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I NOSTRI SERVIZI

GRECIA
RITORNO ALLA DRACMA
PER SALVARE L'EUROPA

di Augusto Maccioni
Il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto di chiudere i rubineti alla Grecia la quale è nel caos più completo e in questi giorni si consumano situazioni drammatici in attesa che il Paese vada nuovamente alle elezioni il 17 giugno.Ma si perde tempo in un panorama già di per sè allarmante e preoccupante.Se ne parla a bassa voce e ognuno dice la sua ma solo la Merkel,e un pò meno Hollande,è decisa a salvare la Grecia perchè vuole salvare le banche tedesche che vi hanno enormi capitali.Se cade la Grecia il fiume di euro francesi e tedeschi,ma anche olandesi e italiani,svaniscono nel nulla.Il caso è:salvare la Grecia per salvare la Germania e far fallire l'euro.E' chiaro a tutti che se la Grecia rimane nell'eurozona a perderci saranno tutti ad iniziare dal Portogallo,ma anche la Spagna fino all'Italia poi si arriverà anche alle economie più forti come la Francia e la Germania.E così il grande sogno europeista si frantuma nell'arco di una stagione.Gli Stati Uniti per crescere,ed è paradossale,hanno bisogno di un'Europa in salute.Se l'Unione è in crisi è necessario trovare alternative solide in grado di risalire la china.Un Commissario europeo dice che è pronto un piano per l'uscita di Atene dall'Euro.C'è stata poi la smentita ma c'è una pratica,il dossier "Grexit",che dovrà essere attivata al più presto.Non si può essere in balia della speculazione che fa il bello e cattivo tempo e può abbattere in pochissimo tempo l'economia di un Paese.Quello che sta succedendo in Grecia è sintomatico:c'è la corsa agli sportelli delle banche per ritirare euro a manetta.Situazioni del genere si stanno verificando anche in Spagna.Si ritirano euro per evitare eventualmente la svalutazione del possibile ritorno alla dracma.La Grecia ha già ottenuto miliardi di euro per farla galleggiare ma non sono bastati.Se si continuerà di questo passo metterà alle corde altri Paesi.Lo spread continua a salire,in Spagna come in Italia.C'è sempre emergenza e pare che la situazione andrà avanti ancora per altri due anni.Meglio decidere subito sulla Grecia,riportarla alla dracma e salvarla diversamente.E' possibile e sarà la decisione più ottimistica per salvare l'eurozona.Altrimenti la paura e il panico circolerà indisturbato tra i Paesi europei e il 1929 potrebbe essere nuovamente a un passo.


DUE CASI CHE STANNO CREANDO IL PANICO NEGLI STATI UNITI
ATTENZIONE ALLE FERITE
SE NON TRATTATE
IMMEDIATAMENTE CREANO UN'AZIONE FACILE PER IL BATTERIO MANGIA CARNE


di Leo Cortes
Negli Stati Uniti c'è un batterio che divora la carne(foto).In pochi giorni due donne,Lana Kuyendall e Aimee Copeland,sono state infettate da un batterio.La prima donna,neomamma,è ricoverata in ospedale la seconda ha perso una gamba e le dita di una mano a seguito dell'infezione.E' una malattia rara che sta mettendo tutti nel panico.Rispetto alla Copeland,la giovane Lana è stata più fortunata.Grazie alla sua professione di paramedico ha identificato strani sintomi e si è fatta ricoverare.In pochissimo tempo i medici sono intervenuti con quattro interventi rimuovendo la carne morta e di fatto salvando gli arti che solitamente vengono amputati se la malattia riesce a diffondersi senza l'intervento degli specialisti.Non si sa l'origine dell'infezione.Sembrerebbe che la malattia sia causata dallo streptococco di gruppo A che solitamente provoca ad esempio il mal di gola e in casi rari può arrivare all'interno del corpo o nei polmoni diventando pericolosa per la vita.Aimee Copeland,24 anni,sta combattendo la malattia in ospedale.Ha contratto il batterio a seguito di una caduta:la ferita al polpaccio sinistro è stato il punto d'ingresso per l'infezione.E' una malattia rara,dicono i medici,rapidamente progressiva,distrugge i muscoli,tessuti ed è devastante per il corpo.L'azione preventiva è fondamentale oltre all'uso del buon senso:lavarsi frequentemente le mani,trattamento immediato delle ferite con un unguento antibatterico.Si può contrarre il batterio anche con un taglio della carta.I sintomi?Dolore,gonfiore,febbre,arrossamento della parte ferita.


PREGHIERE E MOMENTI
SIGNIFICATIVI AL RADUNO DEI
GRUPPI DI PREGHIERA DI PADRE PIO A SASSARI
PRESENTE PADRE ALIMONTI,
AMICO DI S.PIO


Grande raduno dei gruppi di preghiera di padre Pio(diocesi di Sassari e Nuoro)nella chiesa di S.Pio X a Li Punti a Sassari (Sardegna).Il programma,organizzato da padre Roberto Sardu,cappuccino,ha accolto numerosi fedeli,sabato 28 aprile, provenienti da tutta la Sardegna e ha avuto la partecipazione di padre Guglielmo Alimonti(foto al centro con padre Roberto Sardu alla sua sinistra),grande amico e testimone oculare di S.Pio,il quale ha raccontato momenti significativi della grande umanità e spiritualità del santo. Molta attenzione e tante preghiere nel corso della giornata con la venerazione della reliquia di padre Pio(foto sotto) al termine dell'incontro.







PADRE FILIPPO BETZU
LA PRIMA MESSA DEL NUOVO SACERDOTE FRANCESCANO
Il giorno dopo l'ordinazione sacerdotale nella cattedrale di Oristano,per la preghiera e l'imposizione delle mani dell'arcivescovo mons.Ignazio Sanna,il nuovo sacerdote padre Filippo Betzu è a Tramatza(OR) nella sua città natale per celebrare la sua prima messa.Presenti genitori,parenti e amici padre Filippo ha ricordato le tappe principali della sua vocazione ringraziando quanti hanno avuto un ruolo particolare per la sua missione.Erano presenti inoltre il ministro generale dei francescani sardi padre Salvatore Murgia e una cospicua presenza di sacerdoti e diaconi della Comunità dei Cappuccini di Cagliari oltre al sindaco del paese che conta oltre mille abitanti .Ecco le foto della prima messa a Tramatza e dell'ordinazione sacerdotale a Oristano.


LA CASTA SI DEVE RASSEGNARE AL CAMBIAMENTO IN ATTO
GRILLO HA DATO VOCE AGLI SCONTENTI E AI DELUSI DELLA POLITICA
MOVIMENTO 5 STELLE PRONTO PER IL PARLAMENTO

di Augusto Maccioni
Il successo del Movimento a 5 stelle non è ancora visibile ma si sente.E' il senso del botta e risposta tra il comico Grillo e il Presidente Napolitano chiamato a dare spiegazioni sull'affermazione dei grillini,sull'astensionismo e sul crollo di alcuni partiti come il Pdl e la Lega.Che ci sia stato uno scossone a livello partitico è a tutti noto e non poteva essere diversamente visto i disagi,le paure,le incertezze di una crisi che continua ad uccidere imprenditori,mette sul lastrico aziende e miete disoccupazione al nord come al sud e attraversa in maniera omogenea tutta l'Italia e nessun settore è rimasto indenne.Certo:i ricchi non sono più quelli di una volta,ma sono ancora ricchi mentre la classe media diventa sempre più povera.E' una Italia in evoluzione,cambiano abitudini e la stessa cultura si adegua.C'è una nuova aria,la politica fa momentaneamente le valigie e ci scopriamo tutti contro la casta,contro i privilegi e a favore della crescita sana e senza voli pindarici.

C'è un movimento che avanza e che sta mettendo in difficoltà i partiti classici,come il Pdl,Pd,Udc e Terzo Polo,che ragionano come una volta e credono che la loro sopravvivenza deve essere ancora pagata dallo Stato con i rimborsi elettorali e con indennità che toccano sempre le stelle.La gente vuole che si compia un'autentica rivoluzione e che vengano attuate quelle riforme serie e compatibili per il benessere della gente e dell'economia del Paese.Fino adesso i partiti hanno delegato al governo Monti,formato da tecnici delle varie professionalità,per attuare riforme impopolari e creare situazioni che avrebbero penalizzato l'immagine di un partito.La gente si è scoperta senza ombrello politico e non potevano applaudire il governo delle tasse e dell'impopolarità e anche loro hanno dato mandato,delegando,a movimenti esterni dalla politica tradizionale.Come dire:i politici si sono comportati in questo modo,disinteressandosi della gente,e la gente,quindi,si è disinteressata della politica e dei suoi rappresentanti dando fiducia a movimenti esterni.Ecco perchè vanno avanti i grillini,ecco perchè c'è astensionismo,ecco perchè c'è sfiducia nelle istituzioni.Si è dato un calcio alla forma rappresentativa partitica e si è accesa un'altra strada che non può essere peggiore di quella che ha governato per tantissimi anni.L'Italia si scopre più povera e fa i conti con la crisi e con la precarietà.I tempi cambiano e cambiano le situazioni.E' tempo che anche la politica grassa venga ridimensionata e faccia avanzare il buonsenso e le tematiche giuste della gente e dell'economia reale e non quella della casta,dei privilegi e delle corporazioni.Ben venga il movimento dei grillini se sanno dare risposte serie alle domande disperate della gente.I partiti tradizionali vanno in ordine sparso ma c'è ancora confusione e pensano ancora di introittare la rata finale del rimborso elettorale di 100 milioni di euro.Hanno fatto il gioco delle tre carte,ma continuano a pescare dallo Stato per la loro esistenza.E' necessario rivedere tutto e tutti devono fare due/tre passi indietro buttando all'aria privilegi e corporazioni.Ben venga anche la grande coalizione(Pdl-Pd-Terzo Polo) ma questa volta che lavorino bene e non prendano in giro la gente.


I DEODORANTI PER L'AMBIENTE SONO NOCIVI AL CUORE
QUESTI PRODOTTI FANNO AUMENTARE I RISCHI DI INFARTI CARDIACI

di Marco Stefano Locci
Nuove fosche novità stavolta si materializzano nell'ambito dei deodoranti per l'ambiente. Infatti, uno studio svolto da un team internazionale di ricercatori dell'Istituto tropicale svizzero e dell'università di Basilea firmato anche da ricercatori francesi e spagnoli, è giunto a risultati che vanno presi in considerazione con la massima importanza, in un campo dove la scienza non accenna a smettere di insistere. Il nocciolo della questione verte intorno alla variabilità del ritmo cardiaco, ovvero la lunghezza dell'intervallo fra i battiti; esso peggiora con l'uso di prodotti spray per la pulizia della casa, e specificatamente nei confronti di quelli usati per deodorare l'ambiente. Le conseguenze sono tutte negative, comportando un aumento dei rischi di ipertonia e di infarti cardiaci.Un risultato questo, che non è stato cercato e voluto, ma che è scaturito indirettamente da una maxiricerca sull'inquinamento atmosferico e relative patologie polmonari negli adulti, che ha avuto come protagonisti 600 persone, in maggioranza donne sopra i cinquant'anni di età, e in misura minore donne più anziane, monitorate con elettrocardiogrammi ripetuti nel corso delle 24 ore.
Dai rilevamenti svolti, si è ricavato che le delle donne avevano risposto ai questionari affermando di essere casalinghe a tempo pieno, e di imbattersi ogni giorno in profumanti di ogni genere: per pulire superfici, forni, per stirare o per rinfrescare l'ambiente.E così vanno ad aggiungersi agli effetti nocivi già scoperti in precedenza (danni alle vie respiratorie, incremento dell' asma e possibilità di sviluppare allergie), quelli nuovi scoperti dallo studio svizzero. Uno studio che aggiunge nuovi fattori di criticità che però si mostrano ancora più gravi dei precedenti già individuati da altre ricerche, perché legati direttamente alle funzioni del cuore. Un indice di pericolosità che si rende ancora maggiore nei casi di persone che abbiano già maturato precedenti disturbi polmonari.Ma lo studio che fa capo all'Università di Basilea, prefigura nuovi ipotetici scenari che non si limitano a questi appena scoperti. Infatti segnala la necessità di approfondire ulteriormente la questione, ipotizzando sviluppi in materia, decisamente poco ben auguranti.



BAGNO DI FOLLA PER IL NUOVO ARCIVESCOVO DI CAGLIARI
MONS.ARRIGO MIGLIO,UN PROGETTO DI FEDE
PER GLI ABITANTI DEL CAPOLUOGO



Una Cagliari solenne ma anche il grande popolo del capoluogo è stato presente alla prima uscita ufficiale del nuovo arcivescovo di Cagliari mons.Arrigo Miglio.Oltre 10 mila fedeli,moltissimi fuori dalla Basilica di Bonaria,hanno pregato e si sono commossi alle parole di mons.Miglio che ha un progetto di fede per i cagliaritani.La crisi non può e non deve comprimere gli animi e i valori autentici della vita umana.Solo la fede e l'amore di Dio rimette tutto a posto,ha detto mons. Miglio,con un messaggio che entra nei cuori, "una nuova evangelizzazione,si è soffermato l'arcivescovo,per la vita il lavoro e la famiglia".E' la sfida di mons Arrigo Miglio per combattere la crisi nella quale sono coinvolti anche i cagliaritani.Combatterla con le armi della fede,della speranza e con la presenza di Cristo.Essere vicini al mondo del lavoro,dei giovani,dei disoccupati e alle preoccupazioni delle famiglie.Insieme per combattere e far crescere la Chiesa cagliaritana.


QUESTA VOLTA I LAVORATORI SARDI CREDONO NELLA RIPRESA DELL'ALCOA
RIENTRANO IN SARDEGNA
CON UNO STIPENDIO PAGATO FINO AD OTTOBRE


di Luca Berni
C'è l'accordo ministeriale per i lavoratori dell'Alcoa di Portovesme e gli operai dello stabilimento sardo rientrano in Sardegna dopo aver trascorso la notte di martedi 27 marzo a manifestare,con tensione e violenza oltre a scontri vivaci con le forze dell'ordine,davanti al ministero in attesa di buone notizie per l'occupazione e per la salvezza del polo industriale.L'incontro ad alto livello ha prodotto il risultato sperato dando ossigeno ai lavoratori sardi che chiedevano impegni precisi e collaborazione certa per la salvaguardia di uno stabilimento che è una ricchezza e una risorsa importante del territorio del Sulcis Iglesiente sardo.L'intervento del ministro Passera ha di fatto chiuso favorevolmente l'accordo che di fatto fa slittare mobilità e chiusura dello stabilimento a fine ottobre con possibilità di una ulteriore proroga al 31 dicembre 2012 nel caso l'Alcoa venisse assorbita o ceduta ad altra azienda estera.La fabbrica sarda ha una funzione e una importanza nel panorama industriale sardo e l'impegno della Regione,della Provincia e dei comuni interessati(accanto ai lavoratori c'erano 20 sindaci di quel territorio) si è rafforzata in questo ultimo periodo.Grazie anche all'interessamento del Presidente Napolitano,che nella sua visita in Sardegna aveva detto che i lavoratori dell'Alcoa non sarebbero stati soli,l'Alcoa può ancora andare avanti.Da adesso in poi si lavorerà sodo perchè gli impegni presi a Roma siano mantenuti a vantaggio della soluzione definitiva dell'azienda e dei lavoratori sardi.



I LAVORATORI DELL'ALCOA SONO SUL PIEDE DI GUERRA
ROMA,SCONTRI TRA LAVORATORI E POLIZIA
FERITO IL CONSIGLIERE REGIONALE PD DIANA

di Luca Berni
Una manifestazione pacifica ha contraddistinto l'invasione di oltre 400 lavoratori sardi dell'Alcoa di Portovesme(Sardegna) a Roma per protestare contro la multinazionale statunitense dell'alluminio che non ha nessuna intenzione di continuare, a condizioni svantaggiose, la produzione nell'isola.Con trombette,caschetti da lavoro e fischietti i lavoratori sardi hanno spiegato le ragioni della protesta e della rabbia per come stanno andando le trattative senza alcuna soluzione per il polo industriale del Sulcis-Iglesiente, una zona difficile e in crisi per la mancanza di lavoro.Al vertice ministeriale con l'Alcoa c'è stato un impegno da parte del ministro Passera,il quale ha riconosciuto il momento difficile della trattativa.Ci sono delle difficoltà,è stato detto,in un settore molto difficile e sulla fornitura di elettricità a prezzo agevolato allo stabilimento è necessario interagire nel rispetto della Ue.In pratica un nulla di fatto.La Regione Sardegna ha fatto i suoi passi e non si sa se Roma ha fatto i suoi.Non si capisce dove la trattativa si sia arenata:a Roma?Nelle sedi opportuni della UE?Qualcuno che sa,si faccia avanti.Con questo malcontento e rabbia la protesta pacifica si è trasformata in violenza e ci sono stati scontri con le forze dell'ordine.Petardi,bombe carta e fumogeni.A tratti sembrava una guerriglia in piena regola.Diverse persone hanno bruciato tessere elettorali e anche la bandiera italiana.Accanto ai lavoratori erano presenti 20 sindaci del territorio di Carbonia e di Iglesias.Negli scontri è stato ferito il consigliere regionale del Pd Giampaolo Diana.Tutti animati dalla forza e dalla voglia di essere accanto ai lavoratori e alle loro famiglie in difesa del lavoro e dell'industria nell'isola.


APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL DISEGNO DI LEGGE SUL LAVORO E L'ART.18
SCIOPERI E PROTESTE DA NORD A SUD
IL COLLE,NON CI SARANNO LICENZIAMENTI A VALANGA
BERSANI E IL PD SI INFURIANO
O SI CAMBIA L'ART.18
O IL PARLAMENTO CHIUDE


di Luca Berni
E' stata approvata la riforma del lavoro e l'art.18 con ddl.Il Consiglio dei Ministri ha scelto questa formula,dal decreto legge,per consentire al Parlamento di modificare eventuali articoli viste le prese di posizione del Pd,che sostiene l'esecutivo, a seguito degli annunciate giornate di sciopero da parte della Cgil che non vuole che si tocchi in maniera pesante,e contro gli interessi dei lavoratori,il mercato del lavoro.Il governo Monti è soddisfatto e dopo l'approvazione parla di una realizzazione del lavoro dinamico,flessibile e inclusivo capace di contribuire alla crescita e alla creazione dell'occupazione.L'art.18 non riguarderà,per ora,il pubblico impiego un settore che sarà oggetto di successive fasi di confronto.Con questo disegno di legge si ribadisce che i lavoratori licenziati per motivi economici non possono essere reintegrati.Il Presidente Napolitano difende il ddl"non credo,dice,che si stanno per aprire ad una valanga di licenziamenti facili in base all'art.18".Il Partito Democratico non molla ed è forte nelle conclusioni"se passa la riforma in Parlamento,possiamo chiudere le Camere".Un chiaro appello a modificare l'art.18 altrimenti il premier Mario Monti potrebbe chiudere la sua esperienza governativa.E' deciso il segretario Bersani,introvabile nelle riunioni importanti e defilato anche dal premier che lo cercava al telefono prima del Consiglio dei Ministri.La situazione non è facile,resta confusa e molte cose,all'interno del ddl,devono essere ancora chiarite.Il Parlamento potrà modificare alcuni articoli "spigolosi e ingiusti"?La forza del Pd e della sinistra non sono tali da impensierire Monti che può contare sulla maggioranza con Pdl,Udc e Terzo Polo.Il problema non sarà convertire il ddl in legge,ma come questa riforma riuscirà a passare senza modifiche.Si cercano accordi e alleanze all'interno dei partiti,ma non sarà facile.Bersani non vuole essere al soldo della Camusso,fa la voce grossa e usa termini inquietanti fino a portarsi a far concludere l'esperiensa governativa di Monti.Una cosa è certa:l'art.18 se va deve accontentare tutti,anche i partiti.Altrimenti si può chiudere.


IL GOVERNO NON FA PASSI INDIETRO
POSSIBILE ESTENSIONE DELL'ART.18 AGLI STATALI
CISL APRE ALLA CGIL,PD SPACCATO
E' PRONTO LO SCIOPERO GENERALE

di Luca Berni
Il Governo non ci ripensa e va avanti.La Cgil è pronta allo sciopero generale ma confida che in Parlamento la riforma del lavoro e dell'art.18 venga modificata.E' una corsa contro il tempo se si vuole salvare uno strumento fondamentale per la difesa dei lavoratori.Il ministro Fornero perde pezzi e anche la Cisl passa con la Camusso.Le parti in campo si confrontano,ma per il Governo la partita dell'art.18 è chiusa.Con l'esecutivo si ritrovano Pdl,Udc e Terzo Polo contro il Pd,Idv e tutta la sinistra.Ma è il sindacato della Cgil che fa paura e che mostra i muscoli.Primi segnali di mobilitazione contro il progetto di riforma dell'esecutivo si sono avute in alcune fabbriche del Piemonte e della Liguria e sono premesse che creano disordine e mettono a repentaglio la tranquillità pubblica.Si iniziano a fare barricate,si urla e si manifesta anche in maniera violenta.Le distanze tra la sinistra e il centrodestra sono precise,si fa campagna elettorale in vista delle amministrative,banco di prova per le prossime elezioni politiche del prossimo anno.Per il governo Monti l'obiettivo è un altro e punta ai risultati che non sono politici ma di risanamento e di riammodernamento dell'apparato economico dell'Italia.Quello che non era riuscito al governo Berlusconi, sta riuscendo a questo Governo che non ha promesse da mantenere e non ha fazioni da soddisfare.Fa discutere la proposta di licenziamento,all'interno dell'art.18,per motivi economici.I sindacati,il Pd ma anche la Cei rilevano possibili abusi che metterebbero i lavoratori fuori dal mercato del lavoro,senza possibilità di reintegro.Una situazione insostenibile e scandalosa tutta dalla parte delle imprese.Si guarda al modello tedesco che nel caso dei licenziamenti per motivi economici prevede il reintegro dei lavoratori,mentre la riforma italiana spazza ogni possibilità e ogni speranza.



VEGETARIANO
E' MEGLIO

CHI MANGIA CARNE AL 35% PUO' AMMALARSI DI CANCRO

di Marco Stefano Locci
Cosa potrebbe causare l'abbandono del consumo di carne? Non certo effetti così devastanti come a prima vista potrebbe sembrare. A fondamento di queste considerazioni, l'Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa), prende come esempi la lotta alla fame, al riscaldamento globale, alle malattie, e l'uso sostenibile delle risorse. Tutti elementi che potrebbero essere sostenuti efficacemente, utilizzando come punto di riferimento, proprio l'abbattimento del consumo di carne. Ancora più chiara, è la prospettiva tracciata da Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa, che snocciola alcuni dati significativi: solo il 20% della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari, a dispetto del 26% della superficie terrestre che è invaso dagli allevamenti. Questi ultimi, sarebbero responsabili dell'emissione del 18% dei gas serra, provocando la morìa di milioni di ettari di foreste nonchè la perdita di biodiversità, e come se non bastasse, pure la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni. Ma perché l'installazione di allevamenti provoca danni cosi ingenti? Bisogna tener conto che negli allevamenti si utilizza una quantità di risorse decisamente notevole, qualcosa come oltre 16 chili di foraggi per produrre appena un chilo di carne. A questo va aggiunto il dato della Fao, secondo cui si rendono necessari quasi 15mila litri di acqua per la produzione di appena un chilo di carne, e solo 2mila per ottenere la stessa quantità di grano. Se per ipotesi, si decidesse di usare le stesse risorse necessarie alla produzione di carne nell'agricoltura, secondo la Ferri, la fame rappresenterebbe un nemico debellato. Un'opinione che può apparire condivisibile alla luce di un recente studio inglese pubblicato sul 'British journal of cancer', che ha messo a fuoco le reazioni del nostro organismo all'ingerimento di carne, constatando che i vegetariani sono meno esposti alla possibilità di ammalarsi di tumore rispetto a chi mangia carne. Ed ancora una volta, i dati potrebbero essere più chiari di mille parole: si stima un 45% di probabilità in meno di sviluppare il cancro del sangue come ad esempio la leucemia, ed il 12% di probabilità in meno di manifestare qualsiasi tipo di tumore. Un consumo ripetuto di carne, invece, causerebbe un aumento del 35% il rischio di ammalarsi di cancro all'intestino. Insomma, lo stile di vita scelto da vegetariani e vegani, viene premiato da questi dati inequivocabili, risultando meno inclini ad ammalarsi anche di diabete, trombosi, osteoporosi, artrite, malattie renali, obesità e ipertensione. Infine contribuisce a mantenere pulite le coronarie, prevenendo il 97% delle cardiopatie. Se quindi gli aspetti più globali come la fame nel mondo, e gli ingenti consumi causati dagli allevamenti, non riescono a fare da deterrente ai consumatori assidui di carne, probabilmente argomenti più convincenti risultano quelli che vanno a toccare la propria salute.


RIFORMA E ART.18,PER LA CGIL LA PARTITA NON E' CHIUSA
SI APRE IL FRONTE DELLO SCIOPERO GENERALE
PROPOSTA UNITARIA PER MODIFICARLA IN PARLAMENTO?

di Luca Berni
Non sarà facile per il governo Monti sostenere la nuova riforma del lavoro con l'art.18 che,se non modificata con le linee guida proposte dal ministro Fornero,non piace alla Cgil,nè al Pd e ci sono anche i mal di pancia della Cisl e della Uil.Sindacati divisi,che vorrebbero proporre aggiustamenti e condizioni più favorevoli per i lavoratori, Pd spaccato con forum contro il segretario Bersani che si schiera,non schiera,forse si schiera.La Cgil con Susanna Camusso,leader indiscussa del maggiore partito dei lavoratori,è decisa a proporre un'azione incisiva,coordinata e forte, con iniziative che potrebbero iniziare con 16 ore di sciopero,contro il Governo che mette il sigillo sul nuovo art.18.La linea dura della Camusso,che spacca il Pd e trova alleato l'Idv che parla di un Vietnam parlamentare,potrebbe non essere sufficiente per modificare le intenzioni della Fornero ormai decisa a riformare in senso snello e più vantaggioso per il lavoratore l'art.18.Se le cose non cambieranno ci sarà battaglia e la Camusso manderà in piazza i lavoratori,bloccherà le aziende e inizierà per l'Italia un periodo che sarebbe meglio non raccontare.E' il prezzo della democrazia anche se il governo Monti ha un'altra missione,slegata dai partiti e dai sindacati che mira dritto a questioni economiche per risanare i problemi interni e quelli di appartenenza europea.Giovedi ultimo atto di incontri,poi la palla passa al Governo che dovrà decidere di mandare avanti la riforma e l'art.18 con un decreto legge o con un disegno di legge.Se si dovesse decidere per il dl,con la successiva fiducia in Parlamento,Monti incasserà la vittoria,se invece,ed è quello che si auspicano un pò tutti,si manda avanti un disegno di legge allora sarà il Parlamento a decidere modificando alcuni passi "spigolosi" della riforma.Il problema riguarda il lavoro,che non c'è ma che si vuole regolamentare in entrata e in uscita.Prima il licenziamento era legittimo o illegittimo,adesso si deve decidere se è per motivi economici,disciplinari o se è discriminante comunque voleranno carte bollate,ci saranno pratiche del lavoro e saranno i giudici che decideranno il reintegro,il licenziamento con l'indennizzo economico con 15 o 27 mensilità.In pratica la riforma sarà più complessa,di difficile gestione e di aumentata conflittualità.La risposta della Cgil è chiara:ci saranno i licenziamenti facili,non ci sarà crescita e i cinquantenni avranno vita dura per conquistarsi un posto di lavoro che non sarà più a tempo indeterminato.Ma forse c'è un'altra strada che potrebbe risolvere ogni problema ed è quello di riaprire il dialogo,sentire i partiti e i lavoratori.E mettere il Parlamento nelle condizioni di modificare la riforma e l'art.18 proposto dal Governo.


MONTI,SULL'ART.18 LA QUESTIONE E' CHIUSA
C'E' ACCORDO SU LINEE GUIDA,SOLO CGIL CONTRO
LA CAMUSSO:CI SARANNO LICENZIAMENTI FACILI

di Luca Berni
Cisl e Uil,dopo l'incontro con la Fornero e il premier Monti,sono possibilisti mentre c'è un netto dissenso da parte della Cgil.La riforma del lavoro,e dell'art.18 in modo particolare,va avanti e mercoledi e giovedi saranno utili,ha detto il premier nel corso di una conferenza stampa,per approntare un eventuale dl.Venerdi incontro decisivo con i sindacati,al tavolo anche la Camusso della Cgil,ma ormai non ci sono margini per modificare le linee guida che il governo ha intenzione di mandare avanti,dando poi la responsabilità totale alle Camere di approvarle o modificarle.Monti chiarisce:ci sarà norma contro dimissioni in bianco,indennizzo di 15/27 mesi per i licenziati per motivi economici mentre deciderà il giudice il licenziamento per ragioni disciplinari.Il reintegro sul posto di lavoro solo per i licenziamenti discriminatori.Per la Cgil non c'è stato un accordo positivo per il lavoro ma si vuole attuare licenziamenti facili.


RIFORMA DEL LAVORO E ART.18
MARTEDI DECISIVO:PRENDERE O LASCIARE
LA CAMUSSO,L'ART.18? NO A MODIFICHE
SULLA PELLE DEI GIOVANI


di Luca Berni
Adesso tutti vogliono la riforma del lavoro. E' la stretta finale imposta dal governo tecnico Monti per dare una svolta alla crescita occupazionale anche se i sindacati non sono convinti delle proposte del ministro del Welfare Elsa Fornero che intende chiudere la trattativa in tempi rapidissimi e comunque non oltre martedi. L'impegno governativo messo in campo è poderoso e l'esito potrebbe non essere scontato. Le riunioni ad alto livello si susseguono in vista del tavolo decisivo che vedrà la partecipazione dei segretari generali di Cgil Susanna Camusso,di Cisl,Raffaele Bonanni,di Uil Luigi Angeletti e dell'Ugl Giovanni Centrella. A trattare ci sarà il ministro Fornero e il viceministro Michel Martone e non è escluso che parteciperà anche il premier Monti. Quella di martedi sarà la giornata decisiva,lunga e difficile. Il punto ancora da sciogliere sarà l'art.18.Non c'è una posizione comune da parte dei sindacati,mentre precisa sarà la contromossa governativa per rendere più snella la procedura dei licenziamenti.


SANT'ANTIOCO,UN PAESE ANCORA IN LUTTO PER LA MORTE DI MIRKO
CINQUE GIORNI FA IL DRAMMA
ALTRI PARTICOLARI SULLA VICENDA
CHE HA MESSO SOTTO CHOC L'ISOLA


di Augusto Maccioni
La piccola bara ricoperta di gigli e di fiori bianchi si fa strada in un mare di folla commossa .Si alzano 20 palloncini bianchi,c'è un applauso corale. Poco prima nella chiesa di Bonaria a Sant'Antioco si è celebrata la messa per l'ultimo saluto a Mirko,il bambino di due anni soffocato con un cuscino dal convivente della madre. Una morte assurda,agghiacciante che pone interrogativi e crea scompiglio in una comunità tranquilla dedita ai vari lavori occupazionali. E' stato un dramma familiare,una gelosia portata alle estreme conseguenze quella che si è consumata nella casa di Daniela giovedi scorso. L'omicida-suicida non ha avuto pietà del bimbo,colpevole sorridente di una serenità che lui,Igor artista disoccupato,non voleva accettare anzi era una situazione da condannare e da sconfiggere. Una morte che mette ansia e fa tremare i polsi,atroce nella sua esecuzione,barbara per l'atto violento. Al parroco don Giulio il compito di rasserenare gli animi. Aveva intenzione di tralasciare l'omelia,di far salire alto al cielo cinque minuti di silenzio,quel vuoto assordante riempito dalle lacrime e dalla commozione della madre,del padre e di tutta la comunità di Sant'Antioco.Poi la decisione:è stato Mirko a suggerirmi un atto d'amore,ha detto il parroco, e a dire a tutti "pace in famiglia e tra famiglie".Don Giulio conosce la realtà familiare della comunità paesana e la sintesi è quella più consona per ricordare Mirko perché attraverso questo sacrificio si vuole dare atto della sacralità della vita umana e dei valori cristiani attorno ai quali ruota la vita familiare di una comunità. Cinque giorni fa la drammatica sequenza di un atto violento e vile. Igor aveva già soffocato il bimbo con un cuscino perché urlava e piangeva alla vista della madre che veniva ripetutamente colpita a martellate. Fuori la madre e il fratello di Igor che tentavano di scardinare la porta di casa chiusa a chiave all'interno. Un quadretto che fa rabbrividire. E' comunque tutto ancora da chiarire,i carabinieri e magistrati vogliono capire tutta la vicenda e le testimonianze da vagliare potrebbero essere determinanti per chiarire ogni aspetto della triste e sconvolgente assurdità.


IL FUNERALE DEL PICCOLO MIRKO
E' IL GIORNO DEL DOLORE E DELLA RABBIA

di Davide Porcù
E' il giorno del povero Mirko,due anni,morto in maniera agghiacciante per mano del convivente della madre.Una morte assurda,senza pietà e senza motivo.Colpe degli adulti che non sanno e non vogliono vivere in maniera normale e pacifica.Nel giorno del funerale,tutta S.Antioco,il paese dove è avvenuta la tragica vicenda,si unisce attorno alla madre Daniela Sulis,ancora sconvolta,e al padre che non sa ancora capacitarsi di tutta la vicenda.La commozione è tanta,c'è il dolore e le urla della madre.Come si sa il bimbo di 2 anni è stato soffocato con un cuscino a causa di un raptus da parte del convivente di Daniela Sulis.E' l'ipotesi più accreditata in un dramma che ha sconvolto il paese e ha messo sotto choc una popolazione tranquilla.La tragedia si è consumata quando la madre di Mirko aveva deciso di ritornare dal marito, una decisione che avrebbe scatenato l'ira di Igor Garau,il trentenne disoccupato,che avrebbe prima ucciso il bambino e poi preso a martellate Daniela segregandola in casa,dopo essere stata drogata, e liberata dalla madre di Igor accorsa dal piano superiore alle grida della donna.Lui,l'omicida,si era impiccato successivamente in una strada di campagna.Una ricostruzione di violenza in un dramma familiare dove è stata portata alle estreme conseguenze la gelosia di un uomo malato con gravi difficoltà relazionali.Le indagini continuano e la ricostruzione del dramma è tutto ancora da chiarire,fa sapere il procuratore capo di Cagliari Mauro Mura,soprattutto sugli orari e sulla tempistica della morte di Mirko.


IL DRAMMA DI SANT'ANTIOCO
ADESSO SI SA PERCHE' MIRKO E' MORTO
MA IL PM IMPONE IL SILENZIO

di Augusto Maccioni
L'autopsia sul piccolo Mirko trovato ucciso a Sant'Antioco ha tolto il mistero che ha avvolto la drammatica sequenza dove ha spedito in ospedale Daniela Sulas,22 anni, per le ferite riportate a seguito dell'acceso diverbio col compagno Igor Garau,scultore disoccupato,trovato successivamente impiccato nelle campagne del paese.La morte drammatica e assurda di un bambino è sempre un fatto che non è dato capire ed è fuori dai ragionamenti umani.Gli interrogativi si intrecciano e le colpe di un bambino di due anni non ci sono perchè non esistono.Guardatelo nell'immagine con un sorriso solare che riempie di luce una stanza vuota e buia,che crea un'atmosfera di letizia,pace e felicità.Perchè è stato ucciso?Quel corpo adesso ha dato una risposta ma il magistrato che coordina le indagini,il sostituto procuratore di Cagliari Maria Virginia Boi,ha imposto il silenzio assoluto.C'è il motivo della riservatezza e non è bene infierire ancora su Mirko.Corrono le ipotesi sulle cause del decesso,poco importa sapere la drammatica sequenza di morte.Morire a due anni è assurdo soprattutto in quelle condizioni dove l'ambiente familiare invece di proteggere crea violenza e distruzione.Le cause sono da ricercare nella vita stressante,inconcludente e critica dell'ambiente familiare ma c'è anche incomprensione e poca propensione al dialogo.E in questo dramma finisce peggio e muore un bambino che non diventerà mai adulto e che non saprà mai il motivo della sua morte.


D'ALEMA E CASINI:PROPOSTE PER IL DOPO GOVERNO TECNICO
BOCCIATA LA POLITICA DEL DUALISMO
PD,UDC E PDL INSIEME PER UN GOVERNO DURATURO

di Augusto Maccioni
Dopo Monti,ci sarà nuovamente Monti. Ci sono i distinguo dei partiti ed è ovvio in vista delle amministrative del 2012 e delle politiche del 2013, ma i sondaggi,e ce ne sono tanti,non premiano i partiti ,e i vari Pd,Pdl e Udc sono in caduta libera. Gli italiani si stanno affezionando alla politica di Monti,spregiudicata,che mette le mani dentro le tasche degli italiani,che svuota i salvadanai , che crea disoccupazione e che non da una mano all'industria. Ma forse è quella possibile visto che lo spread sta per toccare quota 200,vicino ai livelli del giugno dello scorso anno,dai quasi 600 che eravamo,quasi ai livelli della Grecia.Monti conosce l'attuale situazione dell'Italia delle industrie e degli italiani in crescente difficoltà ma fila dritto per migliorare i conti e dare credibilità e autorevolezza dell'Italia al mondo finanziario europeo e mondiale. Tra SalvaItalia e liberalizzazioni il governo tecnico ha messo quasi in ginocchio l'Italia produttiva e del lavoro e al momento non c'è il tempo di mandare avanti il CrescItalia perdurando le difficoltà ancora in atto. I ragionamenti di D'Alema,esponente di spicco del Pd,sono condivisibili ed è giusto che si ritorni alla normalità col governo dei partiti ma la situazione non è ancora matura. Anche Casini,segretario dell'Udc, è dell'avviso che bisogna ritornare a governare col consenso degli italiani, sicuramente senza l'affanno dello spread e senza il baratro dietro l'angolo. L'Italia deve essere tranquilla e deve percorrere ancora il tratto della quasi normalità se vuole rilanciare il consenso popolare,utile e decisivo per una democrazia completa. Al momento però la democrazia non è in ostaggio del governo tecnico che assolve i compiti che avrebbe dovuto assolvere il governo dei partiti, ma c'è una sorta di tregua quasi una delega a termine perché vengano fatte quelle riforme che nessun partito si sognerebbe di fare. C'è ancora tempo per le politiche del 2013 e tutto può ancora succedere. Ad iniziare dalle amministrative prossime che coinvolgeranno mezza Italia nel giro di due mesi. Un banco di prova che darà il senso dell'attuale situazione politica in Italia.


SINDACATI E GOVERNO TRATTANO SULLA RIFORMA DEL LAVORO
LA FORNERO E' OTTIMISTA
MA IL VERO SCOGLIO E' L'ART.18


di Augusto Maccioni
La notizia che andrà avanti sicuramente fino al 23 marzo,giorno del nuovo incontro con i sindacati,è quello che si deve trovare un accordo sulla riforma del lavoro.Lo scoglio rimane sempre l'art.18,un muro oltre il quale non si passa,almeno stando alle iniziative dei sindacati.Il governo comunque non molla.Il ministro Elsa Fornero è decisa a scardinare la tutela dei lavoratori,incarnata nell'art.18 vanto di numerose riforme negli anni passati, e a proporre nuove riforme utili,stando agli studi governativi,per dare più possibilità alle aziende di assumere lavoratori a condizioni più favorevoli rispetto al passato.La strada,dopo scioperi e malumori,sembra più morbida e i sindacati compresa la Confindustria sono possibilisti.Non si sa quali saranno i piani del Governo e non si sa neanche quali potrebbero essere i punti a favore e quelli contrari.Senza accordo pieno da parte dei sindacati la riforma non dovrebbe passare.La Fornero è arrivata a dare un'accelerata alla nuova iniziativa proponendo una "paccata" di miliardi per ammorbidire gli ostacoli soprattutto del segretario della Cgil Susanna Camusso e Emma Marcegaglia,presidente della Confindustria,è stata al gioco annotando che il Governo propone solo una "paccata" senza i miliardi.La situazione non è facile anche perchè i cambiamenti proposti dal Governo non sono piccoli e la reazione dei lavoratori potrebbe essere non capita e generare uno choc che darebbe un altro colpo al mondo del lavoro.Fino a ieri l'altro si parlava di "fannulloni" oggi di "paccate" ma il vero problema rimangono i lavoratori che si aspettano più lavoro e meno licenziamenti,più tutele e meno arroganza, più futuro e meno disoccupazione.La Fornero parla di interessi generali e di un sistema da riformare, ma in gioco ci sono i lavoratori,i giovani,i disoccupati,i precari,i padri di famiglia.Sono interessi particolari e parziali per riformare un sistema generale.


SARDEGNA
CICU METTE KO IL GOVERNO
PASSA LA PROPOSTA DEL DEPUTATO SARDO PER RILANCIARE L'ALCOA E IL POLO INDUSTRIALE ISOLANO

di Augusto Maccioni
I lavoratori dell'Alcoa,la fabbrica di Portovesme perennemente in crisi,non sanno cosa fare.Scioperano,si fanno sentire,bloccano le strade,arrivano anche a Roma.Nel giorno della grande manifestazione a Cagliari,arriva la decisione da Roma che potrebbe sbloccare l'attività della fabbrica e reintegrare i lavoratori.Grazie ad un ordine del giorno del deputato Pdl Salvatore Cicu sul dl semplificazioni,il governo si impegna " a predisporre di concerto con la regione Sardegna,un apposito piano integrato di rilancio del Polo energetico ed industriale del Sulcis".Con questo passaggio governativo l'Alcoa potrebbe essere salvata.Il condizionale è d'obbligo perchè adesso la palla passa alla Regione Sardegna che dovrà attuare tutte quelle fasi che metteranno in condizioni l'Alcoa di continuare a funzionare.E non c'è solo l'Alcoa perchè il Governo,battuto dall'ordine del giorno presentato dal deputato sardo del Pdl Salvatore Cicu passato sostanzialmente all'unanimità,intende rilanciare il Polo energetico ed industriale del Sulcis.E' una buona notizia portata avanti con decisione e con senso patriottico dal deputato sardo che ha messo ko l'intenzione del Governo tecnico che voleva ancora una volta disinteressarsi dei problemi della Sardegna.


PUTIN PIANGE PER LA VITTORIA A PRESIDENTE RUSSO
UN CENTINAIO DI OPPOSITORI ARRESTATI
PERCHE' DENUNCIANO BROGLI ELETTORALI
IN CARCERE ANCHE LO SCRITTORE EDUARD LIMONOV
di Natalia Brian
Putin ha vinto le presidenziali in Russia al primo turno facendo sfumare il ballottaggio, ma non si placano le proteste contro i brogli(
foto) che hanno portato alla vittoria lo zar per eccellenza,l'uomo forte di un regime che si vuole modernizzare e rendere democratico ma che di fatto è la rivisitazione di quello precedente.Tutto cambia perchè nulla cambia.E' un detto che ha fatto scuola in Russia concedendo,ancora una volta, a Vladimir Putin di continuare a governare l'immenso Paese,grande quanto 9 fusi orari e con una popolazione che sfiora i 130 milioni di abitanti.Nella città natale dello zar contemporaneo,San Pietroburgo, c'è stata una manifestazione con oltre 5 mila persone ma la Russia che si oppone al vincitore è scesa in piazza con diverse manifestazioni in molte città raggruppando oltre 20 mila persone.E' un'opposizione silenziosa,numericamente parlando,che cerca di alzare la voce ma che non può nulla contro l'apparato poliziesco messo in campo da Putin.Molte le persone dissezienti arrestate mentre nella Repubblica del Daghestan(distretto Khassavioert) c'è stato un attacco contro un seggio elettorale col bilancio di 3 poliziotti e un manifestante uccisi e con diverse persone ferite.Nel corso delle manifestazioni contro Putin sono stati arrestati un centinaio di oppositori che denunciavano brogli elettorali.Tra gli arrestati anche il leader dell'opposizione più radicale lo scrittore Eduard Limonov.La vittoria di WP(Vladimir Vladimirovich Putin) è stato evidente e al primo turno.Con 63,5 per cento dei voti il nuovo zar ha vinto e nel suo primo discorso si è commosso con qualche lacrimuccia.A distanza,con 17,3 per cento segue il comunista Gennady Zyuganov senza storia gli altri.Si riprende il Cremlino ma i consensi scendono rispetto al 2004 quando aveva conquistato oltre il 71 per cento.Staffetta col suo collaboratore Dmitrij Medvedev,al suo terzo mandato presidenziale, e per lui c'è subito il posto occupato precedentemente da Putin.


PILI IPOTIZZA RITARDI D'INTERVENTO
LA MISSIONE IMPOSSIBILE DELLA BONIVER
PER LIBERARE ROSSELLA URRU

di Augusto Maccioni
Buio pesto per Rossella Urru,sequestrata il 23 ottobre del 2011 in un campo profughi sahawari.La volontaria sarda era impegnata in un'azione umanitaria,una delle tante iniziative che gli italiani sono i migliori quando si tratta di aiutare le persone in difficoltà soprattutto in zone,come l'Algeria,dove è importante l'intraprendenza,la generosità e l'ingegno italiano.Tutti,da un pò di tempo,si sono interessati di Rossella.Poi era calato il silenzio.Adesso il parlamentare sardo del Pdl Mauro Pili ha ipotizzato inspiegabili ritardi nella missione governativa per mancanza di soldi.Poi,di rimando,la decisione del governo di inviare sul posto Margherita Boniver,inviata speciale del ministro degli esteri italiano Giulio Terzi.Il suo compito è capire,incontrare le persone che contano del posto,sentire politici e consentire il rientro in patria di Rossella Urru.La Boniver dovrebbe operare,insomma,una sorta di missione impossibile anche se non sono chiari margini d'intervento e,forse,eventuali "promesse" per affrontare positivamente tutta la vicenda.Non sarà facile,ma si conta molto sulla preparazione e la grande esperienza della nostra parlamentare.Tutta la vicenda,comunque,ha molti lati oscuri e se si è arrivati a questo punto vuol dire che tutte le altre iniziative non sono andate a buon fine.La strategia del silenzio,insomma,non ha funzionato e dopo oltre 4 mesi si è al punto di partenza.A questo punto è necessario capire ma soprattutto agire.E potrebbe essere importante far scendere in campo i servizi segreti e altri settori,più o meno governativi a livello locale,che potrebbero dare il successo d'intervento.


I 100 GIORNI DEL GOVERNO MONTI
ARRIVA L'ICI SUGLI IMMOBILI COMMERCIALI DELLA CHIESA
PROTESTANO I SALESIANI:TASSA INGIUSTA E NON EQUA

di Augusto Maccioni
Un dossier di 34 pagine che fa il punto dei primi 100 giorni del governo Monti.E un avvertimento:tutti devono partecipare alla salvezza e al rilancio dell'Italia.Non si parla dei "soliti noti" che forse hanno il peso maggiore nelle riforme del professore,ma si da atto dell'attività svolta a tre mesi dall'insediamento passando dal "Salva Italia" al "Cresci Italia" con un bilancio che soddisfa l'Europa ma trova mugugni in Italia anche se l'esecutivo in questi cento giorni ha risparmiato 43 milioni soprattutto rivedendo le spese all'interno dei vari ministeri.Molti i mal di pancia a livello sindacale e diversi distinguo a livello politico.Ma il governo Monti continua a riscuotere consensi anche se diminuiscono i fans nelle due Camere.Soddisfatto il premier che incassa la fiducia dell'Europa che premia l'Italia per essere diventato in poco tempo "un modello" da seguire con riferimento soprattutto alla Grecia che non riesce a sopportare il peso dei sacrifici imposti dalla Merkel e Sarkozy.Il passaggio dell'Italia da una situazione di emergenza ad una situazione in via di risoluzione non può che far piacere soprattutto perchè i vari gradini sono stati sopportati dagli italiani senza scioperi e grandi movimenti di massa come se queste "riforme" dovevano essere fatte e quindi accettate da tutti.C'è ancora molto da fare e non sarà facile rivedere l'art.18 senza quelle garanzie lavorative in vigore da anni.Il governo Monti ci prova in tutte le salse e in suo aiuto arriva anche l'Ocse che chiede di cambiare l'art.18 soprattutto nei contratti a tempo indeterminato.Licenziare si o no è un vero problema e sicuramente metterà in crisi il governo perchè su questo argomento troverà uno sbarramento deciso da parte del Pd e del suo sindacato.Non toccarlo e premere sull'occupazione potrebbe essere una soluzione più saggia.Intanto dal primo gennaio 2013 arriva l'Imu sui negozietti,bar,pensionati e cliniche gestite dai religiosi.I Salesiani protestano:devono pagare l'Imu sulle scuole anche se svolgono un servizio pubblico e concorrono ai medesimi fini di quelle statali.


E' DI MODA LO SMARTPHONE BIANCO
ECCO PERCHE' IL BIANCO
E' MOLTO RICERCATO


di Marco Stefano Locci
Le proprietà del bianco si arricchiscono ulteriormente, andando ad interessare anche il settore tecnologico. Infatti dopo un'attenta analisi, si sostiene che questo colore/non colore è capace di rendere degli interessanti smartphone, in oggetti irrinunciabili. Ad esempio, per potersi appropriare dell'ultima versione dell'iPhone 4, c'è chi ha aspettato addirittura oltre 10 mesi. E nel Regno Unito ormai ci si sta convincendo che questa passione per il bianco abbia ormai coinvolto anche il settore automobilistico, in virtù dei dati che sanciscono che la vendita di auto bianche è quasi decuplicata nel periodo 2004-2011.

La legge del mercato però come si sa è spietata, e per evitare di finire schiacciati dalle trovate commerciali della Mela, i concorrenti sono subito corsi ai ripari. Non a caso infatti, ad essersi 'armati' del colore del momento, sono il Nokia Lumia 800 e il Samsung Galaxy Note. Sui motivi che si celano dietro questi atteggiamenti da parte della clientela, che svuota i centri commerciali dei gingilli di questo colore, le teorie sono varie. Una di queste è che si tratta di un colore particolarmente glamour, ma c'è chi invece sostiene sulla base di studi, che sia una sublimazione della fede religiosa. Per giustificare questa teoria a prima vista bizzarra, si parte dal concetto che in questo periodo di forte crisi, i consumatori si dividono in due grandi poli, quello dei depressi e quello di quanti vivono in chiave più ottimistica. E questi ultimi amano il bianco, grazie alla luce che emana. Il telefonino diventa pertanto, un prolungamento del proprio ottimismo ed una sorta di messia anche grazie alle sue qualità sopra elencate. Ma che Apple non abbia inventato nulla è chiaro, in quanto sono cose esistono da sempre. Si tratta semplicemente di moda, che passerà, e si riproporrà ciclicamente. Non sarà una novità, ma è senz'altro un'idea azzeccata, che viene incontro alla ricerca di nuovi stimoli da parte dei potenziali clienti. Un'idea che affonda le proprie radici anche nella volontà di non associare il colore ad alcuna sensazione particolare: infatti gli esperti di marketing sono consapevoli del rischio che con l'utilizzo di altri colori come rosso, blu, giallo etc., si potrebbe ingenerare la sensazione in capo ai fruitori potenziali, di una fascia ristretta di consumatori. E sempre a proposito di marketing, il marketing manager italiano di Samsung conferma le impressioni precedenti, sostenendo che tutto parte dall'esigenza di rendere gli smartphone, dispositivi sempre più di massa e apprezzati da un pubblico eterogeneo. E il bianco riesce bene in questo compito, attraendo a sé tutta una serie di categorie che variano dal pubblico giovanile, femminile, sportivo e allo stesso tempo elegante.


IL CERN FA DIETROFRONT
EINSTEIN HA ANCORA RAGIONE:
I NEUTRINI NON
SONO PIU' VELOCI DELLA LUCE


di Giovanni Picchi
Non era vero.I neutrini non sono più veloci della luce.A settembre 2011 i ricercatori del Cern avevano brindato per aver dimostrato che la teoria della relatività di Albert Einstein poteva essere messa in soffitta mentre invece,dopo più approfonditi esperimenti, si è dimostrato che un'anomalia degli strumenti ha rivelato un clamoroso errore e quindi la velocità della luce è ancora imbattibile.La questione comunque è ancora aperta.Secondo quanto era stato scoperto i neutrini viaggiavano ad una velocità di 60 nanosecondi,maggiore rispetto a quella della luce ritenuta insuperabile dalla teoria di Einstein.Molti scienziati,a quella scoperta,avevano invitato alla prudenza e a verificare la scoperta.Invece la notizia aveva terremotato il mondo della fisica spazzando la bibbia della relatività di Einstein.Adesso si fa marcia indietro e si riconosce l'errore dovuto ad una anomalia nel funzionamento degli apparati tecnici,sofisticatissimi,del Cern con un errore di connessione nel cavo di fibra ottica tra un rilevatore e un pc utilizzato per calcolare la velocità dei neutrini.Come si sa la velocità della luce nel vuoto,calcolata in un esperimento nel 1887 e confermata da molti esperimenti, è di 300 mila chilometri al secondo, un limite insuperabile,costante, sempre uguale e immutabile in qualunque direzione viene calcolata.E' stata confermata la teoria di Einstein e la sua relatività è ancora salva.


SERVIZIO PUBBLICO DI SANTORO NELLA BUFERA
NIENTE COPIONE,NIENTE CELENTANO IN TV
di Luna De Rosa
Dopo aver partecipato a due delle cinque serate di Sanremo con strascichi polemici,Adriano Celentano parteciperà al programma di Santoro "Servizio Pubblico" in programma giovedi 23 febbraio sul circuito Mediapason che lo manderà in onda,in diretta,su tutte le tv locali.Il condizionale è d'obbligo perchè il patron del circuito nazionale Sandro Parenzo ha intenzione di oscurare l'intervento del molleggiato se non conoscerà in anticipo il copione.Dopo l'esperienza di Sanremo nella quale sono piovute contestazioni e rabbia dei media per le accuse di Celentano nei confronti della stampa cattolica che non parlano di Dio e si interessano di politica,Parenzo non vuole correre rischi anche perchè ha saputo che l'intervento di Celentano,top segret su tutti i fronti,è orientato sui vertici della Rai e sulle questioni legate nuovamente alle contestazioni all'indomani della presa di posizione contro la chiusura di Famiglia Cristiana e Avvenire,proposte dal molleggiato.L'intervento di Celentano in Rai è già costato la testa di Mazzi,direttore artistico di Sanremo, e sicuramente sarà oggetto del cda infuocato della Rai in programma sempre giovedi.Non è escluso che a pagare sarà anche Mauro Mazza,direttore di Rai1 per non aver vigilato adeguatamente sul copione di Celentano.Nel cda Rai saranno analizzate altre questioni,sempre legate a Sanremo,come il mancato guadagno di 600/700 mila euro perchè si è saltato una pubblicità per non interrompere l'intervento di Celentano,troppo lungo.Ma ci sarebbe anche un passivo di oltre 3 milioni che non sarebbero giustificati.Parenzo è deciso:niente copione niente Celentano in tv.Lo dice lui,ma lo dicono anche le 20 tv collegati al suo circuito nazionale.In pratica non si vuole fare la fine della Rai che una sentenza chiede che risarcisca alla Fiat 5 milioni per averla criticata e in una situazione del genere è giusto mettere le mani in avanti.Celentano dovrà rispettare gli accordi,perchè a pagare questa volta è Parenzo.



GRAN FINALE ALL'ARISTON
RAI IN ANSIA PER L'INTERVENTO DI CELENTANO
EMMA E' LA FAVORITA ALLA VITTORIA

di
Luna De Rosa
Il 62^ Festival di Sanremo si avvia alla conclusione.Cinque serate incandescenti,l'ultima è in programma sabato sera, e piene di novità e polemiche.E' stato il Festival( diretta Rai1) di Adriano Celentano e dei suoi sermoni,è stato il Sanremo di Belen Rodriguez e della sua "farfalla" ma anche di Elisabetta Canalis bravo anche Rocco Papaleo, tuttofare all'Ariston non necessariamente ingessato in grado di darci momenti distensivi.Scena muta per la modella Ivana Mrazova,bella presenza ma non adatta a manifestazioni del genere.Si rimpiange il duo Belen-Elisabetta. Gianni Morandi come conduttore ma anche come cantante,ha superato se stesso ed è stato più sicuro e spregiudicato rispetto alla passata stagione.Gli ascolti,soprattutto nella serata d'apertura con l'immensità Celentano,sono stati simili a quelli della passata stagione quando allora c'era Benigni.Tutto questa volta è ruotato su Celentano e su Belen Rodriguez.Il molleggiato non ha perso tempo e invece di occuparsi di politica(dopo Berlusconi c'è poco da dire),di ambiente,di disoccupazione e di problemi umanitari ha invertito la rotta verso e contro la Chiesa.Delle cose che ha detto ne era convinto?Lui,fervente cattolico che frantuma i giornali cattolici e bacchetta i sacerdoti che non sanno parlare di Dio e del Paradiso.Un pò troppo!La polemica è esplosa come una polveriera.La Rai vuole mantenere le distanze dalle opinioni del molleggiato(ma nessuno ne è convinto)e commissaria il Festival ma nessuno vuole bloccare Celentano che invece avrà il suo piatto forte sabato 18 febbraio.Risponderà alle critiche e alle polemiche e sicuramente darà fuoco alle polveri per far scoppiare altri fuochi d'artificio,un diluvio incontenibile.Su Belen si è detto e scritto tutto.Chi vincerà il Festival 2012?Il pronostico di Terza Pagina?E' per Emma Marrone con il brano "Non è l'inferno" ed è la favorita per il trionfo finale.La cantante cresciuta sul palco di Amici sta mandando in estasi il pubblico del web e per loro la cantante toscana ha già vinto.


QUARTA SERATA
FERILLI SEXY E SIANI SHOW

Quarta serata a Sanremo ed è il momento della Ferilli che nel salottino di Morandi difende Celentano.Bella,brava e sexy e anche ironica con un sorriso e la battuta pronta,mai sopra le righe,contenuta e esplosiva.Dopo le emozioni della terza giornata dedicata alla canzone italiana nel mondo,il Festival parte lento e risente del "trascinatore", del campione di razza.L'anno scorso c'era Benigni,grande attore e grande personaggio dello spettacolo,educato e incisivo nelle battute.Quest'anno c'è il provocatore Celentano,tutti lo bocciano ma tutti lo cercano.I dirigenti Rai fanno a gara per vederlo,tutti in prima fila poi si dissociano dalle sue parole.E' arrivato anche l'attore Alessandro Siani,quello del film Benvenuti al Nord,che ha sollevato il livello qualitativo del Festival regalando un sorriso e divertendo,col suo monologo,il pubblico.L'aria all'Ariston è d'attesa,non c'è vento.Tutto è rimandato all'ultima serata quando inizierà la tempesta-Celentano.



TERZA SERATA
LA RAI NON BLOCCA CELENTANO,ASCOLTI GIU'
GAFFE DI MORANDI,
PAPALEO SHOW

I TATUAGGI DI FEDERICA PELLEGRINI

di Luna De Rosa
Non c'è Celentano e non ci sono neanche Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis.Nella terza giornata della 62^ edizione del Festival di Sanremo la trasmissione è dedicata interamente alla canzone italiana nel mondo ed è la serata dei duetti.Con le gaffe di Morandi che sbaglia il nome del compositore serbo Bregovic,l'esibizione imprevista con Shaggy e l'uscita infelice sui gay. Ma è soprattutto la serata di Federica Pellegrini,brava,campionessa mondiale di nuoto,una stella italiana nel mondo sportivo internazionale.Sotto i riflettori la sua vita,le sue emozioni,le sue aspettative e i suoi amori.E i tatuaggi.Ne ha otto e Morandi tralascia la domanda successiva.E' fresca l'immagine della "farfalla" di Belen mostrata con disinvoltura nella seconda serata.Calano gli ascolti del Festival.Dopo lo scandaloso e polemico intervento di Celentano,troppo lungo penalizzando di fatto l'esclusione di una pubblicità col mancato introito di oltre 700 mila euro,la Rai si cautela e commissaria l'evento mantenendo le distanze dal sermone dell'"immensità"contro la Chiesa e i giornali cattolici Famiglia Cristiana e Avvenire.Serata all'insegna della normalità con un Morandi sempre più padrone di casa e di un Rocco Papaleo esplosivo.In ombra Ivana Mrazova.



SECONDA SERATA
IL FESTIVAL DI SANREMO VIAGGIA A QUOTA 16 MILIONI,SHARE 50%
DOPO LE PREDICHE E LE PAROLACCE E' LA SERATA DELLE CANZONI
TORNA ALL'ARISTON LA MODELLA MRAZOVA,MA NON VANNO VIA ELISABETTA-BELEN

di Luna De Rosa
Ivana Mrazova è a Sanremo.Alle 22,40 entra alla grande,sulla passerella dell'Ariston, raggiante e perfetta nei movimenti.A presentarla la coppia Belen-Elisabetta,sicure e goliardiche, più decise e spettacolari rispetto all'edizione dell'anno scorso.Dopo la serata iniziale targata Celentano ecco quella segnata dallecanzoni,senza polemiche al seguito.Il sermone del molleggiatore ha fatto il pieno di audience,più del 50% dishare,ma tutta la squadra di Gianni Morandi ha funzionato alla perfezione.Il successo sembra assicurato.Rispetto all'edizione della passata stagione il Festival è avanzato di 3 punti e in un periodo di crisi d'ascolto questo spettacolo con questi ascolti viaggia col turbo.E' tornata la modella Ivana,ma non partono Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez che continuano ad essere presenti e a riscuotere applausi e simpatia.E' il Festival di Celentano,che è contro tutti ma soprattutto contro la Chiesa e la sua stampa, un pò meno di Morandi ma sicuramente è il Festival di Rocco Papaleo,una sorpresa tra le note dell'Ariston.Ed è anche il Festivan di Belen-Elisabetta,spigliate e sicure decisamente da rimetterle in pista fino a sabato.
IL TATUAGGIO SEGRETO
DI BELEN



L'emittente nacque nel 1976, all'insegna dell'amicizia, grazie a Sergio Sulis (un infermiere del San Giovanni) e ad alcuni compaesani di UTA, cittadina in provincia di Cagliari. Il successo fu immediato. La radio fu attiva per diversi anni. Nel 1975 in Italia si contavano circa 150 emittenti, nel 1978 erano 2800
RADIO UTA
LIBERA

Fu una delle prime radio libere del Campidano. Irradiava i suoi programmi dai 99,6 mhz della modulazione di frequenza ed era ascoltata in tutto il campidano.

di Ennio Porceddu
L'emittente mandò in onda i suoi programmi agli inizi del 1976. Soci fondatori dieci giovani, tutti di Uta, legati da una profonda amicizia. La mia collaborazione con questa radio, risale proprio agli esordi, quando Sergio Sulis, uno degli ideatori del progetto, mi propose di dargli una mano per metterla in piedi. La proposta mi attrasse molto e subito offrii subito la mia disponibilità. Chiamai a collaborare la giornalista Rosanna Demuro (un'insegnante d'italiano alle scuole superiori), che in quel periodo, scriveva per L'Unione Sarda, e aveva scritto alcuni articoli per un festival nazionale per bambini (La Palma D'Oro) che organizzavo, per il secondo anno, con la collaborazione della parrocchia di Santa Maria del quartiere La Palma di Cagliari. Le trasmissioni erano irradiate dai 99,6 Mhz della modulazione di frequenza, e il raggio d'azione abbracciava tutto il Campidano di Cagliari. La mia collaborazione fu costruttiva: nacquero trasmissioni come Il "quiz a premi con Ennio", "Il Notiziario", "Le interviste" con i protagonisti della musica leggera italiana e della Sardegna (Maria Carta, Is Cantores di Albino Puddu, gruppi folk, ecc.). Nella scaletta giornaliera non mancavano i programmi di musica impegnata, e di cultura e persino trasmissioni dedicate ai bambini e alla musica sarda.Tra gli animatori, gli stessi soci della radio: Angelo, Ignazio, Sergio, ecc (purtroppo non ricordo tutti il nome i tutti, e me ne scuso). Poi arrivarono anche tanti altri collaboratori esterni che diedero un valido contributo per costante affermazione dell'emittente di Uta. Erano gli anni in cui il conduttore di una radio privata era osannato come fosse un divo. Non mancavano, per quanto mi riguarda, oltre ai complimenti, le telefonate, i regali, molti dei quali provenienti dalla terra o dal vicino fiume (le anguille): proibito rifiutare, altrimenti questi simpatici fans, erano capaci di offendersi.Inoltre, non mancavano gli inviti a pranzo e a cena da parte d'alcune famiglie del paese. Insomma, per dirla in breve, Radio Uta ebbe un gran successo e la mia collaborazione durò oltre un anno. Poi, nacque Radio Cagliari Centrale, l'emittente che ho diretto per circa cinque anni. Radio Uta Libera, continuò per diversi anni la sua attività, sempre con successo.

UNA BREVE STORIA DELLE RADIO LIBERE
Le radio libere, o per meglio dire "pirate", nascono improvvisamente in tutta Italia, in mancanza di leggi, per contrastare il monopolio della Rai. Si pensi che il numero delle radio, nel 1975, si attesta su circa 150, per passare nei tre anni successivi a 2800.Nel 1976 avviene un fatto eccezionale, la Corte Costituzionale nella sentenza 202 infrange il monopolio della RAI sulla diffusione , come era già avvenuto per la televisione nel 1974 : "...dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 1, 2 e 45 della legge 14 aprile 1975, n. 103 (nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva) nella parte in cui non sono consentiti, previa autorizzazione statale e nei sensi di cui in motivazione, l'installazione e l'esercizio di impianti di diffusione radiofonica e televisiva via etere di portata non eccedente l'ambito locale." Da quel momento, le radio libere nascono e si moltiplicano con obiettivi disparati: mandare in onda musica italiana, internazionale, folck, indipendente, dediche, notiziari locali, programmi folli e riflessioni politiche. Le emittenti trasmettono la musica degli anni settanta, ignorata da mamma Rai e conquistano particolarmente i giovani. Le radio libere concorrono a migliorare sicuramente una parte immobilizzata, grazie anche alle nuove ispirazioni, programmi originali e talvolta anche stravaganti. Alcune radio sono marcatamente con peculiarità politiche, altre invece, nascono quale sodalizio apolitico, rivolto alle nuove generazioni. Certe volte, parecchie di queste radio, mandavano in onda i programmi da locali di fortuna: soffitta, scantinato, garage o addirittura dalla cameretta di un appartamento. Anche perché, la radio libera è un'emittente di piccole dimensioni: sala di regia e studio di registrazione sono inseriti in piccoli spazi, che con un'antenna adeguata di trasmissione (lineari), è in grado di coprire un'area molto vasta. Queste stazioni radio trasmettono in FM (modulazione di frequenza), con una tecnica poco sfruttata prima di allora, che ne assicura un'elevata qualità, anche grazie all'arrivo dei codificatori stereo.Fra le prime radio che spuntano, voglio ricordare: Radio Luino International (1974); Radio Milano International, Radio GBR, Radiolina (1975). Poi a seguire tante altre in tutto lo stivale.
In Sardegna, dopo la nascita di Radiolina a Cagliari (18 giugno), per iniziativa di Nicki Grauso, I. Conca e M. Rossetti, che trasmette dai 98 mhz, nasce Rama Sound (ora Radio Mambo) di Pier Giorgio Della Pina (Via Genovesi 63), Radio Brasilia (Via Lamarmora 32), Sintony International (Via Lamarmora), Radio Uta Libera (la prima emittente del campidano di Cagliari) di Sergio Sulis e soci , Radio Cagliari Centrale (1977) di Ennio Porceddu e Mario Melis (Via Lamarmora, 22). Dalla fine del 1977, le radio libere nell'Isola, e in tutto lo stivale, non si contano più. In quegli anni, ogni giorno, nascono altre radio, che spesso, proprio per la mancanza di una legge che regolamenti l'etere, le frequenze si sovrappongono: basta un trasmettitore più potente per creare problemi ad emittenti già consolidate e agli sponsor. Anche in quel campo, la prepotenza ha cercato sempre di predominare. Solo dopo diverse battaglie legali e la creazione d'associazioni del settore, nasce la legge che da una regolamentazione e l'assegnazione delle frequenze (1988). Con la liberalizzazione la Rai inizia un processo di riforma interna per uniformarsi alle nuove esigenze del pubblico e per affrontare la concorrenza. Tuttavia, nonostante l'impegno a tutto campo, gli ascolti del servizio pubblico si ridimensiona pesantemente.



SANREMO AL VIA CON BELEN E CANALIS
CELENTANO:"AVVENIRE E FAMIGLIA CRISTIANA ANDREBBERO CHIUSI"
I BACI TRA LA CANALIS E MORANDI


di Luna De Rosa
L'atmosfera è delle grandi occasioni,a volte anche eccessivo.Alle 21,06,Gianni Morandi lancia il 62^Festival di Sanremo,la canzone italiana nel mondo in un tuffo canoro che manda in onda l'Italia nel mondo.C'è grande aspettativa e la prima serata è gradevole,piena di luci, colori frizzanti con i protagonisti in campo.Saltano le Olimpiadi ma "Sanremo è sempre Sanremo".Morandi sicuro con Rocco Papaleo,ragazzino del gruppo classe 1958,elettrizzante,capace e con la modella Ivana Mrazova in ospedale.Il monologo di Luca e Paolo all'Ariston è stato apprezzato e applaudito e le trovate-goliardiche hanno strappato un sorriso.E' arrivato anche il finimondo all'Ariston e gli aerei hanno distrutto il mondo.Dalle ceneri è apparso l'"immensità" Adriano Celentano che se la prende contro tutti.Contro i preti,contro i giornali,contro i giornalisti e contro la politica che non muove il mondo nella giusta direzione.Celentano predicatore che manderà su tutte le furie le testate "L'Avvenire" e "Famiglia Cristiana" che,dice Celentano,non parlano di Dio e scrivono di politica ed è per questo che devono essere chiusi.E i preti?Loro,dice sempre il predicatore,nelle loro omelie non danno spazio alla vita e non parlano del Paradiso.E Montezemolo?Lui ha costruito un treno veloce,adesso ne deve costruire uno più lento.Celentano è anche contro Aldo Grasso,critico televisivo del "Corriere della Sera" ma il predicatore è lanciatissimo.E canta.Finalmente,forse e sicuramente quello che riesce a fare meglio.Le frasi si susseguono,le pause incombono ma lo spettacolo di Celentano va avanti con argomentazioni che lasceranno il segno e non mancheranno le polemiche.Assente Mrazova la Rai manda nuovamente in pista Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez.Belle,simpatiche travolgenti.Finalmente un'aria di freschezza!E ci sono i baci tra Elisabetta e Morandi.E le canzoni?


INIZIA LA 62^EDIZIONE DEL FESTIVAL DI SANREMO
L'ITALIA SI FERMA
SI APRE IL SIPARIO
SULLE CANZONI ITALIANE E SUI SILENZI DI CELENTANO


di Luna De Rosa
E' S.Valentino,ma per l'Italia è soprattutto il Festival di Sanremo.Inizia oggi,con la pubblicità martellante dei giorni scorsi e con i silenzi,anch'essi assordanti,di Celentano,il molleggiato che darà una mano a sollevare l'audience degli italiani,il Festival dei Festival,con la guida del presentatore-cantante,per la seconda volta, Gianni Morandi.Scordiamoci pure le polemiche che hanno animato la vigilia di Sanremo(il compenso di Celentano sarà devoluto in beneficienza) e diamo spazio alle canzoni che saranno,è l'augurio di tutti,belle orecchiabili e dense di significato.E non saranno futili e senza senso.Morandi grande padrone di casa cercherà di non deludere le aspettative e punterà a fare meglio del successo del 2011.Lo scorso anno la prima serata fece 46,39% di share,qualcosa come 15 milioni di spettatori.Sicuramente andranno oltre quello share perchè il Festival non avrà nessuna concorrenza di rilievo nelle tv Mediaset.A suo fianco di Morandi c'è l'attore Rocco Papaleo e la modella Ivana Mrazova.Tutti gli occhi,però,sono puntati su Celentano.Cosa dirà e quanti saranno i suoi silenzi?Il sipario è previsto alle ore 20,40.



COMPLOTTO INTERNAZIONALE
VOGLIONO UCCIDERE IL PAPA
VATICANO:"FARNETICAZIONI"

di Davide Porcù
La rivelazione è del quotidiano italiano Il Fatto Quotidiano che mette in evidenza un documento choc contenente,in lingua tedesca, la prossima morte di Papa Benedetto XVI nel 2012.La missiva,estremamente riservata e recapitata al segretario del Papa all'inizio di gennaio,è del cardinale colombiano Castrillon Hoyos che ha ricevuto informazioni anonime e riportate dal Cardinale di Palermo Paolo Romeo durante un viaggio in Cina nel novembre 2011.La replica della Santa Sede non si è fatta attendere bollando la missiva o le notizie apparse sulla stampa come frutto di assurde farneticazioni.Ma rimane il sospetto soprattutto perchè appaiono convincenti i momenti decisivi che potrebbero portare alla morte il Pontefice.Non è una trama di un film anche se su questo aspetto molto in passato si è scritto e non è casuale il riferimento,come morte sospetta,di Giovanni Paolo I.L'intrigo,almeno sulla carta,fa paura e già sono all'opera 007 vaticane,italiane e non è escluso che potrebbero entrare in azione anche quelle americane e inglesi.In subbuglio è la diplomazia e c'è fermento nelle stanze del potere.Nella lettera riservata si fa riferimento all'attrito tra il Papa e il Segretario di Stato cardinale Bertone e c'è anche un capitolo sulla successione di Papa Ratzinger, il quale gradirebbe al suo posto il Cardinale Scola(nella foto col Papa) passato,per volere del Papa,da Venezia a Milano.


NUOVA ONDATA DI MALTEMPO:E' ARRIVATA LA BUFERA
LA MORSA DI FREDDO NON DA TREGUA
I MORTI SONO
OLTRE 50

48 ORE DRAMMATICHE ANCHE
PER LA SARDEGNA

LA TEMPESTA FA RITROVARE IN BULGARIA RESTI DEL PERIODO ROMANO

di Giovanni Picchi
E' scesa,come prevista,la seconda ondata di maltempo e,come succede, è stata più considerevole e più cruda della prima.Lo scenario è sempre lo stesso:freddo,gelo e una nevicata poderosa che ha colpito tutte le regioni italiane,mettendo in ginocchio interi paesi e creando difficoltà in moltissime strade comprese le autostrade completamente bloccate dal maltempo.Scuole e uffici chiusi,obbligo di catene per le auto e divieto di transito per le moto.E' una Italia da incorniciare,bianca come non mai in un contesto che magnifica questa avventura ma crea disagio,malumori,stress e grandi problemi.E col freddo e il gelo arrivano anche i morti,il totale è ancora provvisorio ma aumenta.Tutti dicono che è necessario muoversi con prudenza e uscire quando è strettamente necessario.L'asfalto è rischioso e il maltempo non aiuta.La Protezione Civile,finalmente,ha preso in mano l'emergenza e i risultati si vedono.In provincia di Macerata una donna con problemi respiratori è morta in ambulanza perchè il mezzo è stato bloccato dalla neve.Un decesso assurdo.In molte regioni,come Marche Abruzzo e Veneto scarseggiano i prodotti freschi ma anche i generi di prima necessità.In Sardegna ritorna l'ondata siberiana.Freddo polare e ritorno della neve.Le prossime 48 ore potrebbero essere drammatiche per alcuni paesi del nuorese.A Sassari il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole per la giornata di sabato 11 febbraio.In questo inverno polare,è colpa della Niña?,da registrare il ritrovamento di un insediamento romano portato alla luce dalla terribile tempesta che si è abbattuta sulla costa bulgara.Le onde hanno spazzato la sabbia della spiaggia facendo ritrovare antiche colonne e pareti con ritrovamento di ceramiche e altro materiale risalente al periodo tardo-romano.


URBANIZZAZIONE
SELVAGGIA IN ITALIA

A RISCHIO LE ZONE PIU' BELLE DEL NOSTRO TERRITORIO
LA SARDEGNA E' UN "CASO ESASPERATO"

di Marco Stefano Locci
600mila ettari di territorio italiano sono a serio rischio di essere divorati dal cemento. E questo nei prossimi 20 anni. A sensibilizzare un argomento importante quanto sottovalutato come questo, sono Fai e Wwf con il dossier 'Terra Rubata - Viaggio nell'Italia che scompare', che si scaglia contro l'urbanizzazione selvaggia attuata nel nostro Paese, pari a ben 75 ettari al giorno, Sono 11 le regioni analizzate dal dossier, e i casi sotto la lente d'ingrandimento per gravità di rischi sono soprattutto alcune. Una di queste è l' Emilia Romagna, giustificato dal fatto che registra un incremento dell'urbanizzazione, a partire dagli anni '50, di oltre il 500%. Segue poi la Puglia, che presenta una copertura cementizia, sei volte più ampia rispetto al dopoguerra. E purtroppo tra i casi limite viene annoverata anche la Sardegna: una situazione definita addirittura come un impietoso "caso esasperato", a causa di un mostruoso indice di urbanizzazione del 1154% raggiunto in 60 anni. Se ne ricava oltretutto che nella forbice di riferimento 1950-2000, le aree costruite dall'uomo dei più svariati tipi, si sono moltiplicate di 3,5 volte. Un dato che rende maggiormente l'idea, se rapportato con un'ampiezza pari ad una regione come il Friuli Venezia Giulia.Piaga storica del settore, è senz'altro l'abusivismo edilizio. Basti pensare ai 4,5 milioni di abusi edilizi dal 1948 ai giorni nostri, e ai tre condoni degli ultimi 16 anni. Roma si distingue in negativo, caratterizzata da 4.280 alloggi abusivi che rappresentano l'11% del totale nazionale.E ovviamente non si può prescindere da un'analisi concernente il terreno eroso dall'urbanizzazione. Anche qui i dati raccolti mostrano solo una situazione sconfortante. La diminuzione del suolo destinato è pari al -8%, mentre quello utilizzato è il -2,3% a fini agricoli. Giocoforza ad avere segno negativo sarà pure la presenza (-32,2% dal 2000) di aziende agricole e zootecniche. Ma questi ultimi dati vanno letti anche sotto un'altra ottica, ancora tutt'altro che ottimistica. L'identikit che si può tratteggiare del nostro terreno, è riassumbile come meno presidiato e più fragile, con la conseguenza che le frane colpiscono il 70% dei Comuni. E il 4,3% della superficie della italiana è soggetta a possibili fenomeni di desertificazione. Per completare il quadro disastroso sullo stato di salute delle nostre aree verdi, vi sono le considerazioni da fare sulle grandi opere come strade o opere ferroviarie, che incidono ben 84 aree protette.Le contromisure delineate dai due organismi responsabili del dossier, vanno dalla redazione di una nuova pianificazione e, provvisoriamente, su una moratoria del nuovo edificato su scala comunale. Da segnalare la priorità al riuso di suoli già compromessi e naturalmente la difesa di fiumi e coste. Prima che sia davvero troppo tardi.



ANSIA E NERVOSISMO
I RISCHI DEL NOSTRO TEMPO


di Marco Stefano Locci
Per chi lavora in una città diversa da quella in cui vive, sintomi come ansia, nervosismo, spossatezza, sono più che frequenti. E ora si può tranquillamente levare l'etichetta di 'malati immaginari' a chi ne soffre, dato che lo stress del pendolare è capace di togliere il sonno e può fare ammalare. Queste le conclusioni tratte da studiosi svedesi su un esperimento svolto nei confronti di condotto su 21 mila lavoratori dai 18 ai 65 anni. Per i ricercatori, chi usa l'auto, il treno o l'autobus sta peggio di chi lavora abbastanza vicino a casa da potersi spostare a piedi o in bicicletta. Nello studio si sono presi in considerazione parametri come lo stress quotidiano, la scarsa qualità del sonno e la stanchezza. E così, a differenza di chi si sposta a piedi o in bici, chi usa i mezzi pubblici o l'auto soffre in misura maggiore di stress, insonnia e spossatezza, facendo maggior fatica a mantenersi in salute. E come è facile immaginare, più è lungo lo spostamento, più la salute ne risente. Per coloro che invece usano l'automobile, succede il contrario, poiché per viaggi di 30-60 minuti si soffre di più rispetto a quelli che passano al volante oltre un'ora. Ora saranno necessari nuovi studi per capire in che modo esattamente il pendolarismo è associato a più problemi di salute. Al momento, una delle possibili spiegazioni ipotizzate dagli studiosi svedesi è legata alle caratteristiche ambientali della Svezia. Infatti, chi in Svezia deve fare più chilometri per arrivare al lavoro si ritrova anche a viaggiare in mezzo al verde, non propriamente un contesto molto stressante, ed a questo va aggiunto che di solito i guidatori di lunga percorrenza sono uomini, persone con un reddito maggiore e residenti in aree rurali, categorie cui si riscontrano condizioni di salute migliore.


LA FEBBRE DEL NILO SBARCA IN SARDEGNA
MATTANZA DI CAVALLI NELLE SCUDERIE E NEI MANEGGI
IL VIRUS DELLE ZANZARE ATTACCA L'UOMO

di Luca Berni
I risultati delle analisi dell'Istituto Superiore di Sanità non lasciano dubbi e viene confermata la presenza del virus delle zanzare del Nilo nei cavalli oristanesi e in diverse persone del cagliaritano.La Sardegna,quindi,vive momenti drammatici a causa dell'arrivo di questa malattia che sta provocando allarmismi e ansia tra gli allevatori e nella popolazione in un periodo nel quale,a causa della temperatura ancora estiva,fa ancora caldo con un ambiente pertanto ideale per la proliferazione e l'arroganza delle zanzare.La West Nile Disease,conosciuta come virus del Nilo trasmesso dagli uccelli,ha fatto la sua comparsa per la prima volta nel 1998 negli Usa diffondendosi ben presto in Israele e in Egitto,paesi nei quali la malattia conduce a sicura morte.La Sardegna è meta preferita degli uccelli migratori,con gabbiani e fenicoteri in prima battuta,che hanno facilità di trasmettere la febbre del Nilo una volta infettati dalle zanzare.Nell'isola c'è ancora caldo e le zanzare trovano il loro ambiente naturale,soprattutto nell'oristanese,dove sono state notate le prime avvisaglie della malattia,ricca di stagni e paludi.Nei vari paesi di Oristano il virus ha attaccato i cavalli e gli allevatori sono preoccupati perchè nel giro di quindici giorni sono morti 6 cavalli e oltre venti sono infettati.C'è la massima attenzione al riguardo e in campo sono scesi gli esperti delle Asl e dell'Assessorato alla Sanità regionale con uomini e mezzi per contrastare il diffondersi della malattia.Un ricoverato grave all'ospedale SS.Trinità di Cagliari e altri due casi in osservazione.Ed è la prima volta che il virus colpisce l'uomo ed è anche per questo motivo che ogni anomalia viene monitorata con analisi approfondite e con cure appropriate.La malattia si manifesta con febbre superiore a 38 gradi accompagnata da mal di testa,nausea e vomiti ma spesso c'è un malessere generale che esplode negli accertamenti clinici.Il virus del Nilo che ha effettuato la mattanza di cavalli nelle scuderie e nei maneggi si sta diffondendo nell'uomo e questa nuova evoluzione sta ulteriormente preoccupando gli esperti che chiedono di affrontare la situazione,da subito,con piccoli ascorgimenti come svuotare l'acqua nei sottovasi,utilizzare zanzariere e repellenti contro le zanzare.In un quadro generale mettere a bonifica intese zone quali paludi e stagni, dove è facile la proliferazione delle zanzare.Tutto questo in attesa del freddo che risolverà ogni problema perchè causerà la morte naturale della zanzara killer.



AMANDA
COME UNA STAR
di Augusto Maccioni
Tutti a casa come grandi protagonisti di un reality.La star incontrastata è,naturalmente,Amanda Knox che è finalmente nella sua città natale di Seattle.Ritorna dopo quattro anni e dopo essere stata ospite nelle carceri di Perugia dove si consumavano le udienze per capire chi fossero gli assassini che avevano massacrato senza pietà la studentessa inglese Meredith Kercher in quel lontano novembre del 2007.Sia Amanda che Raffaele Sollecito sono stati assolti con una sentenza pronunciata lunedi notte.Subito dopo applausi,lacrime e gioia.Una sentenza vergognosa,si dirà fuori dalla Procura,una giustizia che non rende giustizia alla povera Mez,come si continua a dire nonostante si voglia rispettare la sentenza del Tribunale di secondo grado.La sentenza di assoluzione è figlia delle decisioni affrettate e incontrollate delle prove,smontate e diluite dai periti degli imputati.Troppi risultati scientifici senza riscontri all'antica,prove come castelli di sabbia.I risultati,poi,sono peggiorati con la pressione dei media statunitensi e dell'apparato politico con a capo la potente Clinton.Si dirà:la giustizia italiana ha compiuto il suo lavoro,in piena autonomia e responsabilità,vagliando ogni traccia e utilizzando ogni elemento ai fini dell'indagine.Poi vengono fuori due giudizi del tribunale,l'ultimo disconosce il primo.Ed è bufera.Chi ha sbagliato?Nessuno.Sta di fatto che la povera Meredith deve accontentarsi di un solo colpevole,Rudy Guede,quando sicuramente a massacrare la povera studentessa inglese c'era il concorso di altre persone.Ci sarà tempo per conoscere le motivazioni della sentenza e,quasi sicuramente,ci sarà una coda della vicenda perchè sia la famiglia Kercher che il pubblico ministero del caso faranno ricorso alla sentenza.Si cercheranno altre prove e forse torneranno,da liberi,Amanda Knox e Raffaele Sollecito.


MEREDITH,ASSOLTI AMANDA E RAFFAELE
LORO LIBERI,GLI ASSASSINI A PIEDE LIBERO
RABBIA E URLA PER IL VERDETTO:VERGOGNA!

di Augusto Maccioni
Dopo oltre 10 ore di camera di consiglio è arrivata alle 21,50 del 3 ottobre la sentenza storica.I giudici della corte d'Assise d'appello del tribunale di Perugia hanno assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito accusati di avere ucciso Meredith Kercher.Non sono stati quindi loro ad aver ucciso nella notte tra l'1 e il 2 novembre 2007 la studentessa inglese nella casa di via della Pergola a Perugia.In primo grado i due erano stati condannati a 26 anni(Knox) e 25 anni(Sollecito).Molto tesa Amanda,più tranquillo Raffaele prima della lettura della sentenza.Dopo la sentenza urla di gioia,abbracci e lacrime.Sono liberi.Per l'atteso verdetto oltre 500 giornalisti e oltre 30 televisioni di tutto il mondo hanno invaso il tribunale.Più agguerriti i media Usa che puntavano sull'assoluzione,per i giornalisti inglesi vagava l'ombra dell'ergastolo per i due giovani.Se non sono loro i colpevoli,chi ha massacrato Meredith Kercher?Dopo quattro anni di indagini scoppia la rabbia per non aver individuato il colpevole.E le prove?E' possibile che la morte della studentessa sia avvenuta senza uno straccio di prove?Sono stati più bravi gli avvocati e i periti di Amanda e Raffaele o hanno demeritato le prove della scientifica?Loro liberi,il vero assassino o assassini ancora a piede libero.Dov'è la giustizia?E' quella che ha assolto o è quella che non sa condannare,perchè non è riuscita a dare un senso alle indagini?Hanno ragione la madre e la sorella di Meredith:chiedevano solo giustizia e non vogliono che Meredith sia dimenticata.


MEREDITH,AMANDA E RAFFAELE SONO GIA' A CASA
CHI HA UCCISO MEZ?
ANNUNCIATO IL RICORSO IN CASSAZIONE

di Augusto Maccioni
Tutti contro la sentenza del Tribunale di Perugia che ha assolto Amanda e Raffaele.Il provvedimento che ha mandato a casa gli ex imputati di Meredith è piaciuta all'America un pò meno agli inglesi,dove vivono i familiari della ragazza uccisa,mentre l'Italia si è divisa tra innocentisti e colpevolisti.Un fatto è certo:la sentenza di secondo grado che di fatto ha ribaltato la prima ha sentenziato la poca professionalità delle indagini,frettolosi e poco accertati,in un sistema che è andato oltre le quattro mura della procura e si è imbattuta non solo sui media italiani ma su quelli mondiali attraverso la macchina impazzita degli americani.E non soltanto le tv e i giornali americani,tutti presenti nel tribunale di Perugia per dar conto della sentenza,ma anche l'apparato politico degli States con la Clinton in prima fila,la quale ha ringraziato l'Italia e la giustizia italiana.Ringraziarla di che?La giustizia italiana è libera,democratica e autorevole(da loro c'è ancora la pena di morte) e ha compiuto fino in fondo il suo dovere "nel nome del popolo italiano".La sentenza è stata emanata dal Tribunale di Perugia e non da una succursale americana e non ci piace essere fraintesi o omaggiati.Il punto adesso è incarcerare i veri assassini di Meredith,anche se non sarà facile incastrare i colpevoli dopo quattro anni di distanza.La madre e i fratelli della ragazza ammazzata non si danno pace:"Triste sapere che il killer è fuori".La famiglia ha annunciato ricorso in Cassazione contro la sentenza,stessa mossa anche da parte del pm Manuela Comodi che dice che la sentenza non fa giustizia.Insomma:se loro sono a casa,chi ha ucciso Mez?La domanda è dei familiari della studentessa inglese uccisa ammazzata,ma anche della Procura e del popolo italiano.Sapere che Rudy Guede è l'unico condannato per l'omicidio non ci basta, è necessario,adesso,stanare quelli "in concorso".I familiari di Mez vogliono solo la verità e giustizia e soprattutto vogliono che l'omicidio non rimanga impunito.



TRISTE PRIMATO SECONDO L'OMS
LA CITTA' PIU' INQUINATA DEL MONDO SI TROVA IN IRAN

di Marco Stefano Locci
La città iraniana di Ahwaz si guadagna un primato assolutamente poco invidiabile, poiché, secondo i dati raccolti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), risulta essere il posto più inquinato del mondo. La classifica della nota organizzazione, è stata prodotta esaminando la qualità dell'aria di circa 1100 città di 91 Paesi, monitorate dal 2003 fino al 2009. Dati che comunque, va specificato, sono caratterizzati da alcune imperfezioni.Ad ogni modo, le misurazioni hanno avuto ad oggetto il cosiddetto particolato, che è l'insieme delle particelle solide e liquide disperse nell'atmosfera ed inferiori ad un preciso diametro. E così Ahwaz si guadagna il primo posto sbaragliando la sfortunata concorrenza con una densità media di PM10 pari a 372 microgrammi per metro cubo all'anno, un dato impressionante per negatività, se lo si rapporta al limite fissato dall'Oms per questo tipo di particelle, che è di 20 microgrammi per metro cubo. Subito dopo segue la capitale della Mongolia con i suoi 279 microgrammi per metro cubo all'anno ed un'altra città iraniana che fa compagnia alla primatista, di nome Sanandaj, con ben 254 microgrammi per metro cubo all'anno. A mantenersi nelle posizioni di primo piano vi sono anche città del Pakistan, del Botswana e del Senegal, tutte presenti nelle prime dieci posizioni. Per ciò che concerne il nostro Paese invece, i risultati sono meno gravi, ma c'è ben poco da stare allegri ugualmente; Torino risulta essere la città italiana più inquinata con 47 microgrammi per metro cubo all'anno, e a ruota seguono Milano e Napoli con 44 microgrammi per metro cubo all'anno. Le cause principali di questo pericolosissimo fenomeno consisterebbero, secondo l'Oms, nell' industrializzazione sfrenata e nell'uso quasi esclusivo di combustibili fossili sia nel campo dei trasporti che in quello della produzione di elettricità. E naturalmente chi subisce in prima linea le conseguenze nefaste dell'inquinamento atmosferico sono le persone, che vedono un aumento progressivo del rischio di ammalarsi di tumore o malattie relative all'apparato respiratorio e cardio-circolatorio. Sempre secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, sarebbero circa 1,34 milioni, le morti premature provocate annualmente dall'inquinamento. Se si vuole vedere invece l'altro lato della medaglia, Paesi come l'Australia e il Canada (13 microgrammi), l'Irlanda (15 microgrammi) o la Norvegia con 22 microgrammi, si distinguono per merito, guadagnandosi le ultime posizioni di questa classifica poiché hanno investito maggiormente in tutela dell'ambiente.


ALLARMANTE ANNUNCIO DEGLI SCIENZIATI
AUMENTA A DISMISURA IL BUCO DELL'OZONO SOPRA L'ARTICO
RISCHIO DI CANCRO ALLA PELLE
di Marco Stefano Locci
Notizie poco confortanti vengono dai ricercatori sul fronte del buco dell'ozono. Il gigantesco buco creatosi nel 2011 sullo strato protettivo dell'ozono sopra l'Artico risulta essere il più esteso registratosi nell'Emisfero Settentrionale, e ha ulteriormente scatenato le preoccupazioni tutt'altro che velate, secondo cui debba ancora arrivare il peggio. A sostenere questa linea pessimistica sono diversi scienziati in un rapporto pubblicato nei giorni scorsi. Come in tanti sapranno, lo strato di ozono nella stratosfera funge da scudo gigante contro i raggi ultravioletti del sole, che possono provocare danni gravi come tumori della pelle e cataratte. Dagli anni 80 ad oggi, gli scienziati hanno puntualmente registrato un buco nell'ozono sopra l'Antartico ogni estate. A rendere il quadro ancora più tetro è l'affermazione secondo cui in alcuni anni, il buco è stato talmente grande da coprire incredibilmente l'intero continente, andando a coprire alcune zone del Sud America, causando timori più che giustificati su un possibile aumento dei tumori della pelle. Durante eventi estremi, fino al 70% dello strato di ozono può essere distrutto, prima di ricostituirsi diversi mesi dopo. Fortunatamente il buco sopra l'Artico è sempre stato molto più piccolo, ma tutto ciò fino a marzo di quest'anno, quando un'insieme di questi eventi estremi, più precisamente forti venti e freddo intenso nell'atmosfera, ha messo le condizioni perché gli agenti chimici composti del cloro potessero danneggiare lo strato dell'ozono. Le recenti scoperte fatte a riguardo, mettono ulteriore luce sull'accaduto, specificando e dimostrando che il buco che si è aperto sopra la parte settentrionale della Russia, e su parte della Groenlandia e della Norvegia, ha comportato un'esposizione ad alti livelli di raggi ultravioletti per le persone che vivono in queste zone, con possibili danni per queste persone.


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di Marco
Stefano Locci

Google ha acquistato Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari, così come hanno annunciato le due società, con cui dichiarano congiuntamente di aver firmato un accordo definitivo in base al quale il gruppo titolare del più famoso motore di ricerca, rileverà il produttore di telefoni cellulari al prezzo di 40 euro ad azione, per un controvalore complessivo vicino ai 12,5 miliardi di dollari, il 63% in più rispetto al prezzo di chiusura del titolo Motorola venerdì scorso. L'acquisto da parte di Google, del ramo di Motorola che produce Smartphone, telefoni cellulari e tablet, chiamato Motorola Solutions, consentirà al gruppo di Mountain View, di diventare concorrente di tutti i produttori di dispositivi mobili, in particolar modo la Apple, cui gli esperti ritengono sia la mira principale da parte di Google. Secondo Bloomberg è la più grande operazione del settore almeno degli ultimi dieci anni. Con l'acquisto di Motorola Mobility, già partner di Android, Google si assicurerà la possibilità di sviluppare ulteriormente lo stesso Android (dispositivo mobile di Google) a cui potranno ancora accedere liberamente gli altri produttori di smartphone e telefoni mobili, rimanendo pertanto un sistema 'aperto'. Motorola Mobility rappresenterà invece, un business separato. Secondo l'amministratore delegato di Google, Larry Page, lo sviluppo di Android apporterà ulteriori vantaggi a consumatori, partner, sviluppatori. L'operazione rimane comunque sottoposta alle ordinarie condizioni sospensive, tra cui l'approvazione delle autorità competenti negli Usa e nell'Ue. La transazione dovrebbe concludersi tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012.



L'INTERVENTO
VINI SARDI,LA REGIONE SARDA E' ASSENTE NELLA PROMOZIONE ISTITUZIONALE
ARCADU CHIEDE MENO TRIONFALISMI
E PIU' IMPEGNO NEL SETTORE

Leggo sempre con interesse il giornale Terza pagina. Ci da una
panoramica informativa esauriente ed anche, a mio giudizio, abbastanza
obiettiva, sui fatti d'attualità, sardi e non.
In quest'ultimo numero, però, ho notato che anche il suo giornale, per ciò
che riguarda il settore enologico Sardo, cede alla faciloneria dei
TRIONFALISMI fuorvianti ed un pochino bugiardi, in quanto raccontano una
storia che non risponde al vero.
Le voglio dare qualche breve informazione:
La Sardegna nella vendemmia 2010, per la prima volta ha prodotto meno
dell'1% del vino italiano, negli ultimi anni la produzione si era assestata
tra l'1,5% e l'1,2%, Alcuni vigneti in Gallura non sono stati vendemmiati
perchè nessuno era interessato a comprare uve.
Nella OCM del Vino (Organizzazione Mercato Comune) promulgata dalla C.E.E.
nell'agosto scorso, è stata introdotta la Distillazione di Crisi, per
eliminare dal mercato gli esuberi di produzione. A fine Ottobre la Sardegna
aveva presentato domande per distillare il suo vino invenduto, raggiungendo
il 95% della quota assegnatagli,(pur avendo prodotto negli anni precedenti
le quantità di cui sopra, irrisorie);
Il vino sardo sui mercati esteri è quotato tra i due euro/bott ed i tre
euro/bott, c'è qualche eccezione, appunto, che conferma la regola, vorremmo
che l'eccezione fosse regola, purtroppo non è così.
Potrei anche aggiungere che alcuni vini blasonati sardi, che in Sardegna
costano 40/50 euro, in Svizzera ed all'estero in generale, costano anche
dieci euro in meno, nonostante i costi vari di sdoganamento e trasporto etc.
Si potrebbe parlare di assoluta mancanza di promozione istituzionale del
vino sardo fuori dei confini dell'isola, della disconoscenza, da parte di
chi di dovere, ma anche di vari settori della comunicazione, della nostra
storia e delle nostre origini vitivinicole, alla luce delle scoperte
archeo-botaniche di questi ultimi dieci anni, cose che potrebbero
incrementare la richiesta del vino sardo.
Per adesso credo di aver dato materiale di riflessione, ognuno può
verificare le cose che ho scritto, chiedere ai produttori se hanno
incrementi e decrementi di fatturato, chiedere alle Enoteche quanto stanno
vendendo ,se di più o forse il 60% in meno.
Mi scuso del disturbo, la ringrazio della cortesia con cui vorrà leggermi.
La saluto cordialmente
Tonino Arcadu


AL QAEDA HA CERTIFICATO LA
MORTE DI BIN LADEN

ESPLODE LA FURIA MUSULMANA
SARA' VENDICATO
PRESTO UN VIDEO DELLO SCEICCO DEL TERRORE REGISTRATO UNA SETTIMANA PRIMA DELLA SUA UCCISIONE
I TALEBANI VOGLIONO RIPRENDERSI IL CORPO DEL LORO LEADER

di Leo Cortes
Furia musulmana contro gli americani dopo l'operazione delle forze speciali della Cia che hanno catturato e ucciso Bin Laden domenica scorsa,dopo la mezzanotte. Le proteste sono state violente e minacciose dopo la preghiera del venerdi ed è la dimostrazione che Bin Laden viene ancora considerato in Pakistan un eroe e un leader religioso e politico. Il mondo musulmano è in subbuglio e non accetta l'attacco a senso unico della Cia che ha mostrato il pugno duro contro l'uomo più in vista della loro cultura e della loro tradizione. La situazione al momento non giova agli americani che devono gestire con diplomazia e senza pentimenti l'atto conclusivo di domenica scorsa. Un dato è certo:Bin Laden è morto. E' stato annunciato da Obama ma è stato anche certificato da Al Qaeda nel pomeriggio del venerdi 6 maggio a dimostrazione che la partita con lo sceicco del terrore,il mandante dell'immane disastro alle torri gemelle americane, è effettivamente morto. Intanto si scoprono i piani dell'organizzazione. La Cia sta decifrando i cinque pc e una quindicina di hd esterni prelevati dal rifugio di Osama subito dopo l'uccisione. Tra le carte,inoltre, appaiono alcuni indizi che porterebbero ad un'altra strage da compiere nel sistema ferroviario americano per l'anniversario dell'11 settembre. Bin Laden,che continuava a gestire l'organizzazione, voleva compiere un'altra azione esemplare forse più catastrofica di quella del 2001 perchè,ed era quello il messaggio da diffondere, sapessero cosa erano capaci di fare Bin Laden e Al Qaeda.Per il momento tutto è stato bloccato con la sua morte e molto tempo avranno bisogno per riorganizzarsi anche se per loro sarà più difficile visto che gli americani presto sapranno,dalle informazioni prelevate dai pc, tutto sui nomi,sulle cellule e sui piani dell'organizzazione. Al Qaeda non si ferma e vuole martirizzare Osama puntando a riprendersi il corpo seppellito in mare.L'impresa è difficile e quasi impossibile, anche perchè non si sa se effettivamente il corpo di Bin Laden è finito nei mari prospicienti la zona dove lo sceicco del terrore è stato ucciso.



AL GROUND ZERO OBAMA RINGRAZIA E STRINGE LE MANI AI SUPERSTITI DELLA DISTRUZIONE DELLE TORRI GEMELLE
NIENTE DISCORSO
FOTO VERE E FALSE DI OSAMA



L'uccisione di Bin Laden ha avuto il suo strascico polemico e molti perché sono ancora da decifrare. L'Onu,la sezione dei diritti umani,ha chiesto al presidente una spiegazione sulla morte del terrorista che doveva essere trattato come prigioniero seguendo la prassi degli arrestati terroristici. Molti i motivi che non possono essere spiegati e la Cia non ha nessuna intenzione di rivelare il piano che ha portato alla cancellazione dello sceicco del terrore. Non è stata divulgata neanche la foto di Bin Laden,troppo atroce,sanguinante che poteva servire più alla causa dei terroristi che a quella della stampa democratica. Obama ha detto no e dello stesso avviso è anche la Cia.Almeno per il momento. Osama fa notizia,c'è una guerra tra i media per chi riesce a pubblicare per primo la "vera" foto di Bin Laden, per il momento,soprattutto alla notizia della morte del terrorista più ricercato di tutti i tempi, ci si deve accontentare di quella falsa,preparata con cura a mezzo photoshop e diffusa dal governo pakistano.Un vero e proprio falso. Come facevano a fotografarlo se non avevano partecipato all'incursione ed erano stati esclusi dall'operazione. Ci hanno tentato ma hanno fatto flop ciononostante quel falso è stato pubblicato online e su carta stampata. Si attendono sviluppi. In attesa c'è un Obama che non vuole parlare dell'uccisione del terrorista e partecipa alla cerimonia al Ground Zero regalando abbracci e strette di mano. Nel grande perimetro l'11 settembre 2001 si consumava una distruzione selvaggia e la morte senza pietà di quasi 3000 persone.Molti soccorritori morirono,altri furono feriti.Obama ringrazia tutti e si attarda con i vigili del fuoco che per primi diedero soccorso a quanti si trovavano dentro le Torri gemelle.Nessun discorso solo fiori e ricordi e dimostrare,a denti stretti, che quella strage è stata vendicata con l'uccisione del mandante di quell'atto efferato terroristico.



di P.Luigi Mossa
Dopo una caccia di 10 lunghi anni,è stato ucciso il leader di Al Qaeda Osama Bin Laden,il leader di 54 anni responsabile dell'assassino di migliaia di innocenti,uomini e bambini.E' ancora viva l'immagine delle Torri Gemelle colpite con violenza,fatte esplodere e distrutte fino a terra.Una tragedia enorme,oltre 2700 persone morte un pianto che non si è mai attenuato. La notizia è stata data al popolo americano e al mondo dal presidente Obama,soddisfatto dell'impresa, sottolineando che da adesso in poi " il mondo è migliore".Il terrorista era stato rintracciato due mesi fa ma si attendevano azioni precise per catturarlo o ucciderlo.Abitava in un quartiere di lusso,non facilmente rintracciabile,costruito nel 2005, in una villa a due piani(
foto sotto) da 2 milione di dollari con misure di sicurezza straordinarie,circondata da alte mura e filo spinato, a 80 miglia da Islamabad(Pakistan).L'attacco è stato autorizzato personalmente da Obama il 29 aprile ed è durato 40 minuti.I tiratori scelti della US Navy Seals arrivati con 4 elicotteri,di cui uno si è schiantato, hanno aperto il fuoco con granate a razzo e in un finale drammatico hanno chiesto a Bin Laden di arrendersi e al suo rifiuto hanno continuato a sparare uccidendo gli uomini del leader terroristico il quale guadagnava l'uscita facendosi scudo di una donna ma il suo tentativo è stato bloccato da un colpo alla testa e la sua uccisione immediata.Il suo corpo è stato sepolto in mare secondo le consuetudini e tradizioni islamiche.



di Leo Cortes
L'uccisione di Bin Laden arriva a pochi mesi dal decimo anniversario degli attacchi dell'11 settembre 2001 al World Trade Center e al Pentagono. La sua morte non attenua le sofferenze dei newyorkesi in particolare e degli americani in generale che hanno sperimentato un lutto terribile con la morte di oltre 2.700 persone e con la certezza di essere sotto attacco di Al Qaeda e del suo uomo più pericoloso Bin Laden.Un'arma del terrore che serpeggiava anche in Europa e in altre parti del mondo, un fronte comune con gli americani tutti insieme per combattere ogni azione e ogni tentativo degli uomini dell'organizzazione terroristica.Gli esperti non sono dell'avviso che con la scomparsa del leader terroristico si apre un periodo di pace, ma forse ci sarà una vendetta bestiale portata avanti dal n.2 di Al Qaeda cioè il medico egiziano Ayman al Zawahiri che è pronto ad assumere il comando dell'organizzazione.Ha lavorato per Al Qaeda sin dal suo inizio ed è il "cervello" degli attacchi dell'11 settembre.E' lui,infatti,la mano operativa mentre Bin Laden costituiva il volto pubblico del terrore.Non ci sarà comunque pace perchè,è la convinzione degli analisti,Al Qaeda attaccherà.Lo aveva detto Khalid Sheikh Mohammed,altro esponente dell'organizzazione terroristica, sotto interrogatorio subito dopo il suo arresto,il quale avrebbe detto che Al Qaeda era pronta a far scoppiare una bomba nucleare in Europa nel caso Bin Laden fosse stato ucciso o catturato.E' necessario anche in questo caso leggere tra le righe anche perchè Bin Laden in passato ci ha abituato a diverse minacce che non si sono mai verificate.Adesso,forse,è diverso ed è importante non abbassare la guardia e utilizzare ogni mezzo e ogni informazione per capire le azioni di questa organizzazione all'indomani dell'uccisione del suo leader.


UNA NAVE DI FEDELI SARDI A S.PIETRO
PER IL GIORNO DI WOJTYLA

SEI ANNI FA MORIVA
L'INDIMENTICABILE
GIOVANNI PAOLO II

400 MILA PELLEGRINI HANNO CONFERMATO LA PRENOTAZIONE IN PIAZZA S.PIETRO PER IL GIORNO DELLA BEATIFICAZIONE

di Luca Di Brizzi
Sei anni fa, il 2 aprile 2005, moriva l'indimenticabile Papa Giovanni Paolo II. Le immagini del suo pontificato sono ancora impresse in ognuno di noi. Come quelle del funerale in piazza S.Pietro o quelle delle pagine del vangelo sfogliate dal vento. Immagini che hanno emozionato milioni di cattolici sparsi in tutto il mondo. Il primo Papa non italiano, dopo 455 anni, è stato uno degli artefici indiscussi del crollo del comunismo. Sono vivissime le immagini, le parole, i viaggi di questo straordinario pontefice che in quasi 27 anni di apostolato ha lasciato un segno indelebile nella storia e nei nostri cuori. La sua grande umanità non è sbiadita e la sua sfida contro i regimi dittatoriali e la mafia hanno dato i suoi frutti. Che dire poi del Papa che canta e sta con i giovani e della lotta e la preghiera per una pace giusta e concreta tra i popoli. Un 2 aprile che ha un significato ancora particolare in vista della beatificazione proclamato da Benedetto XVI per il 1 maggio.Il decreto della beatificazione porta la data del 14 gennaio di quest'anno a seguito del riconoscimento di un miracolo per sua intercessione.Si tratta della della guarigione inspiegabile per la scienza della monaca francese Pierre Simon Marie, 51 anni,(foto) che era affetta dal 2001 di Parkinson, la stessa malattia che ha preso di Wojtyla. A questo momento circa 400 mila persone hanno confermato la loro partecipazione per il giorno dedicato al Papa Wojtyla, ma si attendono oltre 2 milioni di pellegrini in piazza S.Pietro.Anche la Sardegna,che ricorda il suo amato Pontefice che visitò l'isola nel 1985, sarà presente alla beatificazione con una nave piena di fedeli accompagnati dall'attuale arcivescovo mons.Mani.Memorabili i discorsi nella miniera di Monteponi e a Cagliari alla presenza dell'allora arcivescovo cardinale Canestri.




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