la speranza che Di Francesco faccia meglio di Maran, non del primo periodo ma del secondo quello delle tante sconfitte, ma anche di Zenga. Giulini ne è convinto: "E' l'allenatore adatto a portare avanti un progetto di gioco e costruire qualcosa di importante". C'è anche da dire che un allenatore non fa grande una squadra. Le sue direttive, i suoi consigli e la sua "statura" fanno presa e possono colmare differenze e aiutare lo spogliatoio, ma sono i giocatori, alla fine, che posizionano la squadra in classifica. Il problema del Cagliari è la difesa, oltre a qualche altro accorgimento, problema che si è notato, dice Giulini, a gennaio poi si sono fatte altre scelte. C'è poi Nainggolan e Di Francesco lo vorrebbe in rosa, ma spera di rinforzare la difesa e avere delle ali di ruolo. Intanto la Lega Serie A ha deciso che il campionato prenderà il via il 19 settembre e l'ultima giornata il 23 maggio 2021. Si è anche deciso che non ci saranno gare tra Natale e capodanno.

DEI SEI CASI DI CORONAVIRUS IN SARDEGNA, TRE SONO MIGRANTI ALGERINI ARRIVATI A PORTO PINO
(SANT'ANNA ARRESI)

PREOCCUPAZIONI, POLEMICHE E
SBARCHI DI CONTAGIATI

di Augusto Maccioni
(28-7-2020) La bella stagione sta favorendo gli scafisti che da tempo si sono organizzati per far sbarcare dai barchini i migranti anche in Sardegna. Non sono più momenti episodici e il fatto, soprattutto in questo periodo di coronavirus(
foto dal web/Social), sta preoccupando parecchio dal punto di vista sanitario ma anche della sicurezza e a quanto sembra non ci sono provvedimenti per limitare o assicurare tranquillità alla popolazione. In Sicilia e in altre regioni, dove il problema è stato in qualche modo arginato con le navi della quarantena senza però contribuire a risolverlo in maniera efficace, hanno avuto momenti di successo anche se sono emerse problematiche diverse riferite alla fuga dei migranti dai centri di soccorso e prima accoglienza. Gli sbarchi non sono più un'emergenza ma un fenomeno stabile e al momento molto preoccupante, aggravata da quella sanitaria che impone una risposta tempestiva e sicura. E' necessario in questo periodo storico dare tranquillità alla popolazione ma anche ai turisti che vogliono trovare relax e pace nell'isola sarda dopo essersi sottoposti alla quarantena o a un periodo di sicurezza sanitaria. La cronaca di sette migranti algerini, più una donna, sbarcati alle 2,30 della notte del 28 luglio nella spiaggia di Porto Pino ha ulteriormente allarmato la popolazione e il fatto che tre di essi siano stati trovati positivi al Covid-19 ha contribuito a mettere paura a quanti, i residenti, continuano a indossare la mascherina e a seguire le regole contro il contagio dopo essere stati 3 mesi a casa a causa della pandemia. Il web è esploso e i pareri sono a senso unico contro una situazione che potrebbe creare paure e polemiche. La Sardegna in tutto questo periodo di coronavirus è stata isola felice e i casi e i decessi sono stati nella norma senza creare preoccupazioni. Il comportamento della popolazione è stato, dal punto di vista sanitario e di quello della sicurezza, esemplare e questo atteggiamento si vorrebbe che ci fosse anche per gli altri che vengono in Sardegna. Il caso poi dei migranti è complesso e di non facile soluzioni. Ci vorrebbe più attenzione sia nei Centri in Africa ma anche più sicurezza prima degli sbarchi che continuano ad esserci senza freno, indisturbati seguendo una rotta che nessuno è stato in grado di individuare e arginare. Soprattutto in questo periodo dove il coronavirus sta crescendo in maniera esponenziale in Africa e questa situazione potrebbe portare una seconda ondata di coronavirus in Italia, che gli esperti dicono più pericoloso del precedente, adesso che i dati, nel nostro Paese, sono diminuiti restituendoci una libertà ancora limitata.




ACCELERATA PER LA NUOVA
SANITA' SARDA CON 8 ASL

DOPO L'ATS UNICA ECCO L'ARES CON NUOVE REALTA' TERRITORIALI DELLA SALUTE
E' SCONTRO PER L'ACCORPAMENTO
DELL'ONCOLOGICO E MICROCITEMICO


di Augusto Maccioni
(18-7-2020) Si accelera per la nuova e rivoluzionaria sanità sarda. Dopo la Asl unica, la ATS(Azienda per la Tutela della Salute) della precedente legislatura di centrosinistra a guida dell'economista Francesco Pigliaru, il governo di centrodestra a guida del sardista Christian Solinas sta per voltare pagina esattamente quattro anni dopo e con l'ambizioso progetto di riportare il nuovo sistema sanitario regionale pubblico più coerente e più rispettoso delle varie realtà territoriali sarde. Cancellata la ATS ecco l'Ares (Azienda regionale della Salute) con le sue 8 Asl (1-Sassari, 2-Gallura, 3-Nuoro, 4 - Ogliastra, 5-Oristano, 6- Medio Campidano, 7- Sulcis e 8- Cagliari) seguono anche: l'AMOU (Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari), la AREUS (Azienda regionale dell'Emergenza e urgenza della Sardegna), l'ARNAS(Azienda di rilievo nazionale ed alta specializzazione) dell'Ospedale di Cagliari Brotzu, l'ISZ (Istituto zooprofilattico sperimentale) e l'ARPAS (Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Sardegna). Per il momento si tratterà di dare corpo alle nuove realtà territoriali della Salute dando risposte concrete alle richieste di vari territori che prima non venivano considerati come ad esempio il Sulcis-Iglesiente, l'Ogliastra e la Gallura e ci sarà tempo per mettere a punto la nuova cartina geopolitica distribuendo la sanità nelle sei province e nelle due Città Metropolitane di Cagliari e Sassari. Il governo sardo ha messo il turbo e già martedi il parlamentino presieduto dal leghista Pierluigi Saiu esaminerà il testo che sarà oggetto di valutazione il 3 agosto in Aula. I tempi sono ristretti anche se i problemi ancora da risolvere sono tanti. Ad iniziare dall'individuazione della sede del Sud Sardegna (Sanluri o Carbonia?) ma anche, ed è il pacchetto più complicato, il nodo Microcitemico-Oncologico, i due ospedali cagliaritani, un tempo ad alta specializzazione, per il quale c'è scontro politico per una dignitosa collocazione. Le posizioni in campo dicono, è la proposta dell'UDC, che i due ospedali cagliaritani rientrino nell'Asl 8 di Cagliari, i Riformatori invece puntano a non cambiare le cose cioè continuerebbero a far parte dell'ospedale Brotzu. Mesi fa si ventilava l'accorpamento con il Policlinico Universitario "per salvare la facoltà di medicina,diceva in una nota il Pd,che avrebbe bisogno di 300 nuovi posti letto per ottenere l’accreditamento". Non si sono considerate altre strade o perlomeno non si sono sentiti gli operatori, i medici e quanti hanno a che fare con i due ospedali che invece vorrebbero che il Microcitemico e l'Oncologico fossero scorporate e facesso parte di eccellenze come è il Brotzu. Del resto l'accorpamento dei due ospedali con il Brotzu voluto dalla precedente legislatura è stato un fallimento ed entrambi sono stati ridimensionati, nelle strutture, nel personale, nelle cure e nelle risorse a vantaggio dell'ospedale Brotzu. Se non ci sono altre strade, sarebbe opportuno restituire l'Oncologico e il Microcitemico alla Asl 8 di Cagliari e renderli presidi di eccellenza per un'assistenza sanitaria di qualità evitando, come è successo in passato, di ricorrere ai viaggi della speranza. L'ospedale pediatrico Microcitemico "Antonio Cao" deve continuare ad essere un punto di riferimento regionale e anche un principale centro europeo per il contributo alle malattie genetiche e alle patologie rare, mentre l'ospedale oncologico "Businco" dovrà continuare ad essere un centro specializzato sul territorio regionale e nazionale.

TORNA IN ITALIA L'EMERGENZA MIGRANTI AGGRAVATA DAL CORONAVIRUS
SICILIA E CALABRIA LE REGIONI PIU' MINACCIATE DAL NUOVO ALLARME
ESTATE A RISCHIO: 20 MILA
MIGRANTI PRONTI A SBARCARE


di Augusto Maccioni
(13-7-2020) Da giovedi ad oggi sono arrivati a Lampedusa circa 1300 migranti e in Sicilia e Calabria è già allarme. Questa volta l'emergenza migranti è aggravata dai positivi al coronavirus, una minaccia che ha sconvolto tutti perchè gli italiani, in questo periodo e in quello precedente di lockdown, sono nuovamente sul piede di guerra perchè vorrebbero chiudere e non riaprire questa pratica dolorosa e non solo che ha cambiato le nostre abitudini e la nostra storia. Il problema è reale perchè le cronache dicono che su 800 migranti approdati, con barchini e con altri mezzi di fortuna sulle spiagge, almeno 80 sono risultati positivi. Dati chiaramente registrati ma altri potrebbero essere sfuggiti ai controlli, in Sicilia come in Calabria. Scene e situazioni le abbiamo viste anche in Sardegna dove, in diverse spiagge dell'isola tra Sant'Anna Arresi, Teulada e Chia/Domus de Maria, diversi algerini sono risultati positivi e trattenuti in quarantena al Centro di Monastir. La cronaca recente dice anche che domenica 12 luglio in Calabria 28 migranti, su 80, sono risultati positivi. Nel Lazio dei 24 nuovi casi, 22 provengono dall'estero. Il quadro potrebbe essere devastante se si pensa che, da notizie di intelligence, nelle prossime settimane altri 20 mila migranti (
foto dal web/Social)potrebbero arrivare dall'Africa e chissà quanti migranti potrebbero essere positivi al Covid-19, una situazione che potrebbe rendere ingovernabile il quadro sanitario in un momento nel quale l'Italia sta uscendo in maniera faticosa dal coronavirus. La più imbufalita è la governatrice Jole Santelli che, in riferimento allo sbarco a Roccella Jonica di 70 stranieri 28 dei quali positivi, ha tuonato: "o il governo interviene subito o clocchiamo gli sbarchi". La stessa governatrice suggerisce:"l'unica soluzione in grado di evitare pericoli per la salute della popolazione calabrese non può che essere quella di procedere alla requisizione di unità navali, da dislocare davanti alle coste della regione italiane maggiormente interessate dagli sbarchi, a bordo delle quali potranno essere svolti i controlli sanitari sugli immigrati e potrà essere assicurata, in caso di positività, l'effettuazione del periodo di quarantena obbligatoria". Per il momento il governo non si esprime anche perchè appare complessa tutta la pratica da risolvere con l'Europa e con i Paesi interessati. Di sicuro è che questo nuovo fenomeno aggravato dal Covid-19 sta diventando una vera e propria bomba che potrebbe danneggiare ulteriormente la situazione sociale e sanitaria nel nostro Paese.



MESINA E' IN FUGA DOPO LA CONDANNA DEFINITIVA DELLA CASSAZIONE
IL MITO DI GRAZIANEDDU TRA
EVAZIONI E FUGHE D'AMORE

IL WEB LO DIFENDE:"VOLA GRAZIANO,
LA LIBERTA' E' UN TUO DIRITTO"


di Augusto Maccioni
(3-7-2020) Graziano Mesina(
foto dal web/Social) è stato condannato a 30 anni di reclusione per associazione a delinquere del dicembre 2016.La decisione definitiva è della Cassazione che ha respinto il ricorso dei legali di "Grazianeddu". I carabinieri però, dopo la sentenza, non hanno trovato a casa l'ex primula rossa il quale si è reso irreperibile. Nella sua casa ad Orgosolo, dove Mesina viveva abitualmente, non si trova e nessuno sa dove sia anche se il giorno prima era presente in paese. Quella di Mesina è una vita particolarmente movimentata dopo aver passato oltre 40 anni in carcere. Alle sue lunghe detenzioni in prigione si devono calcolare le molte evasioni e le fughe d'amore. Era il periodo che più del bandito si guardava all'uomo gentiluomo capace di attrarre simpatia e consensi anche se rimaneva sempre un eterno ergastolano. La sua popolarità era tale che qualcuno voleva che diventasse una star televisiva con programmi tipo Grande Fratello. Dopo la grazia, nel 2004, Mesina aveva avuto l'occasione di cambiare vita e per molti versi era diventato personaggio tranquillo che, come guida turistica, faceva vivere ai turisti le emozioni delle sue montagne. Era diventato famoso per essersi occupato del sequestro del piccolo Farouk Kassam, una vicenda che suscitò polemiche per il ruolo che aveva avuto per la liberazione del bambino. Grazianeddu continuava a vivere tra carcere e latitanza. Adesso la decisione della condanna definitiva a 30 anni di carcere. Mesina ha 78 anni e non è più nelle condizioni di una volta quando con agilità superava difficoltà e momenti impossibili e i suoi giorni migliori li trascorreva nel Supramonte, una montagna che lui conosceva bene e che non lo ha mai tradito. E' improbabile che sia riuscito ad espatriare magari in Corsica. Sicuramente non è lontano dalla sua Orgosolo, tra le case o grotte introvabili del Supramonte con gli amici di un tempo che obbediscono alle leggi barbaricine. E' un ergastolano ma è passata l'immagine di una persona che piace alla gente. E il web lo difende con frasi del tipo "scarcerano i mafiosi e vogliono incarcerare gli onesti" oppure "Graziano goditi la vita" ma anche "Vola Graziano, la libertà è un tuo diritto".


IL GOVERNO ALGERINO HA CHIUSO I CONFINI PER L'IMPENNATA DI COVID-19
IN SARDEGNA SONO 2 MIGRANTI
I NUOVI CONTAGIATI (E SONO 4)

IL CASO DEI TURISTI AMERICANI BLOCCATI A ELMAS E FATTI RIPARTIRE

di Augusto Maccioni
(2-7-2020) Sardegna free? Neanche per sogno perchè ultimamente i contagiati sono solo i migranti sbarcati sulle coste dell'isola. I positivi sono 2 algerini ma al Centro di prima accoglienza di Monastir ci sono altri 2 extracomunitari col Covid-19. I quattro si trovano in isolamento dopo che,ultimamente, si sono registrati sbarchi per oltre 100 migranti tra Sant'Anna Arresi e Teulada ma anche a Chia/Domus de Maria. Le belle giornate estive favoriscono gli sbarchi "fantasma" che risultano essere più sicuri, stante la rotta Algeria-Cagliari ormai collaudata, e pronti a toccare terra rispetto a quelli più complicati che arrivano in terra siciliana dove, anche lì, si stanno registrando casi di contagi e ultimamente su 43 migranti ad Augusta 8 sono risultati positivi. Tra i Paesi a rischio c'era anche l'Algeria che ha una situazione epidemiologica simile al Giappone, sia per contagi che per decessi, anche se i numeri pubblicati non sono realistici. Dopo tre mesi e mezzo l'Italia è cauta a riaprire le frontiere. Nonostante i divieti, prima del 1 luglio, i migranti algerini hanno trovato facile arrivare sulle coste sarde, prontamente accolti e ospitati al Centro di Monastir anche quelli col coronavirus. La situazione in Algeria non è sotto controllo e il rischio di contagio è alto tanto è vero che il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha ordinato di mantenere chiusi i confini fino alla fine della crisi del coronavirus(
foto dal web/Social) che ha conosciuto negli ultimi giorni di giugno un'impennata di casi. I migranti però scappano sfidando i divieti del loro paese e violando leggi che dovrebbero bloccare le partenze dall'Algeria. E fino al 30 giugno in Europa, e quindi anche l'Italia,vigevano divieti in entrata e in uscita dall'area Schengen e questo valeva anche per l'Algeria. Si potevano "infrangere" queste regole solo per motivi di lavoro o urgenza. Questa è la situazione. Il paradosso è che si sia bloccato l'aereo proveniente dagli Usa, per effetto delle restrizioni dovute all'emergenza coronavirus su quel Paese dal 1^ luglio, e fatto ripartire i turisti americani da Elmas/Cagliari (per solidarietà anche inglesi e una ragazza di Oristano che potevano restare nell'isola hanno seguito la comitiva) verso il Regno Unito. Un caso che sicuramente avrà un seguito perchè i turisti del volo dagli Stati Uniti erano già in terra sarda,quando sono scattate i divieti dell'Europa, e potevano sbrigare la pratica della quarantena. Invece si è preferito essere perfettini dando uno schiaffo al turismo e all'economia della Sardegna.



CONTINUANO GLI SBARCHI DI MIGRANTI SULLE COSTE DELLA SARDEGNA
RIPARTE LA ROTTA CON L'ALGERIA,
IN 24 ORE QUASI 100 ALGERINI

CAPPELLACCI: "ATTENTATO ALLA SALUTE,
ALLA SICUREZZA DELLA NOSTRA COMUNITA'"


di Augusto Maccioni
(29-6-2020) Ottantotto algerini sulle coste della Sardegna nelle ultime 24 ore, un flusso anomalo che scompone la tranquillità del popolo sardo abituato a nutrirsi di turismo e di buone abitudini soprattutto nel periodo estivo. A dare una spallata a una situazione di calma e di tregua di Covid-19 ci hanno pensato i migranti algerini che, lungo la rotta collaudata tra il loro paese e la Sardegna, in diversi momenti sono sbarcati tra Porto Pino, Teulada e Chia/Domus de Maria. In effetti la rotta per Chia è inconsueta perchè in passato gli approdi "più sicuri" erano le spiagge tra Sant'Anna Arresi e Teulada ma evidentemente ci sono le varianti, come quella di qualche giorno fa quando un gommone con 3 algerini a bordo è sbarcato a Su Siccu zona di Cagliari. In piena crisi italiana di coronavirus la situazione è chiaramente sotto controllo sanitario e si circola con le mascherine, con le distanze di sicurezza e con divieto di assembramenti. Anche in Sardegna. Per questo motivo ci sono problemi per arrivare in aereo e in nave in Sardegna. Regole e divieti che non valgono per i migranti (
foto dal web/Social) che arrivano quando vogliono e non stanno dietro alle disposizioni governative e a quelle regionali. Nei giorni scorsi 3 migranti o extracomunitari sbarcati con barchini sulle coste sarde sono risultati positivi e chissà quanti altri ne arriveranno col Covid 19, una situazione che potrebbe allarmare il popolo sardo anche se, dicono i sanitari, è tutto sotto controllo. Però qualche domanda viene spontanea: perchè continuano gli sbarchi "fantasmi"? E' possibile che non si possano intercettare prima, quando sono ancora nelle navi-madre? C'è poi il grosso problema del coronavirus che in Sardegna grosso modo non c'è ma che ci potrebbe essere se la curva dei contagi dovesse prendere un'impennata a causa dei migranti che nel loro paese hanno una situazione preoccupante tanto è vero che il presidente Abdelmajid Tebboune ha chiuso tutti i confini, compresi quelli marittimi. Però gli algerini continuano ad arrivare sfidando i divieti del loro paese ma anche quelli italiani. Presa di posizione del centrodestra sardo con Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia che ha dichiarato: “Gli sbarchi di migranti provenienti dall’Algeria sulle coste sarde sono un pericolo per la sicurezza e la salute: con il suo immobilismo il Governo si assume una gravissima responsabilità” ha poi aggiunto "gli arrivi di soggetti positivi al COVID19 rappresentano un pericolo per un’isola che, sostenendo un costo altissimo sul piano economico e sociale, sta tentando di uscire dall’incubo" e continua: "Bisogna bloccare subito la rotta clandestina Algeria-Sardegna" perchè :"Questa non è accoglienza umanitaria, è un traffico di persone umane che diventa in questo momento un vero e proprio attentato alla salute, alla sicurezza della nostra comunità".


NEGAZIONISTI E RIGORISTI AL TEMPO
DEL CORONAVIRUS,ENTRAMBI ADESSO VOGLIONO LIBERTA' DI MOVIMENTO

STUDIO AMERICANO: LE MASCHERINE IN ITALIA HANNO EVITATO OLTRE 78 MILA CONTAGI

di Augusto Maccioni
(13-6-2020) I negazionisti sono ancora troppi e non sono per niente isolati anzi, con l'inizio della fase 3, potrebbero prendere il sopravvento rispetto ai rigoristi e a quanti pensano che il coronavirus(
foto dal web/Social) possa trovare nuovo slancio in autunno. I primi non hanno avuto vita facile nella prima fase, e le loro perplessità sono state sommerse dai dati preoccupanti che provenivano dal nord Italia ma anche un pò in tutte le altre Regioni. Continuavano a parlare di un virus come tanti, come quello di fine anno che spesso si concludeva con una settimana a casa e forse si sono arresti ai tanti morti a causa del coronavirus in tutta Italia e nel resto del mondo. E non hanno cambiato idea neanche di fronte alle trasmissioni martellanti dei tg e dei programmi televisivi in tutte le tv. Ora però esplodono e dicono "basta!" cercando libertà di movimento. Siamo alla fase 3, presto si andrà in discoteca in attesa di vedere le partite di calcio allo stadio. Con loro ci sono anche i rigoristi, quelli che ragionano sui rischi e seguono i pareri dei virologi, giusto per acquisire quella libertà che avevano prima della pandemia ma non per essere d'accordo con i primi. Entrambi, adesso, vogliono cambiare vita. I primi vogliono tornare al periodo senza pandemia, i secondi sono più cauti e non sono molto spediti nel fare due passi insieme. Tutti comunque si interrogano: questa pandemia c'è, c'è stata e ci sarà? Per capire se veramente il coronavirus ha influito sulla nostra vita è necessario puntare sull'uso della mascherina che ancora utilizziamo e che i negazionisti non vogliono più usare. Gli esperti e le disposizioni ministeriali continuano a dire che l'uso della mascherine devono ancora far parte del nostro bagaglio di difesa contro l'epidemia che c'è e che non è del tutto terminato. Secondo uno studio americano coordinato dal premio Nobel per la chimica Mario J.Molina dell'Università della California a San Diego, l'uso delle mascherine in Italia ha evitato più di 78 mila contagi tra il 6 aprile e il 9 maggio dimostrando che l'obbligo della mascherina è stato utile e preventivo sulle positività e quindi anche sui decessi. Se c'è stata la schermata contro la diffusione della malattia significa che il virus c'è stato, si è diffuso e continua ad essere presente. C'è adesso da rispondere al terzo interrogativo: il virus ci sarà? Gli esperti non sono tutti concordi e molto dipende da come la curva del virus sarà soprattutto nei mesi di agosto e settembre. Una cosa è certa, i negazionisti non si sentono affatto sconfitti. Se l'epidemia dovesse tornare con più slancio in autunno saranno dispersi mentre i secondi continueranno a dare fiducia dai virologi e seguiranno con attenzione le norme governative.


E' IL GIORNO
DI FRA NICOLA

di Augusto Maccioni
(7-6-2020) Oggi è la sua festa,è il suo giorno. L'8 giugno 1958 moriva l'umile e silenzioso fraticello del Convento dei frati cappuccini in viale S.Ignazio e Cagliari. Allora come oggi i cagliaritani non dimenticano la grande umanità di fede di un personaggio che tutti, nella Cagliari del dopoguerra, consideravano santo. E dalla fiumana di gente di allora fa eco quella di questi giorni, con meno gente a causa del coronavirus, per festeggiare "frate silenzio" verso il quale siamo devoti soprattutto quelli che l'hanno conosciuto e che non possono dimenticare quanto il fraticello aveva fatto in vita per gli "amici" e per tantissimi della grande e povera popolazione cagliaritana.Fra Nicola,beato dal 1999,è tornato ancora tra noi.I 62 anni della sua morte
non sono passati invano e sembra che le date abbiano poca importanza per il popolo cagliaritano che ancora una volta è dalla parte di quell'umile fraticello che per ben 40 anni ha solcato,indiscreto e silenzioso, le strade polverose della città visitando soprattutto la povera gente e le persone più bisognose.

I quartieri più battuti erano il Castello e Villanova ma a volte si spostava ben oltre, quasi un paese nella città, nella zona de "su baroni", nell'attuale via Tuveri e via Pergolesi, divenuto il quartiere di S.Benedetto. E proprio in questa zona i pochi abitanti facevano festa quando lo vedevano, curvo e stanco con un andamento a volte approssimativo ma fermo e deciso, e per tutti c'era un gesto e una carezza. Lui non parlava e pochissime volte alzava la testa per guardare in faccia la persona. Si è sempre detto che il beato fra Nicola è passato alla storia come "frate silenzio", indubbiamente è stato un frate di poche parole ma forse per lui non era necessario parlare e il silenzio era il linguaggio più giusto e coerente per la sua missione. E il silenzio è stato il rapporto assiduo e religioso con la gente, la quale aveva poca voglia di parlare e di discutere e la sola presenza di questo umile frate creava gioia ed entusiasmo nonostante la realtà imponesse un atteggiamento diverso. Tutte quelle persone, in una Cagliari che si stava risvegliando dopo le macerie della seconda guerra mondiale, erano subito al Convento quando la notizia, dapprima sussurrata, diceva che l'umile fra Nicola alle ore 0,15 dell'8 giugno 1958 era tornato alla casa del Padre. I quotidiani L'Unione Sarda e Il Quotidiano Sardo, che finì le pubblicazioni proprio quell'anno, fecero fatica a dare la notizia e rifecero la prima pagina per poter dare l'annuncio della morte del frate alla mattina. Il Colle di Buoncammino era troppo stretto per contenere le numerosissime persone che si indirizzava verso la Basilica di S.Ignazio per salutare per l'ultima volta "l'amico fra Nicola da Gesturi". E al suo funerale la gente era ancora tanta, e le cronache parlano di oltre 60 mila persone e per loro fra Nicola era già santo. A distanza di quasi tre generazioni la devozione verso il beato fra Nicola non è diminuita, anzi appare in crescita e questo fatto è già un miracolo. I tempi per la Chiesa sono diversi e per la santità di fra Nicola è necessario attendere e non avere fretta. Dieci anni fa il cardinale Saraiva Martins,che concludeva le celebrazioni del pio transito del beato, aveva fatto pensare ad un annuncio positivo verso la sua canonizzazione, così pure qualche anno fa quando si era sparsa la voce che c'era un miracolo da prendere in considerazione. Andiamo adagio e pensiamo che è già un miracolo continuare la devozione verso un frate che ci continua a parlare silenziosamente. Anche se la Sardegna, e Cagliari in modo particolare, attende presto che il beato fra Nicola da Gesturi diventi Santo.




3 GIUGNO 2020, VIA LIBERA ALLA MOBILITA' TRA REGIONI
RIAPERTURA TOTALE DEI
CONFINI ANCHE AI PAESI EUROPEI
ARRIVARE IN SARDEGNA E' FACILE:
TEST E AUTOCERTIFICAZIONE


di Augusto Maccioni
(2-6-2020) In un momento nel quale la Lombardia traina l'impennata a livello nazionale del coronavirus, il governo ha deciso la riapertura dei confini fra le Regioni a partire dal 3 giugno, anche se non sarà facile in alcune di queste come la Sardegna,la Sicilia e l'Umbria. La data scelta è in prossimità della festa della Repubblica e la ricorrenza, sempre austera e di grande impatto emozionale nonostante l'epidemia, ha dato la possibilità al presidente Sergio Mattarella di ricordarci che siamo un grande popolo che farà anche questa volta la storia dopo essere stato bloccato per mesi dal coronavirus.Gli italiani non si sono rassegnati,vogliono ripartire e Mattarella ha detto qualcosa di più per sostenere questo nuovo entusiasmo dopo oltre 70 mesi di assenza di libertà di movimento:"E' qui l'Italia del coraggio, ed è da qui che bisogna ripartire", lo ha detto il giorno della Repubblica e lo ha ripetuto il giorno dopo,il 3 giugno, quando è andato a Codogno, dove ci furono i primi casi italiani del Covid-19. Quindi la chiave del 3 giugno è "ripartire" e l'Italia riparte con i rischi che questa libertà di movimento comporta anche se c'è da dire che i dati,soprattutto quelli dell'Italia del Centro Sud,sono confortanti un pò meno quelli delle altre regioni e meno ancora di Lombardia,Piemonte,Emilia Romagna e forse Liguria.Riapertura dei confini fra le regioni significa anche mettere in crisi quelle realtà che non sono state toccate dal coronavirus ed è normale e naturale che queste regioni chiedano un protocollo di sicurezza per il bene delle loro popolazioni tutelando anche i turisti in entrata.Via libera quindi anche per i viaggiatori verso la Sardegna,senza passaporto sanitario o certificato di negatività come aveva richiesto il suo governatore Christian Solinas.Si vedrà col tempo come andranno le cose,col 3 giugno c'è il piano B di Solinas ossia un'autocertificazione con registrazione volontaria sulla piattaforma informatica della Regione e con la compilazione di un questionario epidemiologico e il tracciamento con una app.C'è sempre,comunque,il test di laboratorio e la spesa sostenuta sarà rimborsata dalla Regione con un voucher da spendere in servizi turistici.La prima parte è volontaria la seconda un pò meno,sta di fatto che il senso di questo nuovo protocollo è porre in essere quella sicurezza sanitaria idonea per vivere in tranquillità e serenità. Col 3 giugno si passerà alla fase 2B,dopo quella del 4 maggio conosciuta come Fase2 che è arrivata dopo la Fase 1 detta lockdown.Attenzione però,se in questo periodo ci fosse una ripresa del contagio,con nuovi focolai,il Dpcm del premier Conte del 26 aprile 2020 prevede che si torni indietro di uno o due step fino ad arrivare a "zone rosse". Si arriverà alla Fase 3? Per farla scattare c'è solo una condizione:il vaccino.Dopo ci sarà solo la fine della pandemia cioè la Fase 4.


BUFERA CONTRO IL GIORNALISTA
DEL "FATTO" MASSIMO FINI

IL MARE SARDO?SCHIFOSO,
PORTO CERVO?UNA TRAPPOLA

MEGLIO LA CORSICA CHE "NON
RISENTE DEI PREZZI E DELLE
FACCE DI CULO"DELLA SARDEGNA

di Augusto Maccioni
(30-5-2020) Dopo l'infelice frase di Beppe Sala contro la Sardegna arrivano i pezzi da novanta per sostenere la tesi del sindaco di Milano per confermare che l'isola senza i milanesi è poca cosa.E' il caso del giornalista-scrittore Massimo Fini che allunga la polemica lombarda contro i sardi e lo fa attraverso il "Fatto quotidiano",una pagina zeppa di irriguardosi frasi contro la Sardegna,i sardi e le sue bellezze naturali che per lo scrittore lombardo non sono tali anzi alla fine "non c'è nulla da vedere" e anche i nuraghi passano per essere insignificanti perchè quando "ne hai visto uno gli hai visti tutti",senza considerare la loro storia e quanto hanno rappresentato per la civiltà nuragica.Porto Cervo?Una trappola.Il mare sardo?E' schifoso.Poi:la Sardegna è piatta.Nulla di piacevole da ricordare,nessun motivo per soggiornarci.In passato lo scrittore ha attraversato la Sardegna dal nord al sud senza nessuna ebbrezza piacevole e senza nessuna emozione.Meglio la Corsica che non risente "dei prezzi e delle facce di culo" della Sardegna.Frasi indecorose che mettono ancora una volta all'angolo l'isola perchè,spiega Fini all'inizio del suo articolo,"la Sardegna non ci vuole a noi lombardi e soprattutto a noi milanesi,gli untori.Bell'esempio di solidarietà".In effetti ancora una volta i milanesi non hanno capito il senso delle frasi del governatore Christian Solinas che aveva chiesto più sicurezza a livello sanitario per chi arrivava nell'isola.Un concetto normale,serio e per niente irriguardoso ma non per il primo cittadino milanese che, risentito,aveva risposto:“Quando poi deciderò dove andare per un weekend o per una vacanza, me ne ricorderò” innescando una polemica che i sardi non meritano perchè socievoli e pacati in ogni situazione.Se Massimo Fini è d'accordo col sindaco Sala è doveroso pensare che anche il primo cittadino sia sulla stessa linea dello scrittore che nel suo articolo sintetizza l'amore che ha per l'isola con la frase "ma poi chi se la caga la Sardegna?".Parole che potrebbero innescare altro veleno in una polemica senza fine.Il concetto è chiaro.La Sardegna che ha raggiunto il covid free deve essere punita perchè non ha la stessa sicurezza sanitaria della Lombardia,anzi quella Regione continua ad essere sempre più a rischio contagio.I dati sono quelli,reali e senza sconti.C'è poco da girarci intorno e i lombardi,e soprattutto i vari Sala e Fini,devono prenderne atto in rispettoso silenzio.Soprattutto non devono condannarci silurando le nostre bellezze naturali,la nostra storia e la nostra quotidianità.Se poi Sala decide di non venire in Sardegna e Massimo Fini preferisce all'isola la Corsica è una loro scelta.Noi sardi siamo più contenti,due in meno rispetto ai quasi 3 milioni di turisti che arriveranno in Sardegna.


CERTIFICATO DI NEGATIVITA',IL SINDACO DI MILANO CONTRO LA SARDEGNA
SALA:"PER LE VACANZE MI RICORDERO'
DI CHI CHIEDE IMMUNITA'"

SOLINAS:"DOPO I SUOI APERITIVI DOVREBBE STARE IN SILENZIO"

di Augusto Maccioni
(27-5-2020) Lombardia contro Sardegna e Sicilia in tempo di coronavirus,una polemica che merita qualche attenzione per i protagonisti scesi in campo.I fatti riportano che a seguito delle proposte del governatore sardo Christian Solinas,ma anche del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci,che aveva chiesto un semplice certificato di negatività per entrare nell'isola è balzato piccato il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha detto,attaccando il governatore sardo senza citarlo:"quando deciderò dove andare per un weekend o in vacanza me ne ricorderò".Non una semplice affermazione,ma una minaccia che non fa certo onore al sindaco milanese che dovrebbe avere altri problemi,visto che Milano e la Lombardia continuano ad avere la metà dei decessi e i due terzi dei contagiati di tutto il Paese,e non entrare in polemica con Solinas che ha proposto una richiesta di una certificazione sulla salute di chi viene in Sardegna in vacanza.Sappiamo che sarà difficile ottenerla,sia dal punto di vista sanitario,come si sono espressi recentemente i virologi, visto che l'immunità non la passa la semplice certificazione ma anche dal punto di vista politico tenendo conto che il ministro Boccia a DiMartedi recentemente ha bocciato la proposta del presidente sardo,ma il tentativo di Solinas è legittimo se ci si richiama alla salute di chi viene in Sardegna ma anche alla tutela dal punto di vista sanitario della popolazione sarda.Comunque si voglia chiamare questa certificazione è chiaro il rapporto che deve esistere tra le Regioni a basso rischio e quelle a medio/alto rischio.Per il momento il confronto Sardegna-Lombardia è improponibile.E' vero,come anche i dati confermano,che i casi di coronavirus in Italia è meno spaventoso e si sta indebolendo anche se i numeri dell'epidemia in Lombardia e a Milano fanno ancora paura.E' necessario essere obiettivi,non attaccare un avversario per difendere una barca che al momento fa acqua ed essere coerenti con la realtà.Creare poi una polemica per indebolire le ragioni di Solinas non mi pare che sia la cosa più giusta da fare.La Sardegna,che va verso il Covid free con un andamento costante senza casi e senza decessi,ha bisogno di turisti e lo ha detto ampiamente il governatore sardo,quindi ben vengano anche i lombardi o i milanesi che hanno sempre soggiornato in Sardegna trascorrendo vacanze indimenticabili(e ogni anno ci ritornano) solo che questa volta si chiede,a loro e a tutti gli altri,di arrivare nell'isola in buona salute e senza portarsi appresso il coronavirus e la certificazione di negatività è una tutela per loro e per tutti.Solinas non si tira indietro anzi risponde per le rime:"Sala abbia la decenza di tacere".E' la risposta del governatore sardo al sindaco milanese:"Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità ma un semplice certificato di negatività" poi sottolinea:"Con la mia proposta anche un cittadino di Milano potrebbe godersi da subito le vacanze in Sardegna facendo un semplice test che certifichi la negatività al virus al momento della partenza".Solinas non accetta lezioni da nessuno e bacchetta Sala:"Dopo i suoi aperitivi in piena epidemia dovrebbe stare in silenzio".Insomma si chiede a chi viene in Sardegna una condizione normale di chi vuole stare bene,vuole essere in forma e non trascorrere in quarantena,e il resto delle vacanze,in ospedale come è successo a quell'emiliano arrivato in Sardegna già contagiato,contagiando,pare,altri 40 sardi.Una precauzione che merita attenzione,doverosa per chi inizia la vacanza.Sappiamo che il Governo su questo argomento darà risposte adeguate e non è escluso che,ad esempio,la Lombardia continui ad essere chiusa non consentendo dal 3 giugno gli spostamenti con le altre Regioni e quindi con la Sardegna.


INIZIA LA STAGIONE TURISTICA,TRA POLEMICHE E GRANDE OTTIMISMO
DAL 3 GIUGNO OK AGLI SPOSTAMENTI
TRA REGIONI,SOLINAS:SI' MA COL PASSAPORTO SANITARIO
BOCCIA:ATTENZIONE ALL'INDICE RT

di Augusto Maccioni
(22-5-2020) Per la ripresa e il rilancio dell'Italia si guarda con molta attenzione al turismo che muove il 13% del Pil,qualcosa che vale oltre 40 miliardi nel 2019,cifra che dovrà essere rivisto al ribasso quest'anno,e di molto,a causa del coronavirus che ha colpito in maniera considerevole il nostro Paese.Oltre al turismo tradizionale,mare e grandi città d'rte,ci sono altri turismi,soprattutto quelli culturali,per la gioia dei vacanzieri stranieri e in modo particolare di quelli cinesi,i quali,stando alle previsioni programmate a gennaio 2020 per tutto l'anno,dovevano aumentare la loro presenza nel nostro Paese,spodestando lo zoccolo duro dei turisti che visitano di più l'Italia rappresentato dalla Germania,Austria e Svizzera.Buona la presenza dei turisti russi,americani e canadesi.Insomma l'Italia è trainante,piace e viene visitata in continuazione.Quest'anno le cose sono cambiate e le presenze estere,stando alle previsioni di maggio,non sono garantite e si punta a un turismo nazionale ma soprattutto a quello locale.Non tutto è perduto e si cerca di salvare l'immagine di quello che ha sempre rappresentato in passato,conservandosi per tempi migliori.Tra le Regioni che emergono nei desideri degli italiani c'è la Sardegna al pari della Sicilia e della Calabria anche se la terra sarda ha dei punti di merito che la fanno tra le più favorite per un pubblico del nord d'Italia fino alla Regione Lazio.Mare,spiaggia,montagna,cucina ma anche l'ospitalità i punti di forza della terra nuragica.Ragionamenti che anche questa volta dovranno essere rivisti.C'è il coronavirus(
foto dal web/Social) e tutto cambia anche se c'è voglia d'estate e non sarà facile evitare il mondo variopinto e stupendo sardo.Il problema,abbastanza evidente,è che col Covid-19 non sarà facile arrivare in Sardegna.Dal 3 giugno si aprono gli spostamenti tra regioni ma anche tra nazioni europee e questa misura è forse prematura per la Sardegna,soprattutto dal punto di vista della sicurezza sanitaria.Interprete di questa situazione è il governatore sardo Christian Solinas che ha previsto,per gli arrivi dei turisti in estate,un passaporto sanitario a vantaggio sia del turista ma anche della stessa popolazione sarda.La curva di contagio Rt in Sardegna è tra le più basse a livello nazionale(0,27),secondo i dati dell'Istituto Superiore della Sanità,un dato che consente sicurezza sanitaria,tranquillità e sogni tranquilli.Del resto è facile ottenerlo:chi arriva in Sardegna deve avere la certificazione di negatività al coronavirus,con tampone o altri mezzi consentiti e certificati con risultati ottenuti quattro-cinque giorni prima della partenza.Un elemento che non deve allarmare anzi è una garanzia per una vacanza in tranquillità.A soccorrere all'ordinanza di Solinas arriva l'ipotesi del ministro Boccia che non è detto che dal 3 giugno ci sia l'apertura dei confini su tutto il territorio nazionale,dicendo,in buona sostanza che diverse zone ad "alto rischio" potrebbero essere escluse e gli spostamenti saranno consentiti in base al monitoraggio in base agli indici di contagio(es.sconfinamento dalla Lombardia solo in Umbria e Molise).E' possibile anche che la Lombardia,considerata al pari dell'Emilia Romagna attualmente ad alto rischio epidemia,non possa aprire,ad esempio,alla Sardegna.La mobilità tra regioni sarà decisa dal Governo e si baserà sui dati che arriveranno all'Istituto Superiore della Sanità.Le Regioni ad alto rischio manterranno chiusi i confini sia in ingresso che in uscita.



CONTO ALLA ROVESCIA PER
IL TURISMO IN ITALIA

SI RIPARTE AL BUIO PER
MANCANZA DI REGOLE E RITARDI

SARDEGNA,CONTRORDINE:
BAGNI AL MARE MA A DISTANZA


di Augusto Maccioni
(19-5-2020) L'Italia riparte e per il turismo iniziano i guai perchè la situazione,sempre critica,del coronavirus potrebbe non consentire il flusso dei vacanzieri che le città italiane meritano.Comunque c'è la voglia di contribuire a dare un segnale forte per salvare la stagione turistica con l'obiettivo di non appesantire la forte preoccupazione di un settore molto importante per il nostro Paese.Tra le regioni più colpite c'è la Sardegna che potrebbe essere a rischio per mancanza di certezze.L'allarme è lanciata dalla Confindustria,Federalberghi e Confcommercio regionali che chiedono di stabilire subito regole e protocolli certi per la fruizione delle strutture e delle spiagge e le modalità di accesso.Secondo quanto è dato sapere ci sono le prenotazioni ma preoccupano le disdette per mancanza di regole chiare,perchè i fruitori,soprattutto emigrati ma anche tanti turisti esteri,vorrebbero conoscere certezze sull'apertura delle strutture alberghiere,modalità di ospitalità nelle case vacanze,disponibilità nei ristoranti e tanti altri rebus sugli altri settori dove vige la regola del metro e non solo.Perchè il punto dolente è il distanziamento sociale ma anche la distanza tra tavolini di ristoranti,ombrelloni e tanti altri motivi che invece di alleggerire il comportamento del turista lo carica di responsabilità,che è un vero problema per una vacanza in relax.L'ultima novità,sempre in Sardegna,è l'ordinanza numero 23 della Giunta Solinas che autorizzava di andare al mare(
foto dal web/Social La spiaggia di Chia/Domus de Maria) ma non il bagno.Tutti contro,naturalmente,e allora per evitare il peggio ha cercato di addolcire l'ordinanza l'assessore agli Enti Locali Quirico Sanna che ha detto che "si può entrare in acqua,ma è necessario rispettare il distanziamento sociale".Un particolare.L'ordinanza n.23 è ancora in piedi ma lo stesso assessore dice:"arriverà una precisazione oggi stesso dallo stesso presidente della Regione".



IL GIALLO DELLA LIBERAZIONE
DI SILVIA ROMANO

"L'ABITO DI AISHA E' UN CHIARO MESSAGGIO JIHADISTA"
LA COOPERANTE ITALIANA
PRONTA A TORNARE IN KENYA


di Augusto Maccioni
(11-5-2020) Non un processo a Silvia Romano(
foto dal web/Social) ma doverose risposte al percorso che ha fatto la cooperante italiana durante la prigionia in Kenya.Le immagini del suo arrivo a Ciampino le abbiamo viste tutte e ci aspettavamo una giovane provata e in abiti occidentali.Invece Silvia Romano è apparsa in "abito tradizionale somalo" e sorridente,poi poche battute per dire che è stata trattata bene e che adesso vuole riposarsi con la famiglia.Non una parola contro i suoi carcerieri e nessuna frase della sua lunga prigionia.Nessun odio verso le persone che le hanno privato della libertà per 18 mesi e nessuna parola che giustificasse la liberazione dopo tanta prigionia.Del resto non poteva farlo,c'era poco tempo all'aeroporto,sicuramente della sua lunga,e forse triste,prigionia ne avrà parlato con i magistrati.Però il fatto che sia apparsa felice e con un abito,dicono gli esperti,che nulla ha a che fare col vestito tradizionale somalo ha messo in moto una serie di interrogativi non facili da chiarire.Chi sa di queste cose dice che l'abito che Silvia Romano,che si fa chiamare Aisha,da convertita all'islam,potrebbe essere un messaggio jihadista forte all'occidente.Insomma,mentre noi celebriamo la liberazione di una giovane italiana che è scampata alla morte in uno scenario di guerra dove nessuno rimane vivo,i fontamentalisti,anche loro,festeggiano per una vittoria che ha un aspetto diverso,sicuramente più strategico e politico e forse meno religioso.Aisha è libera,è nella sua Milano e presto racconterà la sua libertà e la sua conversione all'Islam.Forse lo farà nel programma su Rai2 da Fazio o da Vespa,ma gli interrogativi rimangono perchè i tratti della scarcerazione sono ancora complicati e non è chiaro chi effettivamente abbia liberato Silvia Romano,i Servizi turchi o gli italiani.Poi c'è il discorso del riscatto,pagato,si dice,4 milioni di euro.E' giusto?Perchè continuare a mandare allo sbaraglio ragazze in terra di guerra,di inaudita violenza dove la legge jihadista è a tutti nota,senza nessuna assicurazione,senza sicurezza alla persona col rischio di far pagare all'Italia i costi del riscatto.Negli anni '90 si era messo un blocco ai riscatti poi col tempo le cose sono cambiate.Tutto da chiarire,quindi,la sua conversione,la sua felicità,il fatto che non odia i suoi carcerieri.C'è poi il fatto,come ha annunciato il giornale "Il Messaggero",che la cooperante italiana voglia ritornare in Kenya proprio nella stessa zona dove è stata rapita.Altro ancora:durante la prigionia ha trovato il tempo di sposarsi?



FASE 2,MOLTE CITTA' PRESE
D'ASSALTO PIAZZE E PARCHI

ASSEMBRAMENTI A
MILANO,ROMA E CAGLIARI

SENZA REGOLE SI RISCHIA
UN NUOVO LOCKDOWN


di Augusto Maccioni
(8-5-2020) La Fase 2 potrebbe aumentare il numero dei positivi.Non ci sono dati certi ma le azioni conseguenti dopo il 4 maggio lo fanno prevedere un pò in tutta Italia.Quello che sta succedendo potrebbe dare una spallata a quanto di serio è stato fatto in questi 60/70 giorni di attenzione al coronavirus,stando in casa e mantenendo un comportamento responsabile in ogni momento con mascherine,guanti e distanze sociali.Adesso tutte le regole,improvvisamente,sono saltate.E' successo a Roma,a Milano e in tante altre città compresa Cagliari dove si sono verificati assembramenti che sono pericolosi per combattere il coronavirus.A Milano le immagini dei Navigli(
foto dal web/Social) ha fatto imbufalire il sindaco Sala e il primario del Sacco,Galli,ha parlato di una bomba di contagio pronta ad esplodere.La Fase 2 è stata interpretata come fare le attività che prima non erano consentite o come prendere un aperitivo in compagnia di altre persone.E' successo anche a Roma dove,con la temperatura mite e complice un sole estivo,in tanti hanno assaltato piazze e parchi,a volte stando in piccoli gruppi e senza protezione.E' un brutto esempio che dobbiamo subito allontanare ed è un pessimo segnale se vogliamo tornare presto alla normalità dopo due mesi di lockdown.Situazioni simili anche a Cagliari,ad esempio in piazza Giovanni XXIII ma anche nei parchi di via Cadello e di Molentargius,con assembramenti che non si vedevano da tempo.Sarebbe opportuno considerare veramente i rischi dei nostri comportamenti irresponsabili.Attenzione in modo particolare al primo weekend di maggio perchè in tanti potrebbero tentare di trasgredire le regole che potrebbero avere effetti nefasti fra una quindicina di giorni.Quindi dobbiamo essere coerenti con le regole che abbiamo seguito e rispettare la linea comportamentale che abbiamo avuto in quest'ultimo periodo.Dopo le strade e i supermercati adesso le forze dell'ordine e i vigili urbani dovrebbero avere una particolare attenzione nei parchi e nelle piazze ma anche nelle principali arterie rafforzando i controlli "anti-assembramento".




IN UN CLIMA SURREALE E SENZA
FEDELI SI E'CONCLUSA LA FESTA DI SANT'EFISIO:"ATTRUS ANNUS MELLUS"


di Augusto Maccioni
(3-5-2020) Come l'1 maggio del 1943 ma questa volta al posto dei bombardamenti della seconda guerra mondiale a ridimensionare l'itinerario e a posticipare la data ci ha pensato l'epidemia del coronavirus.S.Efisio è sempre lì,presente nei cuori dei sardi ma la situazione del virus ha contribuito a modificare il programma della 364/a festa del guerriero martire che era partito in grande stile ai primi di gennaio quando non si parlava di contagiati e di morti anche se c'erano casi in Cina ma erano ininfluenti in Italia.Il problema era serio:S.Efisio doveva partire oppure no.Si è scelta la prima ipotesi perchè non si poteva bloccare la tradizionale festa del Santo,una soluzione che non venne interrotta neanche sotto le bombe del 1943.E anche questa volta il popolo sardo e cagliaritano in modo particolare ha avuto la sua festa ma soprattutto ha creato intorno al martire guerriero quell'attaccamento devozionale fatto di piccoli gesti,qualche preghiera e quel silenzio amplificato dalle emozioni e dai pensieri che ci hanno riportato ai momenti fastosi e folcloristici degli anni passati.E' stata una festa diversa in tutti i sensi.Per la data,non più il 1^ maggio ma il 3 maggio,senza processione e senza fedeli.Nel 1943 il simulacro del Santo era assicurato sul cassone di un furgone 1100,questa volta,al tempo del coronavirus,su una macchina scoperta della croce rossa.Ci sarebbero molte altre similitudine ma una cosa è certa:Sant'Efisio allora come oggi ci parla di amore e di fede e su questi sentimenti semplici ma forti il popolo cagliaritano sta dalla parte del martire guerriero che ha sempre aiutato e difeso i suoi "amici" cagliaritani salvando l'isola nei secoli come durante la peste del 1656 e nel 1793 quando respinse l'invasione dei francesi.In un clima surreale di una Cagliari deserta e senza folla al seguito,S.Efisio ha percorso velocemente il tratto dalla chiesetta di Stampace fino a Nora dove l'arcivescovo di Cagliari mons.Baturi ha invocato la protezione del Santo perchè liberi l'isola dal contagio.Subito dopo la messa,Sant'Efisio inverte la rotta e fa ritorno a Cagliari e dopo 4 ore è nuovamente nella sua chiesetta di Stampace e alle 13,30 il presidente dell'arciconfraternita Giancarlo Sanna annuncia,dal pulpito dell'altare:il 3 maggio del 2020 il voto è stato sciolto(
video).Si conclude in maniera insolita e surreale,ma di grande impatto spirituale,la festa di S.Efisio che quest'anno ha virato per un percorso minimale,senza fedeli.processione e fedeli al seguito.Va bene così:Attrus annus mellus.(video e foto dal web/Social e siti)


CORONAVIRUS,PARTE LA FASE 2.CONTE:IN
LOMBARDIA NON CI SONO LE CONDIZIONI
PER TORNARE ALLA NORMALITA'
ALCUNE REGIONI IGNORANO IL
NUOVO DECRETO DEL PREMIER

SCENDE IN CAMPO SOLINAS:
UN'ORDINANZA PER TENERE ALTA L'IMMAGINE DELLA SARDEGNA


di Augusto Maccioni
(27-4-2020) La conferenza stampa di Conte del 26 aprile,rigorosamente sotto i riflettori dei Tg delle 20,invece di rassicurare gli italiani ha creato sussulti e disapprovazioni non tanto per i toni pacati e le argomentazioni del premier quanto per le aspettative delle quali la popolazione si aspettava dopo quasi 2 mesi di "stare a casa".Gli italiani in tantissimi giorni sono stati responsabili e diligenti,hanno capito la gravità della situazione e non pensavano di continuare ad essere "castigati" soprattutto perché avevano chiaro che la curva dell'epidemia stava scendendo e questo fatto offriva le condizioni per allentare il rigore per il coronavirus che esiste ed è ancora molto pericoloso al nord e quasi inesistente al sud.Il premier ha fatto di tutta un'erba un fascio e invece di fare dei distinguo ha messo tutti nello stesso pentolone col risultato che sarà difficile neutralizzare il malcontento che si sta evolvendo da più parti con a capo i sindaci e i governatori che avrebbero preteso più attenzione per la quasi scomparsa del virus nel loro territorio,una situazione che metterebbe nelle condizioni soprattutto il Sud d'Italia di riaprire,in maniera responsabile e con le cautele dovute all'epidemia,in relazione alle attività economiche in settori diversi soprattutto quelli turistici dove sono forti le preoccupazioni per una stagione già disastrosa per l'epidemia e per il protrarsi di divieti che per molti versi potevano essere evitati se ci fosse stato un piano di controlli così come è stato fatto da subito per i supermercati.Il Governo ha preferito la strada più facile,quello di chiudere tutto e di mettere al sicuro,in casa,i suoi abitanti.In altre nazioni invece si è preferito attuare piani diversificati finalizzati a rimodulare i settori per dare ossigeno ad ogni attività produttiva.Si è parlato di Fase 2 ma in effetti è la continuazione della fase precedente,fatta ancora di divieti e di paure che ancora,sarebbe sciocco non vederlo,ci sono ma ci vorrebbe un pò di coraggio in più e avere più fiducia negli italiani,adesso che ci sono risultati più rassicuranti, che in questi 2 mesi hanno dimostrato di starsene tranquilli e di assecondare i divieti.Adesso però le cose potrebbero cambiare.In questo senso ci provano diversi governatori come Toti,della regione Liguria,ma anche il Veneto dove Luca Zaia ha annunciato che per lui la Fase 2 è tra l'altro:uscire di casa per passeggiare,attività fisica all'aperto senza limiti nel territorio del proprio comune,consentire ai residenti in regione di raggiungere la seconda casa e la propria imbarcazione,anche in un altro comune,per attività di manutenzione.E' uno strappo con Roma.Ci prova anche il governatore sardo Christian Solinas che ha annunciato nei prossimi giorni un'ordinanza per arrivare a una "normalità per tutti".Nel corso della sua informativa alla stampa ha parlato di nuovi protocolli per l'edilizia,nautica e "rimettere in moto una parte importante dell'economia con riferimento alle microaziende,commercianti,artigiani" ma anche parrucchieri e centri estetici.Un'attenzione particolare per il turismo con un pacchetto di aiuti perchè si possa mantenere alta l'immagine della Sardegna.Punti di forza potrebbero essere anche consentire,come ha annunciato il governatore del Veneto Zaia,ai residenti in regione di raggiungere le seconde case per le attività di manutenzione.


LA 364^ FESTA DI SANT'EFISIO IN UN GIORNO,
SENZA FEDELI E CON LA GIOIA NEL CUORE
I MOMENTI STORICI CHE HANNO
SEGNATO IL PERCORSO DEL SANTO

QUESTA VOLTA SI PREGA PER
FAR CESSARE IL COVID-19


FOTOSERVIZIO di Augusto Maccioni
(18-4-2020) E' un altro appuntamento con la storia,quella che viene raccontata quest'anno per la 364^ volta e che ci mette in contatto con un Santo che ha sempre rappresentato un rifugio sicuro per i sardi al quale ci si rivolge con riverenza e rispetto ma anche con grande devozione per far cessare la terribile pandemia del coronavirus che colpisce l'isola. S. Efisio,il Santo dei sardi e di Cagliari in modo particolare,quest'anno non percorrerà l'itinerario consueto tra due ali di fedeli e diserterà il classico appuntamento del 1° maggio a causa delle misure governative in vigore dal 10 aprile 2020 dovute al coronavirus. Il simulacro del martire attraverserà le vie della città di Cagliari domenica 3 maggio,un tragitto breve ed essenziale per recarsi direttamente alla chiesetta di Nora in territorio del comune di Pula(Cagliari),dove fu martirizzato nell'anno 303,e tutte le fasi dello scioglimento del voto si terranno alla presenza degli officianti,dell'Alter Nos e di un numero ristretto dell'Arciconfraternita del Gonfalone.

Mai la celebrazione della festa di Sant'Efisio ha avuto limitazioni e ristretta partecipazione in tanti secoli neanche nel 1943,in piena guerra mondiale,quando il simulacro percorse tra le macerie di una Cagliari devastata dalle bombe. Poche foto e un raro documentario della Rai registrano l'attaccamento e la devozione al Santo da parte di fedeli che comunque,anche sfidando le bombe e i bombardamenti in atto in piena seconda guerra mondiale,fecero attraversare il simulacro,sistemato approssimativamente in un carretto del latte,tra le strette viuzze della città storica evitando cumuli di terra e polvere in uno scenario spettrale tra case e palazzi appena bombardate. All'epoca la limitazione era forte a causa della guerra perché non c'era sicurezza e la pericolosità del momento sconsigliava la processione che comunque ci fu tra mille problemi in un percorso di paura e di grande panico. Chi ha partecipato a quel pellegrinaggio memorabile e storico con un impatto di vicinanza religiosa,racconta attimi di grande devozione finalizzata a perpetuare un voto che andava avanti nei secoli e a consentire lo svolgimento di una tradizione minimale ed essenziale per non tradire la fedeltà del popolo sardo verso il suo amato Santo. In quella occasione è stata percepita la mano prodigiosa del Santo mentre passava tra le vie della città lacerata e ferita facendo germogliare il seme della speranza verso la rinascita della ricostruzione della città.

Adesso si ripete la supplica a Sant'Efisio questa volta per far cessare la pandemia e perché il santo abbia un'attenzione particolare verso Cagliari,la città che Efisio ha amato e che ha difeso in diverse occasioni come quella della terribile pestilenza del 1655 che decimò i suoi abitanti e quando nel 1793 fece naufragare,come un autentico tsunami,le navi francesi,squassandole e disperdendole,arrivate nel Golfo degli Angeli alla conquista di Cagliari.Tre momenti tragici e drammatici della storia sarda che Cagliari non può dimenticare e che si fa ancora più impellente in questi giorni di grande attenzione per il coronavirus che sta mettendo a dura prova il tessuto economico e sociale,piegando il suo popolo molto provato dai numerosi contagi e dai decessi in un susseguirsi di dolore,paura e panico. Anche questa volta la Sardegna tutta e il popolo cagliaritano si rivolgono a Sant'Efisio convinti che Efisio,martire e guerriero,chiederà al Signore una particolare attenzione verso la città e i suoi abitanti,così come fece nel 303 prima di morire per mano dei romani,una supplica ancora oggi valida in questi momenti di sofferenza :"Ti prego,Signore,di proteggere la città di Cagliari dall'invasione dei nemici.Fa che il suo popolo abbandoni il culto degli Dei,respinga gli inganni del Demonio e riconosca Te,Gesù Cristo Nostro Signore,quale unico vero Dio. Fa che i malati che pregheranno sul luogo della mia sepoltura possano recuperare la salute e chiunque si trovi in pericolo nel mare o minacciato dagli invasori,tormentato dalla fame o dalla peste,dopo aver invocato me,Tuo servo,possa essere condotto in salvo".

Il legame tra Efisio e Cagliari,e il suo popolo,va avanti da 364 anni,un'interminabile percorso di affetto,devozione e stima che si concretizza in modo particolare durante la sua festa che viene celebrata,con grande partecipazione e devozione,dal 1 al 4 maggio giorno del rientro del simulacro nella chiesetta di Stampace a Cagliari per lo scioglimento del voto da parte della Municipalità,dopo aver percorso oltre 70 chilometri,andata e ritorno,toccando paesi festanti e in preghiera di Capoterra,Sarroch,Villa S.Pietro e Pula dove a Nora,nella sua chiesetta,venne martirizzato. Quattro giorni per un itinerario coinvolgente nel quale tutta la Sardegna si ferma per ripetere un rito lungo quattro secoli,sempre uguale e sempre diverso,perché ogni anno c'è un rapporto più stretto verso il martire per Cagliari.Come non ricordare la grande sfilata di "traccas",i carri ornati da fiori e frutta e quei 3500 persone in abiti tradizionali provenienti da tutti i comuni sardi.E i tanti cavalieri,i miliziani e la guardiania in un'esplosione di colori,di cultura lungo una tradizione che si rinnova e che non tradisce mai il carattere proprio dei sardi.E' sempre stata la vetrina storica e di qualità della Sardegna per Efisio,sistemato in un cocchio,trainato da due buoi ed è sicuramente il momento più significativo e di grande partecipazione perché dopo il carro del Santo c'è il popolo cagliaritano e sardo che va appresso a Lui per ringraziarlo per l'attenzione che il martire ha sempre rivolto per la terra sarda. Purtroppo quest'anno Sant'Efisio sarà celebrato in maniera diversa,non più dal 1° maggio ma da domenica 3 maggio,senza i colori dei carri e le sfilate dei costumi sardi,non ci saranno i cavalli e quelle manifestazioni folcloristiche che sono state,in passato, di notevole importanza nel corso della grande festa di maggio. Sarà tutto ridotto all'essenziale per garantire la sicurezza necessaria e per evitare assembramenti e vicinanza di fedeli così come prevedono le disposizioni governative anti-coronavirus. Il classico cocchio sarà sostituto da un veicolo scoperto così da favorire momenti di preghiera condivisa dai balconi. Il simulacro sarà accompagnato dall'Alter Nos e dai rappresentati dell'Arciconfraternita del Gonfalone. Il percorso sarà minimale ma austero fino a Nora poi,nello stesso giorno il Santo farà ritorno a Cagliari nella sua chiesa di Stampace .Un rito semplice,solo un pellegrinaggio di preghiera seguito da momenti di riflessione che possono aiutare per non farci sopraffare da un dramma che si spera svanisca presto con l'intercessione di Sant'Efisio che per i cagliaritani è un Santo speciale. E' un amico,una persona cara a cui tutto si può chiedere,è un martire che ha una dimensione territoriale, come se vivesse accanto a noi e per noi. Per questo motivo Efisio è solo un santo dei sardi che ci conosce e che ci aiuta. Lo ha fatto diverse volte nella storia.

Come durante la terribile peste del 1655 a Cagliari con una protezione impressionante mentre tutto era perduto e la gente moriva ogni giorno soprattutto i bambini,quelli più indifesi e senza nessuna cura preventiva. Il male non lasciò scampo e morirono moltissime persone e la municipalità allora chiese con insistenza a Efisio di difendere la città e il popolo cagliaritano dalla terribile epidemia di peste. La Municipalità,l'11 luglio 1652,quando tutto stava iniziando in maniera catastrofica,allora fece una promessa solenne al suo protettore per salvare la città e i suoi abitanti dalla pestilenza in cambio avrebbero onorato e ringraziato il Santo ogni primavera con gratitudine e devozione. E il martire "cagliaritano" non si tirò indietro e quattro anni dopo la promessa la città fu liberata dall'epidemia.Per questo ombrello protettivo i cagliaritani nei secoli non hanno dimenticato e ogni anno.il primo maggio,rinnovano la loro promessa con un suggestivo pellegrinaggio,tra sacro e profano,portando uno delle tre statue lignee custodite in città in processione tra le vie della città fino a Nora attraverso quattro giorni intensi di preghiere e devota partecipazione,poi il 4 maggio il rientro a Cagliari in un corteo sempre vivo di tanti devoti che con la lunga fiaccolata riportano il Santo nella sua chiesa a stampace.Ogni anno una solenne processione e un invito a non dimenticare un martire-guerriero che chiese al Signore una particolare attenzione verso la "sua città e la sua popolazione".E' la 364esima volta che si celebra la festa di S.Efisio anche se la cronaca ci dice che non ci furono processioni in due occasioni:nel 1794 quando la città era in stato d'assedio per una rivolta popolare(venne però recuperata alcune settimane dopo) e nel 1917 quando gli organizzatori decisero di annullare la festa perchè tanti uomini erano al fronte. La festa venne celebrata anche durante il 1943 sotto le terribili bombardamenti degli aerei inglesi in città.In una città spettrale e piena di macerie,c'è un video Rai che documenta la suggestiva vicenda,il simulacro del Santo attraversa i quartieri storici scortato da fedeli e militari.Il cocchio del santo non è trascinato dai buoi ma da un furgoncino del latte a pezzi ed è una processione che ha avuto valenza di una speranza per la città che dovrà rinascere dai bombardamenti. E anche in quella occasione il Santo ha offerto il suo aiuto.Come la presenza viva di Sant'Efisio si concretizzò nel 1793 quando la flotta francese rivoluzionaria voleva impadronirsi dll'isola. L'impresa fallì per diverse circostanze tra le quali una libecciata improvvisa che devastò numerose navi francesi,e molte persone di chiesa attribuirono l'intervento miracoloso del Santo che scongiurò l'attacco francese. Altro intervento miracoloso nel 1816 quando vi fu un'altra epidemia,bloccata per le preghiere e le processioni al Santo.Ci sono tanti altri episodi di una gravità inaudita che hanno cessato i loro effetti grazie all'intercessione del martire guerriero,un Santo che continua ad essere un amico e un fratello sempre pronto a darci una mano e ad aiutarci nei momenti difficili della nostra vita.




PASTICCIO MES,SCONTRO CONTE-MELONI.TREGUA ADDIO?
SUPERARE SUBITO L'EMERGENZA,
MATTARELLA:BASTA INSULTI

"RITROVARE LA SERENITA' E ABBANDONARE EGOISMI E LITIGIOSITA'"

di Augusto Maccioni
(14-4-2020) Adesso che la palla è tornata al centro si guarda con altro spirito l'evolversi della situazione politica. I fatti di questi ultimi giorni hanno posto nuovamente i termini della litigiosità non tanto all'interno del governo,che bene o male vengono sanate "per il bene del Paese" ,quanto con le opposizioni con le quali c'era stata una tregua per sostenere gli impegni contro il coronavirus e gli sforzi per ottenere di più dall'Europa.Purtroppo quella tregua si è interrotta non tanto dalle opposizioni,che mostrano simpatia per le cose che si stanno facendo per combattere il covid-19 soprattutto nelle regioni del nord,quanto dal governo a guida M5S-PD.Anzi i partiti che sostengono l'esecutivo hanno dato prova di compattezza e impegno in questi momenti difficili a livello sanitario ed economico,cosa che invece non c'è stato dal premier Conte che in una conferenza stampa del 10 aprile,più o meno a reti unificate anche se la circostanza è stata rigettata dallo staff del presidente del Consiglio,ha attaccato il centrodestra e in modo particolare Salvini e Meloni che,si è sfogato il premier,continuano a delegittimare l'operato dell'inquilino di palazzo Chigi.."Non posso lasciare che la mia figura venga delegittimata. Avevo fatto un appello alle opposizioni ,ha detto nel corso della conferenza stampa,ma quello che è successo rischia di indebolire non Giuseppe Conte o il governo ma l'intera Italia ".Al centro dello scontro c'è il Mes,il trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità,che Conte "non ha firmato alcuna attivazione perché non ne ha bisogno e lo ritiene inadeguato".E allora?Il premier è deciso nelle sue affermazioni e punta il dito sulle responsabilità del Centrodestra e in modo particolare di Giorgia Meloni:"Io,dice ancora il premier,non c'ero nel 2012,mentre Giorgia Meloni era ministro..."E qui nasce un'autentica fake news detta da chi ritiene che siano gli altri a metterle in campo contro di lui,perché la circostanza è sbagliata ed è fuori dalla storia.:nel 2012 c'era già il governo Monti e,andando a ritroso,neanche il governo del Centrodestra nel 2011 aveva avviato il Trattato perché non era stato ratificato né dall'Italia né dagli altri 17 Paesi dell'Eurozona. La fake news di Conte è quindi servita in due mosse:Meloni non era al governo nel 2012 ma c'era Monti, che con i ministri Moavero Milanesi e Terzi di Sant'Agata,aveva firmato il Trattato. Grande esultanza di Monti,in qualità anche di ministro dell'Economia,che al Senato aveva detto:"Onorevoli Senatori il Mes è stato sottoscritto dai 17 Paesi dell'eurozona il 2 febbraio 2012 in una nuova versione "del 2011 mai ratificata. A distanza di qualche giorno dall'infelice scontro con Salvini e Meloni, si riesce a decodificare la rabbia di Conte che,per dirla con Mentana direttore del Tg de La7,non ha fatto un buon servizio all'Italia anzi,riferendosi allo sfogo contro i due leader del Centrodestra "non avrebbe mai mandato in onda le sue parole se avesse conosciuto in anticipo le sue intenzioni di lanciare un messaggio politico durante le rituali comunicazioni sull'emergenza sanitaria ed economica".Per di più ha infranto una tregua sostenuta dal presidente della Repubblica Mattarella(
foto dal web/Social).Adesso tutto potrebbe diventare più difficile e rimettere insieme i cocci ci vorrà del tempo e una nuova predisposizione politica da parte di tutti. Quella litigiosità e quelle affermazioni inopportune del premier potrebbe dare l'avvio a nuove tensioni che metterebbero a dura prova l'esecutivo ma soprattutto potrebbero condizionare la tenuta del governo in preda a incomprensioni e vedute diverse in merito alla stabilità economica e sociale subito dopo la fase più critica del coronavirus. Perché sulla fase 2 c'è molta confusione e direttive non controllate che fanno presagire una situazione da far west ,dove ogni regione detta provvedimenti spesso in contrasto con le disposizioni governative. E neanche la nomina della squadra dei saggi nominata da Conte e affidata a Vittorio Colao per coordinare con il comitato scientifico la ripartenza della fase 2 chiude le polemiche perché non sono chiare le competenze dei 74 tecnici ingaggiati dal governo posto che mancherebbero alcune figure chiave per rilanciare,ad esempio, il turismo,un settore tecnicamente senza ossigeno dopo la paralisi totale di quasi 2 mesi e con una prospettiva complicata e inadeguata visto che in altre nazioni,tra mille difficoltà,si stanno mettendo in chiaro soluzioni ottimali condivisi dagli stessi operatori del settore. Per affrontare e rilanciare la fase 2 servirebbe più coraggio e meno saggi,sicuramente molta condivisione con i vari settori e comparto e soprattutto meno litigiosità politica. E' l'appello di Sergio Mattarella,come ha spiegato lui stesso sabato scorso durante il messaggio agli italiani,rivolto a tutti i partiti politici,alla maggioranza e all'opposizione (ma anche a Conte) per "abbandonare ogni egoismo illusorio e a percorrere con coraggio la via del servizio" che non è quello di un tornaconto politico e neanche cercare lo scontro a tutti i costi ma condividere scelte e maturare decisioni utili per il bene del Paese. E sulla parola "servizio" si deve costruire il futuro del nostro cammino post-coronavirus,cioè quell'idea etico -politica che fa un Paese forte,inattaccabile di fronte all'Europa e ci rende responsabili e collaborativi sempre,cosa che è venuta a mancare dal messaggio di Conte del 10 aprile ma anche prima quando molte scelte dell'opposizione non sono state condivise dalla maggioranza governativa. E' chiaro che se Conte,un premier senza partito,vuole lo scontro non può che non ottenere collaborazione e su questa debolezza del sistema Italia si fonda la prepotenza dell'Europa che sta disattendendo ogni prerogativa sociale ed economica del nostro Paese. E' necessario quindi ricreare un clima di serenità e di collaborazione e in questo senso le parole di Mattarella potrebbero indurre all'ottimismo,quel senso della misura che si è persa e che bisogna subito ritrovare. Una cosa è tattica politica per accrescere e cementificare i consensi,un'altra è lo scontro politico che non porta da nessuna parte,argomenti che non hanno nessuna logica su una società franata dal coronavirus e sulla pelle degli italiani che stanno facendo sacrifici insormontabili. E a loro che si deve guardare sempre,ora più che mai vista l'emergenza causata dalla terribile epidemia, con l'obiettivo di ritrovare subito la normalità sociale ed economica.


IL CONFINAMENTO FUNZIONA,PASQUETTA COL BLOCCO:ANCORA DISAGI E SACRIFICI
TUTTI INSIEME CE LA FAREMO,PIU'
CONSAPEVOLEZZA E IMPEGNO DA PARTE DI TUTTI:"STIAMO A CASA"


di Augusto Maccioni
(1-4-2020) Viviamo alla giornata,passiamo da un incubo al dramma per scivolare sui numeri troppo alti e impressionanti di contagiati e morti.E' un coronavirus aggressivo(
foto dal web/Social Strada deserta) che non solo preoccupa ma che miete vittime e in diverse parti del mondo ci si accorge che questo Covid-19 sta mostrando la faccia più tremenda di una storia che tarda a finire.Un pò tutti i paesi,ad iniziare dall'Italia che ha fatto da apripista in Europa,convivono con l'epidemia diventata pandemia dall'OMS dopo la vastità della malattia nel mondo dalle funeste conseguenze.Una cosa gli scienziati sono d'accordo:non dobbiamo abbassare la guardia.Come dire che questo coronavirus è imprevedibile e non fidarsi della sua curva discedente,perchè,come ha dimostrato la Cina in questi ultimi giorni,nel mentre si gioisce e ci si rallegra per la prossima fine la situazione potrebbe ridiventare drammatica con nuovi contagi e morti.In Italia,dicono gli esperti,il coronavirus ha toccato il picco anzi ha toccato il primo dei due picchi e a questo punto la gente,obbligata da settimane a starsene a casa e a uscire seguendo le disposizioni governative,è disorientata e mostra insofferenza al nuovo stile di vita imposto dal governo per bloccare il diffondersi del virus.Si parla sempre di picco e si continua a morire,più anziani con severe patologie e giovani,quasi che la terribile malattia non conosca preferenze.Il nostro Paese per bloccare il coronavirus ha seguito il metodo cinese che,all'insorgere dell'epidemia,ha chiuso fabbriche e ogni attività impostando un rigido controllo anche per la spesa alimentare.Al momento non si sa se le cose hanno funzionato,si saprà al termine di questa disastrosa avventura quando si avranno le carte più chiare e i numeri del disastro saranno più completi anche se sono evidenti i vari momenti di incentezza,o di colpe, e di imbarazzo che hanno colpito sia il mondo scientifico che quello politico che non hanno capito l'importanza della malattia gestendo all'inizio in maniera approssimativa il covid-19.Ci sarà tempo per decodificare tutto ma soprattutto,speriamo,dobbiamo essere in grado di far tesoro dell'impegno,della professionalità e della ricerca scientifica dimostrata in questi mesi terribili dell'epidemia.L'importante è non avere la memoria corta.Nel frattempo si va avanti tra le misure restrittive,le risorse messe a punto dal governo e l'incertezza degli aiuti comunitari anche se c'è la speranza e la consapevolezza che l'Europa intervenga in misura adeguata e senza freni per soddisfare le esigenze dei Paesi,e dell'Italia in modo particolare,messi in ginocchio sotto l'aspetto sanitario ma anche economico e con una ripresa che sarà difficile da intravedere.Ce la faremo,dice lo slogan anche se adesso è più forte quell'altro di "stare a casa".Come ci sono i momenti della vita anche il coronavirus percorrerà,in maniera indelebile,i nostri anni migliori e ci segnerà nei nostri affetti e nelle nostre professioni.L'importante è tenere duro senza nessuna "libera uscita" come quella,recente,del governo che apre alla passeggiata del genitore col figlio anche se molte Regioni e diversi Comuni,come tra gli altri Milano ma anche Cagliari e Sassari,hanno chiesto di disattendere la circolare governativa.E' meglio continuare "a stare a casa" perchè siamo al traguardo,si inizia a intravedere la luce del tunnel ed è un peccato sprecare questa "libera uscita" per bloccare ulteriormente una speranza.Siamo concreti e razionali,perchè insieme ce la facciamo ma ci vuole la forza di tutti e la volontà di non perdersi d'animo e di continuare a lottare.Noi italiani ce la possiamo fare.


STORICO MOMENTO DI PREGHIERA SUL SACRATO DELLA BASILICA DI SAN PIETRO
PAPA FRANCESCO NELLA PIAZZA VUOTA
PREGA PER LA FINE DELLA PANDEMIA:
"DIO,NON LASCIARCI IN BALIA DELLA TEMPESTA"


di Augusto Maccioni
(27-3-2020) Un silenzio stratosferico,planetario con una pioggia implacabile.Nella grande piazza San Pietro,vuota e senza vita,irrompe stancamente Papa Francesco con passo indeciso,ma forte e con uno sguardo rivolto a Dio perchè guardi la dolorosa condizione in cui versa l'umanità,e in modo particolare l'Italia,a causa della pandemia.Francesco lo fa richiamando un passo del Vangelo di Marco in cui i discepoli si trovano atterriti dalla tempesta mentre Gesù dorme,e chiede con forza a Dio "di non lasciarci in balia della tempesta".E' solo sul sacrato della basilica di San Pietro(
foto dal web/Social),all'inizio la voce è affannata per il tragitto che ha dovuto compiere,poi accade qualcosa di straordinario in quel crepuscolo romano illuminato tenuamente,ma con una scenografia di grande impatto spirituale.La sua voce si fa preghiera ed è in contatto con Dio che non può non ascoltarlo,perchè il grido del Papa è la somma della condizione nella quale si trovano le persone,le famiglie e gli Stati a causa di questo flagello che continua a decimare le popolazioni e a creare momenti di incertezza,dolore e di smarrimento.Il Papa elenca quanti stanno lottanto in prima linea nella lotta al coronavirus,dai medici,agli infermieri,alle forze di polizia,ai volontani,agli addetti ai supermercati ma anche ai politici che sono chiamati a sostenere il peso delle scelte.Sono momenti terribili,un dramma che tarda a consumarsi.Nella giornata straordinaria per la preghiera il Papa ha invitato tutti a dare un senso alla nostra vita,a quella lacerata dalla pandemia in corso.E' tempo,ha detto il Papa,di cambiare rotta perchè "nessuno si salva da solo" e alzando gli occhi al cielo,pregando per la fine della pandemia,ha pronunciato solennemente la benedizione Urbi et Orbi con relativa indulgenza plenaria,che viene impartita solo in tre occasioni:nel giorno dell'elezione,a Pasqua e a Natale.Poi l'invocazione:"da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta". Poco prima il Papa si è raccolto in preghiera davanti al Crocifisso di San Marcello che nel 1522 attraversò le strade di Roma perchè finisse la peste.




ALLARME PER UN SERVIZIO RAI DEL 2015:IL CORONAVIRUS CREATO IN LABORATORIO?
ERA UN ESPERIMENTO COSTRUITO
A WUHAN,GLI SCIENZIATI:NIENTE
A CHE VEDERE COL COVID-19


di Augusto Maccioni
(25-3-2020) Viviamo sempre sospesi tra realtà e fantasia e spesso le cose impossibile rasentano le cose di tutti i giorni e gli incubi a volte minano la realtà.E' il gioco che forse amiamo di più e in questo senso i film che hanno sempre circolato ci sospingono a vedere cose che ci affascinano.Tutto questo per dire che quello che si va dicendo in queste ore sulle notizie choc del supervirus creato nei laboratori cinesi e divulgato in un servizio apparso nel Tgr della Rai nel 2015 nella rubrica "Leonardo" potrebbe creare ulteriormente un danno ancora più consistente della pandemia attuale.Perchè quel servizio,amplificato in queste ore,potrebbe far gridare al terrore della Cina in tutto il mondo.Se questo fosse vero la situazione sarebbe molto diversa e più catastrofica.Certo ci sono dei riferimenti precisi:virus cinese e Wuhan ma anche l'esistenza di un laboratorio di massima sicurezza in quella grande megalopoli.Tutti "ingredienti" che portano alla diffusione di un "virus" pilotato per scatenare una guerra bioterrorismo nel mondo.Cosa sicuramente scioccante ma falsa.In questo senso si sono subito espressi diversi scienziati che hanno detto che l'attuale coronavirus non è un supervirus creato in laboratorio e non ha caratteristiche di un virus artificiale.Ha un genoma completamente diverso e quello che è stato pubblicato sulla rivista scientifica "Nature Medicine" sono le sequenze perfettamente distinguibili.A dirlo chiaramente è Fausto Baldanti,massimo esperto e virologo dell'Università di Pavia e del Policlinico San Matteo,che in una intervista sull'argomento ha dichiarato che quell'esperimento del 2015("Gli scienziati prendono una proteina dai pipistrelli e la inseriscono sul virus della Sars ricavato dai topi, rendendolo capace di trasmettersi all'uomo") è avvenuto sotto gli occhi di tutti e il genoma della cellula è stato pubblicato per intero.Sintesi finale:non è lo stesso del coronavirus attuale(
foto dal web/Social).E' anche chiaro se si dovesse creare un virus in laboratorio si disporrebbe anche di un anti-virus per debellarlo.Quello attuale,che sta facendo tante vittime nel mondo e che sta inginocchiando il nostro paese,è un coronavirus "naturale" del quale si è appena scoperto il genoma e sul quale si stanno facendo tutti gli esperimenti per creare un vaccino per frenare la sua micidiale bomba mortale e sconfiggerlo.


DISASTRO CORONAVIRUS IN
SARDEGNA:IL 90% DEI CONTAGI
E' FRA IL PERSONALE SANITARIO

GRIDO D'ALLARME IN CORSIA:
MANCANO MASCHERINE E PROTEZIONI

TRA POLEMICHE E BAVAGLIO AI MEDICI
SPUNTANO LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA


di Augusto Maccioni
(21-3-2020) Il bollettino in Sardegna non è simile alle regioni del nord ma anche nell'isola dei quattro mori il coronavirus sta aumentando i numeri dei contagiati(
foto dal web/Social) ma anche dei morti.In percentuale,però,l'isola,che si trova al 12,6%,è al pari dell'Emilia Romagna(12,3%) che è dietro alla Lombardia sia per contagiati che per morti.Una situazione drammatica ma anche imbarazzante che è difficile da spiegare soprattutto non sono chiari i tanti pazienti all'interno degli ospedali in quei luoghi,cioè,che dovrebbero essere sicuri e che in pratica non lo sono affatto.E' stato calcolato,ad esempio,che tra Sassari e Olbia l'90% dei contagi è tra il personale sanitario e questa situazione non mette in buona luce i nostri ospedali e la gestione degli stessi.Un rapporto,rispetto alle altre regioni italiane e a quelle del nord,abbastanza stretto,un 50% dei contagiati rispetto alla media nazionale dell'8,3%,che fa pensare a gravi problemi,sicuramente esistenti anche se ci sono molte concause.Le polemiche si alzano da parte delle organizzazioni sindacali dei medici che minacciano di fermarsi perchè il personale in corsia non ha i dispositivi di protezione anche se,per molti aspetti,lo stesso problema lo hanno anche i medici degli altri ospedali italiani.Come mai,allora,nel resto d'Italia,dove mancano le mascherine e altri dispositivi di sicurezza,i contagiati tra i medici è minimale rispetto ai contagiati in Sardegna?Che manchino le mascherine e le tute protettive è un problema serio e che a distanza di tanto tempo non si sia provveduto ad acquistarli e a farli arrivare è quanto meno tragico considerando che i contagiati arrivino soprattutto dall'apparato medico.Anche a Cagliari la situazione non cambia.Dagli ospedali Brotzu,SS.Trinità ma anche al Binaghi,Oncologico e Policlinico medici e infermieri,ma anche gli addetti alla sicurezza e il personale delle pulizie,sono terrorizzati e lamentano la carenza di mascherine,un rischio sempre presente che i medici in prima linea non si possono permettere per affrontare con serietà e sicurezza il grave problema del coronavirus.Tra polemiche e disfunzioni arrivano anche le indagini della Magistratura.Troppi morti nel sassarese e la Procura di Tempio Pausania e i pm di Sassari hanno aperto un fascicolo contro ignoti per i contagi fuori controllo avvenuti all'interno dell'ospedale della provincia sarda.Si muove anche la Procura di Cagliari sollecitato dal sindacato medico Anaao-Assomed che denuncia la disastrosa situazione del personale sanitario che non ha neanche le più elementari protezioni personali.Quindi oltre a problemi di mascherine e indumenti protettivi ci sarebbero eventualmente anche responsabilità civili e penali.E in una situazione esplosiva,promossa da questo coronavirus che incalza in maniera esponenziale,c'è spazio per polemizzare contro la giunta regionale sarda,a guida Lega,Partito sardo d'azione,Forza Italia e Fratelli d'Italia,che avrebbe messo il bavaglio a medici e infermieri(" qualunque attività comunicativa deve essere autorizzata da questa Regione"),atteggiamento che ha suscitato una dura presa di posizione da parte dell'Associazione della stampa e dell'Ordine dei giornalisti.



DOPO SETTIMANE DI RITARDO E' ARRIVATO IL DECRETO CHE SALVA IL SUD
UNA BOCCATA D'OSSIGENO PER PUGLIA,CALABRIA E SICILIA
SODDISFATTO SOLINAS:IN SARDEGNA CHIUSI PORTI E AEROPORTI

di Augusto Maccioni
(14-3-2020) Poteva essere fatto prima e poteva essere vietato,almeno 10 giorni fa,ai passeggeri di lasciare le zone rosse dove maggiore è il tasso di coronavirus(
foto dal wweb/Social).Invece i decreti governativi sono arrivati in ritardo consentendo soprattutto a tanti lombardi di lasciare indisturbati la grande Milano(16 mila in Puglia,13 mila in Sardegna).I racconti dei lombardi trasferiti al sud non convincono e si rileva solo il fatto di abbandonare il territorio inquinato dal virus per una regione forse immune dal contagio,cosa che alla fine si rileverà nefasta visti i risultati che stanno venendo fuori di giorno in giorno.La regione Sardegna,ad esempio,aveva chiesto il divieto dei passeggeri bloccando porti e aeroporti,provvedimento che è arrivato proprio oggi con un decreto del ministro delle infrastrutture che di fatto sospende i collegamenti e i trasporti ordinari delle persone da e per la Sardegna e i trasporti possono avvenire soltanto su autorizzazione della Regione per comprovate esigenze.Il governatore sardo Christian Solinas è soddisfatto anche se i provvedimenti dovevano essere emanati prima.Il primo decreto governativo è stato attivato sabato scorso e prima della sua validità c'era stato un fuggi-fuggi generale dei lombardi verso il sud.Adesso,anche questa volta prima del secondo decreto governativo che blocca i porti e gli aeroporti,altra ondata di trasferimenti dal nord al sud.Il problema è chiaramente duplice.Il primo è l'ingiustificata presenza di tantissimi lombardi al sud,impreparata a gestire il virus.Il secondo è che quelli che sono arrivati nel meridione,a seguito di notizie non controllate e frammentarie,non hanno seguito le regole imposte dai provvedimenti governativi che ponevano le persone in quarantena in casa.Invece i lombardi al sud,in Puglia ma anche in Sicilia e in Sardegna,si sono riversati nelle piazze e al mare mostrandosi indifferenti alle regole e mettendo a repentaglio la sicurezza degli abitanti del posto.Proprio per questi comportamenti errati che adesso il sud viaggia pericolosamente verso il virus.I numeri aumentano giorno per giorno e potrebbero fare paura soprattutto grazie a queste persone provenienti dalla Lombardia che non hanno capito il senso dell'epidemia,mettendo a rischio gli abitanti del sud che chiedono rispetto e non vogliono essere contagiati.L'unica cosa da fare è bloccare il virus anche al sud.Per farlo è necessario individuare le persone provenienti dal nord,metterli in quarantena per rompere il contatto con altri individui del posto.Un lavoro lungo ma necessario se si vuole arginare il virus per non contagiare più persone.




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